Il Raggruppamento Temporaneo di Impresa si è aggiudicato la gara di appalto e prende il posto delle Suore del Preziosissimo Sangue
Monte Sant’Angelo, alla RTI San Giovanni di Dio ed Iris la gestione della Casa di Riposo

Il Raggruppamento Temporaneo d'Impresa composto dalla Società cooperativa San Giovanni di Dio (soggetto capofila) e la cooperativa sociale Iris (soggetto mandante) è risultato vincitore fra sei concorrenti della gara d'appalto per la gestione della Casa di riposo di Monte Sant'Angelo, con sede nell'ex complesso dei Cappuccini e gestito da oltre trent'anni dalle Suore del Preziosissimo Sangue. I servizi offerti dalla struttura in favore degli anziani, dunque, sono salvi e si mette così fine ad un lungo periodo di incertezza e di preoccupazione che aveva fatto anche ipotizzare una possibile chiususra della struttura. La gara è stata condotta dalla Stazione unica Appaltante del capoluogo Dauno, alla quale il Comune di Monte Sant'Angelo ha aderito. La Società cooperativa San Giovanni di Dio si è impegnata ad assumere tutte le unità di personale che già prestano servizio a tempo indeterminato presso la struttura e di dotare la medesima delle figure professionali previste dalla legge regionale, a tutela degli anziani ospiti.

 

A riguardo, lo scorso 31 maggio si è svolto un incontro presso la Casa di riposo al quale hanno preso parte il Commissario Andrea Cantadori, le Suore del Preziosissimo Sangue presenti nella struttura e, in un secondo momento, i rappresentanti della Società cooperativa San Giovanni di Dio. "La Congregazione, non potendo sottoscrivere la nuova Convenzione per la gestione della Casa di Riposo perché prevedeva un sostanziale aumento di personale soprattutto specializzato, aumento assolutamente non compatibile con le proprie risorse umane ed economiche, con lettera datata 19 gennaio 2016, inviata per conoscenza anche a S.E. Mons. Michele Castoro, arcivescovo della città, - ricorda il Comune di Monte Sant'Angelo in una nota - comunicava la sua indisponibilità a proseguire nella gestione, pur dichiarandosi disponibile, ma non oltre il 31 maggio 2016, ad assicurare la prosecuzione dei servizi di assistenza, a tutela degli interessi preminenti degli ospiti della Casa e del personale dipendente, esclusivamente  nelle more dell'espletamento di procedure di pubblica evidenza da parte dell'Amministrazione. La Congregazione - prosegue la nota - riconosceva all'Amministrazione che gli impedimenti relativi alla prosecuzione della Convenzione non erano superabili per oggettivi vincoli normativi ed economici, esprimendo peraltro i sensi della più viva riconoscenza  per la paziente e generosa collaborazione ricevuta dai dipendenti, dagli ospiti e loro famigliari e da tutta la popolazione montanara".



Al termine della gara, il Commissario Cantadori ha ringraziato "le Suore per l'impegno profuso in questi anni in favore degli anziani e ha espresso rammarico per la decisione assunta dalla Congregazione di Roma , manifestata da tempo, di non voler proseguire la gestione della Casa di Riposo oltre la data del 31 maggio. Il Commissario Cantadori ha altresì ringraziato S.E. l'Arcivescovo Michele Castoro per la intelligenza e sensibile attività svolta, senza la quale la Congregazione avrebbe lasciato la struttura già nello scorso mese di dicembre". Infine, la Commissione straordinaria non ha sollevato motivi ostativi a che le Suore rimangano nella struttura per il tempo necessario a garantire che l'avvicendamento avvenga nel migliore dei modi.