Avviato un percorso partecipativo che porterà alla definizione di una normativa
Regione Puglia, presto una la legge contro il femminicidio

Attivare un percorso che porti alla realizzazione di una legge regionale contro la violenza e i femminicidi in Puglia. Lo sostengono con convinzione Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, ed Elena Gentile, assessora regionale al Welfare, impegnati nel mettere a punto strategie, programmi, piani e strumenti normativi per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere. “Questo fenomeno - ha detto Vendolaè solo la punta di un iceberg di una violenza sistematica quotidiana, quindi non ce la possiamo cavare con la norma penale, non c'è recrudescenza che tenga, c'è da attrezzare culturalmente una società”.

 

“Nell'agosto 2010, - ha evidenziato l'assessora Gentile - sono state approvate le Linee guida regionali per la rete dei servizi per la prevenzione e il contrasto. Oggi registriamo la presenza in Puglia di 15 Centri antiviolenza e 6 Case rifugio, alcuni pubblici e altri privati”.  Il piano triennale prevedeva che entro la fine del 2012 entrassero in funzione almeno due centri antiviolenza per territorio provinciale e almeno una casa rifugio per donne vittime di violenza. “Sia per i centri antiviolenza, sia per le case rifugio l'obiettivo è pienamente raggiunto. Il problema è piuttosto quello delle équipe multidisciplinari integrate tra servizi sociali e sanitari per la presa in carico delle vittime oltre che quello di assicurare continuità a quanto avviato, valorizzando soprattutto il ruolo e le competenze espresse dai CAV e dalle associazioni di donne che in questi anni hanno operato nel silenzio, spesso in modo volontario”.


Le disfunzioni, però, sono nella mancata attuazione delle indicazioni previste all'interno delle stesse Linee guida regionali. Di qui, l'esigenza di attivare un percorso che porti alla realizzazione di una legge regionale contro la violenza e i femminicidi in Puglia. La legge regionale, perciò, consentirà che l'azione della Regione Puglia divenga ancor più strutturata, integrata, vincolante, attraverso alcune tappe che partono dalla “costituzione di un tavolo tecnico all'interno dell'Osservatorio sulla salute di genere che definisca sistemi di diagnosi precoce e sviluppo di programmi di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario, che monitori e raccolga dati ed elabori un report annuale e preveda la formazione di tutti gli operatori del settore”. All'interno della legge, dunque, “sarebbe necessario – ha concluso l'assessora Gentileprevedere anche un sistema di monitoraggio puntuale sui dati del fenomeno che coinvolga tutti i soggetti pubblici e privati che a vario titolo si occupano di prevenzione e contrasto  e che consenta la circolarità delle informazioni”.