Regione Puglia, aumenta l’offerta si strutture e servizi per l’infanzia
Sono quasi 14mila i posti utente a disposizione dei minori
Regione Puglia, aumenta l’offerta si strutture e servizi per l’infanzia

Cresce l’offerta dei servizi e delle strutture in Puglia, soprattutto grazie alle scelte operate dall’assessorato regionale al Welfare sugli investimenti infrastrutturali sostenuti con fondi europei. All’interno del dato complessivo sulle 1940 strutture sociali, socioeducative e sociosanitarie della Regione Puglia, autorizzate al funzionamento al 31.12.2013, spicca per numero quello riguardante l’offerta per infanzia e minori. 612 strutture dedicate a servizi per la prima infanzia per un totale di 13.803 posti utente, 191 strutture residenziali per 1.510 minori, 135 centri diurni per 4.156 minori, 216 centri dedicati a servizi socioeducativi per 5.187 posti utente.

 

Un dato rilevante in particolar modo per gli asili nido e le sezioni primavera, ormai una realtà consolidata in Puglia, con 508 strutture dislocate in tutto il territorio regionale. E 120 dei 17 interventi per la prima infanzia sono già cantieri chiusi o strutture autorizzate al funzionamento. Per capire quanto la Puglia sia cresciuta in questi anni basi pensare soltanto che nel 2005 era fanalino di coda per offerta di posti nido: solo 80 asili nido e circa 2400 posti bambino. Quando il Governo nazionale ha fissato l’obiettivo di servizio la Prima infanzia al 12% di posti bambino rispetto ai residenti con meno di 3 anni di età e almeno il 35% dei Comuni serviti, la strada sembrava del tutto in salita e l’obiettivo irraggiungibile. Dopo avere scelto di destinare 57 milioni di euro  tra fondi europei e fondi nazionali alle nuove strutture per la prima infanzia nel periodo 2008-2013, oggi il 54,6% dei Comuni pugliesi ha uno o più servizi strutturati per la prima infanzia (asilo nido, centro ludico prima infanzia, sezioni primavera) e con 13.803 posti bambino l’offerta ha quasi raggiunto il 12%. Oggi i soggetti pubblici e privati sono impegnati nel sostenere la domanda delle famiglie, con gli incentivi al pagamento delle rette mediante i buoni servizio di conciliazione.