Si tratta di un intervento di accoglienza dei minori allontanati temporaneamente dalle loro famiglie di origine
Ambito Alto Tavoliere, al via al campagna sull’Affido Familiare

Parte la campagna di sensibilizzazione e promozione del Servizio Affido organizzata dall’Ambito Territoriale 'Alto Tavoliere' che riguarda i comuni di APRICENA, CHIEUTI, LESINA, POGGIO IMPERIALE, SAN PAOLO DI CIVITATE, SAN SEVERO, SERRACAPRIOLA, TORREMAGGIORE. L’Ambito Territoriale Sociale 'Alto Tavoliere' promuove una campagna di sensibilizzazione sull’Affido Familiare, allo scopo di informare il maggior numero di persone e offrire indicazioni e risposte alle possibili domande su questo istituto di tutela. “L'affido familiare – dichiara Presidente del Coordinamento Istituzionale Simona Venditti - è un intervento di aiuto e sostegno per sopperire al disagio e alle difficoltà di un minore e della sua famiglia che, temporaneamente, non è in grado di occuparsi dei suoi bisogni affettivi, accuditivi ed educativi. E’ soprattutto uno strumento di tutela del minore ed un intervento al servizio della sua famiglia. L’obiettivo  è principalmente quello di: garantire al minore ospitalità per un certo periodo, offrendogli un ambiente familiare, nella prospettiva del rientro presso la propria; evitare il ricovero dei minori in comunità e favorire la deistituzionalizzazione di quelli ricoverati; potenziare, attraverso le buone prassi, i percorsi di affido familiare, creare una banca dati delle famiglie disponibili ad accogliere i minori in difficoltà”.


Sono tutti obiettivi del progetto 'A-Fidiamoci', finanziato dalla Regione Puglia e cofinanziato  dal Piano Sociale di Zona, nell’ambito del piano per la promozione ed il potenziamento dei percorsi di affidamento familiare. Ad attuarlo sono  i servizi sociali dei Comuni dell’Ambito Territoriale “Alto Tavoliere” con la collaborazione dei consultori familiari del Distretto Socio- sanitario n.51 dell’ASL FG, tutti chiamati a porre in essere gli interventi di sostegno alla famiglia, affinché questa riesca ad esprimere appieno le proprie risorse potenziali assicurando un ambiente idoneo alla crescita del minore. L’Affido, così come  regolamentato dalla legge 184/83 'Disciplina dell'adozione e dell'affidamento familiare dei minori', modificata con la legge 149/2001, è la migliore risposta alle situazioni di disagio dei minori '……….temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo'. Il collocamento dei minori in difficoltà presso strutture esterne deve costituire l’ultima ratio perché non consente di dare una risposta adeguata ed efficace alla risoluzione del problema oltre ad essere antieconomico considerate le alte rette di ricovero sostenute dai Comuni. Il sostegno del Servizio Affidi è rivolto alla famiglia di origine ed a quella affidataria che, a sua volta, deve essere selezionata, preparata e sostenuta nel percorso di inserimento. Inoltre il Servizio ha il compito di monitorare l’esperienza di affido  e preparare il minore per l’auspicabile rientro nella famiglia di origine. Possono diventare famiglie affidatarie: tutte le famiglie, le coppie, le singole persone che si sentono disponibili a questa esperienza e che hanno nella propria vita e nella propria casa lo spazio per accogliere un’altra persona.


Cos’è l’affidamento familiare
Per affidamento familiare s’intende il temporaneo inserimento di un minore, privo di un ambiente familiare idoneo, presso una famiglia diversa dalla sua, o persona singola, che sia disponibile ad assicurargli un adeguata ed equilibrata assistenza. E’ condizione necessaria garantire la continuità dei legami con la famiglia di origine, fino a quando si creino le condizioni per potere rientrare in famiglia (riferimento normativo Legge 149/2001).
L’affidamento può essere: consensuale - consenso dei genitori o di chi ha la responsabilità (viene effettuato attraverso i servizi sociali ed è convalidato dal giudice tutelare); giudiziale - non vi è il consenso dei genitori naturali e l’affidamento è decretato dal Tribunale per i Minorenni.  L’affidamento si distingue in: residenziale: quando il minore si trasferisce stabilmente presso la famiglia affidataria; diurno: quando il minore trascorre con la famiglia affidataria parte della giornata.  

 

Come aderire al servizio affidi
Le famiglie interessate, famiglie con figli o senza, o persone singole, si possono recare al Servizio Sociale del proprio Comune per un primo colloquio informativo, sugli aspetti organizzativi, sull’impegno richiesto alla famiglia e sulla normativa;  sarà assicurato loro un percorso di formazione.
Il Servizio Affido: seleziona le famiglie, coppie o singoli, attraverso la valutazione della loro effettiva disponibilità,  formazione e di informazione individuale e/o di gruppo riguardo agli aspetti giuridici, sociali e psicologici dell' affidamento familiare; individua  con gli operatori referenti nella formulazione del progetto di affidamento, la famiglia più idonea per il minore; sostiene la famiglia affidataria o l’affidatario prima durante e dopo l'affido; partecipa ai momenti di verifica con gli operatori; gestisce i gruppi di auto mutuo aiuto mensili delle famiglie affidatarie; organizza una banca dati delle famiglie affidatarie e collabora con i servizi del territorio e con l'Osservatorio Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza per il monitoraggio del fenomeno; promuove attività di formazione per gli operatori, raccogliendo orientamenti e bisogni.


Per informazioni e approfondimenti: per il Comune di Apricena: referente - Dott.ssa Nazarena MASULLO; -per il Comune di Chieuti: referente - Dott.ssa Maria Assunta MANCINI; per il Comune di Lesina: referente – Dott.ssa Amelia LEONE; per il Comune di Poggio Imperiale: referente - Dott. Michele LOMBARDI; per il Comune di San Paolo di C.: referente-Dott.ssa Gjusi DEL PO; per il Comune di San Severo: referente-Dott.ssa Rosanna FLORIO; per il Comune di Serracapriola: referente- Dott. Michele LOMBARDI/Dott.ssa Maria C. PADALINO; per il Comune di Torremaggiore: referente – Dott.ssa Patrizia COPPOLA.