Dopo il monitoraggio delle Asl, riaprono i termini dal 1° al 31 luglio
Regione Puglia, riaperti i termini per ‘Assegno di Cura’

Dopo la proroga tecnica dal 30 aprile al 4 maggio, imposta dalla necessità di consentire la conclusione e l’invio delle domande già caricate su piattaforma telematica, tutte le Asl pugliesi hanno avviato un attento monitoraggio su indicazione dell’Assessorato regionale al Welfare al fine di valutare la capienza dei fondi e di sanare situazioni critiche e di completare le procedure non ancora valide o carenti di documentazione. Dal monitoraggio effettuato deriva la necessità di prorogare ulteriormente il termine per la presentazione delle domande di assegno di cura.

 

Con Determinazione Dirigenziale del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria n. 173 del 13/06/2014 è stata disposta la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di accesso al contributo ‘Assegno di Cura’, fissandola alle ore 12.00 del 1° luglio 2014, con scadenza alle ore 12.00 del 31 luglio 2014. Potranno presentare domanda di accesso all’assegno di cura i pazienti, e loro familiari, riconducibili per patologia e condizione di non autosufficienza gravissima, alle priorità comprese tra la I e la IV così come fissate dall’A.D. n. 4/2014, nonché anche i pazienti riconducibili per patologia e condizione di non autosufficienza grave alla V priorità (pazienti affetti da altre patologie cronico degenerative non reversibili gravemente invalidanti).

 

Saranno complessivamente 2500 i pazienti che avranno accesso all’assegno di cura di 600 euro al mese, una volta completata anche la valutazione in Unità di Valutazione Multidimensionale: quindi molto rapidi i tempi rispetto alla precedente attivazione dell’assegno di cura, e un importante vincolo per le Uvm, a definire per ciascun paziente un Piano di assistenza individualizzato che integri l’assegno di cura con prestazioni domiciliari, perché la famiglia non venga lasciata sola e perché l’assegno di cura non diventi strumento di monetizzazione dei diritti alle cure domiciliari, che Asl e Comuni devono consolidare.

 

A questi 2500 pazienti si aggiungono i pazienti affetti da SLA, SMA e le poche altre patologie dichiarate affini, che ricevono un assegno di cura di 500, 1000 e 1100 euro in relazione allo stadio della malattia, e per i quali i termini di presentazione delle domande non sono mai sospesi, potendo presentare la domanda in qualunque momento dell’anno, attesa la disponibilità di risorse riservate per questi pazienti, come disposto dal decreto nazionale di riparto del Fondo Nazionale non Autosufficienza che dal 2013 vincola almeno il 30% proprio agli assegni di cura per la SLA e che, appunto, in Puglia è stato esteso con l’accordo delle Associazioni più rappresentative, anche alle patologie strettamente affini.