Il volontariato si è incontrato per proporre idee per il III° Piano regionale delle politiche sociali
Bari, il contributo delle associazioni per costruire il nuovo welfare

Partono i lavori del III Piano regionale delle politiche sociali della Regione Puglia per il triennio 2013-2015. E anche le Associazioni di volontariato di Bari e di Andria sono state chiamate a dare il loro contributo per l'elaborazione del nuovo documento che traccerà il profilo del welfare pugliese nei prossimi tre anni. E così, si sono svolti due incontri organizzati dal Centro di servizio al volontariato ‘San Nicola' e dalla Regione Puglia rispettivamente ad Andria e a Bari.

 

Nell'occasione, le Associazioni hanno fatto il punto sullo stato dell'arte delle politiche sociali nel nostro territorio. Non poche le criticità riscontrate, dalla mancata attuazione delle azioni previste nei Piani di Zona, che ha prodotto il commissariamento di alcuni Ambiti inadempienti, come ha ricordato la funzionaria della Regione Puglia, Monica Pellicano, alla scarsa, se non inesistente, informazione alla cittadinanza degli interventi e dei servizi erogati.

 

Altrettanto critico è il livello di coinvolgimento delle libere organizzazioni dei cittadini ai tavoli di concertazione comunali: le associazioni auspicano una maggiore cooprogettazione e collaborazione perché, come ha sottolineato la presidente del Csv ‘San Nicola', Rosa Francole organizzazioni di volontariato propongono e realizzano progetti di alto livello, la stessa Regione elabora misure e bandi rivolti nello specifico a loro, ma spesso ci si dimentica del contributo che possono apportare nei tavoli di lavoro e nella realizzazione delle attività”.

 

Le Associazioni di volontariato, dunque, hanno offerto idee e contributi significativi sul fronte degli interventi in settori specifici: dal sostegno ai malati di Alzheimer al contrasto della devianza giovanile, dal supporto ai poveri al sostegno dell'autonomia dei disabili, dalla prevenzione alla scomparsa delle persone agli interventi a favore degli autistici, dal riconoscimento delle disabilità intellettive alle azioni di integrazione degli immigrati. Da tutti l'appello ad azioni di sistema tra le politiche sociali e quelle sanitarie, ormai interdipendenti tanto che molte azioni a favore della salute si spostano dalle une alle altre, come nei casi dell'assistenza domiciliare degli anziani e dei disabili.