La dichiarazione di emersione potrà essere presentata dalle ore 8,00 del 15 settembre alle ore 24,00 del 15 ottobre 2012. Le domande possono essere presentate esclusivamente mediante procedura informatica accessibile dal sito internet del Ministero dell’Interno (www.interno.it). Accedendo al sistema è disponibili un’area di supporto agli utenti, con funzioni di help desk.
Successivamente all’invio della dichiarazione di emersione si può stampare la ricevuta con l’indicazione della data di invio telematico. Copia della stessa ricevuta dovrà essere consegnata, a cura del datore di lavoro, al lavoratore ai fini dell’attestazione dell’avvenuta presentazione della domanda di emersione.
A differenza di quanto accade in occasione del decreto flussi, non è necessario inviare le domande con urgenza, in quanto non vi è un limite massimo di domande accoglibili.

La domanda di emersione può essere presentata dai datori di lavoro che, alla data del 9 agosto 2012, occupavano irregolarmente da almeno tre mesi (ovvero almeno dal 9 maggio 2012) e continuano ad occupare alla data di presentazione della domanda, lavoratori stranieri.

In particolare possono presentare la domanda:

  • datori di lavoro italiani;
  • datori di lavoro comunitari;
  • datori di lavoro extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Nel novero dei datori di lavoro legittimati a presentare la dichiarazione di emersione sono ricompresi anche:

  • datori di lavoro extracomunitari titolari di carta di soggiorno in quanto familiari di cittadino comunitario o titolari della carta di soggiorno permanente per familiare di cittadino comunitario, ai sensi del d.lgs. n.30/2007;
  • datori di lavoro extracomunitari che hanno presentato richiesta di rilascio/rinnovo di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di carta di soggiorno per familiare di cittadino comunitario. In tal caso, al momento del rilascio del parere di competenza la Questura provvederà anche all’istruttoria della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

La domanda di emersione contiene la dichiarazione relativa all’inizio del rapporto di lavoro e alla sua attualità, pertanto, ha valore di autocertificazione.

Il datore di lavoro domestico è di regola una persona fisica ma, in alcuni particolari casi, anche la persona giuridica può esservi assimilata. Infatti, alle comunità stabili, senza fini di lucro, che sostituiscono sotto il profilo morale ed organizzativo le famiglie di coloro che ne fanno parte, è riconosciuta la possibilità di assumere un lavoratore domestico in quanto le sue prestazioni sono destinate a rispondere alle consuete esigenze di servizi domestici, caratteristiche della vita familiare.

Possono quindi essere datori di lavoro domestico:

  • le comunità religiose
  • le convivenze militari
  • le case famiglia
  • le comunità di recupero e/o assistenza disabili
  • le comunità focolari

In tali casi il reddito del datore di lavoro non dovrà comunque essere inferiore ai 30.000 euro annui.

Si, in quanto tali “status” sono condizioni giuridiche permanenti. Il datore di lavoro dovrà comunque essere in possesso dei requisiti richieste per poter accedere alla procedura di emersione dal lavoro irregolare (alloggio, reddito o documentazione sanitaria attestante il bisogno di assistenza etc.

Non possono accedere alla procedura di emersione i datori di lavoro condannati (anche con sentenza non definitiva o patteggiata ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale), negli ultimi cinque anni per reati connessi all’occupazione illegale di stranieri (articolo 22, comma 12 del D.lgs. n. 286/1998), all’intermediazione illecita ed allo sfruttamento lavorativo (articolo 603 bis codice penale), al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite.

La procedura è altresì preclusa ai quei datori di lavoro che in passato hanno avviato procedure di emersione o hanno fatto richiesta di assunzione dall’estero di cittadini stranieri senza successivamente procedere alla sottoscrizione del contratto di soggiorno o alla successiva assunzione del lavoratore straniero (salvo cause di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro).

Si, può presentare domanda di emersione anche un datore di lavoro che abbia già in corso un procedimento penale o amministrativo per violazione della suddetta normativa sul lavoro.

In tal caso, dal 9 agosto 2012 e fino alla conclusione del procedimento di emersione tali procedimenti resteranno sospesi (ad esclusione di quelli relativi alla violazione delle disposizioni sull’immigrazione clandestina di cui all’articolo 12 del D.lgs. n. 286/1998).

Tale sospensione cessa nel caso in cui la dichiarazione di emersione non venga presentata nei termini previsti, ovvero venga archiviata o rigettata.

Il datore di lavoro può accedere alla procedura di emersione dal lavoro irregolare 2012 solo se non ha ancora ricevuto la convocazione o se la data dell’appuntamento è posteriore al giorno in cui presenta la domanda di emersione. Se invece il datore di lavoro è stato convocato per il ritiro del nulla osta e non si è presentato all’appuntamento senza giustificato motivo non può presentare la domanda di emersione.

Si, il ritiro del nulla osta correlato alla domanda di assunzione fatta nell'ambito di un precedente decreto flussi, in caso di successiva indisponibilità all’assunzione, non preclude la presentazione della domanda di sanatoria.

Si. In questi casi la precedente procedura di emersione è da considerarsi conclusa.

No. La presentazione della domanda di emersione 2012 non comporta la rinuncia alla procedura di assunzione inoltrata nell'ambito di decreti flussi ancora in itinere.

No, nel caso descritto non è consentito il subentro; questo è invece previsto in caso di morte del datore di lavoro, in caso di motivi di forza maggiore (ad esempio nel caso di sopravvenuto ricovero del badato per aggravamento dello stato di salute); per il lavoro subordinato, in caso di fallimento della ditta che ha presentato l’emersione, può subentrare nel rapporto di lavoro la ditta che ha rilevato la precedente.

Si, ma sarà necessario essere già in possesso di una apposita certificazione medica della struttura sanitaria pubblica o medico convenzionato con il S.S.N. rilasciata in data antecedente all’istanza, che attesti l’invalidità al 100% con indicazione della necessità di avvalersi di due lavoratori per lo svolgimento dell’attività di assistenza.

La domanda è telematica e viene inoltrata automaticamente allo Sportello competente in base alla provincia ove la badante lavora, pertanto può essere inoltrata anche da un’altra città. Se il datore di lavoro è sua madre, è sufficiente produrre il certificato medico dal quale risulti la limitazione dell’autosufficienza e non occorre dimostrare il possesso di un reddito minimo. Se invece è Lei ad assumere una badante per assistere sua madre è necessario dimostrare il reddito.

La comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza deve essere inoltrata entro 48 ore dalla domanda di emersione.