I dati del Sole 24 Ore. Rimini, Milano e Bologna le più pericolose. Ma poche le denunce per estorsione in Capitanata
Italia, più di 7500 reati al giorno. Foggia al 23esimo posto tra le province ‘criminali’

Più sicura delle province di Rimini, Pisa, Reggio Emilia, Pescara, Milano, Ravenna e tante altre. Più sicura di ben 23 province italiane. La Capitanata, nonostante la forte percezione negativa offerta dalla cronaca quotidiana, numeri alla mano, registra meno reati che in altri territori. Per la precisione, dalle statistiche provinciali e regionali sull’attività delittuosa nel 2015, fornite al Sole 24 Ore dal ministero dell’Interno, dipartimento della Pubblica Sicurezza, la provincia di Foggia si piazza al 23esimo posto con 4.701 reati ogni 10mila abitanti, ottenendo una differenza percentuale di 5,98%. Tra i reati maggiori, la provincia di Foggia ‘brilla’ per i furti d’auto, 558,9 ogni 10mila abitanti; mentre non convincono del tutto i dati sulle estorsioni, solo 24,9 ogni 10 mila abitanti. Probabilmente questo ultimo dato è alterato dalla mancanza di denunce da parte delle vittime di reati di estorsioni, anche se le forze dell’ordine e le associazioni invitano ripetutamente a denunciare casi di racket per avviare le indagini ed i relativi arresti.

 

“Italia, più di 7500 reati denunciati ogni giorno. Ma in generale si registra un arretramento delle denunce dei reati nel 2015: a crescere poche tipologie, come le truffe e le frodi informatiche, le estorsioni o il riciclaggio/impiego di proventi illeciti, delitti in qualche modo ‘virtuali’ e meno ‘concreti’ di altri quali scippi, borseggi, effrazioni che maggiormente influenzano la percezione della sicurezza” è scritto nell’articolo del quotidiano che presenta i risultati. Rimini, dunque, è prima in classifica con 7.791 reati ogni 10 mila abitanti, seguita da Milano (7.636) e Bologna (7.240). “Se nel complesso la situazione appare migliorata, sul territorio frequenza, volumi e trend dei diversi generi delittuosi si distribuiscono in maniera differenziata, facendo emergere una ‘specializzazione’ geografica e social-economica delle attività criminose lungo la penisola o comunque evidenziando livelli di vulnerabilità diversi”.

Emiliano Moccia