L’iniziativa dell’associazione disabili Delfino. Ritmi e danze dal mondo presso il LUC
Manfredonia, Folk ability: quando la disabilità non ha barriere

di MichelaPia Manduano

 

Un corso di danze folk per disabili, organizzato dall'associazione sportiva dilettantistica per disabili Delfino di Manfredonia in collaborazione con ‘Le Danzatrici di Arakne'. Il corso, dal titolo ‘Folk ability – Ritmi e danze dal mondo' avrà la durata di due mesi (febbraio e marzo), presso il  LucLaboratorio urbano culturale ‘Peppino Impastato' di Manfredonia. Le lezioni, gratuite, si terranno ogni mercoledì dalle 20.00 alle 21.30. “L'associazione sportiva Delfino, di cui è presidente Vincenzo Di Staso, lavora con persone con handicap fisico e psichico dal 1989 –spiega la volontaria del progetto AnnaPia Mione – e quest'anno compie 25 anni di attività, i ragazzi attraverso la nostra associazione hanno l'opportunità di poter partecipare alle ‘Special Olympics' e, ai nostri corsi ricchi di nuovi sport, da integrare alle solite attività sportive”.

 

Il LUC, impegnato nella promozione della partecipazione sociale e dei diritti civili dal 2010, organizza ed ospita iniziative come: rassegne cinematografiche, rappresentazioni teatrali, concorsi fotografici, mostre, incontri, corsi di formazione e feste; che mirano a coinvolgere persone disabili. Si tratta di una iniziativa originale e diversa dalle altre, dedita alla scoperta delle danze popolari italiane e straniere (ad esempio, la ‘Danza del Cerchio' famosa in Francia, danze popolari greche ed ebraiche).“Queste danze permettono il contatto fisico tra i ragazzi – afferma Mionesi punta sull'autostima, infatti, ogni ragazzo si mette in gioco, prova delle emozioni interiori fortissime, che cerca di esprimere attraverso la danza. Il nostro obiettivo è quello di far si che, attraverso la danza, i ragazzi possano credere maggiormente nelle proprie capacità”.

 

La novità importante è che il corso di ‘Folk ability' è aperto all'intera provincia, ma soprattutto è un corso aperto a tutti, che va oltre le differenze e le barriere sociali. Le lezioni si tengono ogni mercoledì, spesso anche con musica dal vivo, c'è la collaborazione di un maestro di percussione, grazie al quale i ragazzi sono invitati a suonare il tamburello prima dell'inizio della lezione di danza.  Perché la socializzazione dei ragazzi, è da sempre uno dei punti di forza dell'associazione sportiva Delfino. I ragazzi partecipano con costanza e sono desiderosi di imparare a ballare, portandosi dietro parenti e amici, creando così momenti di grande divertimento e condivisione. “Naturalmente un progetto così innovativo è anche ricco di paure e timori – continua Mioneabbiamo grandi responsabilità, perché, ad esempio, c'è una ragazza sulla sedia a rotelle, che riesce a muoversi e a danzare, grazie all'aiuto delle volontarie, ma quando si stanca sono previsti per lei degli esercizi distensivi per le braccia, proprio per non farle pesare le difficoltà rispetto agli altri, anche perché non siamo soliti fare differenze sulle disabilità”.

 

Il numero dei ragazzi presenti varia da lezione a lezione, in media ne partecipano dieci o anche di più, ma dato che il corso si sta svolgendo tra febbraio e marzo, a causa del freddo e del maltempo, alcuni hanno avuto problemi di mobilità. “Quest'anno il corso è stato ideato tra febbraio e marzo, ma – continua Mione - per il prossimo anno dovremo tenere conto delle stagioni, puntando ad un clima più caldo. Tra le altre cose, la fine del corso è prevista a Marzo, come prima volta si è trattato di una prova, per verificare che la nostra iniziativa funzionasse e che noi fossimo capaci di garantire un servizio del genere, in maniera efficiente”.

 

Il corso di danza folk mira a far riprendere, ai ragazzi con disabilità, le relazioni con il proprio corpo e a far scoprire l'espressività, la creatività e l'allegria.“La nostra è una bella idea – conclude Mioneperché la danza, che generalmente è un momento di condivisione, rappresenta anche un momento di crescita per tutti noi. Il riscontro di questa iniziativa è stato molto positivo. Il nostro segreto è che non si finisce mai di imparare, sembrerà una frase retorica, ma è la pura verità, facciamo tanta formazione e tanta pratica attraverso la danza, che permette a tutti di muoversi e di integrarsi vicendevolmente”. L'auspicio di tutti i volontari del progetto, è quello di poter ripetere la stessa esperienza anche l'anno prossimo, arricchendola di nuove idee e coinvolgendo un numero sempre maggiore di partecipanti.