La bozza sarà discussa a Firenze in occasione della Conferenza nazionale sulle Politiche per la disabilità
Ministero del Lavoro, il Programma di Azione Biennale in materia di disabilità

E’  online sul sito del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la proposta del II Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità. Il Programma è stilato sulla base della Convenzione Onu per di diritti delle persone disabili e ai sensi della legge 18/2009 con la qualel'Italia ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione delle Nazioni Unite. Un documento guida per il prossimo biennio, dunque, approvato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità a luglio scorso ed ora a disposizione di tutti in vista della V Conferenza nazionale sulle Politiche per la disabilità che si terrà a Firenze il 16 e 17 settembre, dove la bozza con i suoi contenuti sarà illustrata e discussa con tutte le parti interessate.

 

Otto le linee di intervento contenite nel Programma. Il documento, infatti, affronta le principali tematiche in materia, con un ampio ventaglio di proposte e azioni per la piena inclusione delle persone con disabilità. In 80 pagine, individua 8 linee di intervento: Riconoscimento/certificazione della condizione di disabilità e valutazione multidimensionale finalizzata a sostenere il sistema di accesso e la progettazione personalizzata; Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società; Salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione; Processi formativi e inclusione scolastica; Lavoro e occupazione; Promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità; Cooperazione internazionale; Sviluppo del sistema statistico e di reporting sull’attuazione delle politiche.

 

Tra gli elementi più importanti scritti nella bozza del Programma d’azione, il “lavoro di riduzione delle diseguaglianze territoriali che tanto incidono sulle opportunità di vita delle persone con disabilità e che troppo, spesso sono state invocate come ragione per ritardare, se non evitare, innovazione e cambiamento nel sistema di riconoscimento della disabilità, nell’organizzazione dei servizi in generale, nella realizzazione di politiche pienamente rispettose dei diritti delle persone con disabilità”