L’importanza di ‘Pedali-amo la legalità’, l’iniziativa promossa dalla coop Altereco
Cerignola, mobilità sostenibile e riuso dei beni confiscati alla mafia

Coniugare la mobilità sostenibilità con l’importanza del riuso sociale dei beni confiscati alla mafia. Specialmente in un territorio come quello di Cerignola, dove sono diversi i beni confiscati alla criminalità organizzata che in questi anni sono diventati contenitori di iniziative sociali, culturali ed occupazionali. Lo sanno bene gli operatori della Cooperativa Sociale Altereco di Cerignola che – in collaborazione con la Cooperativa Sociale Pietra di Scarto, l'associazione Vieni in bici e l'associazione OltreBabele – hanno organizzato nelle scorse settimane ‘Pedali-amo la legalità', tre momenti scanditi da pedalate collettive in bicicletta terminate termineranno presso i beni confiscati alla criminalità.

 

“Il bilancio della manifestazione è stato più che positivo, con un buon numero di partecipanti. In particolare, hanno preso parte alle pedalate famiglie e bambini” spiega a Spazio Sociale Vincenzo Pugliese, presidente della cooperativa Altereco. L’iniziativa, quindi, è nata nell’ambio del progetto ‘PugliAPedali' promosso dalla Regione Puglia a favore della mobilità sostenibile. “Sicuramente – aggiunge Puglieseil coniugare la mobilità sostenibile, come l’andare in bicicletta, con la conoscenza dei beni confiscati alla mafia sono stati il valore aggiunto del progetto”. Ma non solo. Perché pedalare in sella ad una bici per raggiungere le strutture dislocate nl territorio è stata anche l’occasione per “far conoscere alle persone il nostro panorama agricolo e quello che facciamo in questi beni confiscati alla criminalità organizzata”. Come “le attività di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, la cura dell’orto biologico, la produzione dell’olio ‘Terra Aut’ e delle marmellate di ciliegie. Tutti prodotti realizzati in Contrada Scarafone, un terreno appartenuto un tempo ad un boss mafioso”.

 

Oltre a visitare Contrada Scarafone, ‘Pedali-amo la legalità' ha portato i partecipanti anche a visitare il Laboratorio di Legalità ‘Francesco Marcone’. Una delle caratteristiche delle manifestazioni, dunque, è stata la possibilità di poter degustare i prodotti che volontari, operatori e lavoratori hanno realizzato sui beni confiscati alla malavita e destinati al riuso sociale. E proprio in questo periodo, 15 ragazzi provenienti da tutta Italia stanno vivendo a Cerignola i campi della legalità democratica sui beni confiscati alle mafie organizzati da Arci, Cgil e Spi, in collaborazione con Libera.  “I volontari – conclude Puglieseci stanno dando una mano in lavori di ristrutturazione agricola e per rendere più efficiente il nostro centro”.

e.m.