Migliaia di sfollati che vivono in centri collettivi senza riscaldamento, metà degli ospedali cittadini non funzionanti, mancanza di beni di prima necessità come medicine, coperte, vestiario invernale e scarpe per i bambini. Sono solo alcuni aspetti della drammatica situazione registrata a Homs da un team di operatori in Siria dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) rientrati la notte scorsa a Damasco dopo una missione di valutazione di due giorni.


Secondo quanto riferito dal team – coordinato dal rappresentante in Siria dell'Agenzia – i partner della Mezzaluna rossa araba siriana (SARC) hanno finora registrato 250mila sfollati all'interno e nei dintorni della città.

Nel corso della missione il team ha incontrato i rappresentanti della SARC, aggiornando i funzionari locali sullo stato delle operazioni UNHCR nell'area, tra cui la fornitura di aiuti non alimentari. Della squadra faceva parte anche il coordinatore per il settore degli alloggi dell'Agenzia in Siria, con il compito di valutare la possibilità di intraprendere la ristrutturazione degli alloggi.


L'UNHCR – operativo in Siria con oltre 350 operatori in 5 località – dalla metà di novembre è presente nella città, dove fin da giugno prestava assistenza attraverso SARC. Il team ha inoltre visitato due edifici adibiti ad alloggi collettivi, che ospitano rispettivamente 70 famiglie (400 persone) e 400 famiglie (2.300 persone). Si tratta del più grande alloggio di questo tipo a Homs. Nonostante le reti locali di solidarietà stiano fornendo un aiuto molto ben organizzato ai residenti, le necessità restano ingenti.

Molti bambini non vanno a scuola da 18 mesi, alcuni ospedali sono stati convertiti in alloggi collettivi e il 60% dei medici ha lasciato la città, così come altro personale sanitario. Si registra una grave carenza di medicine ed equipaggiamento medico.

Con l'arrivo dell'inverno i teloni di plastica forniti dall'UNHCR vengono usati per coprire gli ingressi aperti e le finestre mancanti nei centri collettivi, oltre che per dividere locali. Nessuno degli edifici dispone di riscaldamento e mancano coperte, vestiti pesanti e scarpe per i bambini.

Durante la missione sono arrivati in città 9 automezzi dell'UNHCR con a bordo aiuti per l'inverno, tra cui 6mila trapunte, 12mila stuoie, 13mila coperte invernali, 1.000 materassi e 6mila scatole di assorbenti igienici. Per i prossimi giorni è in programma l'arrivo di altri aiuti che forniranno assistenza a circa 3mila famiglie (15mila persone). Ad oggi l'Agenzia ha distribuito kit di aiuti a 5mila famiglie di sfollati a Homs.

Al momento in città è di base un membro del personale UNHCR e l'Agenzia potenzierà la propria risposta all'emergenza con nuove consegne di coperte, trapunte e materassi. Saranno inoltre identificati nuovi partner umanitari per estendere la rete di distribuzione locale, mentre sono stati conclusi accordi con agenzie partner per la ristrutturazione di circa 40 alloggi collettivi in tutto il paese.

Libano
In Libano l'UNHCR sta collaborando con un neocostituito comitato interministeriale per migliorare il coordinamento delle attività in favore dei rifugiati siriani e delle comunità libanesi coinvolte, mentre lavora con il governo per riprendere la registrazione congiunta attraverso il Ministero degli affari sociali (MOSA). UNHCR, MOSA, Alta commissione per l'assistenza e altre agenzie partner stanno lavorando insieme anche per migliorare le procedure d'identificazione dei rifugiati e armonizzare i criteri utilizzati per determinare le persone bisognose.

La scorsa settimana quasi 7mila rifugiati si sono registrati con l'UNHCR nelle regioni di Beirut, Nord Libano, Bekaa e Sud Libano, portando a 133.349 il numero totale delle persone assistite dall'Agenzia e dai suoi partner nel paese.

Con temperature che scendono sotto i 10 gradi in alcune aree della Bekaa e del Nord Libano, le attività in preparazione per l'inverno restano prioritarie. Finora nel mese di novembre l'UNHCR e il Programma Alimentare Mondiale (PAM/WFP) hanno distribuito buoni per il cibo, coperte, materassi, stuoie, stufe - e più recentemente buoni carburante - a circa 50mila rifugiati.

Proseguono poi i lavori di ristrutturazione di diversi edifici e alloggi collettivi rimasti incompiuti affinché possano accogliere rifugiati, così come continua la distribuzione di assistenza in denaro ai rifugiati in modo che possano pagare i canoni d'affitto. Prosegue anche la distribuzione di materassi, coperte e altri aiuti per famiglie ai rifugiati, che in Libano vivono tutti in centri urbani e non in campi.

Giordania
Violenza generalizzata, minacce ai singoli e ai loro familiari, paralisi dei servizi di base sono le principali ragioni che i rifugiati citano come le cause alla base della loro fuga. Gli ospedali giordani ricevono rifugiati feriti ogni giorno.

A ciò si aggiungono, come sempre più spesso riferito dagli stessi rifugiati siriani che arrivano nel paese, le difficoltà che incontrano lungo il percorso per raggiungere la frontiera. L'UNHCR esorta tutte le parti coinvolte a garantire un passaggio sicuro alla popolazione civile.

Il pericoloso viaggio è particolarmente duro per le donne e i bambini, che spesso – riferiscono gli operatori dell'Agenzia – arrivano visibilmente traumatizzati. Anche donne che hanno appena partorito si mettono in viaggio, mentre altre dicono di aver indotto il parto in vista della fuga. La scorsa notte è giunta al confine una donna con un bambino di 12 giorni. Molte famiglie scelgono di sedare i bambini durante il viaggio per tenerli più calmi.

Anche in Giordania i media hanno recentemente riferito di matrimoni precoci che coinvolgono ragazze rifugiate siriane. L'UNHCR è consapevole del fenomeno e sta collaborando con le agenzie partner per accrescere l'informazione e la sensibilizzazione tra le famiglie di rifugiati, tra i leader religiosi e altri attori. L'Agenzia è a conoscenza del fatto che avvengano tali matrimoni, ma non dispone di cifre a riguardo. Ciò che è certo è che la legge giordana proibisce il matrimonio di minori di 18 anni di età.

Al momento è in corso di preparazione una valutazione inter-agenzie per determinare le dimensioni del problema e individuare gli interventi da realizzare. L'UNHCR sta poi producendo una serie di comunicazioni di servizio sul tema dei matrimoni precoci, con la speranza che siano presto trasmesse dai canali televisivi nazionali giordani.

Proseguono poi le attività di preparazione per l'inverno nel campo rifugiati di Za'atri - a nord di Amman – dove sono stati distribuite 1.500 verande per tende, che forniscono spazio aggiuntivo agli alloggi nel quale collocare stufe a gas e che riparano meglio dagli elementi atmosferici.

Statistiche
In tutta la regione il numero di rifugiati siriani registrati o in attesa di registrazione ammonta adesso a oltre 465mila persone.

Le cifre per i singoli paesi confinanti con la Siria e per il Nord Africa sono: Giordania 137.998, Libano 133.349, Turchia 123.747, Iraq 60.307, Nord Africa 9.734.

Secondo le stime delle autorità inoltre nella regione sono presenti altre decine di migliaia di siriani che non si sono presentati per la registrazione. Sono fino a 150mila in Egitto, 100mila in Giordania, tra 60mila e 70mila in Turchia e decine di migliaia in Libano. Col protrarsi del conflitto e con il progressivo esaurirsi delle risorse dei siriani che già si trovano nei paesi limitrofi, si prevede che sempre più persone si registreranno per ricevere assistenza.

Fonte: UNHCR