"In pericolo i servizi per gli studenti non vedenti e per i videolesi pluriminorati"
Stato di agitazione dei non vedenti ed ipovedenti della Regione Puglia

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con cui proclama lo stato di agitazione perché sono in pericolo i servizi per gli studenti non vedenti e per i videolesi pluriminorati finanziati dalla Regione Puglia.

 

Il Consiglio Regionale Pugliese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha il dovere di tutelare i diritti materiali e morali dei non vedenti, anche pluridisabili, è seriamente preoccupato per la sorte dei diversi servizi che le Province e la Città Metropolitana di Bari hanno assicurato, in continuità sin dal 1934, in favore dei disabili visivi. Si tratta delle Attività Integrative Extrascolastiche Domiciliari, del Servizio trascrizione dei libri di testo per allievi frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, della fornitura degli ausili tiflodidattici, del Servizio trasporto scolastico gratuito per gli studenti delle scuole superiori, delle rette per consentire la frequenza dei corsi professionali e dei Servizi educativi e dei  Progetti Centro Diurno e Assistenza Domiciliare per videolesi adulti pluriminorati attivati nelle sei province pugliesi.

 

Tre sono i motivi di preoccupazione: i tempi,  i contenuti e le risorse finanziarie disponibili per l’attuazione del processo in atto di riordino del sistema di governo regionale e territoriale delle funzioni amministrative, delegate, conferite o comunque esercitate finora dalle Province  nel settore della disabilità visiva, di cui all’art. 17, comma 1, lett. e), della L.R. 19/2006.

Con riferimento ai tempi e alle modalità di attuazione del riordino delle competenze nel settore, a due mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico, centinaia di genitori di alunni disabili visivi pugliesi ancora non sanno se i loro figli potranno continuare ad usufruire per il prossimo anno scolastico dell’educatore delle attività integrative extrascolastiche domiciliari, dei servizi di trascrizione Braille e ingrandimento dei libri di testo, di fornitura del materiale e degli ausili tiflodidattici e delle rette per la frequenza presso gli istituti specializzati  per godere del diritto allo studio assieme ai loro compagni di classe. La Regione Puglia, che con le ll. rr. 31 del 30.10.2015 e 9 del 27.05.2016 si è attribuita e impegnata ad esercitare le funzioni finora assicurate dalle Province nel settore dell’assistenza specialistica per alunni videolesi inseriti nelle scuole di ogni ordine e grado mediante avvalimento alla Città Metropolitana di Bari e alle stesse Province, non ha ancora provveduto alla stipula delle convenzioni previste all’art. 2, comma 6 della l. r. n. 9/2016. Il timore che angoscia le famiglie è di essere ormai fuori tempo massimo, per garantire un avvio dell’anno scolastico 2016-2017 per alunni e studenti con disabilità visive in condizioni di parità con gli altri loro compagni.

 

Altro motivo di allarme riguarda i contenuti e le modalità di attuazione del processo di riordino delle competenze nel settore della disabilità visiva. le Province, in attuazione  dell’art. 17, comma 1, lett. e), della L.R. 19/2006, hanno, finora, non solo garantito i servizi di assistenza specialistica agli alunni videolesi inseriti nelle scuole di ogni ordine e grado, ma anche  assicurato gli interventi di cui all’articolo 3, comma 1, della legge 28 agosto 1997, n. 284 per l’integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati. Le famiglie temono che vengano soppressi i servizi di Centro Diurno e Assistenza Domiciliare per persone videolese pluriminorate che le Province hanno finora garantito anche con fondi della regione.

 

Un ultimo, ma determinante motivo di preoccupazione riguarda le risorse finanziarie che la Regione Puglia ha promesso di mettere a disposizione della Città Metropolitana di Bari e delle Province. Occorre che tali risorse finanziarie siano tempestivamente trasferite agli enti  che hanno già assicurato per l’anno scolastico 2015-2016 i servizi previsti. Il rischio che si paventa è che nel processo di riordino le risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia, oltre ad essere elargite con notevole e grave ritardo, non siano sufficienti a garantire il livello di prestazioni finora assicurato dalle Amministrazioni Provinciali.

 

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti non permetterà in alcun modo che, con la scusa di riordinare le funzioni tra gli enti locali, si determini una riduzione e/o soppressione di servizi fondamentali per  il livello di qualità della vita degli alunni e delle persone cieche, ipovedenti e videolese pluriminorate. Se si dovesse verificare quanto paventato, si configurerebbe una palese e grave interruzione di pubblico servizio e di conseguenza l’Unione Italiana  Ciechi chiederà l’intervento e la tutela da parte della magistratura. Si chiede quindi alle autorità competenti un immediato impegno, sollecitando l’attivazione di un tavolo di concertazione tra la Regione, le Province, la Città Metropolitana di Bari, le Scuole, l’Unione Italiana Ciechi e le famiglie per la verifica delle difficoltà e la ricerca di soluzioni per la stabilizzazione dei servizi e una pianificazione certa degli stessi.

 

L’auspicio di tutti è che gli amministratori degli enti interessati, sia in veste di politici che di dirigenti, sappiano assumersi la responsabilità di decidere, anziché per la riduzione/chiusura, per l’ulteriore potenziamento dei servizi finora garantiti con risultati ottimali, perché decisioni che mettano a repentaglio attività altamente specializzate e qualificate, costruite in anni di impegno e dedizione umana e professionale, non saranno assolutamente consentite dai  ciechi pugliesi