Secondo la legge italiana, è considerato invalido civile:

  • la persona di età compresa tra i 18 e i 65 anni che presenta un'infermità fisica, psichica e/o intellettiva, congenita o acquisita, anche progressiva, che comporta una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo (superiore al 33%);
  • il minore con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie della sua età;
  • il cittadino con più di 65 anni che abbia difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età.

Non rientrano tra gli invalidi civili: gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro e gli invalidi per servizio, che vengono riconosciuti tali a seguito di cause specifiche derivanti dalla guerra, dalla prestazione lavorativa (per i lavoratori privati) o di un servizio (per i dipendenti pubblici e le categorie assimilate).



Come si richiede il riconoscimento?

La richiesta di riconoscimento di handicap va presentata dall'interessato o da chi lo rappresenta legalmente (genitore, tutore, curatore) all'INPS territorialmente competente.

La domanda, informatizzata dal gennaio 2010, deve rispettare alcuni precisi passaggi.

  1. Richiesta del certificato a un medico abilitato

    Innanzitutto bisogna rivolgersi a un medico abilitato alla compilazione telematica del cosiddetto "certificato medico introduttivo", che attesta la patologia invalidante. L'elenco dei medici certificatori accreditati è presente sul sito web dell'INPS (www.inps.it).

    Il medico compila questo documento su supporto informatico ma consegna al paziente

    1. Un codice che il sistema automaticamente genera
    2. Copia del certificato firmato in originale

    A questo punto il paziente, o chi per lui, può compilare la domanda, cui va allegato il certificato firmato in originale.

    Attenzione: il certificato è valido per 30 giorni, dopodiché scade e va richiesto nuovamente.

  2. Compilazione della domanda

    Una volta ottenuto il certificato introduttivo, il paziente (o chi per lui) può compilare la domanda. La domanda può essere compilata e presentata solo per via telematica.

    La domanda può essere presentata solo dai cittadini in possesso del PIN rilasciato dall'INPS, da soggetti autorizzati e dagli enti di Patronato e dalle Associazioni di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS).

    I cittadini possono richiedere il codice PIN direttamente sul sito INPS oppure tramite il Contact Center INPS (numero gratuito 803164).

    La domanda per via telematica va a buon fine esclusivamente se è compilata in ogni sua parte.

    Durante la procedura, è necessario inserire il numero del certificato rilasciato dal medico.

    Alla domanda bisogna allegare la certificazione medica che attesta le singole patologie ed, eventualmente, la documentazione medica rilasciata da strutture pubbliche (cartelle cliniche ed eventuali referti medici).

  3. La ricevuta e la convocazione per la visita

    Al termine della trasmissione della domanda, viene generata automaticamente una ricevuta che contiene il protocollo e la data di presentazione della domanda. La ricevuta può essere stampata.

    Inoltre, il sistema propone un ventaglio di date per la visita presso la Commissione dell'ASL. Una volta raggiunto l'accordo per la data della visita, sul sito appare l'invito alla visita, invito che viene anche inviato tramite lettera raccomandata con avviso di ritorno e all'indirizzo di posta elettronica, che era stato eventualmente comunicato.

    Nella convocazione viene specificato che

    • Il richiedente può farsi assistere da medico di sua fiducia
    • Laddove il richiedente non si possa presentare può fissare una nuova visita sempre tramite la stessa procedura
    • Disertare per due volte la visita equivale a rinuncia
    Visita domiciliare

    Se il richiedente non potesse muoversi è il medico curante che ne deve certificare l'intrasportabilità. Sta al Presidente della Commissione ASL accettare la domanda, nel qual caso viene comunicata data e ora della visita domiciliare. Se respinta, la Commissione comunica la data per una nuova visita ambulatoriale.

  4. La visita e il relativo verbale

    Il richiedente deve presentarsi alla visita nella data fissata, portando con sé un valido documento di identità, il certificato medico firmato in originale e tutta la documentazione sanitaria in suo possesso.
 In caso di assenza ingiustificata si provvederà a una nuova convocazione.

    La Commissione dell'Azienda ASL è integrata con un medico dell'INPS. Il richiedente, inoltre, può farsi assistere da un medico di fiducia.

    Al termine della visita viene redatto il verbale elettronico, che riporta l'esito della visita stessa, i codici nosologici internazionali (sistema di classificazione delle malattie e dei traumatismi) e l'eventuale indicazione di patologie che comportano l'esclusione di successive visite di revisione.

    Il verbale che esprime il giudizio di accoglimento o di rifiuto della Commissione sarà validato dall'INPS, che provvederà poi a inviarlo al domicilio dell'interessato.

    Se il verbale prevede l'erogazione di benefici economici, il richiedente deve integrare (sempre per via telematica) la domanda con specifici dati (come reddito personale, eventuale ricovero a carico dello stato, eccetera). In questa fase è consigliabile farsi assistere (da patronati sindacali, CAAF, eccetera).

  5. Ricorsi

    Se la Commissione non fissa la visita entro tre mesi, si può ricorrere tramite diffida all'Assessorato regionale competente che fissa la visita entro 270gg dalla domanda. Se nuovamente non succede nulla si può ricorrere al giudice ordinario.

    Se si vuole ricorrere contro il verbale lo si può fare entro sei mesi presso il giudice ordinario. E' bene farsi assistere da un legale.

  6. Aggravamento

    Seguendo la stessa procedura sin qui illustrata, si può presentare domanda volta a riconoscere l'aggravarsi delle condizioni del richiedente.



La Costituzione Italiana sancisce alcuni principi che sono il cardine di tutto l'impianto legislativo ed è proprio da questi principi che desideriamo partire.

Art. 2

"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo…e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale"

Art. 3

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…"

Art. 24

"Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi…."

Art. 32

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività…"

In sintesi, i quattro articoli della Costituzione Italiana sopra riportati significano che:

  • Esistono dei diritti inviolabili che appartengono ad ogni singolo individuo
  • Tra questi diritti inviolabili c'è il principio di uguaglianza di fronte alla legge. Uguaglianza che prescinde anche dalle condizioni personali e sociali. Questo vuol dire che se una persona è portatrice di una qualsiasi minorazione che la limita in qualche modo ha gli stessi diritti di qualsiasi altro individuo e lo stato deve adottare iniziative comunque volte a rimuovere ogni ostacolo che impedisce questa uguaglianza.
  • Il diritto alla tutela della salute è un altro dei diritti inviolabili sanciti dalla costituzione.
  • Laddove una persona ritenesse che i propri diritti inviolabili non sono stati tutelati ha il diritto di adire le vie legali per difendersi ed esigere quello che gli è dovuto.

Possiamo concludere questo breve ma fondamentale capitolo dicendo che un handicap non deve essere mai causa di discriminazione e che la persona che ne è portatrice non solo deve essere opportunamente curata (diritto alla tutela della salute) ma deve avere le stesse possibilità di una persona sana (principio di eguaglianza).


La legge che citeremo più spesso è la n° 104 del 5 febbraio 1992 Legge-quadro per l'assistenza e l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. (Pubblicata in G.U. 17 febbraio 1992, n° 39, S.O.)

Come si comprende dal titolo, questa legge entra nel merito di qualsiasi aspetto riguardante una persona portatrice di handicap ed ha le seguenti finalità:

  • Garantire il rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e autonomia;
  • Garantire la piena integrazione familiare, scolastica, lavorativa e sociale;
  • Assicurare servizi e prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione e la tutela giuridica ed economica

Questa legge all'art. 3, comma 1 chiarisce che

"E' persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa è tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione".

La persona handicappata è riconosciuta come "grave" quando ha una ridotta autonomia personale, "in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione".

Risulta evidente che l'handicap deve essere certificato da una struttura pubblica e sempre la legge 104 all'art. 4 ci dice che gli "accertamenti sono effettuati dalle unità sanitarie locali mediante le opportune commissioni mediche".

I ciechi e i sordomuti

Il requisito minimo per essere considerati ciechi civili è essere colpiti da cecità assoluta o avere un residuo visivo corretto non superiore a un ventesimo in entrambi gli occhi (art. 8, Legge 382/1970). La cecità, per essere civile, non deve essere stata riconosciuta come dovuta a causa di lavoro, di servizio e guerra.

Il requisito minimo per essere considerati sordumuti è essere minorati dell'udito, affetti da sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva che abbia impedito l'apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da cause di guerra, di lavoro e di servizio (art. 1, Legge 381/1970).



I Benefici per gli Invalidi Civili

I benefici (fiscali, economici, ecc) sono diversi a seconda del grado di invalidità riconosciuta dall'apposita Commissione Medica dell'ASL di riferimento, composta da medici legali e del lavoro.

  • Invalidità dal 34%
    • La persona ha diritto alla concessione gratuita, da parte dell'Azienda ULSS, di ausili inclusi nel Nomenclatore tariffario
  • Invalidità dal 46%
    • Possibilità di inserimento nelle liste di collocamento mirato (Legge 68/99)
  • Invalidità dal 51%
    • Congedo straordinario per cure, se previsto dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro)
  • Invalidità dal 67%
    • esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (esclusa la quota fissa). Tessera regionale di libera circolazione (un documento di viaggio regionale che permette di utilizzare gratuitamente tutte le linee di trasporto pubblico) con tariffa agevolata, con limite ISEE (Indicatore della Situazione Economica) pari o inferiore a 16.000 euro.
  • Invalidità dal 74%
    • assegno mensile concesso alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni prive di impiego, nel rispetto dei limiti di reddito (per l'anno 2012 il limite di reddito è pari a 4.596,02 euro lordi annui);
    • Per il 2012 l'assegno mensile di assistenza erogato dall'INPS è pari a 267,57 euro, elargito per 13 mensilità;
    • L'assegno mensile è incompatibile con altri redditi pensionistici;
    • Per chi supera i 65 anni d'età è previsto l'assegno sociale dell'INPS.
  • Invalidità del 100%
    • fornitura gratuita di ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
    • collocamento obbligatorio se presente capacità lavorativa residua;
    • esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (esclusa la quota fissa);
    • tessera di libera circolazione gratuita;
    • pensione di inabilità per le persone di età compresa tra 18 e 65 anni, nei rispetti dei limiti reddituali (per il 2012: reddito annuo lordo non superiore a 15.627,22 euro);
    • Per il 2012 l'assegno mensile di assistenza erogato dall'INPS è pari a 267,57 euro, elargito per 13 mensilità.

Indennità di Accompagnamento

Gli invalidi civili al 100% con impossibilità a deambulare in maniera autonoma o che non sono in grado di svolgere gli atti della vita quotidiana e necessitano dell'assistenza continuativa di una persona hanno diritto ad un'indennità di accompagnamento, erogata indipendentemente dal reddito e dall'età, il cui importo è di 487,39 euro al mese per 12 mensilità

L'indennità di accompagnamento è concessa a (Legge n. 508 del 23 novembre 1988):

  • Invalidi civili totalmente inabili nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o non in grado di compiere gli atti della vita quotidiana (vestizione, nutrizione, igiene personale, effettuazione di acquisti e compere, preparazione dei cibi, capacità di attendere alle faccende domestiche, lettura, messa in funzione della radio e della televisione,…), abbisognano di un'assistenza continuativa
  • L'indennità di accompagnamento non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa.

Invalidi civili di età inferiore a 18 anni

Anche per gli invalidi civili minori di 18 anni i benefici variano in base alla condizione riconosciuta.

  • Difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età:
    • ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
    • esenzione del pagamento del ticket farmaceutico, con esclusione della quota per la ricetta medica e dei farmaci in fascia C;
    • indennità di frequenza (questo beneficio economico viene concesso nei periodi in cui la famiglia sostiene spese legate alla frequenza di una scuola o di un centro specializzato per terapie o riabilitazione).
  • Ipoacusia (sordità) con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore (calcolata alla frequenza di 500 - 1000 - 2000 Hertz):
    • ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
    • esenzione del pagamento del ticket farmaceutico, con esclusione della quota per la ricetta medica e dei farmaci in fascia C;
    • indennità di frequenza.
  • Necessità di assistenza continua per incapacità a compiere gli atti della vita quotidiana e/o impossibilità a deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore:
    • ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
    • esenzione del pagamento del ticket farmaceutico, con esclusione della quota per la ricetta medica e dei farmaci in fascia C;
    • indennità di frequenza;
    • indennità di accompagnamento.

Invalidi civili di età superiore ai 65 anni

Per gli invalidi civili di età superiore ai 65 anni, i benefici economici sono i seguenti.

  • Difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età da 34% a 99%;
    • ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale.
  • Difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età con 100% di invalidità:
    • ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
    • esenzione del pagamento del ticket farmaceutico, con esclusione della quota per la ricetta medica e dei farmaci in fascia C.;
  • Necessità di assistenza continua per incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita e/o impossibilità a deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore:
    • ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
    • esenzione del pagamento del ticket farmaceutico, con esclusione della quota per la ricetta medica e dei farmaci in fascia C;
    • indennità di frequenza;
    • concessione dell'indennità di accompagnamento.

Pensione per i ciechi e i sordomuti

I ciechi assoluti con più di 18 anni, un reddito personale lordo annuo non superiore a15.627,22 euro (cifra aggiornata al 2012) e cittadinanza italiana o carta di soggiorno hanno diritto alla pensione per i ciechi. Ai ciechi minorenni non spetta la pensione, bensì l'indennità di accompagnamento.

I ciechi parziali, ossia coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi anche con eventuale correzione, con un reddito personale lordo annuo non superiore a 15.627,22 euro e la cittadinanza italiana o la carta di soggiorno, hanno diritto alla pensione per ciechi parziali.

La persona sordumuta di età compresa fra 18 e 65 anni, con cittadinanza italiana o carta di soggiorno, con sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva (che non sia di natura psichica, dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio) e con un reddito annuo lordo non superiore a 15.627,22 euro ha diritto alla pensione per sordomuti. Dopo i 65 anni la pensione per sordomuti si trasforma in pensione sociale.

I benefici per le persone handicappate

I benefici riservati alle persone handicappate variano in base alla condizione riconosciuta.

  • Persona riconosciuta handicappata, con invalidità civile superiore al 67% o con invalidità inscritta alla I, II o III tabella A della Legge 648/50, assunta in enti pubblici:
    • diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili e diritto di precedenza in caso di domanda di trasferimento.
  • Persona riconosciuta handicappata, che deve sostenere esami pubblici o di abilitazione alle professioni:
    • diritto agli ausili necessari per sostenere le prove e alla disponibilità di tempi aggiuntivi a quelli stabiliti.
  • Persona riconosciuta handicappata per ridotte capacità motorie permanenti o affetta da pluriamputazioni; persona riconosciuta handicappata per handicap psichico o mentale con indennità di accompagnamento come invalido civile:
    • acquisto di veicoli a IVA agevolata (4%); esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche.
  • Persona riconosciuta handicappata con menomazioni di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio che limitano l'autosufficienza e l'integrazione:
    • IVA agevolata per l'acquisto di apparecchiature e dispositivi meccanici, elettronici o informatici, anche appositamente fabbricati, preposti alla riabilitazione o a facilitare la comunicazione interpersonale, l'elaborazione scritta o grafica, il controllo dell'ambiente e l'accesso all'informazione e alla cultura.
  • Minore riconosciuto handicappato grave:
    • la lavoratrice madre, o in alternativa padre, anche adottivi, possono ottenere un prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro oppure, in alternativa, due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del minore. Chiunque assista un bambino di età non inferiore a tre anni può usufruire delle seguenti agevolazioni: tre giorni di permesso mensile purché il soggetto non sia ricoverato a tempo pieno; diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina; impossibilità al trasferimento senza il proprio consenso in sede di lavoro diversa da quella già coperta.
  • Handicappato grave di maggiore età:
    • diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina;
    • impossibilità al trasferimento in sede di lavoro diversa da quella già coperta senza il proprio consenso;
    • deduzione dal reddito complessivo delle spese mediche e di assistenza specifica, per la parte del loro ammontare complessivo che eccede il 5% o 10% del reddito complessivo annuo dichiarato.