I Rover e le Scolte del gruppo Foggia 38 dal 17 al 19 luglio partecipano al 25° anniversario delle stragi dei magistrati
Da Foggia a Palermo per ricordare Falcone e Borsellino, gli scout sui passi della legalità

Ci saranno anche gli scout di Foggia, del Gruppo Foggia 38 della Zona Daunia, il 17-18-19 luglio  a Palermo per ricorderà il 25° anniversario delle stragi in cui sono stati uccisi i magistrati Paolo Borsellino, Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti delle scorte. E' così, infatti, che l'AGESCI (Associazion, Guide e Scout Cattolici Italiani) ripartendo dal ricordo di chi ha dato la propria vita per i valori della legalità e giustizia, insieme all'Agesci Sicilia ha organizzato un evento per tenere in vita la memoria, attingendo da essa linfa nuova per alimentare il presente e insieme cambiare il mondo. "Fare memoria, infatti, non è soltanto ricordare, ma anche rinnovare l'impegno e la passione civile".

 

Alla tre giorni, quindi, saranno presenti: 1000 Rover e Scolte (ragazzi dai 16 ai 21 anni), 200 Lupetti e Coccinelle (bambini dagli 8 ai 12 anni), 300 Esploratori e Guide (ragazzi dagli 11 ai 16 anni), 500 Capi e i responsabili nazionali dell'AGESCI. Tra questi, dunque, ci saranno anche i Rover e le Scolte del gruppo Foggia 38 della parrocchia di Sant'Alfonso dei Liguori chiamati a vivere un'esperienza significativa sul tema della legalità e della memoria.  I Presidenti del Comitato nazionale AGESCI, Barbara Battilana e Matteo Spanò, che saranno presenti all'appuntamento, dichiarano: “Oggi, ancora una volta, è più deciso e fermo che mai l'impegno di noi scout a sostegno della legalità. Il 1992 ha profondamente segnato le nostre coscienze e quelle di tutte le forze sane della società civile, che senza sosta si impegnano nella lotta alle mafie. Vogliamo continuare giorno dopo giorno ad educare i nostri ragazzi e le nostre ragazze ai valori della lealtà, del rispetto e della fiducia.”     





Realizzata dalla Fondazione dei Monti Uniti e dal Centro di Servizi al Volontariato
La ’Mappa della Solidarietà della Città di Foggia’, i servizi per le persone indigenti

La 'Mappa della Solidarietà della Città di Foggia'. E' il nome dato all'iniziativa realizzata dalla Fondazione dei Monti Uniti e dal Centro di Servizi al Volontariato (Csv) di Foggia giunta alla sesta edizione. La nuova 'Mappa della Solidarietà' sostituisce la storica carta dei 'Servizi gratuiti di prima accoglienza per i migranti', pubblicata da Fondazione e Csv ininterrottamente per dieci anni, ed amplia la platea dei possibili destinatari agli indigenti. Concepita come una bussola per orientarsi in quella parte di città che aiuta e dà conforto, la Mappa sarà stampata in tre mila copie e sarà distribuita capillarmente, anche presso gli enti che sul territorio operano a contatto con le fasce più deboli: Prefettura, Questura, Caritas diocesana, Associazione Fratelli della Stazione, Medtraining ed Emergency.



Attraverso questo strumento, dunque, le persone che vivono in condizioni di indigenza - italiani e migranti - possono conoscere orari, indirizzi, numeri di telefono, orari di apertura di numerosi servizi. Settanta i servizi rilevati, come vestirsi, lavarsi, curarsi, mangiare, ricevere assistenza legale. E' possibile orientarsi sulla Mappa in quanto disegnata con intuitivi ideogrammi ed una legenda. La Mappa è in sei lingue: italiano, inglese, francese, russo, arabo e rumeno.





L’assessore regionale al Welfare, Salvatore Negro, fa un bilancio degli interventi messi in campo
Regione Puglia, Istat:

“I dati diffusi dall’Istat sull’incidenza di povertà in Puglia sono molto confortanti e ci spingono a continuare a lavorare nella direzione intrapresa da questo Governo regionale con misure a sostegno del reddito delle famiglie più povere”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare Salvatore Negro commentando i dati ISTAT sull’incidenza della povertà in Puglia che è scesa dal 18,7% del 2015 al 14,5% del 2016. “Siamo una delle regioni del Sud meno difficile per le famiglie e stiamo lavorando per combattere le difficoltà che minano la sopravvivenza delle stesse - ha continuato l’assessore Negro - . Il dato ISTAT sull’incidenza della povertà nella nostra regione ci dice che dobbiamo e possiamo continuare con misure intraprese come Reddito di dignità (RED), i buoni servizio per il sostegno alla domanda di servizi per l’infanzia e la non autosufficienza, il fondo per il sostegno ai genitori, ad integrazione della previdenza di categoria, la legge sulla lotta agli sprechi alimentari e farmaceutici. Non abbiamo la bacchetta magica e siamo consapevoli che le difficoltà che si trovano ad affrontare le famiglie pugliesi siano tante. Ma siamo certi che quel dato ISTAT può essere ancora migliorato nel tentativo di allinearci alle altre realtà italiane delle regioni del Nord. Anche perché misure come quella del Reddito di dignità sono destinate soprattutto a quei nuclei più numerosi e dove sono presenti delle disabilità”.





Si trova all’interno dall’area colloqui ed è stata promossa dall’associazione Fermenti Lattici
Lecce, nel carcere ’Borgo San Nicola’ nasce la ’Biblioteca dei bambini’

Dopo oltre sei mesi di lavoro, tra preparazione, progettazione e realizzazione, nella Casa Circondariale 'Borgo San Nicola' di Lecce si è tenuta l'inaugurazione della Biblioteca dei Bambini nata nell'ambito del progetto 'Giallo, Rosso e Blu' dell'associazione Fermenti Lattici. Il progetto, partito nel dicembre 2016, avrà una durata di 24 mesi e sarà realizzato da una rete di associazioni che operano già attivamente e in sinergia nel mondo dell'infanzia attraverso molteplici approcci. La biblioteca si trova all’interno dall’area colloqui del carcere. Per la sua sistemazione i bambini sono stati sollecitati a immaginare e 'progettare' e i genitori si sono occupati di realizzare i progetti dei piccoli; la sala è stata reinventata, ridipinta e resa adatta ai piccoli, fornita di arredi, di libri e albi illustrati per l’infanzia – anche grazie alle donazioni di decine di persone, case editrici e librerie – per dare vita a una piccola biblioteca che possa crescere nel tempo.

 

“Il progetto è nato da una nostra idea ma sta evolvendo e migliorando grazie alla collaborazione con la direttrice, la polizia penitenziaria e tutti i dipendenti del carcere di Lecce - ha detto Antonietta Rosato, dell’associazione Fermenti Lattici - . Evidentemente era necessario pensare a nuovi spazi di socialità per i più piccoli. In questi mesi abbiamo piantato un seme che man mano sta dando buoni frutti. La biblioteca è solo l’inizio. Dopo questo spazio passeremo alla creazione della ludoteca e poi alle varie attività con le associazioni e le realtà teatrali che ci hanno affiancato in questa avventura”. La creazione della biblioteca, dunque, “è il primo di una serie di interventi per favorire una frequentazione serena del carcere da parte dei bambini e offrire loro tempi e spazi di condivisione insieme alla propria famiglia”.

 

Il progetto rientra tra le dieci iniziative vincitrici del bando nazionale 'Infanzia Prima' destinato a bambini sino ai 6 anni promosso da Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione con il Sud, con l’accompagnamento scientifico di Fondazione Zancan e in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. La direttrice del carcere Rita Russo ha invocato il sostegno di tutta la città a questo tipo di attività. “Il progetto nasce con un finanziamento ma speriamo che questa biblioteca possa alimentarsi grazie all’impegno non solo di chi vive e lavora nel carcere ma anche degli esterni”.





Per l’Istituto di Statistica nel 2016 sono un milione e 619mila le famiglie coinvolte
Istat, in Italia oltre 4 milioni di persone vivono in povertà assoluta

Nel 2016 si stima siano 1 milione e 619mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742 mila individui. Rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui. L'incidenza della povertà assoluta sale al 26,8% dal 18,3% del 2015 tra le famiglie con 3 o più figli minori, coinvolgendo nel 2016 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui; aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila). E' quanto emerge dal report dell'Istat 'La povertà in Italia' riferito a due distinte misure della povertà: assoluta e relativa, elaborate con due diverse definizioni e metodologie, sulla base dei dati dell'indagine sulle spese per consumi delle famiglie.

 

L'incidenza della povertà assoluta aumenta al Centro in termini sia di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) sia di individui (7,3% da 5,6%), a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane (6,4% da 3,3% dell'anno precedente).

Anche la povertà relativa risulta stabile rispetto al 2015. Nel 2016 riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l'anno precedente).

Analogamente a quanto registrato per la povertà assoluta, nel 2016 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%)

La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne

L'incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%).

Per approfondire: www.istat.it





Nelgi ultimi due mesi, accolte oltre cento persone. Molti foggiani. Il bilancio della Caritas diocesana
Foggia, tanti italiani accolti nel dormitorio di Sant’Alfonso dei Liguori

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di don Francesco Catalano, direttore della Caritas diocesana Foggia-Bovino, in riferimento all'attività di accoglienza del dormitorio per persone senza fissa dimora della parrocchia di Sant'Alfonso dei Liguori

E’ tempo di fare un primo bilancio, dopo che sono trascorsi  due mesi dalla firma del rinnovo della convenzione tra L’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia e la Fondazione Fasano Potenza Onlus/Caritas Diocesana, per il finanziamento del dormitorio per senza fissa dimora presso la parrocchia di S. Alfonso e il progetto Santa Maria del Conventino. In questi due mesi infatti, sono state accolte ben 116 persone di cui 28 italiani, quindi una  persona su quattro  nei nostri dormitori è italiana, il dato conferma che gli effetti devastanti della crisi economica continuano a lasciare ai margini della società ancora tanta gente. Mentre gli stranieri occupano i posti letto per un periodo pressoché limitato, in quanto di passaggio sul nostro territorio per la ricerca di lavoro nelle campagne, gli italiani – tra cui diversi foggiani – chiedono e ricevono di sostare per un periodo più lungo a causa della cronicità delle situazioni di povertà in cui versano. Tra questi ci sono papà separati, anziani, persone affette da dipendenza, ed a volte purtroppo anche giovani dai 18 ai 24 anni.

 

“La volontà dell’Assessore alle Politiche Sociali nella persona del vice Sindaco Erminia Roberto, di stanziare 60.000 euro per finanziare da maggio a dicembre 2017 questo progetto di accoglienza - racconta don Francesco Catalano – testimonia la serietà, la sensibilità e la volontà dell’attuale Assessorato alle Politiche Sociali di non stare a guardare alla finestra i drammi che colpiscono i cittadini e di porre in essere offerte concrete di primo aiuto a chi nella vita ha ormai perso tutto”. Preziosa, per la buona riuscita di questa iniziativa, è la sinergia tra Istituzioni e terzo settore. L’accoglienza, seppur realizzata in strutture parrocchiali come quella di S. Alfonso con a capo padre Martella, o in realtà promosse dalla Caritas Diocesana, offre attraverso i volontari quel valore aggiunto di affetto, calore umano e amicizia, tanto richiesto da chi vive in profonda solitudine e indigenza. Fino ad oggi tante sono le storie a lieto fine, come quella di concittadini Carmine o Angelo, che un tempo erano ospiti dei nostri dormitori e che ora ci telefonano rispettivamente da Bologna o dalla Germania, per raccontarci che finalmente possiedono un lavoro, una casa e una vita dignitosa e che non dimenticheranno mai il bene ricevuto da chi oltre ad un posto letto, ha saputo offrire anche una speranza.





Obiettivo del progetto: raccogliere cibo, condividerlo e rafforzare legami di solidarietà
Bari, ’Frigo solidale’: sette frigoriferi aperti alla città per i poveri

Sette frigoriferi da distribuire sul territorio cittadino per favorire la cultura del dono, del foodsharing e della condivisione degli alimenti. Si chiama 'Frigo solidale' il nuovo progetto ideato da Kenda onlus, finanziato da Fondazione CON IL SUD nell’ambito dell’iniziativa 'Con il Sud che partecipa' e realizzato in collaborazione con l’Aps Farina 080 onlus, Link-Sindacato studentesco, Zona FranKa, The Hub e il Comune di Bari-assessorato al Welfare. I cittadini in difficoltà potranno così prendere del cibo dal frigorifero, mentre altri potranno lasciarlo, senza alcun obbligo, affinché anche tutti possano usufruire della stessa possibilità. L’iniziativa è stata presentata questa mattina, a Palazzo di Città, dall’assessora al Welfare Francesca Bottalico e dagli ideatori del progetto, che si pone l’obiettivo di favorire la riduzione dello spreco di cibo, di sensibilizzare i cittadini sul contrasto alla povertà e di promuovere la redistribuzione degli alimenti attraverso frigoriferi e dispense solidali da collocare in diversi quartieri di Bari. Saranno sistemati in sette spazi chiusi ma aperti al pubblico, in modo tale da consentire a chiunque di lasciare o ritirare cibo commestibile secondo un sistema di regole che permetta di garantire la corretta conservazione dei prodotti, anche grazie alla collaborazione dei volontari che si prenderanno cura del frigorifero e dei beni conservati.

 

I luoghi scelti sono Impact Hub (presso la Fiera del Levante), Palazzo Ateneo - II ° piano, Zona Franka (in via Dalmazia), Centro aperto per le famiglie 'Orizzonti' di San Pio (in via della Felicità), parrocchia San Sabino a Japigia (in via Caduti del 28 luglio 1943, 5), Casa delle Culture al San Paolo (in via Barisano da Trani, 15) e scuola Open Source a Bari vecchia (in strada Lamberti, 16). La collocazione di un frigorifero all’interno delle diverse comunità è finalizzato all’attivazione di iniziative reali di contrasto allo spreco di cibo (come il coinvolgimento degli esercizi commerciali rionali nella condivisione degli esuberi alimentari da collocare nel frigorifero), ma anche alla creazione di momenti di condivisione, convivialità e integrazione interculturale.

 

“Questa iniziativa scaturisce da un percorso cominciato diverso tempo fa - ha esordito Francesca Bottalico -. Il nostro intento è coinvolgere le varie comunità territoriali per dar vita e vitalità a un progetto che, attorno a questo tema specifico, possa far sorgere dei presidi fissi di incontro e mutuo aiuto. Ovviamente 'Frigo solidale' si intreccia con altre progettualità legate alla condivisione dei beni alimentari, alla conoscenza reciproca e al rafforzamento dei legami solidali. Ci auguriamo anche che, al di là della funzione primaria della redistribuzione del cibo nei confronti di quanti sono in difficoltà, favorisca un circuito virtuoso in grado di costruire occasioni di incontro e di promuovere rapporti interculturali”.

“Dobbiamo ringraziare Farina 080 che di fatto ha già una sua piattaforma su cui sviluppare tutto il progetto - ha detto il coordinatore di Frigo solidale e volontario di Kenda onlus Saverio Fanfulla -. Abbiamo pensato di collocare i frigoriferi all’interno di comunità già solide con regole ben stabilite. Intendiamo far sì che tutti possano usufruire dei beni lasciati seguendo comunque la logica educativa secondo cui si può prendere ma si deve anche lasciare qualcosa per gli altri. In fondo, è anche un modo per riunire varie anime di uno stesso contesto sociale: sarà premura dei volontari organizzare momenti conviviali e di incontro, come ad esempio uno show cooking”.


Ogni frigorifero, infatti, svolgerà una funzione orientata al contesto in cui si trova: ad esempio, in alcuni luoghi servirà a sostenere le attività di conservazione degli alimenti raccolti da uno sportello Caritas (è il caso della parrocchia San Sabino), in altri rafforzerà le dinamiche di condivisione del cibo negli spazi di co-working (The Hub), mentre in altri ancora offrirà l’occasione per sensibilizzare la comunità studentesca intorno ai temi della salvaguardia dell’ambiente e dell’integrazione culturale (associazione Link per il frigo collocato nell’Ateneo). In ogni caso saranno programmate delle azioni volte a costruire una comunità solidale che intende farsi carico delle situazioni di bisogno e che è disposta a impegnarsi per diffondere stili di vista sostenibili.

 

“L’idea nasce in Brasile, che non è proprio un luogo tranquillo, dove i frigoriferi vengono lasciati per strada senza subire danni o atti di vandalismo - ha dichiarato Antonio Spera di Farina 080 -. Anche noi vogliamo considerarli beni che fanno parte della cosa pubblica, che appartengono a tutti. Lo spreco alimentare è il tema centrale della lotta alla povertà e può rappresentare il confine tra il fare delle azioni concrete e rimanere nel solco dello storytelling. Attraverso i frigoriferi solidali, quindi, proviamo a superare la criticità della dimensione fisica con un oggetto reale, in grado di sollecitare i cittadini sulla redistribuzione del cibo e sul tema del foodsharing”.

“Fra 15 giorni saranno collocati i primi due frigoriferi nella parrocchia San Sabino e nel centro comunale Orizzonti a San Pio - ha concluso Antonio Scotti di Farina 080 -. Ogni frigo avrà un proprio responsabile che formerà i volontari in modo che possano occuparsi del progetto. Il 43% dello spreco in Italia proviene dalle attività domestiche, il che significa che abbiamo ancora molto da imparare. Per questo l’iniziativa odierna rappresenta un’opportunità per educarci a redistribuire gli alimenti che altrimenti andrebbero gettati via. E con il “Frigo solidale” è possibile costruire una comunità che produca sia momenti di scambio autentici sia momenti di integrazione”.





Continuano i giri per le piazze dell’unità mobile di prevenzione della tossicodipendenza
Cerignola, ‘Salviamoci la pelle’: il giro del un camper per prevenire le dipendenze

"Iniziative di questo tipo non possono che incontrare il nostro pieno sostegno: bisogna incentivare tutti i progetti che mirano alla crescita della nostra comunità e che rendono i cittadini più consapevoli dei gravi disagi delle dipendenze, in questo caso relativa all'assunzione di sostanze stupefacenti”. Si esprime così il Vicesindaco con delega alle Politiche sociali, Formazione e Lavoro del Comune di Cerignola Rino Pezzano, in merito alla sosta del camper di 'Salviamoci la Pelle', a ieri sera davanti alla Villa Comunale.


In pratica, "un team formato educatori, psicologi e operatori ha presentato il progetto di prevenzione ed informazione sull'uso delle droghe e delle dipendenze. Lo ha fatto con un format diverso rispetto alle altre tappe già effettuate nei Cinque Reali Siti: verranno proiettati dei video, dedicati sia ai ragazzi che agli adulti, nei quali è spiegato in maniera semplice il concetto di dipendenza e di ludopatia. Inoltre - conclude Pezzano -, gli operatori hanno utilizzato degli occhiali specifici che mostreranno concretamente gli effetti di alcuni allucinogeni e della cannabis”. Eroina, cocaina, marijuana, ecstasy, alcol, gioco d'azzardo. Sono tante e diverse le forme di dipendenza. ‘Salviamoci la pelle', alloraE per farlo, l'Ambito Territoriale di Cerignola e dei Cinque Reali Siti, con le risorse del Piano Sociale di Zona 2013-2015, ha deciso di andare incontro ai più giovani. E lo farà a bordo di un camper, di un'unità mobile di prevenzione della tossicodipendenza. Un servizio territoriale di informazione, primo contatto ed orientamento che punta a parlare in modo particolare ai ragazzi per svolgere attività di prevenzione.

 

Gestore del progetto, la Cooperativa Sociale ‘Salute, Cultura e Società' che da oltre trent'anni è attiva sul territorio di Capitanata con progetti di prevenzione e di cura dalle dipendenze patologiche. Ai ragazzi sarà anche consegnata una piccola brochure che contiene tutte le informazioni sull'abuso delle droghe, sui loro effetti, su come agiscono sulle persone. Senza contare, la nuova forma di dipendenza che si sta facendo sempre più spazio: quella della ludopatia, legata al gioco d'azzardo. Per info: 347-5869878






abato 6 agosto l’inaugurazione del servizio finanziato dal Ministero dell’Interno
Monteleone di Puglia, al via il progetto Sprar: accoglierà 25 persone

abato 6 agosto alle ore 17.00 si terrà l’inaugurazione del Progetto SPRAR - Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati - del Comune di Monteleone di Puglia. Il Progetto SPRAR finanziato dal Ministero dell’Interno al Comune di Monteleone prevede l’attivazione di un Centro collettivo che accoglierà nel biennio 2016/2017 fino a 25 persone – in prevalenza famiglie – fra richiedenti e titolari di protezione internazionale ed umanitaria, al fine di favorirne l’integrazione nel tessuto socio-economico territoriale dei Monti Dauni.


Il Progetto del Comune di Monteleone ha come obiettivo principale la ri-conquista dell’autonomia individuale dei richiedenti/titolari di protezione internazionale e umanitaria accolti, intesa come una loro effettiva emancipazione dal bisogno di ricevere assistenza: le persone accolte non saranno beneficiari passivi di interventi assistenziali predisposti in loro favore, ma protagonisti attivi del proprio percorso di accoglienza e di inclusione sociale. Infatti il Progetto prevede servizi integrati di:
• mediazione linguistica e interculturale;
• accoglienza materiale;
• orientamento e accesso ai servizi del territorio;
• formazione e riqualificazione professionale;
• orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo;
• orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo;
• orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale;
• orientamento e accompagnamento legale;
• tutela psico-socio-sanitaria.


L’evento di inaugurazione prevede, dopo la visita al Centro di Accoglienza, gli interventi del sindaco Giovanni Campese, che ha fortemente voluto il Progetto, ritenuto strategico nella vision di sviluppo del Comune di Monteleone di Puglia, che intende trasformarlo in una Comunità vocata all’accoglienza integrata, un Laboratorio in cui sperimentare la pratica della pace e della nonviolenza, oltre che il loro studio teorico, che avranno quali propulsori il Centro internazionale per la nonviolenza ’Mahatma Gandhi’ e il Campus di educazione alla pace.
Seguiranno gli interventi dell’Assessore al Bilancio della Regione Puglia Raffaele Piemontese, dell’Eurodeputato - Commissione per l’Accoglienza e gli Affari Sociali Elena Gentile e del Presidente del GAL Meridaunia Alberto Casoria.






Iniziano i preparativi del nuovo corso promosso da Giuseppe Lacertosa in programma dal 5 ottobre al 5 aprile 2017
Foggia, ‘Fotografando con gli occhi del cuore’. Ecco gli scatti solidali

di Emiliano Moccia


‘Fotografando con gli occhi del cuore'. E' il tema che accompagnerà la nuova edizione del corso 'Fotografando con obiettivo solidale', l'iniziativa promossa dal bancario con la passione per la fotografia Giuseppe Lacertosa, che anche quest'anno punta a coniugare la sua passione con la solidarietà. Con un'attenzione particolare in questa nuova avventura: quella verso le persone cieche ed ipovedenti pluriminorate adulte. “Cerchiamo immagini che possano sciogliere i cuori degli indifferenti. Al nostro corso sarà possibile imparare a fotografare con un ‘obiettivo' solidale verso la Fondazione ‘Gli Occhi del Cuore' e verso la casa protetta a Manila, nella Filippine” spiega Lacertosa.

 

A partire dal 5 ottobre 2016 fino al 5 aprile 2017, il primo e terzo mercoledì di ogni  mese, sono previsti gli incontri presso una sala messa a disposizione dalla parrocchia San Giovanni Battista di Foggia. Come di consueto, le lezioni saranno tenute da esperti del settore, che condivideranno la loro esperienza con i partecipanti appassionati di fotografia e spiegheranno la tecnica utilizzata per le immagini scattate. È previsto un piccolo contributo (€ 6) per la partecipazione. “Il ricavato – aggiunge Lacertosa, amante della fotografica e dell'impegno sociale – ottenuto grazie agli sponsor ed agli iscritti sarà interamente devoluto in beneficenza ai bimbi poveri che vivono in una missione a Manila, nelle Isole Filippine, gestita da suor Noemi Tempesta, una suora pugliese". Anche in questo caso, dunque, torna il tema del ‘dono', dell'attenzione, dell'impegno verso i più deboli che Lacertosa, grazie all'occhio e alle competenze dei fotografi professionisti che a titolo gratuito parteciperanno al corso, vuole raccontare attraverso le immagini. Infine, d'intesa con Vito Pacillo, presidente della Fondazione ‘Gli Occhi del Cuore', saranno coinvolte nella particolare iniziativa anche le persone non vedenti pluriminorati adulti che attraverso la loro partecipazione stuzzicheranno i partecipanti ad avvicinarsi al mondo della fotografia con un occhio più solidale e sensibile.

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.fotografandoconobiettivosolidale.it/






Da un lato il reinserimento socio-occupazionale di detenuti, dall’altro il risparmio per la sanità pubblica
Atelier dell’Ausilio, bilancio del progetto sperimentale e prospettive di sviluppo del servizio

"Attraverso il progetto Atelier dell'Ausilio volevamo dimostrare due aspetti importanti: una persona con problemi di giustizia è sempre una risorsa e può avere un ruolo positivo nella comunità grazie ad un lavoro vero che ne favorisce il pieno reinserimento sociale ed occupazionale; è possibile contenere i costi della spesa sanitaria pubblica anche grazie agli scarti, agli ausili protesici riparati e messi a disposizione delle persone non autosufficienti". E' così che Paolo Tanese, Presidente di ESCOOP, ha tracciato un bilancio finale di 'Atelier dell'Ausilio', il progetto sostenuto da Fondazione CON IL SUD nell'Iniziativa Carceri 2013 – Cod. Progetto 2013-CAR-060. Il progetto è ormai giunto a conclusione e nell'ambito del workshop 'Modelli di intervento per l'inclusione socio-lavorativa di soggetti in esecuzione penale: l'impresa sociale tra co-progettazione e co-produzione di beni e servizi con la PA', svoltosi a Foggia il 12 luglio presso Palazzo Dogana – Sala della Ruota, sono stati illustrati i risultati principali e quanto questo modello di intervento abbia caratterizzato l'inclusione socio-lavorativa delle persone in esecuzione penale sperimentato.

 

Per quanto riguarda i numeri, 605 sono gli Ausili pronti per essere consegnati all'ASL di Foggia da InnovA – Innovazione sociale per l'inclusione Attiva – SOCIETA' CONSORTILE IMPRESA SOCIALE A R.L. Il Progetto (www.innovasociale.it) ha dimostrato che è possibile allo stesso tempo far risparmiare la ASL FG e dare lavoro a persone in esecuzione penale: i risultati progettuali dicono che la ASL può risparmiare circa il 70% sull'acquisto di ausili tecnici nuovi attraverso un servizio di ritiro, riparazione e manutenzione, ricondizionamento e sanificazione degli Ausili protesici per persone non autosufficienti già utilizzati, e che il servizio produce posti di lavoro per persone detenute nella Casa Circondariale di Lucera e in esecuzione penale esterna nella Officina di Cerignola.  "Riparare gli ausili anziché acquistarne dei nuovi - ha spiegato Tanese - consentirebbe all'ASL di Foggia un risparmio del 70% della spesa. Per fare un esempio: se l'ASL di Foggia avesse acquistato 605 ausili nuovi, avrebbe speso circa 207mila euro; se invece avesse provveduto a far riparare quelli vecchi ed inutilizzati attraverso l'Atelier dell'Ausilio, avrebbe speso poco più di 62mila. Di qui, un risparmio per le casse della sanità pubblica di 145mila euro. Se estendiamo la proiezione a livello regionale coinvolgendo le sei ASL pugliesi il risparmio per il servizio sanitario ammonterebbe a 9.300.000 euro, mentre i posti di lavoro attivabili sarebbero 93".

 

Per Tanese, dunque, "l'ASL di Foggia può diventare un volano per le altre province pugliesi con le quali abbiamo già avuto contatti in tal senso. Fuori dalla Regione Puglia, invece, ci sono stati incontri con il carcere di Alessandria che ha messo a disposizione del progetto un capannone di 800 mq al centro della città. Nel mese di agosto andremo in Calabria per valutare la possibilità di replicare il progetto anche in quei territori". Il progetto 'Atelier dell'Ausilio', che ha preso il via nel mese di maggio del 2014 e si concluderà nel mese di luglio 2016, è stato promosso dalla Cooperativa Sociale L'Obiettivo, ESCOOP, Home Care Solutions e l'associazione di volontariato Lavori in Corso. Nell'ambito dell'iniziativa la partnership ha provveduto innanzitutto all'adeguamento funzionale dei locali della Casa Circondariale di Lucera per la realizzazione della 'Bottega dell'Ausilio' al terzo piano dell'Istituto, dove è stata realizzata la prima unità produttiva. La seconda unità produttiva, l'Officina dell'Ausilio', è stata realizzata nella Zona Industriale di Cerignola, per occuparsi delle operazioni di ritiro, riparazione e manutenzione, ricondizionamento e sanificazione degli Ausili protesici per disabili, anche attraverso l'utilizzo di due furgoni, uno a passo corto ed uno a passo medio.

 

Dopo una fase di formazione d'aula ed una di formazione on the job della durata di sei mesi, dal 1° ottobre 2015 al 30 giugno 2016 sono stati assunti quali operai con il CCNL delle Cooperative Sociali tre detenuti della Casa Circondariale di Lucera e quattro persone in esecuzione penale esterna per l'Officina di Cerignola, che si aggiungono ai due dipendenti che hanno condotto le fasi formative sul campo con mansioni di caposquadra. Il processo produttivo implementato è imperniato su un sistema gestionale delle attività di presa in carico, recupero e riconsegna degli ausili, che permette di gestire tutte le fasi, dalla proposta del medico prescrittore, all'ordine del referente ASL, fino alla consegna dell'ausilio a domicilio dell'utente.

 

Il processo produttivo ha assicurato – in via sperimentale – alla ASL FG:

- il ritiro degli ausili obsoleti o dismessi sia presso le sedi dei Distretti Sociosanitari della ASL FG sia presso le abitazioni degli utenti;

- la destrutturazione dei materiali scartati dal processo di ricondizionamento, rigenerazione e sanificazione dell'Atelier dell'Ausilio;

- la separazione degli ausili in base al percorso che seguiranno: 1) sanificazione, ricondizionamento e rigenerazione; 2) destrutturazione;

- i servizi di manutenzione, ricondizionamento, rigenerazione e sanificazione degli ausili ritirati;

- il servizio di magazzino degli ausili ritirati, trattati e pronti ad essere riconsegnati a nuovi utenti su segnalazione della ASL FG;

- la consegna degli ausili trattati agli utenti su indicazione della ASL FG.

 

A riguardo, Giuseppe Turco, consigliere regionale (La Puglia con Emiliano) e primo firmatario della proposta di legge modifica all'art. 32 della legge regionale 25 febbraio 2010, n. 4 'Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali' ha sostenuto il lavoro fin qui prodotto dal Progetto 'Atelier dell'Ausilio'. "La proposta della norma che ho presentato – ha detto Turco - prevede una riduzione della spesa sanitaria di circa 30 milioni di euro. Se la proposta di legge venisse votata già nel mese di settembre renderebbe efficace il DM 332/99, che prevede che le Regioni autonomamente possono concedere solo in comodato d'uso e non in concessione gli ausili. Di conseguenza, un progetto come “Atelier dell'Ausilio” si coniugherebbe alla eventuale nuova legge in maniera perfetta. Allo stesso tempo, questo progetto incardina alla perfezione la Costituzione Italiana perché riduce i costi della sanità pubblica garantendo un'ottima qualità del servizio e permette il reinserimento socio-occupazionale di persone che hanno avuto problemi con la giustizia". La proposta di legge, dunque, sarà discussa in Consiglio Regionale già nel mese di settembre per poi essere votata dall'assise. Tra i sostenitori della proposta anche Marco Lacarra, consigliere della Regione Puglia e membro della Commissione Sanità nonché segretario regionale del PD, secondo cui  "l'ASL di Foggia è stata la prima in Puglia a dare il via a questo progetto e quindi ha percepito subito la bontà dell'idea che adesso potrebbe essere replicata in tutto il territorio regionale e nazionale. Il progetto favorisce il reinserimento sociale dei detenuti e permette alle ASL di conseguire un risparmio importante sugli ausili protetici. Sono due ottimi risultati che si possono raggiungere con un unico progetto".

 

Il prodotto del progetto, dunque, è 'InnovA', costituita al fine di capitalizzare gli investimenti fatti dai partner nel corso della sperimentazione: acquisto delle attrezzature e dei furgoni da un lato e acquisizione del know how tecnico degli operai dall'altro. Con la conclusione del progetto “InnovA” consegna al sistema pubblico regionale (da un lato l'amministrazione penitenziaria, dall'altro le ASL) un sistema organico di intervento, sperimentato con successo.

Questa è InnovA – Innovazione sociale per l'inclusione Attiva: https://youtu.be/8bOMr1WF2Jg?t=53m36s vista da TV 2000, emittente della Conferenza Episcopale Italiana. Non a caso, il Progetto è stato seguito con particolare attenzione dalla Regione Puglia, dalle altre ASL pugliesi e dalle Istituzioni penitenziarie regionali, che scommettono sul tema della formazione e del reinserimento occupazionale delle persone in esecuzione penale.

Il dott. Trivisano, delegato dal Direttore Generale della ASL FG dott. Vito Piazzolla, ha affermato che la ASL FG garantirà la continuazione della sperimentazione per ulteriori n.6 mesi, al termine dei quali valuterà il da farsi. InnovA ha accolto con moderata soddisfazione la notizia, disponibile a dimostrare che la sperimentazione può trasformarsi in servizio ordinario. In attesa della firma della Convenzione con la ASL FG, InnovA guarda già alle altre ASL pugliesi, in alcune delle quali stanno maturando le condizioni perché il modello sperimentato venga trasferito in tempi brevi; questa volta però in forma di servizio innovativo.

 

 





L’assessore al Welfare della Regione Puglia, Salvatore Negro, incontra e tranquillizza l’UIC e Rete A.M.A.RE.
L’assistenza specialistica degli studenti con disabilità ripartirà con puntualità”

L’assessore al Welfare della Regione Puglia, Salvatore Negro, ha incontrato in un lungo confronto svoltosi ieri mattina a Bari in Regione, i rappresentanti regionali dell’UIC-Unione Italiana Ciechi, di ENS-Puglia, della Rete A.M.A.RE. delle malattie rare, per discutere delle prospettive dell’assistenza specialistica per gli studenti disabili e i servizi a supporto del diritto allo studio.  Nei giorni scorsi, infatti, il Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti aveva proclamato lo stato di agitazione per il timore che fossero in pericolo i servizi per gli studenti non vedenti e per i videolesi pluriminorati finanziati dalla Regione Puglia.

 

“L’incontro è stato molto utile – ha dichiarato l’Assessore Negroprima di tutto per ascoltare e prendere ancora più coscienza delle ragioni di preoccupazione che attanagliano tante famiglie e tanti genitori di ragazzi disabili, ma ancor più per rimuovere ogni dubbio sull’attenzione che questa Giunta Regionale ripone nei servizi per l’inclusione sociale, la connettività sociale, l’educazione e la formazione dei ragazzi con disabilità, e per informare correttamente sull’iter che si è seguito per arrivare a definire le nuove competenze delle Amministrazioni provinciali”. Infatti a valle della decisioni di stanziare 6 milioni di euro per il 2016 e del monitoraggio effettuato presso tutte le Province, la struttura tecnica dell’Assessorato al Welfare ha ormai completato sia una fotografia, che si presenza assai diversificata, dei servizi fino ad oggi assicurati dalle Province e dalla Città Metropolitana, sia un documento tecnico di proposta per definire in modo omogeneo le attività di assistenza specialistica che dovranno essere attuate già a partire dal nuovo anno scolastico.

 

Pur dovendo scontare molte difficoltà di natura contabile, sia per le Province e i Comuni che per la Regione, connesse essenzialmente all’entrata in vigore delle nuove nome di contabilità, la Regione proporrà nel corso della prossima settimana, e quindi prima della pausa estiva, all’attenzione dell’Osservatorio regionale sull’applicazione della 'Legge Del Rio' con ANCI, UPI e Città Metropolitana, il testo dell’intesa che disciplinerà il regime di avvalimento da parte della Regione per lo svolgimento delle attività. Le Province e la Città Metropolitana potranno quindi, già nelle prossime settimane, confermare il percorso avviato da ciascun Ente per allestire in tempi brevi e comunque entro l’inizio di ottobre i servizi a cui gli studenti con disabilità hanno assolutamente diritto.

 

"Allarme rientrato - fa sapere l'assessore Negro - anche per le attività che sono destinate agli alunni non vedenti e ipovedenti, che, nel rispetto del principio di continuità assistenziale, continueranno a beneficiare di interventi di supporto all’attività scolastica anche nel loro contesto di vita, mentre per l’integrazione delle rette nei centri diurni e nelle strutture residenziali la spesa sarà fatta transitare sui fondi per le prestazioni assistenziali, onde assicurare maggiore appropriatezza agli interventi".

 





Icittadini potranno consultare il bando, verificare i requisiti minimi per poter fare domanda accedere alla procedura
ReD, procedura a sportello per presentare domanda. Il 28 seminario formativo

Dalle ieri pomeriggio è attiva anche la procedura aperta 'a sportello' per la presentazione delle domande di accesso a ReD, il Reddito di dignità. I cittadini tramite il sito www.red.regione.puglia.it potranno consultare il bando, verificare i requisiti minimi per poter fare domanda di ReD e accedere alla procedura telematica direttamente o avvalendosi di uno sportello CAF accreditato (vi ricordiamo gli altri step di ReD: a partire dal 15 luglio, gli operatori di sportello di CAAF e Patronati, aderenti alle Reti che hanno sottoscritto e stanno sottoscrivendo i protocolli di intesa con Regione Puglia, si sono accreditati come utenti su piattaforma per la presentazione delle domande mentre a partire dal 21 luglio, è attiva la procedura aperta 'a sportello' per la presentazione delle manifestazioni di interesse ad ospitare tirocini e progetti di sussidiarietà rivolti a beneficiari di ReD).

 

Intanto la Regione Puglia comincia la formazione per tutti gli operatori in vista del completamento della fase di avvio della attuazione del Reddito di Dignità. E lo fa organizzando per giovedì 28 luglio un grande evento formativo rivolto ai RUP degli Ambiti Territoriali e agli operatori di CAAF e Patronato pugliesi, tutti accreditati ad operare su piattaforma telematica www.sistema.puglia.it/red, ciascuno per il proprio profilo di competenza e operatività. Obiettivo del seminario è illustrare le funzionalità della piattaforma telematica e il funzionamento delle distinte procedure telematiche, oltre a fornire alcuni chiarimenti di carattere generale a supporto della documentazione già prodotta, per assicurare uniformità su tutto il territorio regionale ai primi step di implementazione del reddito di Dignità.

 

Nello specifico, ecco i contenuti che saranno trattati nell’evento formativo:
1. inquadramento generale della misura 'Reddito di Dignità regionale'
2. tempistica della procedura di presentazione delle domande, di istruttoria e di ammissione al beneficio
3. requisiti di accesso per gli utenti e composizione del patto individuale
4. ruolo di CAF e Patronati, convenzioni con gli Ambiti territoriali e procedure di accreditamento
5. criteri e modalità per la presentazione di manifestazioni di interesse per i progetti di tirocinio e di sussidiarietà
6. funzionamento della procedura di presentazione della domanda del cittadino.

 

Il seminario, organizzato in collaborazione con Innovapuglia, sarà della durata di 3 ore e si svolgerà in due fasce orarie (prima sessione, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e seconda sessione dalle ore 14.30 alle ore 17.30).

L’evento formativo si terrà presso la sede della Regione Puglia, a Bari in via Gentile 52 (V piano, sala riunioni, capienza totale circa 60 persone), collegata in videoconferenza con:
Bari, (via Gentile 52, Sala A e Sala B, capienza totale circa 70 persone)
Lecce (Viale A. Moro, sede Regione Puglia, capienza 100 persone)
Foggia (via A. Volta 13, sede Regione Puglia, capienza 40 persone).

 

Si prevede un coinvolgimento in presenza di circa 550 unità oltre a tutte quelle che si collegheranno in streaming: la platea di riferimento è composta da 45 RUP degli rispettivi Ambiti territoriali e da circa 800 operatori di sportello CAF e Patronato aderenti alle principali reti regionali.

 

Vista la capienza limitata delle sedi indicate, si chiede di voler segnalare la propria partecipazione a tale attività formativa dando comunicazione via e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. specificando i seguenti dati:
1) NOME – COGNOME
2) ORGANIZZAZIONE DI APPARTENENZA.
3) PRENOTAZIONE VIDEOCONFERENZA PRESSO SEDE DI …
(indicare BARI/LECCE/FOGGIA)
4) fascia oraria prescelta (indicare I sessione/II sessione)
e dovrà essere inviata entro e non oltre le ore 12.00 del 27/07/2016 al fine di consentire la migliore organizzazione logistica vista la limitata capienza delle sedi indicate. In caso di superamento del limite massimo di capienza di ciascuna sede sarà data comunicazione di spostamento all’altra sessione, ovvero di voler seguire a distanza il seminario.

 

A riguardo, la Regione Puglia informa che il seminario potrà essere seguito anche in diretta streaming, attraverso il link che troverete attivo su piattaforma www.sistema.puglia.it/red e che lo stesso sarà registrato e poi trasmesso, in forma di 'tutorial', sui canali informativi. Tutti i partecipanti che seguiranno in videoconferenza dalle sedi periferiche ovvero in streaming il seminario, attraverso la casella mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. potranno porre quesiti specifici ai relatori.





Il Comune ottiene un finanziamento a fondo perduto dalla Regione Puglia per realizzare la struttura
Stornarella, un Centro Polivalente per persone con disabilità

Seicentomila euro per realizzare un Centro Polivalente per persone con disabilità. È il finanziamento a fondo perduto ottenuto dal Comune di Stornarella dalla Regione Puglia per la realizzazione della struttura che consentirà ai servizi sociali, alle scuole, ai medici di base, alla parrocchia e alle famiglie di collaborare, tutti insieme, lavorando verso un unico obiettivo: favorire la piena integrazione di soggetti diversamente abili nel contesto territoriale, ognuno con le proprie abilità e capacità. La struttura sorgerà in via De Chirico, nei pressi delle villa comunale e potrà accogliere 45 utenti da 6 a 64 anni che avranno a disposizione sale attrezzate per svolgere attività indirizzate a migliorare l'autonomia personale, la socializzazione ma anche attività espressive, psicomotorie, ludiche, culturali e di organizzazioni di vacanze invernali ed estive.  

 

“Il raggiungimento di questo risultato - commenta Massimo Colia, sindaco di Stornarella - è stato frutto di una piena condivisione tra tutti i componenti dell'amministrazione comunale, della scelta della progettualità a cui mirare. Si è tenuto conto sia dei cosiddetti obiettivi di servizio contenuti nell'Atlante regionale, il quale evidenzia un forte bisogno di queste strutture, sia della nostra convinzione che è necessario dedicare ancora più attenzione e risorse al tema dell'integrazione sociale delle persone con disabilità. Oggi ancora di più è importante guardare con occhi positivi tutto quello che stiamo costruendo nel nostro paese”.





E’ stata inaugurata la struttura sanitaria finanziata attraverso fondi regionali
Apricena, il ‘Dopo di Noi’ per persone con disabilità. Dodici i posti letto

E' stato inaugurato ad Apricena il cosiddetto ‘Dopo di Noi', il centro socio-riabilitativo per persone con disabilità prive del sostegno familiare – a causa di decesso - o per i quali la permanenza nel nucleo familiare può essere impossibile o contrastante con il progetto individuale. La struttura sanitaria, situata in via Togliatti, è stata finanziata da fondi regionali attraverso un progetto approvato dal Piano Sociale di Zona dell'Ambito dell'Alto Tavoliere. Il ‘Dopo di noi', particolarmente atteso dal territorio, è destinato a persone in età compresa tra i 18 e i 64 anni ed è stato affidato in concessione alla cooperativa sociale Iris. Dodici i posti letto previsti, dieci ordinari e due per le emergenze.

 

Tante le persone intervenute al taglio del nastro, anche perché la struttura è stata intitolata a don Michele Rendina, un sacerdote che ad Apricena si è sempre speso in favore dei poveri e delle persone più fragili; mentre l'atrio è stato ribattezzato ‘Piazzetta Giancarlo Caputo', in onore di un altro apricenese scomparso di recente che ha sempre difeso i diritti delle persone con disabilità. La struttura, dunque, punta a garantire un'assistenza qualificata ed una migliore qualità della vita per quanti – italiani o migranti – vivano in situazione di disabilità fisica, intellettiva e sensoriale. Spazio Sociale ha intervistato Antonio Potenza, sindaco di Apricena, Agata Soccio, assessore comunale alle Politiche Sociali, Primiano Rendina, nipote di don Michele Rendina.





Iniziativa itinerante fra le parrocchie per aiutare le persone più indigenti nei mesi estivi
Foggia, i ‘Pranzi Solidali’ della domenica per i poveri: la Caritas non va in vacanza




Sul bene confiscato alla mafia il Comune ha candidato il progetto ai fondi del Pon legalità
Bari, nella villa del clan Di Cosola a Ceglie nascerà una fattoria con birrificio

Realizzare una fattoria con micro-birrificio artigianale in grado di ospitare otto soggetti svantaggiati che verranno formati sulla filiera agricola e re-inseriti attraverso la produzione, l'imbottigliamento e la distribuzione di birra a KM0. Un progetto innovativo e auto-sostenibile di recupero e riutilizzo di un bene confiscato a fini sociali attraverso una produzione, quella della birra artigianale, che conosce in Puglia una stagione di particolare espansione e che è stata recentemente riconosciuta dall'art. 35 del Collegato agricolo approvato lo scorso luglio. Il Progetto presentato dal Comune di Bari candidato ai fondi del Pon legalità 2014-2020 prevede il riuso sociale di un bene confiscato alla criminalità organizzata e, allo stesso tempo, l'individuazione di 8 soggetti in stato di disagio sociale da formare e sostenere in un percorso di accompagnamento all'abitare comunitario (fattoria) legato ad un percorso di re-inserimento lavorativo attraverso la microproduzione e distribuzione di birra artigianale (microbirrificio).

 

Il complesso – si tratta del casale appartenuto al boss Di Cosola in contrada Chiancone, a Ceglie del Campo, - localizzato in aperta campagna, è composto da: un grande capannone dove è possibile ospitare un impianto di produzione, etichettamento e distribuzione di birra artigianale; spazi coperti e scoperti per lo stoccaggio, la vendita, la degustazione e l'attività laboratoriale; corpi residenziali adeguati ad ospitare 9 camere singole con servizi; spazi di relazione comunitaria aperti e coperti. Il progetto prevede un investimento totale di 1.500.000 euro che comprende le fasi di progettazione, consulenza tecnica, lavori, impianto di produzione, mezzi mobili, materie prime e start-up di gestione. Il Collegato agricolo approvato recentemente in Senato riconosce e incentiva la birra artigianale italiana e la sua produzione, che registra un significativo incremento di vendite e di esportazioni. Un settore fortemente trainante sul fronte dell'occupazione, soprattutto tra gli under 35, con alcune esperienze innovative e già sperimentate in progetti sociali come nel caso del Carcere di Rebibbia.





L’intervento sostenuto grazie all’impegno del Rotary Club Bari Sud nel giardino intitolato a Ciccio Muciaccia
Bari, inaugurate in piazza Diaz le giostrine accessibili ai bambini disabili

Sono state inaugurate nei giorni scorsi, presso il giardino intitolato a Ciccio Muciaccia, in piazza Diaz, le giostrine accessibili ai bambini con disabilità che vanno a completare l’area ludica già esistente. L’intervento si deve all’impegno del Rotary Club Bari Sud, presieduto da Gianluigi Di Giulio, per consentire anche ai bambini con disabilità di giocare e divertirsi in uno spazio pubblico della città e per sensibilizzare l’intera comunità sui temi dell’inclusione e dell’integrazione sociale. All’inaugurazione, insieme ai rappresentanti del Club, sono intervenuti, tra gli altri, la presidente del Municipio I Micaela Paparella e il consigliere incaricato del sindaco alle Politiche di tutela del diritto dell’accessibilità urbana Marco Livrea.

 

“Accettiamo con gioia e grande riconoscenza l’iniziativa e la donazione del Rotary Club Bari Sud, che dimostra ancora una volta una straordinaria sensibilità nei confronti del nostro territorio, della città di Bari e del suo futuro, prendendosi cura del bene più prezioso che abbiamo: i bambini - ha dichiarato Micaela Paparella -. Oggi la consegna di queste giostrine è ancora più importante perché servirà a donare occasioni di gioco e svago anche a quei bambini che hanno difficoltà motorie o diverse abilità. Perché per un’amministrazione pubblica i bambini sono tutti uguali e devono poter giocare tutti insieme, e sono felice che il giardino intitolato a Ciccio Muciaccia sia diventato uno spazio finalmente accessibile a tutti i bambini e le bambine della città”.

 

“Sono grato al Rotary Club Bari Sud e al suo presidente Di Giulio - ha commentato Marco Livrea - che con questa donazione consentiranno ai bambini meno fortunati di poter giocare insieme ai loro coetanei, e ai familiari dei bambini con disabilità motorie di avere un luogo dove portarli a trascorrere del tempo in tranquillità e magari confrontarsi con altre famiglie che vivono le stesse difficoltà. Uno spazio come questo ha anche una valenza educativa, perché promuove una cultura del sociale come spazio di condivisione e di inclusione che arricchisce tutti. Ringrazio Micaela Paparella e gli uffici del Municipio che hanno velocizzato la procedura per arrivare a questo risultato, che può sembrare una piccola azione ma ha invece una grande valore per la città. Ringrazio anche Marco Pellegrini dell’omonimo studio di progettazione per aver predisposto gratuitamente il progetto. Con il gruppo di lavoro del PEBA - Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche siamo impegnati nella definizione puntuale di tutti gli interventi che ci consentiranno di affrontare i problemi di accessibilità della città di Bari”. Le giostrine per bambini disabili di piazza Diaz si aggiungono a quelle già installate a Pane e Pomodoro e a quelle in via di realizzazione in piazza della Torre a Torre a Mare.





Dal 2 settembre prossimo si aprono i termini per la presentazione della domanda
Ministero del Lavoro, ecco la Sia: il sostegno all’inclusione attiva contro la povertà

L'altro la Gazzetta ufficiale che ne estende l'uso a tutto il territorio nazionale, in queste ore l'annuncio: dal 2 settembre prossimo si aprono i termini per la presentazione della domanda di accesso al Sia, il sostegno all'inclusione attiva, che a determinate condizioni e in presenza di un impegno a seguire progetti sociali e lavorativi personalizzati, eroga un 'assegno' medio di 320 euro al mese, tetto massimo 400 euro, a nucleo familiare per un anno. Un tassello, questo, "una misura ponte" anti-povertà, come spiegato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso di una conferenza stampa, che permette di avviare da subito un intervento nazionale in attesa che si completi l'iter parlamentare e attuativo della legge delega di contrasto alla povertà, licenziata dalla Camera, con cui il governo disegna "una lotta permanente e strutturale".

 

La Sia, dunque, parte quest'anno con un budget di 750 milioni di euro ma l'obiettivo è di raddoppiare la cifra nel 2017 e portare dal 40% del 2016 al 100% la tutela dei minori in condizione di povertà assoluta oggi circa 1 milione. A beneficiare del sostegno saranno le famiglie con almeno un minore o un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza con un Isee di 3mila euro. Il punteggio che dà l'accesso all'assegno ovviamente cresce con l'aumentare dei figli o se il nucleo è monogenitoriale. Tra le altre condizioni anche quelle di risiedere in Italia da almeno 2 anni, di non avere lavoro o altri redditi che superino i 600 euro al mese, di non possedere un'automobile nuova. Un po' per quanto riguarda il Reddito di Dignità della Regione Puglia, chi riceve il sostegno dovrà obbligatoriamente seguire un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa che viene costruito insieme al nucleo familiare per migliorare le competenze e potenziare l'occupabilità dei soggetti coinvolti.





"In pericolo i servizi per gli studenti non vedenti e per i videolesi pluriminorati"
Stato di agitazione dei non vedenti ed ipovedenti della Regione Puglia

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con cui proclama lo stato di agitazione perché sono in pericolo i servizi per gli studenti non vedenti e per i videolesi pluriminorati finanziati dalla Regione Puglia.

 

Il Consiglio Regionale Pugliese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha il dovere di tutelare i diritti materiali e morali dei non vedenti, anche pluridisabili, è seriamente preoccupato per la sorte dei diversi servizi che le Province e la Città Metropolitana di Bari hanno assicurato, in continuità sin dal 1934, in favore dei disabili visivi. Si tratta delle Attività Integrative Extrascolastiche Domiciliari, del Servizio trascrizione dei libri di testo per allievi frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, della fornitura degli ausili tiflodidattici, del Servizio trasporto scolastico gratuito per gli studenti delle scuole superiori, delle rette per consentire la frequenza dei corsi professionali e dei Servizi educativi e dei  Progetti Centro Diurno e Assistenza Domiciliare per videolesi adulti pluriminorati attivati nelle sei province pugliesi.

 

Tre sono i motivi di preoccupazione: i tempi,  i contenuti e le risorse finanziarie disponibili per l’attuazione del processo in atto di riordino del sistema di governo regionale e territoriale delle funzioni amministrative, delegate, conferite o comunque esercitate finora dalle Province  nel settore della disabilità visiva, di cui all’art. 17, comma 1, lett. e), della L.R. 19/2006.

Con riferimento ai tempi e alle modalità di attuazione del riordino delle competenze nel settore, a due mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico, centinaia di genitori di alunni disabili visivi pugliesi ancora non sanno se i loro figli potranno continuare ad usufruire per il prossimo anno scolastico dell’educatore delle attività integrative extrascolastiche domiciliari, dei servizi di trascrizione Braille e ingrandimento dei libri di testo, di fornitura del materiale e degli ausili tiflodidattici e delle rette per la frequenza presso gli istituti specializzati  per godere del diritto allo studio assieme ai loro compagni di classe. La Regione Puglia, che con le ll. rr. 31 del 30.10.2015 e 9 del 27.05.2016 si è attribuita e impegnata ad esercitare le funzioni finora assicurate dalle Province nel settore dell’assistenza specialistica per alunni videolesi inseriti nelle scuole di ogni ordine e grado mediante avvalimento alla Città Metropolitana di Bari e alle stesse Province, non ha ancora provveduto alla stipula delle convenzioni previste all’art. 2, comma 6 della l. r. n. 9/2016. Il timore che angoscia le famiglie è di essere ormai fuori tempo massimo, per garantire un avvio dell’anno scolastico 2016-2017 per alunni e studenti con disabilità visive in condizioni di parità con gli altri loro compagni.

 

Altro motivo di allarme riguarda i contenuti e le modalità di attuazione del processo di riordino delle competenze nel settore della disabilità visiva. le Province, in attuazione  dell’art. 17, comma 1, lett. e), della L.R. 19/2006, hanno, finora, non solo garantito i servizi di assistenza specialistica agli alunni videolesi inseriti nelle scuole di ogni ordine e grado, ma anche  assicurato gli interventi di cui all’articolo 3, comma 1, della legge 28 agosto 1997, n. 284 per l’integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati. Le famiglie temono che vengano soppressi i servizi di Centro Diurno e Assistenza Domiciliare per persone videolese pluriminorate che le Province hanno finora garantito anche con fondi della regione.

 

Un ultimo, ma determinante motivo di preoccupazione riguarda le risorse finanziarie che la Regione Puglia ha promesso di mettere a disposizione della Città Metropolitana di Bari e delle Province. Occorre che tali risorse finanziarie siano tempestivamente trasferite agli enti  che hanno già assicurato per l’anno scolastico 2015-2016 i servizi previsti. Il rischio che si paventa è che nel processo di riordino le risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia, oltre ad essere elargite con notevole e grave ritardo, non siano sufficienti a garantire il livello di prestazioni finora assicurato dalle Amministrazioni Provinciali.

 

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti non permetterà in alcun modo che, con la scusa di riordinare le funzioni tra gli enti locali, si determini una riduzione e/o soppressione di servizi fondamentali per  il livello di qualità della vita degli alunni e delle persone cieche, ipovedenti e videolese pluriminorate. Se si dovesse verificare quanto paventato, si configurerebbe una palese e grave interruzione di pubblico servizio e di conseguenza l’Unione Italiana  Ciechi chiederà l’intervento e la tutela da parte della magistratura. Si chiede quindi alle autorità competenti un immediato impegno, sollecitando l’attivazione di un tavolo di concertazione tra la Regione, le Province, la Città Metropolitana di Bari, le Scuole, l’Unione Italiana Ciechi e le famiglie per la verifica delle difficoltà e la ricerca di soluzioni per la stabilizzazione dei servizi e una pianificazione certa degli stessi.

 

L’auspicio di tutti è che gli amministratori degli enti interessati, sia in veste di politici che di dirigenti, sappiano assumersi la responsabilità di decidere, anziché per la riduzione/chiusura, per l’ulteriore potenziamento dei servizi finora garantiti con risultati ottimali, perché decisioni che mettano a repentaglio attività altamente specializzate e qualificate, costruite in anni di impegno e dedizione umana e professionale, non saranno assolutamente consentite dai  ciechi pugliesi





L’applicazione sul welfare promossa dall’Amministrazione Comunale e la cooperativa sociale C.A.P.S.
’Bari Social’, l’app per scoprire i servizi socio-sanitari e socio-assistenziali della città

L’Amministrazione Comunale di Bari e la cooperativa sociale C.A.P.S. hanno presentato 'Bari Social', la prima applicazione digitale sulle risorse welfare nella città di Bari, disponibile per smartphone e tablet Android ed iOS. L’iniziativa è stata presentata oggi, a Palazzo di Città, dall’assessora al Welfare Francesca Bottalico, dall’assessore all’Innovazione tecnologica Angelo Tomasicchio, dal presidente C.A.P.S. Marcello Signorile e dalla dirigente della ripartizione Servizi alla persona Annarita Amodio. 'Bari Social' è un sistema innovativo attraverso il quale l’assessorato al Welfare potrà promuovere e far conoscere ai cittadini le iniziative realizzate in città dalla stessa amministrazione comunale, dal terzo settore e dalle associazioni di volontariato a tutela delle persone più vulnerabili.

 

Tramite 'Bari Social', inoltre, i cittadini potranno disporre di una mappa geolocalizzata e completa dei servizi socio-sanitari e assistenziali presenti in città (servizi sociali professionali - comunali e municipali -, mense, dormitori, centri territoriali per minori e famiglie, centri diurni, centri di salute mentale, guardie mediche, ecc.) e consultare, in maniera semplice e istantanea, informazioni utili relative a orari di operatività, modalità di contatto e accesso ai servizi territoriali e prestazioni offerte. 'Bari Social' offre anche una mappatura completa e costantemente aggiornata di servizi e punti di riferimento cittadini, non strettamente o esclusivamente connessi al settore del welfare, ma comunque di immediata utilità per le persone in difficoltà (mappa delle fontanelle cittadine e delle case dell’acqua, mappa dei defibrillatori presenti in città. mappa dei punti wi-fi, elenco dei panifici che aderiscono all’iniziativa 'Pane pagato', biblioteche aderenti alla rete 'Bari Social Book').

 

Al fine di orientare al meglio i cittadini, oltre a una completa mappatura dei servizi esistenti, 'Bari Social' offre la possibilità di conoscere l’esatto riferimento, gli orari di apertura e le modalità di accesso al proprio servizio sociale di competenza, semplicemente indicando il proprio indirizzo di residenza. L’applicazione, che sarà aggiornata quotidianamente, è stata pensata per essere facilmente accessibile e fruibile da tutti: si propone come uno strumento flessibile, interattivo e co-costruito con i suoi stessi fruitori. Tramite 'Bari Social', infatti, sarà possibile segnalare situazioni di disagio o di degrado sociale, al fine di porre all’attenzione dell’amministrazione comunale i problemi rilevati, sollecitando la tutela delle persone in difficoltà da parte dei servizi territoriali, del PIS - Pronto intervento sociale di Bari e del servizio sociale professionale. 'Bari Social' sarà ulteriormente valorizzata dal contributo dei suoi stessi fruitori per quanto attiene l’adattamento dei contenuti in quattro lingue (italiano, inglese, francese, arabo): per le traduzioni di tutte le notizie e informazioni fornite dall’applicazione ci si avvarrà, infatti, del contributo spontaneo di cittadini e migranti, anche nell’ambito dell’iniziativa 'Essere Comunità'. Tramite 'Bari Social', inoltre, gli utenti potranno segnalare servizi, iniziative, strutture o presidi sociali, al fine di arricchire le informazioni disponibili e consultabili tramite l’applicazione.





I dati presentati dall’Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà
Migranti e senza dimora, 9 mila nuovi utenti negli Help Center delle stazioni

Dal 2014 ad oggi sono arrivati in Italia, passando per le stazioni, oltre 380.000 profughi: famiglie, bambini e minori non accompagnati che hanno trovato accoglienza nella rete messa in campo da Ferrovie dello Stato. Sono i dati del rapporto annuale a cura dell’Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle stazioni (Onds) presentato questa mattina a Roma. I tredici Help Center aperti nelle principali stazioni d’Italia sono per molti la prima tappa di avvio di percorsi di reinserimento. “Nel 2015 i sono stati effettuati 520.572 interventi sociali, di cui 84.085 di presa in carico e orientamento e 436.487 di bassa soglia”, ha spiegato Alessandro Radicchi, presidente di Onds. “Sono stati registrati 21.292 utenti, 9.135 dei quali nuovi, cioè mai passati prima per uno sportello di stazione. In media, ciascuna persona si è recato negli Help Center della rete più di cinque volte. Tra i nuovi ingressi aumentano donne, giovani e immigrati”.



Si rivolgono agli Help Center soprattutto uomini (73%) di età compresa tra i 30 e i 49 anni. I dati sulla provenienza degli utenti mostrano una netta prevalenza di stranieri, i quali, nel 2015, corrispondono al 69% del totale, con una diminuzione di circa quattro punti percentuali rispetto al 2014. Tra gli utenti stranieri c’è una preponderanza di extracomunitari, che raggiungono il 57,2% del totale, Gli italiani sono circa il 25%, seguono gli utenti provenienti dalla Romania (pari all’11,2%), dal Marocco (9,9%), dalla Tunisia (3,9%), dall’Egitto (3,1%), dal Pakistan (3%), dal Senegal (2,2%), dall’Ucraina (2%), dalla Nigeria (1,9%). Tra i nuovi utenti aumentano il numero di donne, immigrati e giovani.



Negli ultimi due anni sono state registrate solo nei centri realizzati nelle grandi stazioni oltre 50 mila persone senza dimora. Circa 90 mila profughi, per lo più d’origine siriana ed eritrea, sono passati per l’hub migranti di Milano Centrale. Un modello d’esempio anche per le stazioni europee: Help Center e poli di riferimento sociale stanno nascendo in Francia, Lussemburgo, Belgio e in Bulgaria Il numero fotografa esclusivamente le attività degli Help Center e non tiene conto delle persone disagiate e migranti che si rivolgono ad altre strutture messe in campo dal Gruppo FS Italiane nelle stazioni, come l’Ostello Caritas Don Luigi Di Liegro, o il Rifugio Caritas di Milano Centrale, o le strutture di accoglienza per migranti, rifugiati politici e richiedenti asilo, presenti a Roma Smistamento come il Centro Padre P. Arrupe, gestito dall’associazione Centro Astalli, o l’HUB migranti di Milano Centrale, gestito dalla Fondazione Progetto ARCA, dove sono transitati 90.000 migranti per lo più siriani ed eritrei.



Gli Help Center italiani, insieme agli altri centri di accoglienza occupano circa 15.500 mq di spazi all’interno di grandi e medie stazioni, messi a disposizione in comodato d’uso gratuito da FS Italiane a Comuni e associazioni che rappresentano un barometro attendibile della situazione sociale del Paese.





I dati dell’Istituto Nazionale di Statistica contenuti nel nuovo report sulla povertà in Italia
Istat, nel 2015 aumenta la povertà assoluta delle persone. Stabile quella delle famiglie

Secondo la definizione dell’Istat rientrano nella categoria della povertà assoluta le famiglie – o le persone – che non possono permettersi un paniere di fabbisogni essenziali, come un’alimentazione adeguata, un’abitazione riscaldata e il minimo necessario per vestirsi, comunicare, informarsi, muoversi sul territorio, istruirsi e mantenersi in buona salute. E secondo l'ultimo report diffuso dall'Istituto Nazionale di Statistica dal titolo 'La povertà in Italia', nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila (il numero più alto dal 2005 a oggi). "L'incidenza della povertà assoluta si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013); cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013)" scrive l'Istat.

 

Questo andamento nel corso dell'ultimo anno "si deve principalmente all'aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose". L'incidenza della povertà assoluta aumenta al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5,0%) sia di persone (da 5,7 a 6,7%) soprattutto per l'ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri (da 24,0 a 32,1%). Segnali di peggioramento si registrano anche tra le famiglie che risiedono nei comuni centro di area metropolitana (l'incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2%) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6,0 a 7,5%). L'incidenza di povertà assoluta diminuisce all'aumentare dell'età della persona di riferimento (il valore minimo, 4,0%, tra le famiglie con persona di riferimento ultrasessantaquattrenne) e del suo titolo di studio (se è almeno diplomata l'incidenza è poco più di un terzo di quella rilevata per chi ha al massimo la licenza elementare).

 

Si amplia l'incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con persona di riferimento occupata (da 5,2 del 2014 a 6,1%), in particolare se operaio (da 9,7 a 11,7%). Rimane contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,9%) e ritirata dal lavoro (3,8%).





A settembre sarà pubblicato un nuovo avviso per far continuare i ProVI attivi e selezionarne dei nuovi
Regione Puglia, prosegue la sperimentazione dei Progetti di Vita Indipendente

Proseguirà la sperimentazione dei Progetti di Vita Indipendente. A settembre, il nuovo avviso pubblico. L’assessore al Welfare della Regione Puglia, Salvatore Negro, ha incontrato alcuni rappresentanti dei beneficiari dei Progetti di Vita Indipendente (Pro.V.I.) per l’autonomia e l’inclusione sociale di giovani e adulti con disabilità motorie per fare il punto sulle attività in corso e per rassicurare tutti sulla grande importanza che la sperimentazione dei ProVI riveste in Puglia. “La Puglia è stata una delle Regioni italiane – ha sottolineato Negro - che sin dall’inizio, tre anni fa, ha scelto di investire risorse significativamente su questa politica di inclusione sociale attiva molto speciale, perché rivolta a persone con disabilità motoria e perché scommette sulle risorse e sulla tenacia delle stesse persone nella ricerca di opportunità di autonomia e indipendenza. Quindi non solo andremo avanti con i ProVi ma siamo tutti impegnati, con la struttura tecnica dell’Assessorato e con la partecipazione attiva delle associazioni più rappresentative dei beneficiari, nel miglioramento della sperimentazione”.

 

La sperimentazione dei ProVI quindi continua. Nel mese di settembre sarà pubblicato il nuovo Avviso pubblico per selezionare i ProVI già attivi che devono continuare per la persistenza dell’obiettivo dichiarato di vita indipendente, nonché per la selezione di nuovi beneficiari di ProVI. L’Avviso pubblico sarà costruito nelle prossime settimane con la piena partecipazione delle Associazioni, al fine di innovare il quadro delle regole di accesso e delle spese ammissibili. La riunione con i rappresentanti delle associazioni rappresentanti dei beneficiari, Vito Berti di Nardò e Giovanni Ricciardi di Lesina, è servita anche per condividere la opportunità di avviare da subito una raccolta di storie di vita con i principali protagonisti dei ProVI finanziati, al fine di rappresentare in modo assai efficace il valore di un investimento e l’importanza di sovvertire la logica della mera assistenza quando ci si confronta con una persona con disabilità che ha tante risorse e tanta capacità e volontà di autodeterminazione.

 

LO STATO ATTUALE DEI PROVI IN PUGLIA

Allo stato attuale la Puglia ha finanziato 237 ProVI ad altrettanti giovani e adulti il cui progetto di vita indipendente è connesso al completamento degli studi universitari, alla frequenza di un master, alla partecipazione a un tirocinio lavorativo o formativo, al conseguimento di una qualifica professionale, al supporto delle proprie responsabilità genitoriali, alla animazione di una organizzazione non profit e tanto altro ancora. Per ciascun ProVI sono concessi contributi annuali fino ad euro 15.000 di cui fino al 20% per l’acquisto di ausili di domotica sociale e la rimanente quota per le spese di mobilità e per l’assistente personale. La spesa annua per tutti i ProVi finanziati è complessivamente pari a circa 3,2 Meuro. La sperimentazione era stata finanziata per un biennio e, nell’approssimarsi della conclusione dei primi ProVI biennali, si era fatta strada la preoccupazione di taluni beneficiari sul rischio di discontinuità per assenza di risorse. La preoccupazione, nel corso dell’incontro odierno si è rivelata infondata, perché le risorse residue già consentono di assicurare ai primi 40-40 ProVI che si concludono entro fine anno, di essere rifinanziati, e le nuove risorse da stanziare consentiranno il rilancio della misura.

 





Il lavoro di Avanzi, CSOA Scurìa, Libera, Parcocittà, Quartieri Settecenteschi, PIN al convegno ’Zero volumi – Alte frequenze di innovazione’
Esperienze a confronto per la riqualificazione sociale, culturale, tecnologica

Ci sarà l'esperienza di Avanzi, la cui mission è quella di concepire ed elaborare soluzioni innovative per la sostenibilità e facilitarne la realizzazione attraverso iniziative, progetti e sperimentazioni concrete. Un progetto nato a Milano su spinta di un gruppo di professionisti che unisce diversi saperi per trovare risposte innovative a problemi ambientali e sociali. Ci sarà il percorso che per due anni ha contraddistinto le attività del Centro Sociale Scurìa di Foggia, che ha trasformato una struttura vuota ed abbandonata  di all'incuria, al degrado, all'indifferenza, in un luogo aperto alla sperimentazione sociale e culturale, un luogo di aggregazione. Forti dello slogan 'Le città sono di chi le ama'. Ci sarà il racconto del lavoro di Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro la mafia impegnata a riqualificare a Cerignola due terreni confiscati alla criminalità organizzata trasformandoli in presidi di legalità, di sviluppo e di lavoro.

 

Ci sarà il sogno di Parcocittà, che ha avviato i lavori di ristrutturazione e recupero della palazzina di Servizio e dell'Anfiteatro di Parco San Felice per restituire un bene pubblico al servizio della città, in particolare dei più giovani. Ci sarà l'animazione territoriale dell'associazione G.A.A.S e della Cooperativa Sociale Scurpiddu, che in questi anni hanno prodotto materiali e documenti legati alla riqualificazione dei cosiddetti Quartieri Settecenteschi di Foggia. E poi, altre esperienze, tra cui la presentazione del PIN Pugliesi Innovativi, la nuova misura con cui la Regione Puglia intende finanziare con un massimo di 30 mila euro giovani che intendono realizzare progetti a vocazione imprenditoriale e ad alto potenziale di sviluppo locale, negli ambiti dell'innovazione culturale, sociale, tecnologica.

 

Tutti questi interventi saranno ingredienti di discussione e condivisione nell'ambito della seconda giornata di 'Zero volumi – Alte frequenze di innovazione', la due giorni in programma il 14 e 15 luglio su iniziativa di Euromediterranea, cooperativa San Giovanni di Dio e Medtraining, con la co-organizzazione dell'Ordine degli Architetti di Foggia, per parlare di rigenerazione urbana, di sviluppo, di riuso dei luoghi e degli spazi. Tre elementi cardine su cui le comunità urbane sono chiamate a scommettere in futuro. Non a caso, la location scelta per realizzare questa iniziativa è una vecchia struttura situata a Borgo Segezia, distante solo pochi chilometri da Foggia. Una struttura vuota e degradata che fino a qualche anno fa ospitava la scuola dei padri giuseppini e che, ancor prima, era stata un orfanotrofio per bambini. Al convegno parteciperanno esperti, istituzioni, filosofi e cittadini che nel nostro territorio hanno e stanno sperimentando esperienze di rigenerazione urbana e sociale.






Il 14 e 15 luglio a Borgo Segezia la presentazione della misura che finanzia progetti imprenditoriali
Foggia, il PIN - Pugliesi Innovativi - al convegno ’Zero volumi. Alte frequenze di innovazione

A pochi giorni dalla partenza del nuovissimo bando 'PIN – Pugliesi Innovativi', l’assessore regionale alle Politiche Giovanili, Raffaele Piemontese, insieme agli staff della Sezione Politiche giovanili e Cittadinanza Sociale di Regione Puglia e dell’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, hanno iniziato il giro per le provincie pugliesi per presentare la misura e realizzare una dimostrazione pratica di come utilizzare il modello canvas che sarà online dal 1° settembre. Il PIN Tour 2016 fa nuovamente tappa a Foggia, nell’ambito di 'Zero volumi. Alte frequenze di innovazione', il convegno sui temi legati alla rigenerazione urbana, al riuso degli spazi pubblici e privati abbandonati, all’innovazione sociale in programma a Borgo Segezia il 14 e 15 luglio su iniziativa di Euromediterranea, cooperativa San Giovanni di Dio e Medtraining, con la co-organizzazione dell’Ordine degli Architetti di Foggia.

 

Il PIN, dunque, si inserisce a pieno titolo tra le questioni che saranno analizzati in occasione della due giorni che punta a focalizzare l’attenzione anche sull’innovazione sociale. La misura, infatti, finanzierà con un massimo di 30 mila euro giovani che intendono realizzare progetti a vocazione imprenditoriale e ad alto potenziale di sviluppo locale, negli ambiti dell'innovazione culturale, tecnologica e sociale. La presentazione nel contesto di 'Zero volumi. Alte frequenze di innovazione' si arricchisce anche di un segmento di esercitazione per prendere dimestichezza con il modello canvas, uno strumento utile ad analizzare meglio punti di forza e di debolezza della propria idea imprenditoriale. "Valutare le possibilità di riuscita e prefigurarsi il cosiddetto follow up, la fase in cui, dopo lo start up, il progetto è chiamato a confrontarsi con il suo mercato, è il punto chiave di questa nuova misura che finanzia da 10 a 30 mila euro le idee dei giovani pugliesi", sottolinea l’assessore Piemontese che venerdì 15 luglio illustrerà le finalità della misura.

 

Inoltre, in occasione del convegno 'Zero volumi. Alte frequenze di innovazione' saranno riconosciuti n. 6 crediti formativi professionali agli iscritti all’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Foggia. Gli interessati gli interessati a parteciparvi dovranno iscriversi tramite il portale iM@teria. Le adesioni, fanno sapere dall’Ordine degli Architetti, saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili (per saperne di più, www.oappcfoggia.it). L’obiettivo dell’evento, infatti,  è quello di parlare, confrontarsi e discutere di rigenerazione urbana, sviluppo, riuso dei luoghi e degli spazi. Tre elementi cardine su cui le comunità urbane sono chiamate a scommettere in futuro. Non a caso, la location scelta per realizzare questa iniziativa è una vecchia struttura situata a Borgo Segezia, distante solo pochi chilometri da Foggia. Una struttura vuota e degradata che fino a qualche anno fa ospitava la scuola dei padri giuseppini e che, ancor prima, era stata un orfanotrofio per bambini. Al convegno parteciperanno esperti, istituzioni, filosofi e cittadini che nel nostro territorio hanno e stanno sperimentando esperienze di rigenerazione urbana e sociale.

Per info: www.altefrequenzedinnovazione.it

 





Il ReD entra nel vivo: i bandi destinati ai cittadini e soggetti ospitanti dei tirocini
Regione Puglia, Reddito di Dignità: presentati avvisi e campagna di informazione

Si è tenuta questa mattina presso la Camera di Commercio di Bari, la presentazione del Reddito di Dignità, ReD, dei due avvisi pubblici rispettivamente destinati ai cittadini e ai soggetti ospitanti dei tirocini, e della campagna di comunicazione, per dare massima informazione alla cittadinanza su questa importante misura. “Abbiamo rispettato tutti i tempi previsti anche nella presentazione dei bandi - ha detto il presidente delal Regione Puglia, Michele Emiliano - . Adesso è il momento di spiegare agli operatori del sistema, e in generale a tutti gli interessati, le procedure. Si tratta ovviamente di una misura estremamente importante".

 

L'obiettivo del progetto è di consentire ai nuclei familiari pugliesi che si trovano sotto la soglia di povertà di recuperare un minimo di capacità di spesa e ottenere formazione professionale, reinserimento lavorativo e ruolo all'interno della comunità. Si tratta di una misura di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale. La misura prevede fino a un massimo di 600 euro al mese, per 20mila famiglie, corrispondenti a circa 60mila pugliesi, ogni anno. Nell'arco di 5 anni si stima di poter raggiungere la totalità della popolazione pugliese che oggi si trova sotto la soglia di povertà . "Il Reddito di Dignità non è una misura assistenziale o una forma di beneficenza. È un patto che coinvolge tutto il nucleo familiare, in cui si mette a disposizione il proprio tempo per svolgere un'attività concreta, che sia di formazione, di riqualificazione professionale o la disponibilità a svolgere mansioni di utilità sociale - ha evidenziato Emiliano . In questo momento destinare 70 milioni di euro circa l'anno è un grandissimo sforzo che però consente di ristrutturare tutte le misure che già la Regione Puglia e tutti i Comuni avevano messo in campo in questi anni per superare le situazioni di disagio economico".

 

Con le risorse disponibili potranno essere raggiunti circa 20.000 famiglie per anno, corrispondenti a circa 60.000 individui. Nell'arco dei cinque anni si stima di poter raggiungere la totalità della popolazione povera pugliese. Soglia di accesso (attuale, con possibilità di modifiche progressive): ISEE fino a 3000 euro (più altre condizioni di fragilità).

Per approfondire: red.regione.puglia.it





Il convegno ’Zero volumi. Alte frequenze di innovazione’ in programma il 14 e 15 luglio
Parte da Borgo Segezia ’La rigenerazione urbana e sociale per rilanciare i territori’

Rigenerazione urbana, riuso degli spazi pubblici e privati abbandonati, innovazione sociale. Il convegno 'Zero volumi. Alte frequenze di innovazione' viaggia verso queste direzioni. Tre elementi cardine su cui le comunità urbane sono chiamate a scommettere in futuro. Non a caso, la location scelta per realizzare questa iniziativa è una vecchia struttura situata a Borgo Segezia, distante solo pochi chilometri da Foggia. Una struttura vuota e degradata che fino a qualche anno fa ospitava la scuola dei padri giuseppini e che, ancor prima, era stata un orfanotrofio per bambini. La due giorni, in programma il 14 e 15 luglio, è promossa da Euromediterranea, cooperativa San Giovanni di Dio e Medtraining, con la co-organizzazione dell'Ordine degli Architetti di Foggia, con l'obiettivo di parlare di rigenerazione urbana, di sviluppo, di riuso dei luoghi e degli spazi.

Un'occasione di confronto, di dialogo, di condivisione per raccogliere idee e proposte con la finalità di restituire ai nostri territori la possibilità di crescere dal punto di vista sociale, economico, culturale, tecnologico. A partire proprio dal recupero degli edifici dismessi, abbandonati, inutilizzati. E con oltre sei milioni di edifici inutilizzati, l'Italia ha un patrimonio edilizio che offre una straordinaria opportunità di rigenerazione per molte aree del paese. Inclusi i nostri territori. E questa due giorni di lavori vuole tracciare delle linee proprio in questa direzione. Partendo da alcune domande e riflessioni. E' possibile riattivare gli spazi inutilizzati per restituirli con proposte innovative alle città e alla comunità? E' possibile valorizzare dei luoghi e delle strutture abbandonate – anche pubbliche - per (ri)creare nuovi servizi, nuovi dinamismi socio-economici e nuove prospettive occupazionali? Per riuscirci, c'è bisogno di un lavoro di rete che indissolubilmente deve coinvolgere tutti gli attori principali dei territori: soggetti pubblici e privati, istituzioni, associazioni, terzo settore, parrocchie, comunità locali. Non a caso, al convegno parteciperanno esperti, istituzioni, filosofi e cittadini che nel nostro territorio hanno e stanno sperimentando esperienze di rigenerazione urbana e sociale.

"Siamo partiti da un sogno, immaginando che sia possibile valorizzare e riusare tutti quei beni che, per i motivi più diversi, sono rimasti per troppo tempo inutilizzati, incapaci di produrre economie diverse, culture innovative ed interventi di prossimità – dicono i promotori dell'iniziativa - . Siamo partiti da un sogno che vogliamo condividere con voi, con lo sguardo già indirizzato verso nuovi orizzonti più sostenibili, più innovativi, più accessibili per tutti".

Per info: www.altefrequenzedinnovazione.it.





Obiettivo: lotta all’usura e all’estorsione ai danni delle imprese
Foggia, la Camera di Commercio parte civile nel processo Corona

La Giunta della Camera di Commercio di Foggia, riunita questa mattina, ha deliberato all'unanimità di costituirsi parte civile nel processo riguardante l'operazione Corona, che vede imputati diversi soggetti per reati di estorsione ai danni di imprese commerciali, edili, artigianali. La decisione è stata presa di concerto con le Associazioni Antiracket e sentite le Associazioni di Categoria dei settori economici di appartenenza delle vittime.  La notizia arriva in un giorno particolare per Foggia, vista la concomitante presenza in città della Commissione Parlamentare Antimafia

 

Il provvedimento, annunciato in occasione del Rating di Legalità per le imprese, è la diretta conseguenza di una delibera presa all'unanimità dal Consiglio Camerale dello scorso 21 luglio - assise in cui sono presenti tutte le categorie imprenditoriali, nonché le rappresentanze dei lavoratori, dei consumatori e dei professionisti - con la quale il Consiglio aveva deciso di costituirsi parte civile nei processi di usura ed estorsione ai danni delle imprese. “E' un atto importante, anche dalla forte valenza simbolica, – ha dichiarato Fabio Porreca, Presidente della Camera di Commercio di Foggia, che testimonia la volontà delle istituzioni, come la Camera di Commercio, del sistema delle imprese e delle parti sociali, di contrastare i fenomeni di illegalità e di criminalità che colpiscono al cuore un sistema economico ed imprenditoriale già molto debole”.

 

Per Porreca, dunque, non ci sono dubbi: “Occorre unirsi per far sentire la vicinanza delle istituzioni e della comunità, agli imprenditori, che, oltre a dover affrontare mille difficoltà legate alla propria attività - soprattutto oggi in una situazione di perdurante crisi economica - debbono fronteggiare anche il dramma delle pressioni della criminalità. Così come vanno garantiti sostegno e collaborazione alle forze dell'ordine e alla magistratura nella loro azione di contrasto al crimine ed alle mafie. In questo senso il nostro impegno sarà costante e incisivo”. Da ricordare, che il provvedimento adottato rafforza l'impegno dell'Ente già intrapreso con l'istituzione dello Sportello Legalità/SOS Giustizia, che opera a Foggia presso la sede di via Dante grazie alla collaborazione con Libera con l'obiettivo di offrire un servizio di ascolto, di sostegno e di assistenza delle vittime della criminalità locale nel percorso dalla denuncia al processo penale.

 






E’ il primo provvedimento approvato dalla Giunta Giuseppe Campanaro sulle politiche sociali
Castelluccio Valmaggiore, lavori di pubblica utilità in alternativa alla pena

I cittadini residenti a Castelluccio Valmaggiore citati a giudizio o condannati per violazione del codice della strada e/o violazione dell’art. 73 del DPR 309/90 nei prossimi mesi potranno chiedere direttamente, o per il tramite del proprio avvocato difensore, la conversione della pena detentiva o pecuniaria in prestazione di Lavoro di Pubblica Utilità. Il Comune guidato da Giuseppe Campanaro, neo-sindaco di Castelluccio Valmaggiore, ha infatti deliberato, con una riunione della Giunta del 16 luglio scorso, l’approvazione dello schema di convenzione per lo svolgimento del Lavoro di Pubblica Utilità. L’Atto potrà essere sottoscritto con il Tribunale di Foggia e, una volta formalizzato, consentirà a chi sarà ammesso al beneficio, di svolgere una serie di interventi nell’ambito di progetti territoriali, che hanno per oggetto lo svolgimento di piani di lavoro di interesse generale.

 

“È il primo di una serie di interventi che l’amministrazione di Castelluccio Valmaggiore intende realizzare per favorire attività di importante rilievo pedagogico – dice il sindaco Campanaro - . Attraverso la convenzione che andremo a sottoscrivere con il Tribunale, daremo la possibilità a persone che hanno commesso un errore, quando autorizzate, di sostituire la pena detentiva con una prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività. Certo – continua il primo cittadino - molto sarà delegato al senso di responsabilità della persona ma in linea generale mi sento di affermare che è un’opportunità importante, perché  permette di avvicinare i soggetti interessati da questo tipo di Istituto a settori che prima non erano conosciuti, soprattutto in ambito sociale”.

 

Un’attenzione, quella alla rieducazione e al reinserimento sociale, rafforzata da un’altra delibera, che approva lo schema di convenzione tra l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Foggia e il Comune di Castelluccio Valmaggiore. “Nelle prossime settimane – spiega l’assessore alle Politiche Sociali e Salute, Sport, Cultura e Pubblica Istruzione, Pasquale Marchesepotremo sottoscrivere con l’UEPE di Foggia un documento attraverso cui ci impegniamo a collaborare, come Amministrazione, per il reinserimento sociale delle persone condannate in detenzione o in misura alternativa, attraverso l’organizzazione e realizzazione di attività gratuite in favore della collettività, contribuendo all’esecuzione del dettato costituzionale, secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Del resto, il recupero e il reinserimento sociale di persone coinvolte in attività criminose passa anche attraverso la partecipazione di Istituzioni e associazioni”.

 

Proprio quest’ultime sono state al centro dell’ultimo Consiglio Comunale. Su proposta del consigliere comunale delegato Toto Serena, collaboratore dell’assessore Pasquale Marchese, è stato approvato il Regolamento per la costituzione dell’Albo delle Associazioni, che sarà suddiviso in  otto sezioni tematiche, tra cui la tutela dell’ambiente, le attività culturali, quelle socio-sanitarie di volontariato. “La richiesta di iscrizione, a firma del legale rappresentante dell'associazione – spiega Serena - andrà inoltrata al sindaco utilizzando l’apposito modulo disponibile presso gli uffici comunali e dovrà pervenire all’ufficio Protocollo del Comune di Castelluccio Valmaggiore entro il 30 novembre di ogni anno, corredata dai documenti indicati nel disciplinare”.






L’iniziativa dell’assessorato al Welfare per sostenere le persone più fragili
Bari, Emergenza Caldo: 80 tonnellate di frutta per le famiglie indigenti

L’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, tra le azioni in atto a sostegno dei cittadini e delle famiglie più fragili, promuove, in collaborazione con il Banco delle Opere di Carità di Bari, la distribuzione straordinaria nei prossimi giorni di circa 80 tonnellate di frutta da destinare ad aiuti caritativi per indigenti o per famiglie e cittadini in difficoltà. Gli alimenti potranno essere ritirati dalle comunità di assistenza e socio educative, dalle Associazioni di volontariato di Bari coinvolte nel tavolo Emergenza Caldo presso il magazzino del Banco delle Opere che provvederà alla distribuzione. Le strutture sono state informate ed invitate dall'Assessorato ad organizzare, nei prossimi giorni, il ritiro secondo le modalità concordate.

 

Francesca Bottalico, assessora al Welfare, ha dichiarato: “Anche questa iniziativa rientra nel piano di collaborazioni che abbiamo avviato e consolidato nelle ultime settimane con le organizzazioni per contrastare la povertà e il disagio, che si intensificano nel periodo estivo. Grazie all’informazione e alla comunicazione tra i soggetti operanti, abbiamo avuto la possibilità di avviare questa ulteriore iniziativa. Ci auguriamo di poter proseguire su questa strada. Presto le associazioni comunicheranno ai cittadini le modalità di consegna o ritiro della frutta”.






Ogni domenica a turno accolgono le persone indigenti. Iniziativa coordinata dalla Caritas
Foggia, anche ad agosto il pranzo per i poveri è garantito dalle parrocchie

Anche nel mese di agosto le parrocchie di Foggia si daranno il cambio per trasformarsi in ‘piccole mense' e soddisfare il grido di fame delle persone più indigenti. Italiani, migranti, anziani, famiglie in difficoltà. L'iniziativa coordinata dalla Caritas diocesana Foggia-Bovino punta a garantire un piatto da mangiare anche nei più caldi dell'anno, quelli in cui le ‘tradizionali' mense per i poveri chiudono per l'assenza di molti volontari o per la difficoltà a sostenere il servizio. E così, il pranzo solidale della domenica è confermato anche ad agosto, grazie alla collaborazione di diverse parrocchie cittadine e di altri volontari che, anche attraverso questo tipo di attività, si possono avvicinare al mondo della povertà.

 

Domenica 3 agosto, quindi, si parte dalla parrocchia di San Michele Arcangelo con l'ingresso in mensa a partire dalle 11.30; seguirà il 10 la Madonna della Croce, il 17 quella di San Ciro, il 24 la chiesa di San Pietro Apostolo. Mentre la parrocchia che organizzerà il pranzo solidale domenica 31 agosto deve ancora essere individuato. Si parte, comunque, dalla bella esperienza portata avanti lo scorso anno e, più di recente, nel mese di luglio da altre parrocchie foggiane. “L'iniziativa del pranzo domenicale offerto dalle parrocchie, coordinata dalla Caritas Diocesana, esprime la carità della nostra Diocesi verso le persone bisognose (sempre più italiani), per garantire loro, anche nelle domeniche d'estate, la certezza di un buon pranzo e un'affettuosa vicinanza da parte dei numerosi volontari - scrive don Francesco Catalano, vice-direttore della Caritas diocesana Foggia-Bovino - . La proposta alle parrocchie di prodigarsi nella preparazione di un pranzo domenicale, con il coinvolgimento di tutta la Comunità, riscuote molto consenso ed a preparare l'abbondante e succulento pranzo, servito poi in parrocchia, sono gli stessi parrocchiani, che con amore e cura preparano nelle loro case il pranzo destinato a Gesù presente nei fratelli”.

L'altro aspetto importante di questa estate solidale e di attenzione verso le persone che versano in condizioni di difficoltà economica e sociale, è rappresentata dal fatto che venerdì 15 agosto, come sempre, la mensa dei poveri in Santa Maria del Conventino della Caritas Diocesana, resterà aperta per offrire la cena agli indigenti dalle 18.30 alle 19”.

e.m.

 

 

 






L’iniziativa promossa dall’associazione si svolhgerà il 20 agosto
San Ferdinando di Puglia, una notte multicolor per l’integrazione

“Notte bianca? No grazie! Noi vogliamo una Notte Multicolor!”. E da qui che parte il sogno di ‘Welcome', l'Associazione di Promozione Sociale nata nel 2013 a San Ferdinando di Puglia (BAT) con l'obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere la comunità locale ed in particolare i giovani sui temi sociali. Con un'attenzione rivolta principalmente ai temi dell'integrazione, dell'intercultura, dei diritti umani, dell'arte, della cultura e contro ogni contro ogni forma di discriminazione. Di qui, l'idea di organizzare una ‘Notte Multicolor', una notte dedicata alla multiculturalità. E l'evento si svolgerà mercoledì 20 agosto, a partire dalle ore 19, in piazza Umberto I a San Ferdinando di Puglia.


Per Najat Noubail, presidentessa dell'associazione ‘Welcome', non ci sono dubbi: quella in programma sarà “una notte di colori e sfumature, una notte di sapori, una notte di danze e forme d'arte differenti. Una notte di razze e popoli diversi ma uniti da uno spirito comune. Una notte di festa per tutti!”. Insomma, questo è il sogno dell'associazione che lancia un appello alle associazioni, ai singoli cittadini, a tutte le realtà sociali e culturali che hanno voglia di lasciarsi coinvolgere in questa iniziativa. ”La piazza principale di San Ferdinando di Puglia ospiterà l'evento e con il vostro aiuto cercherà di valorizzare la diversità in ogni suo aspetto, offrendo l'importante occasione di consentire lo scambio di idee ed evidenziando tutte quelle piccole sfumature che caratterizzano l'unicità di ogni individuo”.


Il tema, dunque, è quello dell'integrazione colorata, senza bianco-nero ad ingrigire i risvolti più luminosi offerti dalla bellezza della dell'incontro, degli scamb, delle conoscenze. “Una serata in cui l'aspetto culturale, sociale ed artistico delle diverse culture verrà esaltato! Mostre, danze e canti, ma anche stand di gastronomia, artigianato e momenti ludici per i bambini. Tutto ciò – aggiunge Najat Noubail - potrà essere realizzato con il vostro contributo ed attraverso la cooperazione con altre associazioni del territorio cui sarà concesso libero spazio espositivo”. Per info scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o contattare l'associazione sulla sua pagina facebook.

Emiliano Moccia






La denuncia delle segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL di Foggia
Ambito di Cerignola, non autosufficienti:

Risorse pubbliche, destinate a cittadini in condizioni di non autosufficienza gravissima ed i loro nuclei familiari, bloccate da circa quattro anni nelle casse degli Enti Locali. E' quanto denunciano le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL di Foggia, unitamente ai rispettivi sindacati dei pensionati SPI, FNP e UILP, rilevando che nell'Ambito Territoriale di Cerignola "ancora non vengono erogati i sussidi previsti a favore di quelle famiglie che assicurano assistenza continuativa ai loro parenti in condizioni di non autosufficienza gravissima e che hanno scelto di far proseguire la permanenza a domicilio in alternativa al ricovero in struttura residenziale”.

 

Per questo,hanno inviato una lettera al Commissario ad acta per la procedura di assistenza indiretta personalizzata del Comune di Cerignola, Rosaria Claudione, e al Sindaco, Antonio Giannatempo, responsabile dell'Ambito Territoriale di Cerignola, per chiedere un incontro urgente. Le organizzazioni sindacali, dunque, manifestano “forte preoccupazione per le gravi inadempienze nell'istruttoria delle 555 domande di Assistenza Indiretta Personalizzata che il Comune di Cerignola non ha elaborato, non permettendo a persone in condizioni di non autosufficienza gravissima e ai loro nuclei familiari di accedere all'erogazione di misure di sostegno economico. Rilevato che a distanza di quattro anni il suddetto Ambito non ha ancora concluso il procedimento di istruttoria con l'approvazione della graduatoria finale degli aventi diritto” i sindacati chiedono “di conoscere le motivazioni dell'ingiustificato ritardo che sta causando gravissimi danni ai possibili beneficiari”.

 

Per i sindacati non ci sono dubbi: Quello che è cresto è un “un ritardo gravissimo in quanto la finalità generale della misura è di grande rilievo sociale”, cioè “di rimuovere ovvero ridurre l'incidenza che i vincoli economici e il disagio derivante da reddito insufficiente possono esercitare sulla scelta e sulla capacità di un nucleo familiare di prendersi carico, per la parte di competenza, del lavoro di cura di una persona in condizione di fragilità derivante da non autosufficienza gravissima favorendo così il ricorso ai servizi domiciliari e comunitari per prolungare la permanenza del soggetto non autosufficiente nel proprio contesto di vita familiare e sociale e riducendo il ricorso alle prestazioni residenziali e semiresidenziali, quando le condizioni di salute e il contesto abitativo lo consentano”.






Otto i lidi balneari che hanno dato la disponibilità al Comune. Iniziativa dal 20 luglio al 15 settembre
Mattinata, ’Mare per tutti’ e gratuito per le persone con disabilità

Sono otto i lidi balneari di Mattinata che, anche questa estate, hanno dato la loro disponibilità al progetto ‘Mare per tutti', l'iniziativa promossa dal Comune di Mattinata con l'obiettivo di garantire “l'accesso alle spiagge e la possibilità di fruire dei servizi turistici, al fine di  migliorare la qualità della vita” delle persone con disabilità. ‘Mare per tutti', infatti, grazie alla disponibilità dei soggetti gestori degli stabilimenti balneari è “destinata alle pesone con disabilità che potranno usufruire a titolo gratuito di una postazione con ombrellone, sdraio e/o lettino per un periodo di due settimane”.

 

Al fine di organizzare il servizio che si realizzerà dal 20 luglio al 15 settembre, le richieste dovranno pervenire all'Ufficio del Turismo del Comune di Mattinata. Per lidi accessibili, secondo quanto riportato nel disciplinare dell'Avviso, sono da intendersi strutture senza barriere architettoniche, munite di scivoli, rampe e pedane che consentono la mobilità a quanti hanno problemi di deambulazione. La scheda di prenotazione e il disciplinare del servizio (allegate sul nostro sito) possono essere ritirati anche in formato cartaceo presso l'Ufficio del Turismo.

e.m.






Presenta i risultati del monitoraggio in Puglia. 187 i depuratori che coprono il servizio in Puglia
Goletta Verde, fuorilegge 14 punti su 31 tra foci di fiumi, torrenti e scarichi

C'è un trend che tende verso il positivo ed è quello che emerge dai monitoraggi di Goletta Verde in Puglia, ma di certo la situazione non è ancora rassicurante: 14 i punti risultati “fuorilegge”, rispetto ai 31 monitorati lungo gli 865 chilometri di costa, nei quali è stata evidenziata una carica batterica al di sopra dei valori consentiti dalla legge. Acque inquinate da scarichi non depurati adeguatamente con presenze di escherichia coli e enterococchi intestinali che contribuiscono non solo ad inquinare i fiumi e il mare, ma che mettono in pericolo la stessa salute dei cittadini. È questa la fotografia scattata dalla celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che in questi giorni sta facendo tappa in Puglia. L’istantanea regionale sulle acque costiere dell’equipe tecnica della Goletta Verde è stata presentata questa mattina, in conferenza stampa a Bari, da Simone Nuglio, portavoce di Goletta Verde e Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Giovanni Giannini, assessore Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione Puglia, Nicola Ungaro, Arpa Puglia e Nicola Giorgino, Autorità Idrica Pugliese.

 

"È un quadro, quello scaturito dalle analisi dei nostri tecnici, che conferma le criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci dei fiumi e dei torrenti ma anche dagli scarichi – dichiara Simone Nuglio, portavoce di Goletta Verde – . Il nostro compito non è quello di assegnare patenti di balneabilità ma segnalare le situazioni di inquinamento che registriamo, per spronare gli enti preposti a individuare e risolvere la causa scatenante di queste criticità".

 

"Durante la stagione estiva torna alla ribalta la sfida della depurazione delle acque in Puglia, in realtà mai passata in secondo piano. I numeri evidenziano una situazione in chiaro scuro – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Da una parte sono state avviate le procedure per il potenziamento dei depuratori, sebbene si è ancora in attesa dell'avvio dei lavori, dall'altra insistono situazioni in cui depuratori scaricano nel sottosuolo, sono sottoposti a procedimento penale o, ancora, sono oggetto di procedure di infrazione da parte dell'Unione Europea. Non da sottovalutare anche il caso del Comune di Porto Cesareo senza fogna e depurazione. Chiediamo alla Regione di garantire l'attuazione di interventi risolutivi e immediati per far fronte ai problemi della depurazione, utilizzando efficacemente le risorse economiche stanziate e disponibili - aggiunge Tarantini - . Un ruolo importante, però, deve essere anche quello dei sindaci delle città e dei piccoli centri pugliesi, sulla costa come nell'entroterra, che devono abbandonare ogni campanilismo e farsi promotori di una stretta collaborazione con i soggetti preposti che interverranno per mettere in pratica le misure necessarie al ripristino della completa funzionalità di tutti gli impianti imputati".

 

I depuratori

Sono 187 i depuratori a servizio degli agglomerati pugliesi. Su questi continuano ad insistere problemi di funzionamento, criticità e situazioni irrisolte che in alcuni casi rendono inefficace la depurazione dei reflui. La scarsa disponibilità idrica superficiale naturale condiziona fortemente la tipologia dei recapiti finali nella nostra regione. Questo comporta che solo il 5% dei recapiti finali dei depuratori è costituito da corpi idrici superficiali significativi, il 73% è costituito da lame e corsi d’acqua minori o dal suolo (attraverso trincee drenanti), il 14% recapita a mare. Gli scarichi nel sottosuolo vietati dalla norma nazionale costituiscono l’8% del totale ovvero 14 impianti, di cui 2 (Matino e Parabita) dismessi in marzo 2014 (le cui rispettive portate sono state convogliate nell’impianto di Casarano Nuovo). Attualmente sono 12 gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo, con grave rischio di inquinamento delle falde acquifere (Casamassima Vecchio, Cassano delle Murge Vecchio, Carovigno Vecchio, S. Michele Salentino, S. Vito dei Normanni, Lesina 2 Marina, Otranto, Specchia, Uggiano la Chiesa, Manduria Vecchio, Martina Franca, San Giorgio Jonico).

 

I monitoraggi di Goletta Verde nelle province pugliesi

 Quattro i punti analizzati in provincia di Bari, di cui uno giudicato “fortemente inquinato”: quello al porto del capoluogo, allo sbocco del tubo di scarico, radice del molo Pizzoli. Entro i limiti, invece, le analisi per le acque prelevate in località Santo Spirito, sempre a Bari (spiaggia su lungomare Colombo incrocio via Harris), a Molfetta (località Prima Cala, spiaggia ad ovest dello stadio) e alla spiaggia di Lama Monachile a Polignano a Mare. Dei cinque prelievi effettuati in provincia di Taranto, due hanno dato un giudizio di “fortemente inquinato”, entrambi nella città capoluogo (alla foce del fiume Galeso e nei pressi dello scarico del depuratore in località Marina di Pulsano). Entro i limiti l’altro campionamento effettuato a Taranto (agli scogli lido Bruno), a Castellaneta Marina (spiaggia libera Borgo Pineto) e a Palagiano (foce del fiume Lenne). Otto i prelievi effettuati nel leccese, di cui tre “fuorilegge”. Fortemente inquinato è risultato il campionamento allo sbocco del canale su Lungomare Colombo, altezza via Savona, in località Marina di Leuca di Castrignano del Capo. “Inquinato”, invece, il giudizio per le acque campionate a Tricase (alla foce del canale del Rio a Marina Serra) e a Porto Cesareo (sbocco canale presso via Pontano in località Torre Lapillo). Entro i limiti di legge, infine, gli inquinanti riscontrati allo sbocco del canale presso la spiaggia Scalo di Fuorno, sempre a Porto Cesareo, a Gallipoli (spiaggia fronte via Cantauro, località Rivabella e allo sbocco canale dei Samari, località I Foggi), a Salve (sbocco canale località Torre Pali) e a Corsano (sbocco scarico a torre Specchia).

 

Situazione più critica nel brindisino, dove tre dei cinque campionamenti hanno dato un giudizio di “fortemente inquinato”: a Brindisi (allo sbocco del canale Giancola), a Torchiarolo (alla foce del canale Infocaciucci, in località Lendinuso) e a Ostuni (nei pressi dello sbocco del depuratore in via dei Pioppi, in località Villanova). Entro i limiti le analisi a Ostuni/Carovigno (spiaggia in località Lamaforca, al confine fra i due comuni) e a Carovigno (foce canale Reale, località Torre Guaceto). Criticità riscontrate anche nella provincia di Barletta-Andria-Trani dove degli otto campionamenti effettuati cinque sono risultati “fuorilegge”: a Trani (scarico sotto la villa comunale Lungomare Colombo), a Barletta (foce del canale Ciappetta Camaggio, località Ariscianne e allo sbocco dello scarico altezza lungomare/via di Cuonzo, località litoranea di Ponente), a Margherita di Savoia (alla foce del fiume Ofanto). “Inquinato”, invece, il giudizio per il prelievo a Margherita di Savoia (foce Aloisa). Entro i limiti le analisi a Bisceglie (località Salsello, spiaggia lungomare incrocio via Dell’Olio), a Trani (spiaggia Matinelle) e a Margherita di Savoia (foce Carmosina).

 

Entro i limiti anche l’unico prelievo effettuato in provincia di Foggia, nel comune di Vico del Gargano (località San Menaio, spiaggia altezza via San Menna). Sono stati inoltre effettuati dei campionamenti in prossimità di alcune condotte di depuratori per verificare lo stato dei tratti di mare interessati. Dei tre campioni prelevati, a Rodi Garganico (Fg) presso la spiaggia Lido Ponente di Casa dei Templari, a Polignano a Mare (Ba) in località Lungomare Colombo e a Santa Cesarea Terme (Le) in località Malo Passo, nessuno ha fatto riscontrare cariche batteriche superiori ai limiti di legge.

 

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN PUGLIA*

*prelievi effettuati nei giorni 18, 19, 20 e 21 luglio 2014

PROVINCIA

COMUNE

LOCALITÀ

PUNTO

GIUDIZIO

TARANTO

CASTELLANETA

Castellaneta Marina

Spiaggia libera Borgo Pineto

Entro i limiti

TARANTO

PALAGIANO

 

Foce del fiume Lenne

Entro i limiti

TARANTO

TARANTO

Taranto

Foce del fiume Galeso

Fortemente inquinato

TARANTO

TARANTO

Lido Bruno

Scogli lido Bruno

Entro i limiti

TARANTO

PULSANO

Marina di Pulsano

Pressi sbocco scarico depuratore

Fortemente inquinato

LECCE

PORTO CESAREO

Torre Lapillo

Sbocco canale presso via Pontano

Inquinato

LECCE

PORTO CESAREO

Scala di Furno

Sbocco canale presso spiaggia Scalo di Furno

Entro i limiti

LECCE

GALLIPOLI

Rivabella

Spiaggia fronte via Centauro angolo SS108

Entro i limiti

LECCE

GALLIPOLI

I foggi - Samari

Sbocco Canale dei Samari

Entro i limiti

LECCE

SALVE

Torre Pali

Sbocco canale

Entro i limiti

LECCE

CASTRIGNANO DEL CAPO

Marina di Leuca

Sbocco canale Lungomare Colombo (altezza via Savona)

Fortemente inquinato

LECCE

CORSANO

Torre Specchia

Sbocco scarico

Entro i limiti

LECCE

TRICASE

Marina Serra

Foce Canale del Rio

Inquinato

BRINDISI

TORCHIAROLO

Lendinuso

Foce canale Infocaciucci

Fortemente inquinato

BRINDISI

BRINDISI

Giancola

Sbocco canale Giancola (via Torre Testa, angolo Strada delle sorgenti)

Fortemente inquinato

BRINDISI

OSTUNI/CAROVIGNO

Lamaforca

Spiaggia al confine tra i comuni di Ostuni e Carovigno

Entro i limiti

BRINDISI

CAROVIGNO

Torre Guaceto

Foce canale Reale

Entro i limiti

BRINDISI

OSTUNI

Villanova

Pressi sbocco depuratore in via dei Pioppi

Fortemente inquinato

BARI

POLIGNANO A MARE

Lama Monachile

Spiaggia

Entro i limiti

BARI

BARI

Porto di Bari

Sbocco tubo di scarico, radice del molo Pizzoli

Fortemente inquinato

BARI

BARI

Santo Spirito

Spiaggia su lung.re C.Colombo incrocio via Paul Harris

Entro i limiti

BARI

MOLFETTA

Prima Cala

Spiaggia ad ovest dello Stadio

Entro i limiti

BAT

BISCEGLIE

Salsello

Spiaggia lung.re incrocio via Mauro dell'Olio

Entro i limiti

BAT

TRANI

 

Sbocco scarico sotto la villa comunale, Lungomare Colombo

Fortemente inquinato

BAT

TRANI

Matinelle

Spiaggia Matinelle (dx molo)

Entro i limiti

BAT

BARLETTA

Ariscianne

Foce del canale Ciappetta Camaggio

Fortemente inquinato

BAT

BARLETTA

Litoranea di Ponente

Sbocco scarico altezza incrocio lung.re/via di cuonzo

Fortemente inquinato

BAT

MARGHERITA DI SAVOIA

 

Foce fiume Ofanto

Fortemente inquinato

BAT

MARGHERITA DI SAVOIA

 

Foce Carmosina

Entro i limiti

BAT

MARGHERITA DI SAVOIA

 

Foce Aloisa

Inquinato

FOGGIA

VICO DEL GARGANO

San Menaio

Spiaggia altezza via San Menna

Entro i limiti

 






Dal 31 luglio al 5 agosto l’iniziativa di sensibilizzazione di Fondazione ANIA e Polizia di Stato
Vieste, #nonrischioperché: campagna sulla sicurezza stradale

Formazione, sensibilizzazione e prevenzione. Sono questi gli ingredienti di #nonrischioperché, iniziativa organizzata dalla Fondazione ANIA in collaborazione con la Polizia di Stato, che per oltre un mese coinvolgerà sul tema della sicurezza stradale, alcune tra le principali località turistiche d’Italia, paese in cui l’incidentalità stradale è la più grande tragedia: solo nell’ultimo anno sono 3.653 le persone che hanno perso la vita sulla strada e una vittima su cinque aveva meno di 30 anni. Tra i comuni coinvolti da questa importante campagna di sensibilizzazione  c’è anche Vieste dove, dal 31 luglio al 5 agosto, la Polizia Stradale e gli operatori dell’Ania  hanno programmato una serie di attività rivolte a tutti gli automobilisti.

 

Ogni giorno, dalle 15 alle 21, il van  dell’iniziativa sosterà nelle piazze e vie principali dando  la possibilità di partecipare ad un quiz sulla sicurezza stradale e di svolgere prove di guida sicura al simulatore. In contemporanea, sulle spiagge, la Fondazione ANIA proporrà ai bagnanti quiz sulla sicurezza stradale. Ai partecipanti, poi,  saranno consegnati gadget a tema, tra i quali etilometri monouso con informazioni sulla guida in stato di ebbrezza. Tutte le persone coinvolte nell’iniziativa verranno invitate a condividere un pensiero contro gli incidenti stradali usando, sui principali social network, l’hashtag #nonrischioperché. Nella zona del van, inoltre, sarà presente anche una pattuglia della Polizia Stradale a disposizione dell’utenza per provare l’etilometro e per lo svolgimento di attività di comunicazione e sensibilizzazione sui temi della sicurezza stradale. In quell’occasione sarà inoltre allestita e posizionata accanto al van della Fondazione ANIA la mostra fotografica 'Altra Strada non c’è', dedicata ai 66 anni di vita della Polizia Stradale.

 

Infine, la Polizia Stradale intensificherà i controlli volti al contrasto del fenomeno della guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti nelle strade delle località coinvolte dall’iniziativa soprattutto nelle ore notturne.






L’Amministrazione Comunale promuove anche quest’anno la campagna di informazione
Barletta, ’Vacanze coi fiocchi’: una guida sicura anche d’estate

Torna a Barletta 'Vacanze coi fiocchi – Dai un passaggio alla sicurezza'. Anche quest'anno, infatti, l'Amministrazione comunale partecipa alla campagna di sensibilizzazione pro sicurezza stradale promossa con il patrocinio dalla Presidenza della Repubblica, dal Centro Antartide in collaborazione con l'Osservatorio per l'Educazione e la Sicurezza Stradale della Regione Emilia-Romagna. L'iniziativa, che vede protagoniste centinaia di istituzioni, associazioni, aziende sanitarie, società autostradali, radio e TV, promuove comportamenti che possono accrescere la sicurezza sulle strade: il rispetto dei limiti di velocità; l'utilizzo delle cinture e dei seggiolini per i bambini; la guida prudente; la non assunzione di droghe, non consumare alcolici o prendere medicinali che inducono sonnolenza; il rispetto delle distanze; l'utilizzo sistematico delle frecce; l'uso corretto del telefonino. 

 

A Barletta, il materiale di 'Vacanze coi fiocchi' sarà distribuito già durante la manifestazione 'Barletta Food %26 Run sotto le Stelle' presso uno stand allestito all'interno dei giardini del Castello nei pressi dell'anfiteatro sabato 26 e domenica 27 luglio con la preziosa collaborazione della locale sezione dell'Associazione Italiana Genitori (AGE).






Pubblicato il report sulle ’Attività gratuite a beneficio di altri’
Istat, un italiano su otto fa attività di volontariato. Sono più di 6milioni

Circa un italiano su otto svolge attività gratuite a beneficio di altri o della comunità. In Italia il numero di volontari è stimato in 6,63 milioni di persone, (tasso di volontariato totale pari al 12,6%). Sono 4,14 milioni i cittadini che svolgono la loro attività in un gruppo o in un'organizzazione (tasso di volontariato organizzato pari al 7,9%) e tre milioni si impegnano in maniera non organizzata (tasso di volontariato individuale pari al 5,8%). Il lavoro volontario è più diffuso nel Nord del Paese. Nel Nord-est si registra il tasso di volontariato totale più elevato (16%), mentre il Sud si contraddistingue per livelli di partecipazione sensibilmente più bassi (8,6%).

 

La prima quantificazione del lavoro volontario è stata pubblicata da Istat, CSVnet e Fondazione Volontariato e Partecipazione con la diffusione del report 'Attività gratuite a beneficio di altri' e svela per tutti i numeri del fenomeno volontario in Italia, tratteggiandone le caratteristiche. Come quella che vuole una percentuale molto più alta di volontari fra chi ha conseguito un titolo di studio più alto come la laurea (22,1%) e inferiore fra chi ha la licenza elementare (6,1%). Così come racconta di un volontariato sempre più appannaggio di chi ha situazioni occupazionali stabili (14,8%) e chi vive in famiglie agiate (23,4%). Il report evidenzia anche il ruolo fondamentale di donne e anziani nelle attività di aiuto non organizzate e quantifica in 19 il monte ore (calcolate su quattro settimane) che in media gli italiani svolgono in volontariato. Coincidono, se quantificate con il criterio del monte ore lavorativo, con circa 875.000 unità occupate a tempo pieno.

 

"Grazie a questa indagine siamo in grado di meglio conoscere i 'profili' di quei milioni di cittadini che ogni giorno spendono gratuitamente il loro tempo per gli altri - ha detto Stefano Tabò, presidente di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato - . Il fatto che 4 milioni di questi preferiscano impegnarsi in organizzazioni strutturate dimostra come il volontariato sia ormai un fenomeno maturo e radicato in tutto il paese. Una realtà che il sistema dei Centri di Servizio per il Volontariato contribuisce a valorizzare con competenze e professionalità diffuse e capillari. La possibilità di equiparare i dati agli standard internazionali non può che accrescere il valore della ricerca, primo frutto di una intelligente collaborazione con Istat e Fondazione Volontariato e Partecipazione".






ì
La decisione dell’Ente per sostenere gli imprenditori locali vittime dei reati
La Camera di Commercio parte civile nei processi contro usura e racket

 “Il provvedimento adottato intende rafforzare l'impegno dell'Ente già intrapreso con l'isituzione dello Sportello Legalità/SOS Giustizia, che opera presso la nostra sede grazie alla collaborazione con Libera con il compito di offrire un servizio di ascolto, di sostegno e di assistenza delle vittime della criminalità locale nel percorso dalla denuncia al processo penale”. Con queste parole Fabio Porreca, Presidente della Camera di Commercio di Foggia, annuncia il nuovo provvedimento adottato dal Consiglio della Camera di Commercio di Foggia che ha deliberato di rafforzare e sostenere la lotta ai fenomeni estorsivi a danno di imprenditori del territorio foggiano.


In pratica, i consiglieri hanno deliberato all'unanimità che l'Ente si costituisca Parte Civile nei processi penali per reati di estorsione e/o di usura a danno di imprenditori locali, con mandato affidato alla Giunta dell'ente camerale che dovrà provvedere di concerto con le Associazioni antiracket e antiusura e sentite le Associazioni di categoria del settore di appartenenza dell'imprenditore vittima. Una decisione impo5ante, nata anche dal fatto che secondo un recente studio effettuato da Unioncamere Puglia sono aumentati in Puglia, in particolare nella Capitanata, i casi di usura e di racket nei confronti degli imprenditori.

 

“Tra le attività criminali dei sodalizi mafiosi, l'estorsione e l'usura conservano un ruolo primario, non solo in quanto antichi e consolidati strumenti di controllo del territorio, ma anche quale metodo di drenaggio di risorse economiche, poi disponibili anche per il finanziamento di ulteriori attività – è scritto nella nota della Camera di Commercio di Foggia - . Attraverso le estorsioni i gruppi malavitosi esercitano una sorta di prelievo diffuso, garantendosi costanti flussi di denaro ed inducendo nelle vittime una rassegnata accondiscendenza, che in determinate aree della Provincia incrementa la considerazione ed il senso di soggezione nei riguardi delle consorterie mafiose. L'usura, inoltre, offre la possibilità di reinvestire i capitali illeciti in un mercato finanziario occulto ed estremamente remunerativo, caratterizzato anch'esso da una condizione di assoggettamento delle vittime”.

Anche per questo, “la Camera di Commercio, nella sua qualità di ente pubblico di rappresentanza del sistema economico-imprenditoriale e anche sulla scorta del programma pluriennale di attività, non può sottrarsi alla condivisione delle problematiche connesse alle fasi di prevenzione, di contrasto e di sostegno degli imprenditori vittime di tali fenomeni, sostenendo le vittime anche in sede di procedimento giudiziario – ha evidenziato Porreca - . Impegno condiviso e sollecitato da vari movimenti di reazione sociale e dalle istituzioni locali, impegnati in progetti e iniziative finalizzati a promuovere e diffondere i valori di legalità, solidarietà e, soprattutto, di salvaguardia dei diritti e delle libertà individuali, per affermare il rifiuto di qualsiasi forma di sopraffazione”.






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Attivato dal Comune mette insieme tutti i servizi offerti dalla rete cittadina
Bari, Un Piano operativo per contrastare l’emergenza caldo

Un Piano per contrastare l'emergenza caldo, con particolare attenzione alla tutela degli anziani e delle persone più fragili. E' quanto presentato dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, e dall'assessora comunale al Welfare, Francesca Bottalico, a seguito degli incontri e delle intese programmatiche tra l'Assessorato al Welfare e la rete cittadina, composta da enti del pubblico, del privato sociale e del volontariato laico e cattolico. Il Piano operativo Estate 2014 è di fatto un'estensione delle attività già previste dai Servizi Sociali Territoriali Professionali dai 5 Municipi, dai Servizi Socio Sanitari della ASL, dal Servizio di Segretariato Sociale e dalla PUA, per far fronte al crescente bisogno in questo periodo estivo, particolarmente a rischio per i soggetti fragili.


Obiettivo del Piano è realizzare una concreta integrazione tra interventi in ambito sanitario, sociale e socioassistenziale attraverso la definizione di strategie condivise tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti, garantendo interventi adeguati e una comunicazione efficace alla cittadinanza attraverso i canali istituzionali, gli Uffici Relazioni con il Pubblico, i Municipi, la stampa locale, i servizi di segretariato sociale.

 

"Quest'anno il nostro impegno si è rivolto ad ampliare ulteriormente la rete cittadina, coinvolgendo realtà che a vario titolo contribuiscono a offrire al territorio spazi di ascolto, accoglienza, orientamento, aggregazione e socializzazione, in particolare rivolti a persone sole, anziani, famiglie che si trovano in condizioni di fragilità - ha detto l'assessora Bottalico - . Centri di Ascolto per famiglie hanno organizzato iniziative ricreative, di socializzazione e ascolto rivolte in modo specifico agli anziani che spesso in estate vivono maggiormente la condizione di solitudine. Per partecipare alle attività previste è possibile rivolgersi all'URP, ai Servizi Sociali territoriali, ai Centri Famiglie territoriali, al Segretariato sociale. Ringrazio quanti, a vario titolo si spendono quotidianamente, specialmente in questo periodo, a favore dei più fragili e invito loro a partecipare attivamente alla rete cittadina che stiamo ampliando, affinchè insieme riusciamo mettere in campo, in maniera sistematica e organizzata, servizi che rispondano efficacemente ai bisogni dei cittadini".






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Ogni domenica a turno accolgono le persone indigenti. Iniziativa coordinata dalla Caritas
Foggia, a luglio il pranzo per i poveri è garantito dalle parrocchie

Nel mese di luglio le parrocchie di Foggia si stanno dando il cambio per trasformarsi in ‘piccole mense’ e soddisfare il grido di fame delle persone più indigenti. Italiani, migranti, anziani, famiglie in difficoltà. L’iniziativa coordinata dalla Caritas diocesana Foggia-Bovino punta a garantire un piatto da mangiare anche nei più caldi dell’anno, quelli in cui le ‘tradizionali’ mense per i poveri chiudono per l’assenza di molti volontari o per la difficoltà di sostenere il servizio. E così, il pranzo solidale è confermato a luglio, grazie alla collaborazione di diverse parrocchie cittadine e di altri volontari che, anche attraverso questo tipo di attività, si possono avvicinare al mondo della povertà. Perché c’è poco da fare: per i senza tetto e le persone che vivono in condizioni di indigenza, d'estate i rischi di emarginazione aumentano.

 

 Ma grazie all’iniziativa della Caritas ogni domenica, una parrocchia di Foggia mette a disposizione locali e volontari per garantire il 'Pranzo Domenicale'. Le prime domeniche è stata la parrocchia di Gesù e Maria ad accogliere nei suoi spazi per persone in staro di bisogno, ieri invece è stato il turno della Regina della Pace mentre il 27 luglio toccherà alla parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori, che lo scorso inverno ha attivato un dormitorio di emergenza freddo che ha garantito – dal mese di gennaio ad quello di aprile – 15 posti letto destinati ai senzafissadimora.

e.m.

 






Giuseppe Lacertosa spiega le finalità del nuovo corso che partirà nel mese di settembre
Foggia, foto e solidarietà: ’Comunicando... con le immagini: il dono’

'Comunicando.. con le immagini: il Dono'. E' il tema che accompagnerà la nuova edizione del corso fotografico promosso dal bancario con la passione per la fotografia Giuseppe Lacertosa, che anche quest'anno punta a coniugare la sua passione con la solidarietà. A partire dal 17 settembre 2014, dalle ore 17.30 alle 19.00 e, a seguire, per il primo e terzo mercoledì di ogni  mese, sono previsti 13 incontri nell'ambito presso la parrocchia San Giovanni Battista di Foggia.

 

Come di consueto, le lezioni saranno tenute da esperti del settore, che condivideranno la loro esperienza con i partecipanti appassionati di fotografia e spiegheranno la tecnica utilizzata per le immagini scattate. È previsto un piccolo contributo (€ 6) per la partecipazione. “Il ricavato – spiega Lacertosa, amante della fotografica e dell'impegno sociale – ottenuto grazie agli sponsor ed agli iscritti sarà interamente devoluto in beneficenza ai bimbi poveri che vivono in una missione a Manila, nelle Isole Filippine, gestita da suor Noemi Tempesta, una suora pugliese". Anche in questo caso, dunque, torna il tema del 'dono' che Lacertosa, grazie all'occhio e alle competenze dei fotografi professionisti che a titolo gratuito parteciperanno al corso, vuole raccontare attraverso le immagini e stuzzicando l'idea che ciascuno ha del dono'.
Per info:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.fotografandoconobiettivosolidale.it/








Sono 10 le diocesi italiane coinvolte. Punti al Ghetto di Rignano e alla stazione
Caritas Foggia-Bovino, il progetto ’Presidio’ per l’assistenza ai lavoratori

Acerenza, Caserta, Foggia-Bovino, Melfi-Rapolla-Venosa, Nardò-Gallipoli, Oppido-Palmi (Rosarno), Ragusa, Saluzzo, Teggiano-Policastro (piana del Sele), Trani-Barletta-Bisceglie. Che cos’hanno in comune queste dieci Caritas diocesane Italiane? Il progetto Presidio, l’iniziativa finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana e coordinato da Caritas Italiana. Obiettivo del progetto è quello di garantire una presenza costante su quei territori che vivono stagionalmente l’arrivo di lavoratori attraverso un presidio di operatori Caritas pronti ad offrire, oltre ad un’assistenza per i bisogni più immediati, anche un’assistenza legale e sanitaria e un aiuto per i documenti di soggiorno e di lavoro.

 

Si tratta nel complesso di un centinaio di operatori che girano le campagne con dei furgoni o dei camper riconoscibili grazie al logo di progetto e possono seguire così, tramite anche una banca dati, gli spostamenti dei lavoratori garantendo assistenza in ogni luogo dove c’è un Presidio Caritas. La Caritas di Foggia, quindi, andrà a presidiare due punti strategici della Capitanata:
- il ghetto di Rignano, luogo ormai noto a tutti per la sua problematicità, mediante l’impianto di una tenda da campo e la presenza giornaliera di due operatori qualificati;
- la stazione ferroviaria di Foggia, crocevia di quanti si spostano per cercare lavoro in Capitanata: qui, tutti i giorni, in piazza Vittorio Veneto, sarà attivo l’Help Center con due operatori.



Il servizio del progetto ’Presidio’ è stato avviato a giugno e terminerà a marzo 2016. Nel primo mese di attività, ha ascoltato almeno 40 persone con varie criticità: la maggior parte di loro ha problemi con i documenti (diniegati o irregolari); a questi si aggiungono coloro che necessitano della residenza per poter rinnovare il permesso. Molti sono, poi, coloro che cercano informazioni per lavorare. Tutto il lavoro viene svolto in collaborazione con associazioni ed enti locali, in particolare con la Migrantes di Manfredonia, con l’associazione Genoveffa de Troia, i Fratelli della Stazione, ed con la parrocchia di S. Alfonso, dove in questi giorni si sta allestendo anche un dormitorio per lavoratori stagionali. Referente del progetto è don Francesco Catalano, vicedirettore Caritas, mentre la coordinatrice è Concetta Notarangelo.






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Si parte il 20 luglio con il primo gruppo. L’iniziativa di Libera ed altre realtà sociali
Cerignola, tornano i campi di lavoro sui beni confiscati alla mafia

Puntuali come l'estate tornano i campi di volontariato di ‘E!State Liberi!'. Organizzati da Arci, CGIL, Spi Cgil, Flai Cgil, Presidio Libera Cerignola in collaborazione con ‘Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie', i campi vedranno ragazzi provenienti da tutta Italia scendere nel Tavoliere per lavorare sui terreni confiscati alla criminalità organizzata, quello di contrada Toro gestito dalla cooperativa ‘Pietra di scarto' e quello di contrada Scarafone gestito dalla cooperativa ‘Altereco'. Saranno due le ‘spedizioni di volontariato' che invaderanno, con il loro carico di positività, la città di Cerignola: il primo gruppo, composto da 14 ragazzi, sarà impegnato dal 20 al 27 luglio, mentre il secondo, formato da 21 componenti, sarà a Cerignola dall'1 al 10 agosto.

 

Supportati dai volontari dello Spi Cgil di Ravenna (per il primo campo) e di Ferrara (per il secondo) i ragazzi saranno ospitati presso la struttura ex Gil di via Napoli, mentre per i pasti ci si avvarrà dell'ospitalità del centro sociale don Antonio Palladino. ‘E!state Liberi', dunque, è “la rappresentazione più efficace della memoria che diventa impegno, è il segno tangibile del cambiamento necessario che si deve contrapporre alla ‘mafiosità materiale e culturale' dilagante nei nostri territori. Ed anche a Cerignola – scrivono gli organizzatori - le giornate di ‘E!state Liberi' seguiranno tre momenti di attività diversificate: il lavoro agricolo o attività di risistemazione del bene, la formazione e l'incontro con il territorio per uno scambio interculturale. Nello specifico, saranno diversi i momenti formativi e d'incontro, organizzati dal locale presidio”.

 

I volontari arrivati da tutta Italia, infatti, spazieranno dalla conoscenza della città e dei suoi personaggi illustri, grazie alle guide di OltreBabele, all'incontro con le realtà impegnate sul fronte dell'immigrazione e dell'integrazione sociale (Avvocato di strada, Flai, Ghetto Out Nelson Mandela), passando per alcuni momenti di autentico svago come la partecipazione del presidio alla Festambiente di Monte Sant'Angelo. Sarà possibile essere aggiornati sui singoli momenti formativi attraverso la pagina facebook del presidio, mentre la presentazione alla città dell'intera iniziativa avverrà lunedì 21 luglio presso la sala conferenze del Comune, alle ore 18.30.






La direzione dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria prende le distanze. Rimossi i manifesti affissi

In riferimento all'articolo pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno di mercoledì 16 luglio 2014, relativo alla comparsa di un foglio fotocopiato tre volte e attaccato sulle pareti della sala d'attesa del Pronto Soccorso recante la scritta 'Se entrano i barboni chiamate le guardie grazie', la Direzione Strategica dell'Azienda Ospedaliero - Universitaria 'Ospedali Riuniti' di Foggia "condanna senza mezzi termini il gesto isolato da parte di ignoti che hanno apposto tale cartello all'insaputa del personale e degli addetti alla Struttura di Pronto Soccorso. Questa Amministrazione e la Direzione della Struttura di Pronto Soccorso sono sempre state aperte e sensibili alle persone più deboli, come è testimoniato dalla presenza di un efficiente e attivo Servizio di Pronto Intervento Sociale che si occupa dell'accoglienza e della gestione delle persone con disagio sociale che giungono all'attenzione della Struttura".

 

Di conseguenza, "gli operatori del Pronto Soccorso si dissociano in maniera assoluta da quanto scritto sul cartello e condannano con esecrazione l'atto che offende la dignità di lavoratori sempre in prima linea nell'offrire il proprio aiuto a chiunque ne abbia bisogno, indipendentemente dal censo, dalla nazionalità e dalla collocazione sociale". Tante le manifestazioni di indignazione contro i manifesti affissi, soprattutto sui social network dove volontari e cittadini hanno fermamente condannado l'accaduto. Con il comunicato di oggi, dunque, la Direzione dell'Azione Ospedaliero chiarisce che si è trattato di un gesto isolato ed ha provveduto alla rimozione dei cartelli.






I dati a livello nazionale. A Foggia la Provincia ha chiuso lo sportello dedicato ai più poveri
Help Center, nel 2013 25mila ’emarginati’ in cerca di aiuto

Nel 2013 gli Help Center delle stazioni ferroviarie italiane hanno registrato oltre 215mila interventi e hanno fornito aiuto a 25mila persone con diversi tipi di emarginazione. “Di queste 25mila persone, circa la metà, cioè 12mila persone, sono nuovi utenti emarginati, persone che nel 2013 si sono affacciate per la prima volta agli sportelli degli help center”, ha detto all'Adnkronos Alessandro Radicchi, presidente dell'Onds (Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni italiane). Gli Help Center sono sportelli ‘antenna’ della solidarietà cittadina attivi in spazi concessi in comodato d'uso gratuito da Ferrovie dello Stato Italiane e finanziati dagli enti locali. L'Onds, gestisce una rete di 14 centri di accoglienza in altrettante stazioni ferroviarie nelle maggiori città del Paese.

 

Secondo il rapporto Onds, dunque, nel 2013 ogni ora circa 6 persone si sono presentate agli Help Center italiani. Ma chi sono le persone che si rivolgono a questi sportelli in cerca di aiuto? “Due le tipologie: – ha aggiunto Radicchi - il giovane immigrato senza lavoro che dorme per strada e l'italiano in fascia di età più alta, anche sessantenne, che dorme per strada o in strutture di accoglienza o presso amici e che ha problemi o di debiti o sanitari. Una categoria, quest'ultima, in aumento su Roma”. Il 70% delle persone che si rivolgono agli Help Center delle stazioni, dunque, è composto da migranti, di cui il 26% extracomunitari e il 46% comunitari. Le nazionalità più rappresentate sono Tunisia e Romania. Il rapporto ha anche evidenziato alcuni dati geografici, prendendo in considerazione i centri delle stazioni ferroviarie di alcune città.

 

A Bari, per esempio, stati 10.890 gli utenti, dei quali 903 uomini, 87 donne e 33 transgender; anche in questo caso gli stranieri, 695, superano del doppio i 330 italiani. Numeri importanti anche per gli accessi ai Centri di aiuto di Napoli e Torino: con 7.798 e 9.618 interventi effettuati. E a Foggia? Nel capoluogo dauno l’Help Center è stato attivo fino al mese di ottobre 2013, grazie alla collaborazione fra Ferrovie dello Stato, associazione Fratelli della Stazione e Provincia di Foggia. Poi, la spietata logica della spending review introdotta dal commissario dell’Amministrazione Provinciale, Fabio Costantini, ha tagliato questo servizio sociale. Ed oggi, a Foggia, migranti ed italiani che vivono in condizioni di marginalità sociale, durante la giornata non hanno più la possibilità di poter usufruire di servizi di accompagnamento, orientamento e sostegno forniti, per sette anni, dagli operatori dello sportello. Oltre mille i contatti registrati nel corso degli anni. Ma adesso, grazie all'intervento di Costantini, tutto è affidato al volontariato e alla capacità degli stessi volontari di coniugare i tempi di vita-lavoro-famiglia con chi vive in strada.

Emiliano Moccia

 





Il corto di Luca Stringara e Giacomo Benini ha vinto la VIII edizione del ’Premio L’anello debole’
’Acqua passata’, la storia del povero laureato italiano che fa il lavavetri

E' un video ironico e allo stesso tempo amaro sulla disoccupazione giovanile e la difficoltà a trovare lavoro di tanti laureati italiani. 'Acqua passata', di Luca Stringara e Giacomo Benini, ha vinto il Primo premio assoluto nella sezione 'Cortissimi' dell'VIII edizione del 'Premio L'anello debole'. In 'Acqua passata' un ragazzo sulla trentina dialoga con la telecamera nella sua ordinaria routine e questa lo segue mentre si appresta a iniziare la giornata. Le parole lasciano intuire i suoi studi e il suo background. Ma non preparano lo spettatore al finale a sorpresa, in cui tutto quanto detto potrà esser riletto in una forma densa di amarezza.

 

Un video che torna subito e prepotentemente alla ribalta dopo i dati pubblicati in questi giorni dalla Caritas Italiana e dall'Istat sulle difficoltà economiche delle famiglie italiane e sul livello di povertà crescente nel nostro Paese.

In Acqua passata un ragazzo sulla trentina dialoga con la telecamera nella sua ordinaria routine e questa lo segue mentre si appresta a iniziare la giornata. Le parole ci lasciano intuire i suoi studi e il suo background. Ma non ci preparano al finale a sorpresa, in cui tutto quanto detto potrà esser riletto in una forma densa di amarezza. - See more at: http://www.premioanellodebole.it/news/2014/07/vincitori-cortissimi.aspx#sthash.lFbjKsbX.dpuf
In Acqua passata un ragazzo sulla trentina dialoga con la telecamera nella sua ordinaria routine e questa lo segue mentre si appresta a iniziare la giornata. Le parole ci lasciano intuire i suoi studi e il suo background. Ma non ci preparano al finale a sorpresa, in cui tutto quanto detto potrà esser riletto in una forma densa di amarezza. - See more at: http://www.premioanellodebole.it/news/2014/07/vincitori-cortissimi.aspx#sthash.lFbjKsbX.dpuf





Il report sulla povertà in Italia dell’Istituto Nazionale di Statistica
Istat: in Italia 10 milioni di poveri, di cui 6 milioni assoluti

In Italia ci sono 10.048.000 di persone che vivono in condizioni di povertà relativa, pari al 16,6% della popolazione. Tra questi 6.020.000 sono poveri assoluti, cioè non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa (9,9%). E' quanto rileva l'Istat nel report sulla 'Povertà in Italia'. "Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione, quelle in povertà assoluta il 9,9%. Tra il 2012 e il 2013, l'incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali; la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, è di circa 18 euro inferiore (-1,9%) al valore della soglia del 2012".

 

Secondo il report dell'Istituto Nazionale di Statistica "l'incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9% (per effetto dell'aumento nel Mezzogiorno, dal 9,8 al 12,6%), coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all'anno precedente. La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con tre (dal 6,6 all'8,3%), quattro (dall'8,3 all'11,8%) e cinque o più componenti (dal 17,2 al 22,1%). Peggiora la condizione delle coppie con figli: dal 5,9 al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minore. Nel 2013, 1 milione 434 mila minori sono poveri in termini assoluti (erano 1 milione 58 mila nel 2012). L'incidenza della povertà assoluta cresce tra le famiglie con persona di riferimento con titolo di studio medio-basso (dal 9,3 all'11,1% se con licenza media inferiore, dal 10 al 12,1% se con al massimo la licenza elementare), operaia (dal 9,4 all'11,8%) o in cerca di occupazione (dal 23,6 al 28%); aumenta anche tra le coppie di anziani (dal 4 al 6,1%) e tra le famiglie con almeno due anziani (dal 5,1 al 7,4%): i poveri assoluti tra gli ultrasessantacinquenni sono 888 mila (erano 728 mila nel 2012)".

 

Nel Mezzogiorno, all'aumento dell'incidenza della povertà assoluta (circa 725 mila poveri in più, arrivando a 3 milioni 72 mila persone), si accompagna un aumento dell'intensità della povertà relativa, dal 21,4 al 23,5%. "Le dinamiche della povertà relativa confermano alcuni dei peggioramenti osservati per la povertà assoluta: peggiora la condizione delle famiglie con quattro (dal 18,1 al 21,7%) e cinque o più componenti (dal 30,2 al 34,6%), in particolare quella delle coppie con due figli (dal 17,4 al 20,4%), soprattutto se minori (dal 20,1 al 23,1%). Ai suddetti peggioramenti, in termini di povertà relativa si contrappone il miglioramento della condizione dei single non anziani nel Nord (l'incidenza passa dal 2,6 all'1,1%, in particolare se con meno di 35 anni), seppur a seguito del ritorno nella famiglia di origine o della mancata formazione di una nuova famiglia da parte dei giovani in condizioni economiche meno buone. Nel Mezzogiorno, invece, migliora la condizione delle coppie con un solo figlio (dal 31,3 al 26,9%), con a capo un dirigente o un impiegato (dal 16,4 al 13,6%), che tuttavia rimangono su livelli di incidenza superiori a quelli osservati nel 2011".






Il rapporto rileva che la povertà avanza, anche a Nord e tra occupati
Caritas, la crisi ha raddoppiato il numero dei poveri in Italia

La crisi ha raddoppiato il numero dei poveri in Italia: nel 2007, ultimo anno di crescita del Pil, erano 2,4 milioni (il 4,1% della popolazione), mentre nel 2012, secondo gli ultimi dati disponibili, vivevano in povertà assoluta 4,8 milioni di italiani, l'8% del totale. È questa la fredda analisi della Caritas italiana nel suo primo Rapporto annuale sulle politiche contro le povertà dal titolo 'Il bilancio della crisi. Le politiche contro la povertà in Italia' presentato questa mattina a Roma. Il rapporto presenta un quadro complessivo della situazione e analizza a fondo le misure messe in campo dai diversi governi per tentare di fronteggiare l’avanzata della povertà, guardando al futuro ipotizzando possibili scenari.

 

La povertà in Italia, con la crisi, non solo è aumentata quantitativamente ma ha anche "allargato i propri confini" toccando segmenti che nel passato erano ritenuti "poco vulnerabili" come "il centro-nord, le famiglie con due figli, i nuclei con capofamiglia di età inferiore a 35 anni, le famiglie con componenti occupati". Le politiche economiche e sociali varate nel periodo della crisi non hanno dato una risposta ai poveri. La Caritas rileva, infatti, che "una misura nazionale contro la povertà assoluta continua a mancare nel nostro Paese". L'organismo della Cei ha messo sotto la lente le politiche dei governi che hanno operato negli anni della crisi: se dal 2007 fino al 2013 (governi Berlusconi e Monti) "l'unica risposta" messa in campo è stata la Carta Acquisti, la cosiddetta Social Card, "uno sforzo limitato" ad avviso della Caritas, la politica economica del governo Letta "non ha aiutato le famiglie in povertà ma non ne ha neppure peggiorato le condizioni". Infine il bonus di 80 euro deciso dal premier Renzi: "Ha avuto qualche effetto sulla povertà ma di portata assai ridotta". Sul fronte dei servizi invece la crisi ha addirittura fatto sì che le politiche sociali siano state "vittime di un ulteriore indebolimento". In due anni, dal 2010 al 2012, la spesa dei Comuni su questo versante è calata del 6%; "tagli - evidenzia la Caritas - che hanno colpito un settore già sotto-finanziato".

 

Una risposta alla povertà può arrivare dal Reddito d'Inclusione Sociale, auspicato dall'Alleanza contro la povertà in Italia, alla quale Caritas Italiana aderisce. "Diventerà realtà se Renzi e Poletti faranno della lotta alla povertà una priorità politica e decideranno di affrontare questo flagello ripensando le attuali modalità d'intervento". Il Reddito d'Inclusione Sociale dovrebbe essere destinato a tutte le famiglie in povertà assoluta, di qualsiasi nazionalità, in possesso di un valido titolo di legittimazione alla presenza sul territorio italiano e ivi residenti da almeno 12 mesi. Ogni famiglia "riceve mensilmente - è la proposta richiamata nel Rapporto della Caritas - una somma pari alla differenza tra il proprio reddito e la soglia di povertà, così da disporre dell'insieme di risorse economiche necessarie ad uno standard di vita minimamente accettabile".






La denuncia del Sicet: "Aumento del 26,53%. Dati allarmanti"
Emergenza abitativa, nel foggiano aumentano gli sfratti per morosità

Nell'anno 2013, in provincia di Foggia si è avuto un aumento del 26,53% (il 12,55% in Puglia) dei provvedimenti esecutivi di sfratto rispetto al periodo gennaio-dicembre dell'anno precedente. Per la Capitanata, è il dato più indicativo diffuso dall'Ufficio Centrale di Statistica della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno nei giorni scorsi. “Registriamo una preoccupante crescita degli indicatori provinciali, in particolare degli sfratti per morosità – afferma il segretario generale del SICET di Foggia, Angelo Sgobbo - che raggiungono il 71% del dato complessivo. Tutto ciò conferma le gravi difficoltà delle famiglie foggiane alle prese con l'emergenza occupazionale che è strettamente connessa all'emergenza abitativa, che continua ad aggravarsi sempre più”.



Per il SICET, “sono numeri impressionanti che dovrebbero imporre alle Istituzioni nazionali e locali – rileva Sgobbo - una strategia di medio/lungo periodo per soddisfare la domanda abitativa e un uso più attento e tempestivo delle risorse”. In provincia di Foggia, dunque, nel 2013 i provvedimenti di sfratto emessi sono stati 372, le richieste di esecuzione presentate all'ufficiale giudiziario 1.184, gli sfratti eseguiti 121. Per quanto riguarda il motivo del provvedimento di sfratto, 30 sono per necessità del locatore, 77 per finita locazione, 265 per morosità.



Il SICET ha denunciato il forte ritardo (otto mesi) nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale sulla morosità incolpevole, contenente la ripartizione alle Regioni di 36,73 milioni di euro per i sostegni agli inquilini, gli indirizzi per la gestione ai Comuni e alle Prefetture per la graduazione nell'esecuzione degli sfratti. Unitamente agli altri sindacati degli inquilini, il SICET di Foggia intensificherà la vigilanza in tutto il territorio provinciale. “Per uscire dall'emergenza e dal disagio abitativo servono programmi e risorse, ma anche rispetto di tempi e regole. Per questo, accogliamo positivamente – aggiunge il segretario Sgobbo - la comunicazione della vicepresidente ed assessore all'Assetto del Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente, inviata alla Prefetture affinché sollecitino le Istituzioni a rafforzare l'impegno per alleviare il dramma delle persone coinvolte, mettendo in atto con celerità le misure previste dalla legge n.80 del 23 maggio 2014 (Fondo per morosità incolpevole) ed attivando protocolli d'intesa con le parti sociali, i Comuni, i Tribunali, gli Ordini degli Avvocati, al fine di adottare misure di graduazione dell'intervento della forza pubblica nell'esecuzione degli sfratti”.






Una ricerca di Iress e Escoop evidenzia maggiori investimenti sulle povertà
Povertà, in Puglia crescono gli investimenti

Si chiama Pol.I.S. (politiche per l’inclusione sociale) il progetto che indaga le nuove povertà e i rischi di marginalità sociale connessi alla crisi economica e del mercato del lavoro. Sono stati presentati le scorse settimane a Bari, presso la sede dell’assessorato regionale al Welfare, i risultati di una complessa ricerca che ha riguardato tutti i territori pugliesi, da sud a nord e a cui hanno contribuito sia referenti del pubblico, sia del privato sociale e soprattutto 127 beneficiari degli interventi per il contrasto alle povertà. A realizzarla, Iress (Istituto regionale emiliano-romagnolo per i servizi sociali e sanitari) assieme ad Escoop (European Social Cooperative). Molti i temi caldi sia sul fronte dell’emergenza, sia su quello dell’inserimento sociale e lavorativo.

 

Nel complesso, la Puglia presenta una spesa media pro-capite di 63 euro, pari al 53% di quella media nazionale (118 euro); nel 2003 spendeva 39 euro (il 43% della media nazionale). La quota pro-capite pugliese è il 120% di quella media del Sud (nel 2003 era pari a quella del Sud). All’interno della Puglia, la quota di spesa più elevata si riscontra nella provincia di Bari (120% rispetto alla media regionale) e quella più contenuta nella provincia di Foggia (75% rispetto alla media regionale). Per quanto riguarda in modo specifico le politiche per povertà, disagio adulti e senza dimora, la Puglia presenta una spesa media pro-capite di 10 euro, pari al 67% di quella media nazionale (15 euro); nel 2003 spendeva 4 euro (il 40% della media nazionale). La quota pro capite pugliese è il 143% di quella media del Sud (nel 2003 era pari a quella del Sud).

 

All’interno della Puglia, la quota di spesa più elevata si riscontra nella provincia di Bari (150% rispetto alla media regionale) e quella più contenuta nelle province di Foggia e Lecce (50% rispetto alla media regionale). Dunque, tra 2010 e 2013 sembra emergere un doppio movimento della spesa sociale locale in Puglia: in primo luogo essa cresce, in secondo luogo porta la regione ad incrementare sensibilmente la quota media registrata al Sud. Sullo sfondo, tuttavia, persiste una notevole distanza dalla spesa media nazionale. Dal punto di vista del sistema, la ricerca evidenzia come occorra ancora affrancarsi dalla logica assistenzialistica, mettendo in relazione le varie policies che sono collegate alle politiche di welfare e cioè quelle del lavoro, abitative, educative, investendo molto sulle professioni sociali stabili e dedicate nel tempo. Ma occorre anche investire maggiormente nella partecipazione, passando dalla logica prestazionale al lavoro di comunità.

 

La ricerca mette in evidenza non solo il rapporto ancora di delega tra pubblico e privato, ma anche una sostanziale frammentazione del terzo settore con una scarsa capacità di fare squadra e costruire reti. Sul versante della programmazione, mancano ancora strategie sistemiche che mettano assieme le varie politiche e intervengano con programmi strutturati multilivello mentre la spesa non sempre è omogenea: si riscontrano ancora molte differenze di investimenti tra i vari Comuni e non sempre i finanziamenti sono spesi con continuità.






Il ’Mag’ si svolgerà il 19 luglio su iniziativa dell’associazione La Voce di Sant’Andrea
Molfetta, Musica Arte e Gusto: la Notte bianca tra sapere e sapore

16 concerti live, 17 attività commerciali coinvolte, 2 reading poetici e teatrali, spettacoli per bambini, mascotte itineranti,  11 mostre fotografiche e pittoriche, quasi 20 produttori nell' area gastronomica, film d'autore per il  cinema sotto le stelle,  quasi 50 espositori nel mercatino dell'artigianato e del vintage, numerose degustazioni di piatti tipici, visite guidate ogni ora con gli Open Days, musei aperti, bookrunnig attivo; il 19 luglio il 'Mag. La Notte Bianca tra Sapere e Sapore' a Molfetta  sarà un evento per tutti i gusti. La Notte Bianca organizzata dall'associazione La Voce di Sant'Andrea, giunta quest'anno alla quarta edizione, gode del patrocinio del Comune di Molfetta, assessorato turismo e cultura, assessorato commercio e sport, unitamente all'Assessorato Regionale al Mediterraneo e alla presidenza del Consiglio Regionale della Puglia. “Un programma per tutte le età – ha dichiarato Luigi Vista presidente dell'Associazione La Voce di Sant'Andrea – desideriamo far conoscere Molfetta come una città poliedrica che si può esprimere in tutte le arti, ma soprattutto  accogliente per tutte le stagioni il 19 luglio sarà una notte di grande cultura e divertimento”.

 

Il programma

Piazza  Municipio, sarà il punto di partenza dalle ore 18  per la biciclettata verso Torre Molinara a cura de La Voce di Sant' Andrea, nonché delle visite guidate a cura della Pro Loco che ogni ora condurranno i turisti a spasso tre le bellezze storico-artistiche di Molfetta per prenotazioni:   080.8850402 – 346.09.52.098. Dalle ore 21 la città sarà inebriata dalle note della Bassa Musica città di Molfetta che girerà per le vie del centro, mentre per gli amanti delle danze popolari dalle ore 21:30 si esibiranno i  Fabulanova Molfetta. Il sagrato della Cattedrale vedrà protagonisti dalle ore 21.30 il gruppo La Strana Sensazione che interpreterà Elthon John, l'ultimo concerto si terrà dalle ore  23:15 dove la Street Band Route Ninety-nine, divertirà piccoli e adulti con la loro musica.

 

Il centro storico, sarà la vera culla delle arti, in via Piazza, dalle ore 21.30 il gruppo 'Legni Pregiati' si esibirà in un quartetto di clarinetti, mentre alle ore 23 Vito Vilardi e Pantaleo Annese renderanno omaggio a Fabrizio  De Andrè. Via Amente sarà un palcoscenico per i più giovani, dalle ore 21 si susseguiranno i  'Thre States Oneirism', alle ore 22:30 Mauro Massari suonerà con gli E7, mentre alle ore 00:15 concluderanno la serata i  Raft. Gli appassionati del raggae potranno ascoltare dalle ore 23, ne Il Giardino di Via Mammoni,  il sound di  Zio Pino. Torrione Passari,  dalle ore  21 sarà il palcoscenico  degli inguaribili romantici, con 'Promesse al Torrione', le coppie o i gruppi che vogliono farsi delle promesse, esaudire i propri desideri,  potranno lanciare le lanterne volanti  davanti ad un romantico tramonto di mezza estate, per farlo si avrà a disposizione: la terrazza del Torrione Passari, 15 minuti, due lanterne da far volare in cielo e una polaroid a immortalare la promessa, prenotazione obbligatoria.

 

Cala S. Andrea, sarà lo schermo naturale per gli appassionati di film d'autore con il cinema sotto le stelle dalle ore 21, in contemporanea sarà possibile visitare la mostra fotografica a cura di Pasquale Magarelli. Piazza Amente, sarà la protagonista dell'isola del riciclo, che sarà realizzata in collaborazione con la  Globeco, l'arte si incontra la religione e presso la chiesa S. Andrea e in  via Scibinico, dalle ore 21, grazie all' associazione Culturale ReArte sarà possibile rivivere il percorso storico-artistico sull' iconografia di S. Andrea. Gli appassionati della lettura saranno deliziati in Largo Chiesa Vecchia dallo #Scambiamimolfetta dove sarà possibile prendere e liberare libri,  affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altre persone, e per far sì che possano continuare un viaggio che idealmente può proseguire per sempre. Nel Bookrunning si potranno portare singolarmente i libri ritirandone altri per poi leggerli: saranno disponibili i grandi classici della letteratura, ai libri di settore, volumi in lingua originale o romanzi per ragazzi. I momenti culturali non sono finiti,  Corso dante (altezza Mezzopieno) mamme e papà potranno far divertire i più piccoli con le presentazioni a cura della Wip Edizioni alle ore 20 de 'Le avventure di Popov storie di un polpo' con Patrizia Fano, seguirà alle ore 20.45 il 'Teatrino di Pulcinella' a cura di Pantaleo Annese, alle ore  22.45 la presentazione di 'Fiabe e racconti per ogni notte' di Francesco Serafino.

 

Concluderà la serata  alle ore 22.30  il reading di “Ultimo Desiderio”, edito dalla Gelsorosso con Michele Marolla interpretato dagli attori Franco Martini e Anna Maria Carella. Per l'occasione sarà allestita  un ampolla dove sarà possibile scrivere e lasciare gli #ultimidesideri anonimi. Le Mascotte di Miragica intratterranno i  bambini, mentre dalle ore 21:00 alle 23 Naturalia realizzerà laboratori per i più piccoli. In via Entica della Chiesa, il Museo Diocesano grazie alla Soc. Coop. FeArt  sarà aperto al pubblico sino alle ore 23  per cui sarà possibile visitare la collezione 'Corrado Giaquinto. Inediti della collezione Piepoli-Spadavecchia' - biglietto d' ingresso gratuito, anche il Duomo sarà aperto al pubblico con visite guidate gratuite all'interno degli Opendays 2014.  In Largo Duomo dalle ore 21:15 l' Associazione culturale S. Cecilia delizierà il pubblico con lo spettacolo 'Note di notte. Tra ritmo latino e musica italiana', il concerto sarà corredato dagli artisti : Roberto Camporeale %26 Caterina Allegretta, Francesco Caputi, Rossella Caputo, Annalisa La Forgia, Chiara La Grasta, Gianluca Leonetti, Pasquale Magarelli, Memorabilia, Chiara Pepe, Anna Monica Ventura, che esporranno le loro opere nello spiazzale antistante il Duomo.

 

L'arte sarà un percorso anche nel centro storico, infatti: Sfy Stefania Spaccavento esporrà nella Chiesetta della Morte, in via Del Salvatore ci saranno le opere della  Cooperativa ARTè, in via Macina l'esposizione di  Carmela Carmela Melarts de Dato, invece la cristologia di Nicola Traversa sarà esposta in via S. Orsola. Alla musica e all'arte in esposizione presso la Muraglia di cinta con Adamo Logrieco Dj Set, dove sarà possibile gustare un buon aperitivo,  si potrà proseguire in via Cifariello dalle ore 21.30 le danze popolari e la musica greca faranno da concerto per l'intera serata. Grande novità per l'edizione estiva del 2014, è il Green Design, presso la Chiazzodde in via Piazza nel centro storico sarà  realizzato un allestimento “ E' Verde, fermati!” realizzato con materiali e oggetti riciclabili e riciclati  a cura degli architetti Adriana Leone e Marco Pappagallo.

 

Piazza Garibaldi sarà la protagonista di due momenti musicali, dal rock al jazz, alle ore 21:30 si esibiranno gli  Automa, seguirà alle a 22:40 i Dave e Swingbeaters. La banchina S. Domenico, sarà il teatro, dalle ore 20 di un concerto musicale  a cura di Radio Idea, presenta Lucia Catacchio, per accompagnare le degustazioni di pesce e vino che saranno realizzate dai produttori del Mercato Ittico di Molfetta in collaborazione con il  GAC Terre di Mare, dalle ore 21 la Croce Rossa Italiana , sezione di Molfetta, allestirà un laboratorio di educazione alla sicurezza stradale.

 

L'artigianato con i prodotti Hand Made e Vintage vedrà in esposizione quasi 50 stand in Corso Dante provenienti da tutta la Puglia , mentre presso la Banchina Seminario  sarà allestito il villaggio Mare e Terra, quasi venti espositori  delizieranno i turisti con  prodotti tipici. Il teatro completerà il programma della Notte Bianca, in vico campanile n. 6, l'associazione Malalingua in collaborazione con l'associazione Lib(e)rOfficina  si esibirà in uno spettacolo dal titolo  'Campanile in vico campanile',  la rappresentazione si ripeterà in sequenza dalle ore 20.30, 21.30, 22.30, 23.30, ingresso gratuito.

 

Tutto coloro che conserveranno  lo scontrino fiscale di una delle  attività commerciali aderenti al Mag  riceveranno uno sconto per l'ingresso presso Parco di divertimento MIRAGICA. Sponsor tecnici: Globeco, Allianz Mancini Group, Network Contact, Sefa, Meliam, e Levoni, con il sostegno delle associazioni: Gac Terra di Mare, Pro Loco,Museo Diocesano, Associazione Polje, Radio Idea e Confcommecio Molfetta. Medi Partner: Molfettalive, Molfettaviva, Il Fatto, L'Altra Molfetta, Molfetta Italiadellacultura. La Voce di Sant'Andrea Via Piazza 42 . e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.






Il campo si terrà dal 14 al 31 luglio. Aperto anche ai piccoli con disabilità
Monte Sant’Angelo, un Centro Estivo per accogliere 30 bambini

Torna, per il terzo anno consecutivo, il bando del Comune di Monte Sant'Angelo per la partecipazione al Centro Estivo aperto ad un gruppo di 30 bambini. Scadenza il 9 luglio. Per Felice Scirpoli, Vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali, si tratta di "un progetto a cui teniamo particolarmente per il suo valore educativo, formativo, ludico e sociale. Una occasione per i bambini di socializzare, integrarsi e relazionarsi". Il Centro Estivo 2014, dunque, si terrà dal 14 al 31 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 15.00, per un gruppo di 30 bambini che abbiano terminato le classi prima, seconda, terza, quarta e quinta della Scuola Primaria.

 
Il servizio comprende la copertura assicurativa per tutto il periodo, il trasporto, la mensa - grazie alla collaborazione della Cir Food, che offre, gratuitamente, il pranzo a tutti i bambini - personale qualificato per le uscite al mare - grazie, anche, a Lido Macchia, che consente che i bambini possano utilizzare la spiaggia e ai quali offre la disponibilità gratuita di qualche ombrellone e sdraio - e attività ludiche organizzate e gestite dagli educatori. Il Comune, inoltre, favorisce la partecipazione ai bambini diversamente abili purchè accompagnati da almeno uno dei genitori.
 

La domanda, redatta su specifico modulo depositato presso l'Ufficio Politiche Sociali del Comune di Monte Sant'Angelo, piazza Roma, o scaricabile nel link sotto riportato, dovrà essere consegnata a mano, entro e non oltre le ore 13 di mercoledì 9 luglio 2014, presso l'Ufficio Protocollo del Comune. Clicca qui per scaricare il bando e la domanda.






In programma dal 5 all’8 luglio. In gara trecento atleti con disabilità intellettiva
Lucera  ospita il Campionato Italiano Agonistico di Nuoto Fisdir

Parte sabato 5 luglio il 6° Campionato Italiano Agonistico di Nuoto FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) organizzato dall'AS.SO.RI. di Foggia in collaborazione con Sport 2000 di Lucera. Il prestigioso evento nazionale durerà quattro giorni, dal 5 all'8 luglio, e prevede momenti sportivi e ludici destinati ai trecento atleti con disabilità intellettiva e ai circa duecento accompagnatori che riempiranno non solo le corsie della piscina, ma anche le strade e gli alberghi del territorio.

 

La cerimonia di apertura della manifestazione si terrà sabato 5 luglio alle ore 17.30 con partenza dal Castello Svevo Angioino. Gli atleti percorreranno oltre mille metri, sfilando per le vie del centro della città, per arrivare in Piazza Duomo dove saranno accolti dal saluto delle autorità e dallo spettacolo degli sbandieratori e degli artisti di strada. Domenica 6 luglio alle ore 9.00 avranno inizio le gare ospitate presso la piscina olimpionica del Grand Hotel Vigna Nocelli; alle ore 16.00 dello stesso giorno è in programma la sezione pomeridiana del campionato. La giornata si concluderà con un tuffo nella città di Lucera dove, a partire dalle ore 20.30, avrà inizio la ‘Notte bianca' che prevede escursioni guidate al centro storico, Festa del Contadino in piazza Oberdan con degustazione di pietanze tipiche a cura dei ristoratori locali, visita al Museo Civico ‘G. Fiorelli' ed esibizione del Gruppo Ethnos.

 

Lunedì 7 luglio tutti in corsia per riprendere le gare con la sessione mattutina, a partire dalle ore 9.00, e quella pomeridiana, alle ore 16.00. Durante la mattina e il pomeriggio del 7 luglio chi vorrà – partendo alle ore 10.30 e alle 17.30 dal Grand Hotel Vigna Nocelli - potrà  visitare i siti archeologici della città di Lucera con guide turistiche messe a disposizione dalla Pro Loco. A fine giornata ci sarà la Cena di Gala presso il Grand Hotel Vigna Nocelli seguita dalla serata danzante. Il 6° Campionato Italiano Agonistico di Nuoto FISDIR si concluderà martedì 8 luglio alle ore 12.30 con la proclamazione dei vincitori.






L’iniziativa del Club Inner Wheel accolta dalla giunta comunale
Cerignola, inaugurata ‘Piazza Donne Vittime di Violenza’

di Michela Manduano


“Non è solo un luogo della memoria, ma un punto focale per invitare noi tutti all'attivismo su questa tematica; per agire a beneficio della collettività”. Con queste parole Maria Solomita, Presidente del Club Inner Wheel di Cerignola, ha inaugurato lo spazio pubblico, compreso tra via Pirandello e via San Ferdinando, intitolato alla memoria delle donne vittime di violenza e femminicidio. La giunta comunale cerignolana ha accolto la proposta avanzata dal Distretto International Inner Wheel, grazie all'intervento della Presidente uscente Delia Dantone, la quale aveva sottolineato l'importanza simbolica dei luoghi, al fine “di contribuire al cambiamento della società, perché le storie di queste vittime di violenza non affondino nel silenzio, ma risveglino coscienze e civiltà”.

 

“L'inaugurazione della piazza è un desiderio finalmente realizzato - ha continuato Solomita – . Grazie al sindaco Antonio Giannatempo, sempre sensibile e disponibile ad accogliere le nostre richieste, ma soprattutto grazie allo scrupoloso impegno del mio predecessore, Delia Dantone, nel perseguire il progetto nazionale Codice Rosa e, al prezioso aiuto di Elena Gentile, il nostro Club si è potuto adoperare per la realizzazione di una Stanza Rosa, all'interno dell'Ospedale Giuseppe Tatarella. Parlare pubblicamente di violenza di genere significa compiere un primo passo verso la formazione di coscienze più mature e in grado di far fronte ad un massacro che dura, ormai, da molti anni. “Parlarne – ha concluso Solomitapuò rompere questo silenzio assordante”.

 

“Questo luogo deve rappresentare un momento di riflessione sul ruolo della donna, - ha dichiarato Antonio Giannatempo, sindaco di Cerignola - un gradino di crescita culturale per la nostra città, un monito per quei maschi che non vogliono diventare adulti”. La piazza, di elevato livello urbanistico, è stata realizzata al posto di un parcheggio, a beneficio non solo dei residenti della zona, ma dell'intera città. “Non costa un centesimo alle casse del Comune, - ha evidenziato Giannatempo - grazie all'intervento di un'impresa seria di Cerignola, l'impresa Di Donato, che ha offerto alla nostra città uno spazio di decoro, lì dove c'era degrado e sporcizia”. Come più volte sottolineato dallo stesso primo cittadino, la violenza sulle donne è spesso esercitata soprattutto nell'ambito familiare, tra le mura domestiche, nel più assoluto silenzio, viene perpetrata attraverso minacce e maltrattamenti fisici e psicologici.

 

“Cominciare a denunciare è una cosa positiva – ha concluso Giannatempo – . Maturità sociale e civile, questa è la vera motivazione dell'intitolazione”. L'inaugurazione della piazza, inoltre, è stata contornata da un momento di sacralità e di riflessione spirituale attraverso la benedizione religiosa.






Il bando della Regione Puglia rivolto alle associazioni di volontariato
’Capo Free – Ghetto Off’, avviso di finanziamento per la gestione dei campi

"Lunedì sarà pronta l'area nei pressi dell'Azienda Fortore nella quale troveranno ospitalità i primi migranti che attualmente vivono nel Ghetto. Sono poi circa 500 gli ospiti del Ghetto che si sono iscritti alle liste di prenotazione per il lavoro nelle campagne, scegliendo così noi come interlocutori al posto dei caporali". E' così che ieri l'assessore alla Legalità della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, ha fatto sapere attraverso la sua pagina facebook che dalla prossima settimana il progetto ‘Capo free – Ghetto off' entrerà nel vivo. Si tratta, come scritto più volte, di un progetto promosso dalla Regione Puglia per smantellare e chiudere il ghetto di Rignano e dare vita ad un'esperienza virtuosa di accoglienza. In che modo? Attraverso l'allestimento di almeno cinque tendopoli provviste di servizi idrici, energetici e di rete fognaria capaci di accogliere 250 migranti ciascuno. Secondo quanto comunicato da Minervini, dunque, la prima tendopoli allestita sarà quella nei pressi dell'Azienda Fortore.

Proprio per questo, è stato pubblicato l'Avviso di finanziamento rivolto alle associazioni di volontariato di promozione sociale, nell'ambito del progetto ‘Capo Free – Ghetto Off'. L'avviso è valido ai fini dell'affidamento della gestione dell'accoglienza e dei servizi alla persona presso le previste cinque strutture temporanee per l'accoglienza dei lavoratori stagionali. Termine di scadenza per la presentazione della candidatura: ore 12.00 del giorno 11 luglio 2014. La candidatura deve pervenire a: Regione Puglia - Servizio Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale - Ufficio Immigrzione Lungomare Nazario Sauro n. 33, Bari.





Promosso dalla cooperativa Medtraining ha coinvolto 25 persone svantaggiate
Foggia, ’Atelier Lavoro’ per l’inclusione socio-occupazionale

Per alcuni è stata la prima esperienza di lavoro. Di lavoro vero, onesto, retribuito. Un'occasione per avviare relazioni umane e sociali diverse dai soliti contesti con cui hanno avuto a che fare fino a poco tempo fa. Ma anche un'occasione per acquisire nuove competenze, per sviluppare nuove professionalità, per avvertire quel senso di gratificazione personale che alle volte solo il lavoro quotidiano riesce a dare. Quella dell'inclusione socio-lavorativa è stata una delle fasi principali di ‘Atelier Lavoro', il progetto promosso dalla cooperativa sociale Medtraining di Foggia e finanziato dalla Regione Puglia attraverso il Fondo Sociale Europeo.

 

Un progetto ambizioso, innovativo, che ha concentrato buona parte della sua azione realizzando piani personalizzati di inclusione sociale. Attraverso l'Ufficio di Piano dell'Ambito Territoriale di Foggia, infatti, sono state selezionate e coinvolte nel progetto 25 persone adulte che sostengono un ruolo genitoriale, specialmente i genitori che vivono da soli e con figli minori.

Spazio Sociale ha intervistato Francesco Mansolillo, consulente di orientamento e bilancio di competenze, e Concetta De Leo, fra le persone beneficiarie del progetto.





Oltre al lavoro agricolo, tra i temi: economia sostenibile, democrazia, libertà e antimafia sociale
Mesagne, al via i campi di volontariato sui beni confiscati alla mafia

Sono iniziati lo scorso primo luglio a Mesagne, in provincia di Brindisi, i campi di volontariato promossi dall’Arci con Spi, Flai, Cgil e Libera in collaborazione con la cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra, che da anni riutilizza a scopo sociale e produttivo i beni confiscati alla Sacra corona unita per creare economia, partecipazione e memoria. Durante i 'Campi antimafia', la formazione su economia sostenibile, democrazia, libertà e antimafia sociale si alternerà con il lavoro agricolo che decine di ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia svolgeranno assieme ai soci della cooperativa Libera Terra e all'incontro con le associazioni ed i cittadini attivi sul territorio nell'organizzazione di momenti di condivisione e conoscenza.

 

Particolarmente importante e significativa l'attività di lavoro sui terreni confiscati: questa esperienza concreta aiuterà i volontari  a valorizzare ancora di più il lavoro quotidiano che la cooperativa svolge per rendere nuovamente produttive e pulite queste terre per lungo tempo patrimonio esclusivo di chi esercitava il potere illegalmente. Quest'anno, per la prima volta, i volontari vivranno in pieno la città di Mesagne, ospitati presso due scuole primarie nel centro cittadino. Per primi abiteranno Masseria Canali, bene confiscato alla criminalità organizzata mesagnese che aprirà le porte alla comunità il 10 luglio prossimo e gestito dalla cooperativa Terre di Puglia.

 

Inoltre, quest’anno è possibile seguire i campi giorno per giorno attraverso i diari dei campisti che saranno pubblicati sul sito http://liberailbene.regione.puglia.it e sulla pagina facebook ufficiale 'Campi antimafia e laboratori della legalità in Puglia'. Durante i campi sono previsti momenti di formazione e condivisione aperti a tutta la cittadinanza.






L’invito ad attingere alle liste di prenotazione. contro il lavoro nero dei migranti stagionali
Foggia, Libera alle aziende agricole: “Aderite al progetto Equapulia”

Aderire “quanto prima al protocollo e al progetto” 'Equapulia-No lavoro nero' promosso dalla Regione Puglia. E d un invito alle “aziende agricole ad attingere alle liste di prenotazione, che prevedono agevolazioni per le assunzioni dei lavoratori iscritti”. Il Coordinamento provinciale di Foggia di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie ha seguito tutte le fasi di ‘Capo free – Ghetto off', il progetto con cui la Regione Puglia punta a smantellare e chiudere il ghetto di Rignano per dare vita ad un'esperienza virtuosa di accoglienza. In che modo? Attraverso l'allestimento di almeno cinque tendopoli provviste di servizi idrici, energetici e di rete fognaria capaci di accogliere 250 migranti ciascuno.

 

Al momento, le aree individuate sono situate nei pressi di Lucera e di San Severo. La sfida più difficile, però, è il lavoro di mediazione che associazioni, sindacati ed assessorato stanno facendo per convincere i migranti che vivono al Ghetto a lasciare le capanne fatte di imballaggi e materiale di risulta. E soprattutto, ad iscriversi nelle liste di prenotazione. Di qui, l'invito di Libera che “segue con attenzione la vicenda per denunciare il grande business che arricchisce le mafie di Capitanata, soprattutto nella stagione della raccolta del pomodoro, e che ha nel tempo prodotto numerose vittime”. Per l'associazione non ci sono dubbi: “La criminalità organizzata gioca un ruolo importante in situazioni di questo tipo. Per questo è fondamentale che tutti i soggetti che a vario titolo hanno a che fare con la raccolta del pomodoro collaborino per permettere la piena riuscita del progetto. Crediamo - prosegue Libera - che un ruolo da protagonista debbano averlo i grandi operatori economici, soprattutto le grandi aziende operanti nella trasformazione del prodotto. È fondamentale che anche quelle non pugliesi aderiscano quanto prima al protocollo e al progetto, dando concretamente seguito alla disponibilità offerta nelle scorse settimane. Allo stesso modo invitiamo le aziende agricole ad attingere alle liste di prenotazione, che prevedono agevolazioni per le assunzioni dei lavoratori iscritti”.


Non va dimenticato, infatti, che per le imprese che assumono lavoratori stagionali attraverso le liste di prenotazione esistenti presso i centri per l'impiego per un periodo non inferiore a sei mesi o almeno 156 giornate lavorate nel biennio, è previsto infatti, un contributo di 500 euro a lavoratore, oppure un incentivo di 300 euro a lavoratore assunto per almeno 20 giornate continuative effettive per le grandi campagne tipo pomodoro. “I cittadini – conclude Libera - sono sempre più attenti agli aspetti etici legati ai prodotti che acquistano. E il bollino Equapulia rappresenterà presto un'indicazione utile per discernere tra pomodori che sono liberi dallo sfruttamento del lavoro nero e dalle infiltrazioni delle mafie, e prodotti su cui invece resta un punto di domanda. Per questo auspichiamo che le aziende che ancora non l'hanno fatto diano la loro adesione al progetto. È un gesto molto importante per contribuire a questa lotta contro il sopruso e lo sfruttamento e a favore della legalità e dell'integrazione”.






Dopo il monitoraggio delle Asl, riaprono i termini dal 1° al 31 luglio
Regione Puglia, riaperti i termini per ‘Assegno di Cura’

Dopo la proroga tecnica dal 30 aprile al 4 maggio, imposta dalla necessità di consentire la conclusione e l’invio delle domande già caricate su piattaforma telematica, tutte le Asl pugliesi hanno avviato un attento monitoraggio su indicazione dell’Assessorato regionale al Welfare al fine di valutare la capienza dei fondi e di sanare situazioni critiche e di completare le procedure non ancora valide o carenti di documentazione. Dal monitoraggio effettuato deriva la necessità di prorogare ulteriormente il termine per la presentazione delle domande di assegno di cura.

 

Con Determinazione Dirigenziale del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria n. 173 del 13/06/2014 è stata disposta la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di accesso al contributo ‘Assegno di Cura’, fissandola alle ore 12.00 del 1° luglio 2014, con scadenza alle ore 12.00 del 31 luglio 2014. Potranno presentare domanda di accesso all’assegno di cura i pazienti, e loro familiari, riconducibili per patologia e condizione di non autosufficienza gravissima, alle priorità comprese tra la I e la IV così come fissate dall’A.D. n. 4/2014, nonché anche i pazienti riconducibili per patologia e condizione di non autosufficienza grave alla V priorità (pazienti affetti da altre patologie cronico degenerative non reversibili gravemente invalidanti).

 

Saranno complessivamente 2500 i pazienti che avranno accesso all’assegno di cura di 600 euro al mese, una volta completata anche la valutazione in Unità di Valutazione Multidimensionale: quindi molto rapidi i tempi rispetto alla precedente attivazione dell’assegno di cura, e un importante vincolo per le Uvm, a definire per ciascun paziente un Piano di assistenza individualizzato che integri l’assegno di cura con prestazioni domiciliari, perché la famiglia non venga lasciata sola e perché l’assegno di cura non diventi strumento di monetizzazione dei diritti alle cure domiciliari, che Asl e Comuni devono consolidare.

 

A questi 2500 pazienti si aggiungono i pazienti affetti da SLA, SMA e le poche altre patologie dichiarate affini, che ricevono un assegno di cura di 500, 1000 e 1100 euro in relazione allo stadio della malattia, e per i quali i termini di presentazione delle domande non sono mai sospesi, potendo presentare la domanda in qualunque momento dell’anno, attesa la disponibilità di risorse riservate per questi pazienti, come disposto dal decreto nazionale di riparto del Fondo Nazionale non Autosufficienza che dal 2013 vincola almeno il 30% proprio agli assegni di cura per la SLA e che, appunto, in Puglia è stato esteso con l’accordo delle Associazioni più rappresentative, anche alle patologie strettamente affini.






Otto milioni di euro per realizzare 210 programma di vita indipendente
Regione Puglia, al via i Progetti per l’autonomia delle persone disabili

La vita indipendente per tutti. Anche e soprattutto per le persone disabili, non autosufficienti. La Puglia prova a essere all'avanguardia. Almeno al Sud. E aggiunge 6 milioni di euro, di propri fondi, ai 2 milioni messi a disposizione dallo Stato, per un totale di 8 milioni di finanziamenti, finalizzati alla realizzazione di almeno 200 progetti in due anni. La Regione diventa così la prima del Mezzogiorno a seguire percorsi efficaci per l'autonomia delle persone portatrici di handicap. L'obiettivo è: “Affermare il principio che sta alla base del nostro approccio alla disabilità: le persone disabili da oggetto di cura dovrebbero sempre più porsi ed essere percepite come soggetti attivi – ha spiegato Elena Gentile, assessore regionale alle Politiche sociali, nella conferenza stampa di presentazione del progetto - che decidono autonomamente della propria vita, mettendo in atto le proprie scelte con strumenti adeguati anche a favorire la conciliazione dei tempi di vita-lavoro e cura, in coerenza con le indicazioni contenute nella Convenzione Onu per la tutela dei diritti delle persone disabili”.

 

Grazie al progetto Qualify-Care, persone anche con gravi problemi dovuti alla non autosufficienza, con età che va dai 16 ai 64 anni, un reddito annuo individuale, non familiare, di massimo 20 mila euro, potranno presentare veri e propri piani finanziabili con un massimo di 1.250 euro al mese, per 15 mila euro l'anno complessivi. Nei piani chi a domanda per il contributo deve provare a organizzarsi la vita da sé, a completare gli studi, svolgere un lavoro, fare attività di volontariato e sociali, attività sportive, grazie al supporto della domotica, della tecnologia e di assistenti. Il progetto premia le persone attive, che hanno voglia di mettersi in gioco, che si danno da fare per non rimanere chiuse all'interno del nucleo familiare. E lo fa a tal punto che, per iscriversi e presentare le domande, integralmente online, dal 2 settembre in poi (il 12 luglio sarà invece pubblicato il bando sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia), è indispensabile e sufficiente il loro impegno in prima persona, senza l'aiuto di familiari.

 

La Regione, attraverso i distretti dei cinque Ambiti territoriali e i cinque centri di domotica regionali, pagherà i supporti integrati, a partire dalle persone assunte per assistere i disabili, di giorno e di notte, a seconda delle esigenze. Il piano di lavoro per i 210 progetti, da presentare 'a sportello', cioè senza una scadenza fissa, ma tenendo presente l'esaurimento delle risorse, favorisce l'uscita dal contesto familiare per almeno due anni. “È un buongiorno che attendevo da 26 anni – ha detto durante la conferenza stampa Simone Marinelli, dell'associazione Superamento Handicap di Cerignola, che ha contribuiti a disegnare le linee guida del bando – da quando mi ritrovo su una sedia a rotelle a causa di un incidente stradale. Vivere la propria libertà è fondamentale e questo progetto può aiutare a uscire dalle proprie case. Può aiutare a diventare protagonisti della propria vita, anche grazie a un'assistenza 24 ore su 24. Al centro del progetto c'è la persona, la sua autogestione e autodeterminazione”.

 

A fornire informazioni tecniche sul bando è stata anche Annamaria Candela, dirigente del servizio programmazione sociale della Regione, che ha parlato dell'obiettivo del distacco dalla famiglia, del decidere cosa fare e come fare, del proprio progetto di assistenza, con la formazione dell'assistente personale, scelto da chi propone il progetto. Le informazioni si possono ottenere anche con domande all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o sul sito web http://bandi.pugliasociale.regione.puglia.it.

Gino Martina





Ancora una volta l’Unione Europea boccia il nostro Paese
Italia, disabili discriminati sul mondo del lavoro

“Il primo atto da fare è quello di abolire l'articolo 9 della legge 138/11 (la cosiddetta manovra di ferragosto targata Tremonti-Sacconi) che prevedeva la sterilizzazione delle norme sul collocamento per i disabili e riproponeva il rischio dei reparti 'confino'. Ciò che è accaduto nella crisi è che le aziende potendo derogare le compensazioni territoriali e non avendo più vincoli stringenti sull'attuazione delle previsioni sul collocamento hanno penalizzato i lavoratori diversamente abili”. Queste le parole dichiarate da Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, in riferimento all'ennessima bocciatura dell'Unione Europea nei confronti dell'Italia perché continuerebbe a non garantire ai lavoratori disabili parità di trattamento sul lavoro. L'Italia, quindi, continua ad affannarsi nell'inseguire quelle leggi che sono consolidate negli altri paesi dell'Unione Europea. Il nostro Paese riscontra difficoltà nell'inserire i soggetti disabili nel mondo del lavoro, i quali, spesso, non sono trattati uniformemente sul territorio.

 

"Come Cisl abbiamo denunciato a più riprese il mancato funzionamento della Legge 68 – afferma Pietro Cerrito, segretario generale della Cisl - e il generale disinteresse della politica a misurarsi con questa problematica, sempre rinviata e colpevolmente sottovalutata.  Ricordiamo la richiesta, già avanzata, di introdurre nel ‘Pacchetto lavoro' norme che comportino corsie protette per i disabili''. L'UE ha deliberato la direttiva del 2000 sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro; gli stati membri dell'UE devono adottare misure che obblighino i datori di lavoro a permettere ai disabili di poter concorrere senza essere discriminati all'ottenimento di un lavoro per cui siano qualificati, di svolgerlo, di avere una formazione e di poter ambire a promozioni. L'Italia ha ben pensato di non seguire tale direttiva e di lasciare la gestione di questa situazione alla discrezionalità di leggi approvate dalle autorità locali o di accordi fra i disabili e i datori di lavoro. 

 

La Corte di Giustizia Europea, con sede a Lussemburgo, ha evidenziato questa inadempienza. Ha deciso di emettere una sentenza nei confronti dell'Italia e ha chiesto di porre rimedio. Nella sentenza si afferma che ‘'l'Italia non ha ancora messo in atto misure efficaci e appropriate per un effettivo inserimento professionale delle persone con disabilità''. "La sentenza della Corte di Giustizia dell'UE ha grande valore sociale e culturale. – afferma Giovanni Scacciavillani, responsabile politiche della disabilità dell'Ugl – il Governo metta subito in cantiere l'attuazione del Programma di azione per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, che rappresenta una luce nel buio di una crisi che sta relegando sempre più ai margini i soggetti deboli della nostra società'' .

e.v.





Realizzato dalla Provincia Barletta – Andria – Trani nell’ambito del progetto SE.R.INT
Provincia BAT, un Report sulle Buone Prassi sui servizi per gli immigrati

Un Report per conoscere le Buone Prassi in materia di accoglienza, inclusione ed inserimento socio-occupazionale dei cittadini immigrati. E’ quanto realizzato dalla Provincia di Barletta – Andria – Trani nell’ambito del Progetto SE.R.INT – finanziato con Fondo FEI - Az. 2 - PROG-100926 - che vede come capofila la Provincia di Brindisi. Il progetto SE.R.INT (Servizi di Rete per l’Integrazione) ha l’obiettivo di fornire un insieme integrato di servizi e strumenti per sostenere e favorire l’inserimento lavorativo della popolazione straniera.

 

In merito a tale progetto, quindi, la Provincia Barletta – Andria – Trani, attraverso il Settore 9° Cultura, Sport, Turismo e Politiche Sociali e con il supporto tecnico di Euromediterranea s.pa., ha elaborato il Report 'Reti per l’integrazione e l’accoglienza degli immigrati. Buone prassi nella Provincia di Barletta – Andria – Trani e nella Provincia di Brindisi'. Il volume, di 52 pagine a colori, si pone come strumento utile per l’approfondimento, la conoscenza e la promozione di progetti di inclusione sociale e l’integrazione degli immigrati realizzati o in fase di attuazione. Un’occasione, dunque, per dare visibilità alle iniziative promosse in questi anni e, in particolare, per favorire la creazione di una cultura di 'rete' dei servizi per l’integrazione dei cittadini immigrati che vivono nei due territori.

 

"Il Report – è scritto nella premessa – rappresenta un primo passo per analizzare le buone prassi sviluppate nei due ambiti territoriali, raccogliendo e presentando esempi concreti di progetti e servizi erogati nell’ambito delle politiche di accoglienza nelle province di Provincia di Barletta – Andria – Trani e Brindisi. L’obiettivo è favorirne la diffusione ed al contempo alimentare il confronto e la riflessione su metodologie e strumenti adottati, ma anche permettere alla comunità di conoscere quelle esperienze positive in grado di costruire percorsi di educazione al rispetto dell’uguaglianza dei diritti per tutte e tutti".

 

Nel Report sulle Buone Prassi, infatti, sono raccontate tutte le esperienze progettuali sviluppate o in fase di realizzazione. Ogni progetto è accompagnato da una scheda tecnica che descrive obiettivi, attività, ricadute sul territorio, destinatari, contatti ed eventuale sito internet. Seguendo un unico filo conduttore, il Report è diviso in due aree geografiche: quella relativa ai servizi promossi nella Provincia di Barletta – Andria – Trani e quella riguardanti i progetti presenti nella Provincia di Brindisi.






Entro il 12 luglio la presentazione delle domande per poter beneficiare del servizo
Foggia, pasti caldi a domicilio degli anziani che vivono da soli

Anche quest'anno l'assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia ha predisposto il servizio di pasti caldi a domicilio in favore dei cittadini anziani ultrasessantacinquenni che vivono da soli. Sarà data priorità agli anziani con gravi patologie cardiache o respiratorie e a quelli con la maggiore età. Il servizio è rivolto a tutte quelle persone le cui precarie condizioni di autonomia e solitudine impediscono la normale gestione autonoma della preparazione dei pasti, specialmente nel periodo estivo in cui si verifica l'emergenza calore.

 

Pertanto, tale servizio ha lo scopo di garantire una corretta alimentazione e favorisce la permanenza dell'anziano nel proprio ambiente familiare. Per fruire del servizio dei pasti a domicilio, gli anziani devono farne richiesta compilando gli appositi moduli disponibili presso l'assessorato alle Politiche Sociali in via Fuiani e presso i front office delle sedi circoscrizionali dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 12.00. L'accesso al servizio sarà determinato sulla base del 'Regolamento unico per l'accesso alle prestazioni e la compartecipazione finanziaria degli utenti al costo delle prestazioni sociali'. Tutti i cittadini il cui Isee anno 2013 (redditi 2012) non supera i 7500,00euro sono esenti dalla compartecipazione finanziaria. Le domane dovranno pervenire presso il protocollo generale del comune di Foggia in corso Garibaldi entro e non oltre il 12 luglio 2013.





Foggia, l’ONDS: l’importanza di un Centro Diurno per senzatetto

E' il primo ricovero che, per istinto, una persona cerca quando finisce in strada. E' il primo punto di arrivo per i migranti, per chi decide di cambiare città, per chi vagabonda per il mondo. Parliamo della stazione, crocevia di storie e di volti, di umanità e di speranze. Come quelle di chi vive ai margini, in strada, senza un tetto sulla testa. Per loro, una delle risposte arriva dagli operatori dell'Help Center, lo sportello che offre informazioni, orientamento ed accompagnamento ad immigrati, poveri e senza fissa dimora. Nella stazione di Foggia è attivo dal 2007, gestito dall'associazione dei Fratelli della Stazione grazie ad una convenzione con la Provincia. L'ONDS – l'Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle Stazioni Italiane – ha incontrato il personale delle ferrovie dello stato di Foggia per raccontare cosa sono gli Help Center, chi sono i senzadimora. Un modo per creare maggiore sinergia tra personale ferroviario e privato sociale, e contribuire a trovare delle vie d'uscita per i senzatetto.

Spazio Sociale ha intervistato Fabrizio Schedid, dell'ONDS, che ha ribadito l'importanza di un Centro Diurno per senza dimora come strumento per avviare un reale processo di integrazione e reinserimento per quanti finiscono in strada.

e.m.





C’è ancora tempo per presentare la domanda di partecipazione alle attività
Monte Sant’Angelo, a luglio e agosto il ’Centro Estivo’ per bambini

"Sviluppa la socializzazione, l'integrazione, le relazioni interpersonali e rappresenta un momento educativo importante". Per questo, "riproponiamo il bando del centro estivo per bambini dopo il grande successo dell'anno scorso”. E' così che Felice Scirpoli, Vice sindaco e assessore alla Politiche sociali e della Solidarietà della Città di Monte Sant'Angelo, comunica che per i periodi 15-26 luglio e 29 luglio-9 agosto 2013, dalle ore 9.00 alle ore 16.00, dal lunedì al venerdì, il Comune di Monte Sant'Angelo, in collaborazione con lo stabilimento balneare 'Lido Macchia', organizza un Centro Estivo per due gruppi di bambini che abbiano terminato le classi prima, seconda, terza, quarta e quinta della Scuola Primaria. 

 

Il Centro Estivo per bambini nasce con obiettivi ben precisi. “Le finalità - aggiunge Scirpoli - sono quelle di offrire una vacanza in loco che valorizzi il tempo libero proponendo esperienze divertenti e originali di crescita personale. In particolare, le attività perseguono il fine di sviluppare la socializzazione, l'integrazione e le relazioni interpersonali; favorire l'autonomia, la sicurezza emotiva, l'acquisizione e lo sviluppo di interessi; vivere momenti educativi importanti”. Il servizio avviato dall'Amministrazione Comunale, dunque, comprende: copertura assicurativa per tutto il periodo; trasporto; mensa; personale qualificato per le uscite al mare; attività ludiche organizzate e gestite dagli educatori. Il Comune, inoltre, favorisce la partecipazione di bambini con disabilità purché accompagnati da almeno uno dei genitori.


La domanda, redatta su specifico modulo depositato presso l'Ufficio Politiche Sociali del Comune di Monte Sant'Angelo, piazza Roma, o scaricabile sul sito del Comune, dovrà essere consegnata a mano, entro e non oltre le ore 13.00 di lunedì 8 luglio, presso l'Ufficio Protocollo del Comune, Piazza Municipio.Requisiti per la richiesta: residenza nel territorio comunale di Monte Sant'Angelo; valore dell'indicatore ISEE del nucleo familiare, riferito all'anno 2012, non superiore a € 4.000,99.

e.m.

L’iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con i lidi balneari
Mattinata, ’Mare per tutti’ e gratuito per i giovani con disabilità

Sono una quindicina i lidi balneari di Mattinata che, anche questa estate, hanno dato la loro disponibilità al progetto ‘Mare per tutti', l'iniziativa promossa dal Comune di Mattinata con l'obiettivo di garantire “l'accesso alle spiagge e la possibilità di fruire dei servizi turistici, al fine di  migliorare la qualità della vita” delle persone con disabilità. ‘Mare per tutti', infatti, grazie alla disponibilità dei soggetti gestori degli stabilimenti balneari è “destinata ai giovani portatori di handicap che potranno usufruire a titolo gratuito di una postazione con ombrellone, sdraio e/o lettino per un periodo di due settimane”.

 

Al fine di organizzare il servizio che si realizzerà dal 1 luglio al 15 settembre, le richieste dovranno pervenire all'Ufficio del Turismo del Comune di Mattinata. La scheda di prenotazione e il disciplinare del servizio (allegate sul nostro sito) possono essere ritirati anche in formato cartaceo presso l'Ufficio del Turismo.

e.m.