Si tratta di un intervento di accoglienza dei minori allontanati temporaneamente dalle loro famiglie di origine
Ambito Alto Tavoliere, al via al campagna sull’Affido Familiare

Parte la campagna di sensibilizzazione e promozione del Servizio Affido organizzata dall’Ambito Territoriale 'Alto Tavoliere' che riguarda i comuni di APRICENA, CHIEUTI, LESINA, POGGIO IMPERIALE, SAN PAOLO DI CIVITATE, SAN SEVERO, SERRACAPRIOLA, TORREMAGGIORE. L’Ambito Territoriale Sociale 'Alto Tavoliere' promuove una campagna di sensibilizzazione sull’Affido Familiare, allo scopo di informare il maggior numero di persone e offrire indicazioni e risposte alle possibili domande su questo istituto di tutela. “L'affido familiare – dichiara Presidente del Coordinamento Istituzionale Simona Venditti - è un intervento di aiuto e sostegno per sopperire al disagio e alle difficoltà di un minore e della sua famiglia che, temporaneamente, non è in grado di occuparsi dei suoi bisogni affettivi, accuditivi ed educativi. E’ soprattutto uno strumento di tutela del minore ed un intervento al servizio della sua famiglia. L’obiettivo  è principalmente quello di: garantire al minore ospitalità per un certo periodo, offrendogli un ambiente familiare, nella prospettiva del rientro presso la propria; evitare il ricovero dei minori in comunità e favorire la deistituzionalizzazione di quelli ricoverati; potenziare, attraverso le buone prassi, i percorsi di affido familiare, creare una banca dati delle famiglie disponibili ad accogliere i minori in difficoltà”.


Sono tutti obiettivi del progetto 'A-Fidiamoci', finanziato dalla Regione Puglia e cofinanziato  dal Piano Sociale di Zona, nell’ambito del piano per la promozione ed il potenziamento dei percorsi di affidamento familiare. Ad attuarlo sono  i servizi sociali dei Comuni dell’Ambito Territoriale “Alto Tavoliere” con la collaborazione dei consultori familiari del Distretto Socio- sanitario n.51 dell’ASL FG, tutti chiamati a porre in essere gli interventi di sostegno alla famiglia, affinché questa riesca ad esprimere appieno le proprie risorse potenziali assicurando un ambiente idoneo alla crescita del minore. L’Affido, così come  regolamentato dalla legge 184/83 'Disciplina dell'adozione e dell'affidamento familiare dei minori', modificata con la legge 149/2001, è la migliore risposta alle situazioni di disagio dei minori '……….temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo'. Il collocamento dei minori in difficoltà presso strutture esterne deve costituire l’ultima ratio perché non consente di dare una risposta adeguata ed efficace alla risoluzione del problema oltre ad essere antieconomico considerate le alte rette di ricovero sostenute dai Comuni. Il sostegno del Servizio Affidi è rivolto alla famiglia di origine ed a quella affidataria che, a sua volta, deve essere selezionata, preparata e sostenuta nel percorso di inserimento. Inoltre il Servizio ha il compito di monitorare l’esperienza di affido  e preparare il minore per l’auspicabile rientro nella famiglia di origine. Possono diventare famiglie affidatarie: tutte le famiglie, le coppie, le singole persone che si sentono disponibili a questa esperienza e che hanno nella propria vita e nella propria casa lo spazio per accogliere un’altra persona.


Cos’è l’affidamento familiare
Per affidamento familiare s’intende il temporaneo inserimento di un minore, privo di un ambiente familiare idoneo, presso una famiglia diversa dalla sua, o persona singola, che sia disponibile ad assicurargli un adeguata ed equilibrata assistenza. E’ condizione necessaria garantire la continuità dei legami con la famiglia di origine, fino a quando si creino le condizioni per potere rientrare in famiglia (riferimento normativo Legge 149/2001).
L’affidamento può essere: consensuale - consenso dei genitori o di chi ha la responsabilità (viene effettuato attraverso i servizi sociali ed è convalidato dal giudice tutelare); giudiziale - non vi è il consenso dei genitori naturali e l’affidamento è decretato dal Tribunale per i Minorenni.  L’affidamento si distingue in: residenziale: quando il minore si trasferisce stabilmente presso la famiglia affidataria; diurno: quando il minore trascorre con la famiglia affidataria parte della giornata.  

 

Come aderire al servizio affidi
Le famiglie interessate, famiglie con figli o senza, o persone singole, si possono recare al Servizio Sociale del proprio Comune per un primo colloquio informativo, sugli aspetti organizzativi, sull’impegno richiesto alla famiglia e sulla normativa;  sarà assicurato loro un percorso di formazione.
Il Servizio Affido: seleziona le famiglie, coppie o singoli, attraverso la valutazione della loro effettiva disponibilità,  formazione e di informazione individuale e/o di gruppo riguardo agli aspetti giuridici, sociali e psicologici dell' affidamento familiare; individua  con gli operatori referenti nella formulazione del progetto di affidamento, la famiglia più idonea per il minore; sostiene la famiglia affidataria o l’affidatario prima durante e dopo l'affido; partecipa ai momenti di verifica con gli operatori; gestisce i gruppi di auto mutuo aiuto mensili delle famiglie affidatarie; organizza una banca dati delle famiglie affidatarie e collabora con i servizi del territorio e con l'Osservatorio Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza per il monitoraggio del fenomeno; promuove attività di formazione per gli operatori, raccogliendo orientamenti e bisogni.


Per informazioni e approfondimenti: per il Comune di Apricena: referente - Dott.ssa Nazarena MASULLO; -per il Comune di Chieuti: referente - Dott.ssa Maria Assunta MANCINI; per il Comune di Lesina: referente – Dott.ssa Amelia LEONE; per il Comune di Poggio Imperiale: referente - Dott. Michele LOMBARDI; per il Comune di San Paolo di C.: referente-Dott.ssa Gjusi DEL PO; per il Comune di San Severo: referente-Dott.ssa Rosanna FLORIO; per il Comune di Serracapriola: referente- Dott. Michele LOMBARDI/Dott.ssa Maria C. PADALINO; per il Comune di Torremaggiore: referente – Dott.ssa Patrizia COPPOLA.






Domenica 25 giugno presso il Chiostro di Santa Chiara una serata di festa e di musica
Foggia, ’Notte a colori’ per sostenere il dormitorio di Sant’Alfonso

Una serata di festa, di musica, di teatro, di condivisione per sostenere il dormitorio per senza fissa dimora della parrocchia di Sant’Alfonso dei Liguori e per riflettere sul tema della povertà. Domenica 25 giugno 2017, a Foggia, presso il Chiostro di Santa Chiara dalle ore 19.30 alle ore 23.00, si svolgerà la manifestazione di beneficenza 'Notte a Colori', organizzata dall’associazione Fratelli della Stazione - in collaborazione con altre realtà del territorio - in favore della Parrocchia di Sant'Alfonso, ed in particolare del dormitorio per senza dimora, che necessita di alcuni lavori di ristrutturazione per migliorare la qualità dell’accoglienza agli ospiti che ogni giorno trovano riparo per la notte. Una struttura - allestito da più di tre anni insieme alla Caritas Diocesana di Foggia-Bovino - che solo nell’ultimo anno ha permesso ad oltre 400 persone differenti, italiani e migranti, di poter accedere ai 26 posti letto (docce, bagni, colazione) attivati nei locali della parrocchia di Sant’Alfonso dei Liguori. Una rete di solidarietà avviata negli anni che grazie al coinvolgimento dell’ex-Fondazione Banca del Monte di Foggia e di una nutrita rete di realtà associative ha consentito l’apertura e l’attivazione del dormitorio, per poi strutturarlo meglio attraverso la convenzione tra la Caritas diocesana di Foggia – Bovino e l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia.

 

Nel corso della manifestazione, a cui saranno presenti le associazioni di volontariato del territorio con propri banchetti informativi, si svolgerà una rappresentazione teatrale ed un concerto di musica popolare del gruppo folk 'Terra Mia'. Alle ore 20,30 è prevista, inoltre, la consegna di un riconoscimento agli 'Amici del Dormitorio', a chi in questi anni ha sempre fatto sentire la sua vicinanza e sostegno al dormitorio e chi, adesso, è chiamato a proseguire l'attività di accoglienza. Il riconoscimento, quindi, sarà dato all’ex presidente della Fondazione Banca del Monte 'Siniscalco Ceci' prof. Saverio Russo, per aver contribuito alla nascita del dormitorio e per non aver mai fatto mancare il sostegno, garantendo l'apertura della struttura in tutti i mesi dell'anno, soprattutto nel periodo dell'emergenza freddo. Riconoscimento anche al direttore della Caritas Diocesana dell’Arcidiocesi Foggia-Bovino don Francesco Catalano ed al Sindaco di Foggia, Franco Landella, in rappresentanza della città e come augurio a proseguire sempre le attività del dormitorio.

 

Il programma della serata          

Ore 19.30 Presentazione della serata
Ore 19.45 Spettacolo teatrale 'Tunkan. Il viaggio'. In scena, gli ospiti del CARA di Borgo Mezzanone
Ore 20.30 Premiazioni
Ore 20.45 Concerto del gruppo folk 'Terra Mia'
Partecipazione delle Danzatrici del Gruppo di Danze Popolari Ethnos di Lucera.
Ingresso su invito.
Per ritirare un invito contattare i Fratelli della Stazione ai numeri 340.3101148 - 329.1662772 - 328.9167390
L'intero ricavato sarà devoluto al dormitorio per senza fissa dimora della Parrocchia Sant'Alfonso di Foggia.





Dal 22 al 24 giugno in scena artisti ’normodotati’ e ’non’ che si esibiranno in varie performance
Bari, ’Festival Diversarte. La diversabilità in arte si racconta’

Si svolgerà dal 22 al 24 giugno, dalle 18.00 alle 20.30, presso il Fortino di Sant’Antonio a Bari il 'Festival Diversarte. La diversabilità in arte si racconta', organizzato dall’associazione culturale Diversarte e patrocinato dal Comune di Bari, Assessorato alla Cultura. Annarita Romito, eclettica artista e presidente dell’associazione 'Diversarte' e Tina Ottavino presidente dell a.p.s.aleXott presenteranno il Festival che porterà in scena artisti 'normodotati' e 'non' che si esibiranno in performance di teatro, musica, canto e tanto altro. Ci saranno, inoltre, videopriezioni, una mostra fotografica e pittorica e riflessioni sulla Diversatilità e le problematiche ad essa annesse e connesse. Alla kermesse prenderanno parte, anche, professionisti dello spettacolo che supporteranno l’evento proponendosi per future soluzioni per abbattere le barriere architettoniche.





Il 26 e 27 giugno il convegno per riflettere sulle varie forme di welfare
Cerignola, di scena gli ’Stati generali delle politiche sociali’

Una due giorni di incontri, riflessioni ed approfondimenti sul tema delle politiche sociali. Una fotografia sullo stato dell’arte del sistema del welfare nel nostro Paese, ma con un’attenzione particolare focalizzata nelle regioni di Puglia, Marche, Molise e Campania. A Cerignola vanno in scena gli 'Stati generali delle politiche sociali', un’occasione per parlare e confrontarsi sui vari livelli di welfare, a partire da quello assistenziale per finire a quello di comunità. La manifestazione si svolgerà lunedì 26 e martedì 27 giugno 2017 a Cerignola, in Contrada Torre Quarto, presso l’Oasi di Claire a partire dalle ore 8.30. Il convegno è promosso dall’Associazione Temporanea di Impresa (ATI) – composta da Cooperativa Servizi Sanitari, Cooperativa O.O.S. Sanitas e L’Agorà d’Italia - che gestisce i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata ed il Servizio di Assistenza Domiciliare per conto dell’Ambito Territoriale di Cerignola che, insieme al Comune di Cerignola, è tra gli organizzatori della manifestazione che gode anche del patrocinio di Regione Puglia e Provincia di Foggia.

 

"Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto, per l’organizzazione di questa due giorni che fa di Cerignola il luogo scelto per discutere delle politiche sociali e del sistema di welfare a livello provinciale, regionale ed extraregionale – commenta Rino Pezzano, Presidente del Coordinamento Istituzionale dell'Ambito Territoriale di Cerignola - . Questa è la dimostrazione che la città sta crescendo da questo punto di vista e che c’è attenzione da parte degli organi sovracomunali rispetto agli interventi messi in atto in tema di politiche sociali". Nel corso della due giorni, dunque, sarà approfondito lo stato attuale delle politiche sociali, a partire dall’attuazione dei Piani Sociali di Zona e delle politiche di welfare, con un momento di confronto tra quattro regioni d’Italia: Puglia, Campania, Marche e Molise. Successivamente, saranno affrontati anche i temi riguardanti l’integrazione socio-sanitaria ed il welfare di comunità, per poi concentrare la riflessione sui servizi socio-integrati presenti nei vari territori.

 

Alla manifestazione parteciperanno tra gli altri: Salvatore Negro, assessore al Welfare della Regione Puglia; Vittorino Facciolla, Vice Presidente della Regione Molise; Anna Maria Candela, Dirigente servizio Programmazione Regione Puglia; Rino Pezzano, Presidente del Coordinamento Istituzionale dell'Ambito Territoriale di Cerignola; Costanzo Cascavilla, Presidente del Coordinamento Istituzionale dell'Ambito Territoriale di San Marco in Lamis; Vito Piazzolla, Direttore dell’ASL Foggia. L’evento è in accreditamento presso l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia. E’ possibile accreditarsi all’evento tramite la piattaforma www.cnoas.it o in sede di convegno.

Eventi facebook: www.facebook.com/events/745549332283794





Promossa dalla Confraternita Maria Ss.ma della Scala è sostenuta dalla Fondazione CON IL SUD
Taranto, ’Mousikè’: l’orchestra del quartiere Tamburi composta da 90 bambini

Il quartiere Tamburi di Taranto, il più colpito dall'inquinamento della vicinissima Ilva, ha una sua orchestra. Un'orchestra speciale perché i suoi componenti, 90 per la precisione, sono tutti bambini. 40 di loro faranno parte del coro, mentre i restanti 50 suoneranno strumenti a fiato e a percussioni. L'orchestra si chiama 'Mousikè' ed è nata grazie al progetto 'A Tamburi Battenti' e si è esibita per la prima volta nei giorni scorsi proponendo brani di musica classica e contemporanea. L'iniziativa ha permesso a questi ragazzi di studiare musica seguendo il metodo Abreu, un modello didattico, ideato e promosso in Venezuela da José Antonio Abreu, che consiste in un sistema di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini di tutti i ceti sociali.

 

Grazie al progetto, nei prossimi mesi molti ragazzi e giovani saranno coinvolti in laboratori per la costruzione di strumenti a percussione partendo da rifiuti e materiali di scarto. Il progetto 'A Tamburi Battenti', promosso dalla Confraternita Maria Ss.ma della Scala in collaborazione con associazioni e organizzazioni del territorio, è sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD attraverso il Bando 'Ambiente è Sviluppo', dedicato alla città di Taranto con l'obiettivo di favorire percorsi di sviluppo economico, sociale e culturale, partendo dalle questioni ambientali e dalle relative potenzialità che caratterizzano la città.






Lo stabilimento promosso dall’associazione 2He sorge a San Foca, vicino Marina di Melendugno
Lecce, riapre ’La Terrazza’: la spiaggia attrezzata per i bagnanti con disabilità

“Sole cocente e acqua cristallina. Non potevamo scegliere giornata migliore per l’apertura della nostra amata Terrazza ‘Tutti al mare!’ nel suo terzo anno consecutivo. Ad inaugurare la stagione il primo ospite d’eccezione: il nostro Gaetano. A fare il bagno insieme a lui anche i due bagnini delle Fiamme Oro che da oggi hanno iniziato il loro sevizio da noi”. E’ iniziata così la nuova stagione estiva de ‘La Terrazza. Tutti al mare’, la spiaggia completamente attrezzata e con accesso al mare per persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica, patologie neuromotorie ed altre disabilità motorie. Lo stabilimento sorge a San Foca, vicino Marina di Melendugno, una delle più suggestive località del Salento che vanta il riconoscimento internazionale come Bandiera Blu (FEE) e le cinque vele di Legambiente.

 

L’iniziativa rientra nelle finalità dell’associazione 2He, sotto l’ombrello del progetto ‘Io posso’, che ha ottenuto il sostegno del Comune di Melendugno attraverso una convenzione che le affida la gestione di un tratto della spiaggia libera del demanio comunale. ‘La Terrazza’ presenta la totale accessibilità per ogni esigenza, dal parcheggio dell’auto alla discesa al mare. A rendere unica la struttura è la presenza di personale specializzato, OSS e infermieri a disposizione degli ospiti, per garantire un soggiorno al mare in tutta sicurezza con i propri cari e di un box infermieristico attrezzato, dotato del materiale protesico di cui l’utente usufruisce a domicilio e dei dispositivi utilizzabili in casi di emergenza (cateteri di aspirazione, aspiratori chirurgici, dispositivi per ossigenoterapia). Sono presenti inoltre dispositivi eventualmente utilizzabili in caso di emergenza (due ventilatori polmonari, palloni manuali ‘Ambu’ e un defibrillatore per protocolli di rianimazione cardio-polmonare). La fruizione della terrazza è totalmente gratuita.

Per info: www.ioposso.eu





Si tratta di cittadini che beneficeranno del contributo economico e saranno avviati in tirocini formativi
Regione Puglia, Reddito di Dignità: entro luglio 6mila patti sottoscritti

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’assessore regionale al Welfare Salvatore Negro e la consigliera del presidente Titti De Simone hanno fatto il punto ieri davanti ai sindaci e agli assessori competenti dei comuni pugliesi sull’applicazione della misura Red – Reddito di dignità. Con i rappresentanti regionali, anche il presidente Anci nazionale e sindaco di Bari Antonio Decaro, il presidente Anci Puglia, Gino Perrone e la direttrice Inps Puglia Maria Sciarrino. L’introduzione è stata affidata a Anna Maria Candela, dirigente della sezione Welfare Regione Puglia. “Oggi – ha detto Emiliano - abbiamo riunito tutti i sindaci della Puglia per mettere a punto quelle intese che consentiranno alla misura del Reddito di Dignità di funzionare al meglio. L’abbiamo progettato, e oggi ReD è un modello che ci copiano in tutta Italia. Certo è una di quelle sperimentazioni che probabilmente avrà bisogno anche di alcune correzioni in corsa, ma alla fine riusciremo nel compito che ci siamo prefissi. I primi tirocini formativi sono iniziati e stanno andando a regime, a breve cominceranno le prime erogazioni di denaro. Molti sono quelli che stanno facendo lavori piccoli e grandi all’interno di questa misura che - lo ricordo - non è una misura di assistenza ma di reinserimento nel mondo del lavoro”.

 

Il Reddito di Dignità della Regione Puglia è uno strumento di politica attiva di inclusione sociale, che prevede L'obbligatorietà di accompagnare il beneficio economico ad un percorso di attivazione del beneficiario e del suo nucleo familiare. I numeri nella prima annualità (domande da fine luglio 2016) in Puglia sono di 12 mila nuclei familiari beneficiari, con una previsione di estensione della platea a 20mila beneficiari a regime per il 2017. In Puglia il ReD si coordina e integra con il SIA nazionale con una sola procedura gestita in cooperazione applicativa da Regione, INPS e Ambiti dei Comuni che rappresentano la filiera istituzionale della misura SIA- ReD. Dai dati relativi alle domande del 2016 si evince quanto la misura regionale sia stata determinante nel potenziare la platea dei beneficiari delle politiche di contrasto alla povertà.

 

Nella prima annualità, infatti, il 52% del totale degli ammessi alla misura sono beneficiari del ReD, e che, quindi, in mancanza di questo misura regionale, sarebbero stati esclusi dai criteri di ammissione - molto rigidi- del SIA. La complessa macchina di avvio del ReD in questi mesi ha prodotto una forte accelerazione di semplificazione da parte della Regione: 1) assistenza agli Ambiti da parte dei servizi privati del lavoro accreditati, con un appalto di servizi avviato da fine maggio, che sta già producendo una significativa accelerazione nelle attività dei Comuni; 2) strutturazione del "lavoro di comunità" come opportunità aggiuntiva ai tirocini già a catalogo, con l’ampliamento delle tipologie di percorsi di attivazione, proprio recependo i suggerimenti di molte amministrazioni locali; 3) avvio delle procedure per il concorso relativo all'implementazione delle risorse professionali degli Ambiti (entro giugno). 4) semplificazione delle procedure di istruttoria sui requisiti di accesso per ampliare la platea e ridurre gli oneri periodici a carico dei Comuni (domani in Giunta la Delibera che recepisce le modifiche ai requisiti SIA e applica i nuovi requisiti di accesso anche a RED).

 

Questi interventi stanno producendo una forte accelerazione nelle procedure affidate agli Ambiti di presa in carico e di avvio dei tirocini. Dal mese di aprile ad oggi le prese in carico, con la prescritta firma del patto individuale di inclusione attiva con i cittadini ammessi, sono 2.600 ed entro il mese di luglio arriveremo a circa 6 mila patti sottoscritti con altrettanti cittadini che beneficeranno materialmente del contributo economico. Il catalogo regionale dei posti di tirocinio disponibili è popolato ad oggi di oltre 5700 opportunità, ed è in costante aumento, anche per effetto della implementazione del lavoro di comunità, un buon risultato considerato la novità della misura nell'impatto con il territorio. Un quadro tuttavia a macchia di leopardo come si evince dalle tavole allegate, relative ai dati sui singoli Ambiti territoriali circa la capacità istruttoria e i risultati fin qui conseguiti in termini di sottoscrizione dei Patti e l'animazione territoriale svolta dai Comuni con il partenariato e con proprie progettualità a valere dei progetti di inclusione.

 

In questa fase decisiva di avvio della misura su scala regionale è di fondamentale importanza l'azione sinergica e la collaborazione di tutti i soggetti istituzionali al fine di dare una risposta nel più breve tempo, ai cittadini ammessi. Le azioni di semplificazione e di supporto ai Comuni sono determinanti, così come la collaborazione con INPS regionale ed ANCI con i quali è stato istituito un tavolo tecnico operativo. Ciò ci consente di verificare costantemente le azioni di semplificazione già messe in campo dalla Regione e di valutare tutte le iniziative che ci consentano in tempi celeri di mettere a regime la Misura. Obiettivi immediati sono tutte le prese in carico da parte degli Ambiti, anche di quelli che ad oggi risultato più indietro, e il graduale potenziamento dei tirocini - anche attraverso il lavoro di comunità - al fine di affrontare anche l'aumento delle ammissione per il 2017 (20 mila).





Coinvolti gli esercizi commerciali, soprattutto Bar, per donare un caffè a chi non può acquistarla
San Severo, il Comune lancia il progetto del ’Caffè sospeso’

Nei giorni scorsi a San Severo, a San Severo, a  Palazzo Celestini si è svolto un incontro tra l’Amministrazione Comunale, la Consulta delle Associazioni e gli esercizi commerciali, in prevalenza bar, che hanno aderito alla iniziativa lanciata dal Comune di San Severo denominata 'Caffè sospeso'“L’idea del caffè sospeso è una tradizione dei bar della città di Napoli – dichiara il sindaco Francesco Miglio - ovvero quando viene ordinato un caffè sospeso il cliente ne paga due, pur consumandone uno soltanto. E’ una tradizione rivolta a persone in stato di bisogno o in difficoltà socio-economiche, che rendono difficile anche la consumazione di un semplice caffè; la pratica prevede che entrando nel bar si può chiedere se c'è un caffè sospeso e, in caso affermativo, ricevere un caffè come se gli fosse stato offerto dal primo cliente, senza alcun pagamento. Questa consuetudine è una civilissima usanza di solidarietà sociale, che continua a vivere nella società napoletana da moltissimi anni ed ora è diffusa in tantissimi Comuni italiani, per questo motivo abbiamo voluto introdurla anche a San Severo, in collaborazione con molte attività commerciali della città che ringraziamo pubblicamente”.

 

“L’Amministrazione Comunale – aggiunge l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Simona Venditti - intende instaurare tra i cittadini di San Severo la pratica del caffè sospeso nei bar ed esercizi pubblici in genere presenti nel territorio comunale: la tradizionale generosità dei cittadini di San Severo potrebbe favorire la pratica del caffè sospeso, cioè acquistare caffè per donarlo a chi ne ha bisogno, lasciandolo in sospeso per chi lo potrà consumare riservatamente, chiedendolo al personale dei bar e degli esercizi pubblici in genere aderenti all’iniziativa, evitando il senso di disagio e di imbarazzo ai fruitori e mantenendo la dovuta riservatezza. Rinnoviamo agli esercizi che hanno aderito l’invito ad essere presenti questa sera per poter subito avere a disposizione il materiale necessario per l’avvio del progetto”. All’incontro hanno preso parte anche il Presidente della IV Commissione Consiliare Servizi Socio Sanitari, Arcangela de Vivo, il presidente della Consulta delle Associazioni, Linda Rinaldi e naturalmente gli esercenti della città che hanno aderito alla iniziativa.





Ieri l’incontro con Anci e Ambiti Sociali per definire le azioni da potenziare per migliorare il servizio
Regione Puglia, Reddito di Dignità: prioritario rafforzare gli organici comunali

La necessità immediata di rafforzamento delle dotazioni strutturali degli ambiti sociali, l'esigenza di una reale collaborazione dell'Inps e la necessità di alleggerire e uniformare procedure giuridiche dello strumento di welfare. E' questo il frutto dell'incontro svoltosi ieri a Bari presso la sede Anci tra Regione Puglia, Anci e Ambiti sociali, sullo stato di attuazione del Reddito di Dignità in Puglia. "Proficuo incontro, - ha dichiarato il presidente Anci Puglia Luigi Perrone - importante sinergia interistituzionale, tutti gli attori coinvolti devono attivarsi, abbiamo concordato istituzione tavolo tecnico con carattere sistematico per dare supporto continuo agli ambiti. Il raccordo Regione-Anci consentirà di affrontare e risolvere le questioni emerse sul Reddito di Dignità. Prioritario il rafforzamento immediato degli organici comunali, necessario verificare e risolvere ostacoli procedurali di natura giuridica, ma soprattutto, sollecitare collaborazione fattiva dell’Inps per quanto concerne la fruizione dei dati”.

 

"Siamo soddisfatti per l’esito dell’incontro - ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Salvatore Negro. E’ emersa chiara la volontà di tutti di andare avanti e di mettere in campo questa misura di sostegno e di lotta alla povertà. Siamo certi di poter contare sull’apporto dell'Anci e degli Ambiti. Tra gli impegni che abbiamo preso oggi c’è in primis la costituzione di un tavolo tecnico permanente Regione-Anci con la partecipazione dell’Inps regionale, a cui trasmetteremo tutte le osservazioni che già sono emerse in questo incontro per rappresentarle opportunamente in sede nazionale. Altro impegno assunto è quello della pubblicazione in tempi brevi ed entro il mese di giugno dell' avviso per il potenziamento delle risorse umane da assegnare agli Ambiti territoriali".





Il progetto ospitata nella piattaforma di crowdfunding della Fondazione Vodafone Italia ’OSO – Ogni Sport Oltre’
Trani, ’Lo Sport è di tutti’ per diffondere la pratica sportiva tra le persone con disabilità

Il progetto della onlus tranese 'Lo Sport è di Tutti' sarà ospitato nella piattaforma di crowdfunding della Fondazione Vodafone Italia 'OSO – Ogni Sport Oltre' pensata per offrire un sostegno concreto ed efficace alla diffusione della pratica sportiva tra persone con disabilità fisiche. La Campagna di Crowdfunding, presentata ieri a Roma, mira alla raccolta fondi in favore del progetto 'Lo Sport è di Tutti' (entro 40 giorni) in vista di una grande manifestazione che Orizzonti si accinge ad organizzare nel prossimo dicembre, finalizzata ad abbattere le barriere mentali e non, insite ancora nella nostra società sul tema della diversabilità. “C’erano un volta due genitori di una bimba 'speciale', un amico fraterno e la sua compagna, l’amore per il calcio e un piccolo pensiero…. che poi è diventato un idea, si è nutrito di entusiasmo e passione fino a diventare un progetto”.


E’ questa la sintesi del progetto 'Lo Sport è di Tutti', che da qualche anno è uno dei fiori all’occhiello dell’Associazione Orizzonti, attiva nella città di Trani e nella Bat per combattere al fianco di chi vive profondi disagi sociali. Magari in difficoltà addirittura a poter mettere un piatto in tavola o ad acquistare farmaci perché in povertà, o per non riuscire ad esprimersi come tutti gli altri perché disabile. L'obiettivo principale del progetto Lo Sport è di Tutti è quello di sostenere (allontanando dalla strada quei ragazzi appartenenti a famiglie disagiate) non solo chi vive disagi economici, ma anche di includere e abbattere ogni tipo di barriera persistente ancora nella nostra società riguardo la disabilità attraverso lo sport. L’Associazione è impegnata in prima linea nel promuovere le varie discipline sportive per persone con disabilità e supportando i costi d'iscrizione e mensilità per  coloro che sono meno abbienti.

Per sensibilizzare sul tema il gruppo di volontari tranesi ha promosso nel 2015 e nel 2016 due importanti manifestazioni sportive nelle quali atleti normodotati hanno gareggiato in diverse discipline contro atleti disabili, abbattendo non solo idealmente ma con i fatti qualsiasi tipo di differenza. I volontari di Orizzonti sono già a lavoro per la terza edizione della manifestazione che si svolgerà il prossimo 10 dicembre presso il palazzetto dello sport di Andria. Un evento in grande stile che necessita di numerosi fondi. Ma non solo: servono fondi per l’acquisto di attrezzature sportive idonee a persone disabili, acquisto di abbigliamento tecnico sportivo per i ragazzi, trasporto e accompagnamento delle persone disabili presso le palestre, supporto di spese per l'abbattimento di barriere architettoniche presso i centri sportivi, rendendoli praticabili per la completa autonomia di persone con disabilità, promuovere il progetto d'integrazione sportiva in altre località.

 

Una mano concreta per la realizzazione di questo sogno potrebbe arrivare dalla Fondazione Vodafone Italia e da 'OSO – Ogni Sport Oltre', una piattaforma pensata per individuare idee e progetti che favoriscano un cambiamento culturale e diano un sostegno concreto ed efficace alla diffusione della pratica sportiva tra persone con disabilità fisiche, sensoriali ed intellettivo-relazionali in Italia. Circa 600 i progetti partecipanti (suddivisi in grandi e piccoli) tra i quali Lo Sport è di Tutti è stato selezionato tra i 28 più interessanti che sarà ospitato sulla piattaforma Vodafone 'Ogni Sport Oltre' (link:  https://progetti.ognisportoltre.it/projects/65-lo-sport-e-di-tutti) dal 7 giugno per 40 giorni con l’obiettivo di raccogliere mediante crowdfunding la cifra di 6.500 euro ai quali si aggiungeranno altri 6.500 euro erogati dalla Fondazione per la realizzazione dell’obiettivo.

 

Ogni donazione sarà seguita da una ricompensa in base all’importo donato (cartolina di ringraziamento, ringraziamento personalizzato, gadget, foto ricordo con i campioni che parteciperanno alla manifestazione di Andria, ecc.). “Il crowdfunding – spiega il presidente dell’Associazione Orizzonti Angelo Guarrielloè sicuramente la nuova frontiera per il finanziamento dei progetti solidali. Abbiamo una grande opportunità grazie alla fondazione Vodafone di far conoscere a milioni di persone quello che facciamo per sensibilizzare il nostro territorio sul tema della diversabilità. Il nostro progetto vuole apportare attraverso lo sport un unico messaggio di sensibilizzazione , cioè che con la forza di volontà i limiti possono essere superati e si possono riscoprire doti migliori e impensabili. Sono sicuro che la sensibilità delle persone a noi vicine e vicine a questo tema così importante farà il resto”.






Sono tre i progetti in cui saranno impiegati giovani tra i 18 ed i 28 anni
Servizio Civile Nazionale, la Caritas di Foggia-Bovino cerca 30 ragazzi

Partirà tra breve il servizio civile relativo all'anno 2017, la Caritas Diocesana di Foggia-Bovino cerca trenta ragazzi, di età compresa tra i 18 ed i 28 anni, da inserire in tre diversi progetti.

Il primo progetto ‘Santa Maria del Conventino-Foggia', riguarda il settore assistenza e disagio adulti, i posti a disposizione sono 12 , è rivolto sia agli uomini che alle donne, e si svolgerà presso la Casa di Accoglienza Caritas ‘Santa Maria del Conventino', in via Orientale a Foggia.

Il secondo progetto: ‘Non temere, perché io sono con te', relativo al settore assistenza di donne con minori a carico è riservato alle sole ragazze, i posti disponibili sono sei. Il luogo di svolgimento sarà la Casa Madre Teresa di Calcutta presso la Parrocchia SS. Salvatore in via Napoli.

Infine il terzo progetto dal titolo 'Saggezza bianca: ricchezza d'oggi, patrimonio di domani' relativo al settore assistenza agli anziani è rivolto sia agli uomini che alle donne ed i posti disponibili sono 12, di cui quattro presso la Casa di Risposo Maria Grazia Barone, e 8 presso la Casa di Riposo M. ed E. Gravina situata a San Marco in Lamis (FG).

 

La durata del progetto è di 12 mesi, il compenso previsto è di euro 433,80 mensili.

Le domande devono essere presentate entro le ore 14:00 del prossimo 26 giugno 2017 (non fa fede il timbro postale ma l'effettiva ricezione della domanda presso la sede Caritas).

Per avere tutte le informazioni sul Bando e sulle sedi di attuazione dei progetti è possibile consultare i siti: www.serviziocivile.gov.it       - www.caritasitaliana.it www.caritasdiocesanafoggiabovino.it

Oppure ci si può recare presso gli uffici della Caritas Diocesana, in via Campanile n. 8 a Foggia, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:30 alle ore 13:00, il lunedì, mercoledì e giovedì dalle 17:00 alle 19:30. Rivolgersi alla signorina Alessia.





Sarà coordinata dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo,
Cellule Staminali per curare la Sclerosi Multipla, al via la sperimentazione

È stata presentata a Roma, presso Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica,  l’avvio della sperimentazione clinica di Fase I sulla Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il presidente dell’Agenzia Italiana per il Farmaco Stefano Vella e Giovanni Leonardi, direttore generale del Dipartimento della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità del Ministero della Salute. A portare il saluto del ministro Lorenzin è intervenuta Marcella Marletta, direttore generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico. La sperimentazione, diretta dal professor Angelo Luigi Vescovi, sarà coordinata e promossa dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, co-sponsor assieme all’Associazione Revert Onlus. Tra i centri collaboratori della sperimentazione – che consiste in un trial clinico multicentrico internazionale – figurano anche la Fondazione Cellule Staminali di Terni, l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, lo Swiss Institute for Regenerative Medicine e l’Ospedale di Lugano.

 

Approvata da tutti gli organi competenti, Aifa e Comitati Etici, avrà durata complessiva di circa 3 anni. Lo scopo della Fase I sarà quello di attestare la fattibilità, la sicurezza e la tollerabilità del trattamento cellulare tramite trapianto, realizzato grazie alla tecnica tutta italiana messa a punto nel 1996 dal gruppo del professor Vescovi, mediante indagine di eventi avversi ad esso imputabili. Rientreranno nel trial clinico, che comprenderà la valutazione di eventuali effetti neurologici e terapeutici, un minimo di 15 pazienti fino a un massimo di 24, tra i 18 e i 60 anni affetti da Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva.Siamo molto soddisfatti di poter presentare oggi l’avvio della sperimentazione Clinica di Fase I sulla Sclerosi Multipla poiché rappresenta un nuovo traguardo per la ricerca scientifica italiana verso la cura delle malattie neurodegenerative”, ha dichiarato il prof. Angelo Luigi Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza.

 

La sperimentazione prevede il trattamento di pazienti con cellule staminali umane isolate dal Sistema Nervoso Centrale ed è condotta secondo la normativa internazionale vigente, in accordo alle regole EMA, European Medicine Agency, con cellule di grado clinico, prodotte e conservate dal Laboratorio Cellule Staminali, Cell Factory e Biobanca di Terni in stretto regime GMP (Good Manufacturing Practice) certificate dall’AIFA. Le cellule utilizzate sono scevre da qualunque problematica etica relativa alla loro origine, poiché derivate da un tessuto cerebrale prelevato da feti deceduti per cause certificate come naturali, utilizzando la stessa procedura autorizzativa e di certificazione della donazione volontaria di organi per trapianto da individui adulti.

 

“La disponibilità di queste cellule staminali cerebrali di grado clinico - spiega Vescovi -  garantirà inoltre l’implementazione del prossimo stadio di questo progetto. Abbiamo infatti intenzione di rendere queste cellule disponibili per le attività di ricerca presenti in tutto il mondo che al momento non possono implementare nuove sperimentazioni proprio per la mancanza di cellule appropriate. Tutto questo avverrà naturalmente in un regime not for profit. Si tratta di un nuovo traguardo che confermerà ancora una volta la posizione di primaria importanza che il nostro Paese occupa nella ricerca biomedica sulle staminali cerebrali e sulle terapie cellulari per le malattie neurodegenerative”. “Oggi si apre un nuovo capitolo nella lotta alle malattie neurodegenerative - ha affermato Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e di Revert Onlus -. Stiamo facendo tutto il possibile per dare una speranza a tutte le persone che affrontano quotidianamente questa malattia, e alle loro famiglie. Centimetro per centimetro, la ricerca di Revert sta procedendo nel rispetto di tutte le regole deontologiche e morali ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per raggiungere il traguardo comune”.

 

“Con l’avvio di questa sperimentazione la Puglia divine un crocevia della ricerca nazionale e internazionale – ha spiegato il direttore generale Domenico Crupi - . Abbiamo dimostrato inoltre che non esistono zone geografiche riservate per la ricerca ed il suo finanziamento e che gruppi di ricerca importanti si possono costituire anche in Puglia e non solo nella lotta alle malattie neurodegenerative”. “Compagini forti richiedono però unità di intenti tra mondo della ricerca, società civile e istituzioni, maggiormente nella lotta alla burocrazia intesa da alcuni come potere interdittivo e non come servizio alla comunità. Come purtroppo stiamo constatando nel caso del nostro centro di ricerca - finanziato da fondi comunitari, terminato nei tempi e per l’importo previsto da ormai quasi 3 anni - ci è stato da poco comunicata la riduzione immotivata del finanziamento per circa 4 milioni di euro. Assicuriamo la comunità – ha concluso Crupi - che il centro di ricerca continuerà nella sua funzione e ci siamo affidati alla magistratura per la soluzione di questa paradossale e incredibile situazione “.

 

Le modalità per candidarsi a partecipare alla sperimentazione clinica sono pubblicate sul portale www.operapadrepio.it. I pazienti che rientreranno nei criteri di selezione seguiranno un periodo di monitoraggio di tre mesi prima del trattamento. Ogni gruppo di pazienti reclutato, verrà trattato con dosi di cellule staminali cerebrali differenti. In seguito al trattamento, i pazienti saranno sottoposti ad un ciclo di immuno-soppressione di 6 mesi e un programma di screening e follow-up mensile per il primo anno e semestrale per i successivi 5 anni. Un comitato di neurologi, biologi cellulari, neurologi e neurochirurghi controllerà l’intero andamento della sperimentazione di Fase I. Il coordinatore medico del trial sarà Maurizio Leone, direttore dell’Unità di Neurologia.

 





L’iniziativa sostenuta dal Club Unesco per tutelare i diritti dell’infanzia e delle fasce più deboli
Questura di Foggia, un’Aula d’ascolto protetta per minori e vittime di violenza

“Sostenere i diritti dell'infanzia e di tutte le fasce deboli è uno dei cardini principali degli obiettivi UNESCO: per questo come associazione abbiamo sposato e condiviso profondamente un progetto che rappresenta un prezioso e importante punto di partenza e non solo di arrivo”. E' con queste parole che Floredana Arnò, presidente del Club per l'Unesco di Foggia, comunica che venerdì 9 giugno, alle ore 10 presso la Questura di Foggia, alla presenza di autorità civili, istituzionali, militari e religiose, sarà inaugurata l'Aula d'ascolto protetta per minori e vittime di violenza, felice epilogo di un progetto denso di contenuti e di una raccolta fondi avviata un anno fa e terminata con il ricavato della vendita dei biglietti per il concerto sold out al Teatro Giordano del pianista, compositore e direttore d'orchestra Giovanni Allevi, il 20 febbraio scorso.


Un'aula di ascolto è una struttura prevista dalle normative vigenti, che consente ai minori o a vittime e spettatori di reati - per esempio, donne vittime di stalking - di poter fornire testimonianza in un ambiente protetto in presenza di personale specializzato atto a garantire supporto psicologico, nel pieno rispetto della privacy. Può essere utilizzata anche nel caso in cui il giudice abbia necessità di raccogliere la testimonianza di bambini durante un processo di separazione dei genitori, per consentire loro di sottrarsi allo stress di un'aula giudiziaria e permettere il loro accoglimento in un contesto consono alla loro tenera età: infatti l'ambiente è stata arricchito da una nutrita serie di attrezzature tecnologiche e videocamere, arredi, quadri, giocattoli, materiale didattico e di cancelleria. Un progetto del Club per l'Unesco di Foggia di ampio respiro, che ha avuto anche il merito di coinvolgere attivamente e avviare una preziosa collaborazione e condivisione con la sezione grafica dell'Istituto Einaudi, che ha donato dei quadri, il gruppo Salatto – che ha fornito un importante contributo per l'organizzazione e la riuscita del concerto di Giovanni Allevi, l'amministrazione comunale di Foggia e la FIMP (Federazione italiana medici pediatri).


Alla cerimonia d'inaugurazione interverranno il Questore Piernicola Silvis, il presidente del Club per l'Unesco di Foggia Floredana Arno', il Dirigente della Divisione Anticrimine Antonio Caricato, il Prefetto di Foggia Maria Tirone, lo psicologo della Questura Giovanni Ippolito, il Presidente della Fimp della provincia di Foggia, Pasquale Conoscitore, il Procuratore reggente di Foggia Francesca Romani Pirelli, una rappresentanza del Tribunale dei Minori di Bari, l'Assessore alla Cultura del Comune di Foggia Anna Paola Giuliani, il Sindaco di Foggia Franco Landella, il Dirigente alla Cultura Carlo Dicesare, la Presidente della Camera minorile di Capitanata M. Emilia de Martinis.





Venerdì 9 giugno il convegno promosso dall’Amministrazione Comunale in preparazione del DPRU
Rigenerazione Urbana di Cerignola, tra sviluppo ed opportunità

'Rigenerazione Urbana. Sviluppo e opportunità'. E’ il titolo del convegno che si svolgerà venerdì 9 giugno 2017, a partire dalle ore 17.30, a Cerignola presso la Sala Consiliare del Comune, in piazza della Repubblica. L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione Comunale di Cerignola ed è finalizzata ad illustrare gli obiettivi del Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana (DPRU) teso a rilanciare la rivitalizzazione economica, sociale, imprenditoriale ed urbana del territorio. Non a caso, l'hashtag scelto per la campagna di promozione è #rigenerazioneurbanacerignola. Nel corso dell’incontro, quindi, saranno condivise tutte le opportunità offerte dall’adozione del DPRU e sarà lanciato il Laboratorio Partecipato in programma il 16 giugno prossimo che mira a coinvolgere cittadini, imprese, professionisti, associazioni e organizzazioni in un momento di discussione e dibattito finalizzato a raccogliere idee, suggerimenti e proposte per favorire lo sviluppo dell’area urbana e a superare gli elementi di criticità che ne rallentano la crescita.

 

Il Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana (DPRU), redatto ai sensi della Legge regionale 21/2008, è infatti uno strumento propedeutico per l’Amministrazione Comunale per poter partecipare al Bando Pubblico promosso dalla Regione Puglia finalizzato alla selezione delle Aree Urbane e per l’individuazione delle Autorità Urbane in attuazione dell’ASSE Prioritario XII 'Sviluppo Urbano Sostenibile' Azione 12.1 'Rigenerazione urbana sostenibile' del O.O.R. FESR – FSE.

Il programma del convegno del 9 giugno.

Saluti istituzionali: Rino Pezzano, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cerignola; Tommaso Bufano, assessore all’Urbanistica del Comune di Cerignola; Franco Metta, sindaco del Comune di Cerignola; Monsignor Luigi Renna, vescovo della diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano. Intervengono: Antonio Vito Riondino, DICAR Politecnico di Bari; Nicola Martinelli, DICAR Politecnico di Bari; Nicola la Macchia, redattore DPRU; Antonio Cocco, Euromediterranea.





Dall’8 all’11 giugno calcio a 5, basket, nuoto, tiro con l’arco, nuoto salvamento
’Sport, salute e disabilità’, il IV Meeting multidisciplinare chiude il progetto regionale

Il progetto regionale 'Sport, Salute e Disabilità' si chiude con il IV Meeting multidisciplinare - organizzato dalla Fisdir (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) Puglia, con il patrocinio del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) Puglia - che si terrà dall’8 all’11 giugno a Carovigno (Br) presso l’Hotel Santa Sabina (sito in contrada Pezze Morelli, località Santa Sabina). Gli atleti provenienti da tutta la Puglia disputeranno le seguenti specialità: calcio a 5, basket, nuoto, tiro con l’arco e nuoto salvamento. Alla tre giorni, che è un momento importante non solo a livello sportivo ma soprattutto di condivisione e divertimento, parteciperanno tante squadre pugliesi: Assori Foggia, Polisportiva ELOS Bitonto, Gargano 2000 Giovinazzo, Icos Sporting Club Lecce, Sport 21, Campus X Sporting Bari. Sarà presente, inoltre, la nuova associazione sportiva 'Vinci con noi' che partecipa per la prima volta ai campionati Fisdir.

 

Il IV Meeting Multidisciplinare chiude le attività promosse grazie al progetto 'Sport, Salute e Disabilità', voluto dall’assessorato alla Salute insieme all'assessorato allo Sport della Regione Puglia, che hanno stanziato 450mila euro per sostenere sette progetti, per la durata di 12 mesi, presentati dalle federazioni sportive, olimpiche e paralimpiche, che praticano lo sport a livello regionale. “Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti in Puglia con questo progetto - afferma la delegata regionale Fisdir Floriana De Vivo - Grazie ai fondi ricevuti dalla Regione Puglia, il movimento paralimpico della Fisdir è cresciuto notevolmente, ci auguriamo che si possa dare continuità a questa iniziativa per avvicinare sempre più persone allo spot”. “È bellissimo chiudere con un meeting multidisciplinare che vedrà i ragazzi impegnati in diversi sport, individuali e di squadra - commenta Giuseppe Pinto, presidente CIP (Comitato Italiano Paralimpico) Regione Puglia - . Inoltre la tre giorni sarà un’occasione per condividere momenti importanti di confronto e crescita”. Alla manifestazione sono stati invitati Raffaele Piemontese, assessore regionale allo Sport per tutti, Politiche giovanili e cittadinanza sociale e Francesca Zampano, dirigente Regione Puglia del dipartimento promozione della salute, del benessere e dello sport per tutti.





Promosso dall’Amministrazione Comunale sarà gestito dalle associazioni cittadine in rete
Bari, in Piazza Balenzano un presidio sociale a sostegno delle persone senza fissa dimora

È stato inaugurato ieri pomeriggio in piazza Balenzano, nei pressi del mercato Guadagni, il nuovo presidio sociale gestito dalle associazioni cittadine impegnate nelle attività di volontariato a sostegno delle persone senza dimora. Si tratta di uno spazio di circa 40 metri quadrati, composto da due stanze e un bagno, accessibile da due entrate. I lavori di riqualificazione dei locali, dell'importo di circa 17mila euro, sono stati sostenuti dalla ditta 'De Carne Onofrio rappresentanze' in risposta all'avviso di sponsorizzazione tecnica pubblicato dall'assessorato al Welfare a copertura dell'intervento di manutenzione. All'esterno, invece, per le attività all'aperto, sono stati montati tre gazebo offerti da Ikea e alcune delle panchine un tempo ubicate in via Sparano. All'inaugurazione è intervenuto anche il sindaco Antonio Decaro: “Ci sono state tante situazioni da quando faccio il sindaco in cui ho incrociato gli occhi della povertà fino a quando un giorno ho visto gente che mangiava le lenticchie sotto la pioggia, in piatti che si riempivano di acqua. Quel giorno mi sono reso conto ancora di più che il sindaco è il sindaco di tutti, ma ci sono dei cittadini che sono più cittadini degli altri e sono le persone in difficoltà, alle quali dobbiamo tendere tutti una mano".

 

“Oggi, grazie alla solidarietà della ditta De Carne - ha commentato l'assessora al Welfare Francesca Bottalico -, inauguriamo un nuovo presidio sociale che sarà animato con la collaborazione e la sinergia tra le associazioni cittadine che si occupano delle persone più fragili. Con loro abbiamo aperto un tavolo per elaborare il primo piano cittadino di contrasto alla grave marginalità adulta. Perciò, grazie anche a questo luogo, ci auguriamo di dare il via a una serie di attività che verranno realizzate sia sul versante della povertà alimentare sia su tutte le altre povertà, da quelle abitative a quelle sociali più in generale”. “Il nastro che abbiamo appena tagliato - ha dichiarato Gianni Macina, presidente dell'associazione In.Con.Tra. - rappresenta l'inizio di tanti percorsi diversi che porteranno molte associazioni e reti di associazioni a fornire dei servizi per le persone indigenti e i senza dimora con la forza e l'enfasi del mondo del volontariato”.

 

Il presidio permetterà alle associazioni di distribuire beni prima necessità in supporto alla rete di realtà parrocchiali e associative sotto il coordinamento dell'associazione In.Con.Tra..

Le realtà coinvolte assicureranno la propria presenza tutti giorni della settimana, dal lunedì alla domenica, secondo la seguente turnazione:

  • Lunedì: Terzo ordine della Madonna del Pozzo
  • Martedì: Comunità di Sant'Egidio
  • Mercoledì: Cappellania e volontari San Marcello
  • Giovedì: In.Con.Tra.
  • Venerdì: Sant'Antonio e Monfortani della Cattedrale
  • Sabato: In.Con.Tra.
  • Domenica: In.Con.Tra..

 

I volontari saranno affiancati dall'UNITALSI dalla rete di associazioni del progetto PIAF - Programma di Interazione per l'Assistenza alla Famiglia, di seguito elencate: ACAT nicolaiana, associazione prof. Damiani, Avvocati di strada, Ama Cuore Bari, Anima Urbana, Fratres – Ala Azzurra, G.V.V. - Gruppi Volontariato Vincenziano e Insieme per Ricominciare.





Il 6 giugno lo scrittore Paolo Neri presenta il libro realizzato nell’ambito del corso di scrittura
Editoria, ’Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata’

Martedì 6 giugno, alle 20, nel cortile del Palazzo di Città, Paolo Nori presenterà il libro 'Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata', pubblicato da una delle più importanti case editrici indipendenti italiane,  Marcos y Marcos, dal 18 maggio in tutte le librerie italiane. Il libro nasce da un corso di scrittura tenuto dallo stesso Nori presso la libreria Kublai di Lucera tra ottobre 2016 e gennaio 2017. Il Repertorio raccoglie piccole e memorabili storie di matti veri e presunti, storie minime e laterali scovate per le strade di Lucera e della provincia di Foggia e nei racconti, e che hanno trasformato i corsisti in 'cronisti medievali della contemporaneità'. Un lavoro bello, divertente, a volte un po' triste e un po' poetico, che raccoglie storie ricche di un'umanità così piena che non può non essere tramandata. Durante la serata ci saranno alcuni interventi musicali di Anna Rita Martire. L'evento è organizzato dalla libreria Kublai e dal Comune di Lucera.

 

L'autore Paolo Nori    

Paolo Nori (1963), parmigiano di nascita e bolognese di adozione, è uno dei più importanti scrittori italiani.

Dopo il diploma in ragioneria ha lavorato in Algeria, Iraq e Francia. Tornato in Italia ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Russa presso l'Università degli Studi di Parma.

Ha collaborato con Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Daniele Benati.

È fondatore e redattore della rivista L'Accalappiacani, edita da DeriveApprodi. Collabora con alcuni quotidiani tra cui Il manifesto, Libero, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano e ha un blog su IlPost .

Ha pubblicato oltre trenta libri per editori quali Feltrinelli, Einaudi, Rizzoli e Laterza.

Ha tradotto e curato la pubblicazione di alcuni libri dei più grandi scrittori russi, da Gogol a Tolstoj, da Turgenev a Gončarov, da Puškin a Erofeev.

Esercita la pratica della lettura in pubblico. Gestisce un blog che usa quale palinsesto delle opere che viene via via scrivendo.





I risultati del progetto saranno presentati il 6 giugno nel corso di un convegno
’Araba Fenice’, Educazione all’affettività e alla sessualità ragionata

"Gli studenti hanno affrontato questo percorso di otto mesi con grande entusiasmo e impegno hanno svolto un ruolo attivo e hanno partecipato al dibattito con interventi arguti. Hanno evidenziato un interesse che richiama le agenzie educative alla responsabilità di soddisfare le loro curiosità, superando ancestrali tabù di cui, purtroppo, è ancora intrisa la nostra società". E’ così che Tiziana Celeste, ideatrice del progetto di Educazione all'affettività e alla sessualità ragionata e consapevole ‘Araba Fenice’, fa un primo bilancio delle attività che saranno presentate ufficialmente martedì 6 giugno, alle 17, nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana. A conclusione del ciclo di otto lezioni negli istituti di istruzione superiore di Foggia, in orario curriculare ed extrascolastico, in un convegno saranno illustrate le evidenze emerse nel percorso per stimolare, contestualmente, una riflessione sull'importanza di pianificare interventi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

 

Nel corso del convegno, quindi, saranno analizzate le buone pratiche per promuovere adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione nelle scuole. Saranno, inoltre, presentati i risultati dei questionari somministrati agli studenti. Le risposte degli alunni hanno confermato, sostanzialmente, le tesi a monte del programma: le nozioni di cui dispongono gli adolescenti, al giorno d'oggi, sono lacunose, tali da non consentire di compiere scelte ragionate e ragionevoli, e derivano soprattutto dal web, dove si imbattono spesso in messaggi distorti e devianti. Il programma è stato ideato e curato dalla ginecologa Tiziana Celeste, dirigente medico Asl Fg Specialista in Ginecologia e Ostetricia, affiancata dalla psicologa specializzata in sessuologia Mariapia Conoscitore e da Angela Procaccino, Professore associato di Diritto Processuale Penale del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Foggia. I laboratori interattivi hanno affrontato gli aspetti clinici, le implicazioni psicologiche e i risvolti giuridici.

 

Il programma

Al convegno conclusivo parteciperanno tutti gli enti che hanno aderito al progetto. Porteranno i saluti Francesco Miglio, Presidente della Provincia di Foggia; Antonietta Colasanto, Consigliera di Parità della Provincia di Foggia, Ilaria Mari, Presidente della Consulta Pari Opportunità del Comune di Foggia; Milena Sinigaglia, Prorettore dell'Università di Foggia; Laura Moffa, Direttore Sanitario OO.RR.; Vito Piazzolla, Direttore Generale Asl Fg; Marida Episcopo, Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Foggia e Floredana Arnò, Presidente del Club per l'Unesco di Foggia. Introduce i lavori la promotrice del progetto, Tiziana Celeste. Interverranno le esperte del progetto Angela Procaccino e Maria Pia Conoscitore; Giuliarosa Trimboli, dirigente scolastico ITE Pascal ed Enza Maria Caldarella, dirigente scolastico Liceo Poerio. Seguirà il dibattito.


I partner

Sono numerosi i partner che hanno creduto nel progetto: l'evento gode del patrocinio di Comune e Provincia di Foggia e del sostegno di Università di Foggia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, Asl FG, Club per l'Unesco di Foggia, ITE B. Pascal, Istituto di Istruzione Superiore C. Poerio, Illedi e 6Donna Free Magazine che ha curato l'organizzazione. La promotrice del progetto si occupa da anni di una rubrica sulle pagine di 6Donna, unico mensile di genere della Puglia, che sin da subito ha aderito al programma






Il presidente Michele Emiliano spiega i dettagli e annuncia la data di pubblicazione dei bandi della misura di contrasto alla povertà
Regione Puglia, il Reddito di dignità entra nel vivo. Firmati i protocolli d’intesa

E' partita questa mattina, con la firma dei primi tre protocolli e l'annuncio delle date della pubblicazione degli avvisi pubblici, la fase di attuazione concreta di ReD, il Reddito di dignità, la più importante misura di inclusione sociale promossa dalla Regione Puglia in una visione di sussidiarietà orizzontale con i Comuni e con altri enti pubblici del territorio, i soggetti del privato sociale, il mondo produttivo, le imprese profit e non profit, il volontariato. Una grande concertazione e condivisione di strategia e di ascolto con tutti i soggetti attivi, protagonisti del territorio, che di fatto rendono ReD, una misura sperimentale unica in Italia.

“Il RED è attivo – ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nell'incontro con i giornalisti che si è svolto questa mattina in Presidenza - a fine giugno verranno pubblicati i bandi per le manifestazioni di interesse a tutti i soggetti che dovranno collaborare al suo funzionamento e entro la metà di luglio i cittadini che ritengono di poter richiedere questo sostegno, con l'aiuto dei CAF e dei Comuni, potranno presentare la domanda per l'accesso a questa misura. Lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto, la misura di contrasto alla povertà è pronta, è la prima misura italiana di queste proporzioni, si tratta di un risultato straordinario che noi dobbiamo non solo ad una determinazione politica molto forte ma anche ad una macchina amministrativa, quella della Regione Puglia, che ha funzionato. Ci aspettiamo – ha concluso Emiliano - di apportare delle correzioni in futuro, anche perché siamo i primi a partire in Italia. L'importante è aver mantenuto l'impegno e rispettato i tempi: tutto questo per noi è un elemento di grandissimo orgoglio".

 

I protocolli d'intesa

A seguito del lavoro istruttorio, condotto nell'ambito della Cabina di Regia e del Tavolo di Partenariato per l'attuazione del Reddito di Dignitò (ReD), sono stati definiti i testi dei protocolli di intesa tra Regione Puglia e i principali attori del partenariato istituzionale e socioeconomico che sono determinanti per l'attuazione della legge regionale 3/2016 sul Reddito di Dignità. I primi tre protocolli sono stati sottoscritti questa mattina con Anci Puglia, sindacati e Terzo settore. Seguiranno nei prossimi giorni altri importanti protocolli di intesa (tra questi, quello con la città di Bari) che stiamo definendo con le realtà direttamente interessate sia alla messa a fuoco di specifici target di possibili beneficiari del ReD, sia per ospitare opportunità di tirocinio per l'inclusione, integrati nelle attività delle rispettive organizzazioni.

 

Nelle prossime settimane troveranno definitiva ufficializzazione gli strumenti attuativi della legge regionale - il Regolamento attuativo, l'Avviso pubblico per le manifestazioni di interesse ad ospitare tirocini per l'inclusione (pubblicazione 30 giugno 2016), l'Avviso pubblico per le domande di accesso al ReD da parte dei cittadini (pubblicazione 11 luglio 2016), la piattaforma telematica per la presentazione delle domande e l'istruttoria, il sistema di cooperazione Regione – INPS – e preliminarmente la Presidenza della Giunta Regionale ha espresso la volontà di rappresentare concretamente e formalmente i proficui ambiti di collaborazione che nelle ultime settimane sono andati definendosi, appunto con la firma dei protocolli di intesa.

 

La formalizzazione dei rapporti di collaborazione tra Regione Puglia, ANCI Puglia e tutti i 45 Ambiti territoriali sociali, e tra i Comuni e le reti del Terzo Settore, delle Organizzazioni Sindacali e delle Associazioni di Categoria, con le rispettive reti di CAF e Patronati, costituisce il primo importante step del percorso di attuazione del ReD, perché si possa trarre vantaggio da una forte cooperazione applicativa, da una consolidata sinergia e dalla integrazione delle risorse complessivamente disponibili.

 

Il Protocollo con ANCI ha rilievo per definire un coordinamento operativo fra la Regione e i 45 Ambiti territoriali sociali, con riferimento sia al ruolo dei Comuni nella fase di istruttoria delle domande e di presa in carico dei beneficiari di ReD, sia per l'attuazione dei progetti del PON Inclusione (a valere sul fondo complessivamente assegnato ai Comuni pugliesi dal MLPS per circa 110 Meuro), con l'obiettivo prioritario di rafforzare nei prossimi mesi gli Uffici di Piano con risorse umane aggiuntive.
Un obiettivo fondamentale che la Regione Puglia intende portare a termine entro qualche mese, rispondendo all'esigenza di tutti i Comuni pugliesi.
Si stima che potranno essere integrate nei prossimi mesi nelle strutture tecniche locali fino a 250 unità con competenze tecnico-sociali, amministrative e di animazione per l'inserimento socio lavorativo.
Parallelamente, la Regione rafforza le partnership con le reti locali dei CAF e Patronati e per attivare servizi dedicati per la conciliazione, il sostegno delle responsabilità genitoriali, il tutoraggio individuale per i beneficiari in condizioni di fragilità psico-fisica.

 

I protocolli di intesa con il Forum del Terzo Settore, le organizzazioni sindacali confederali e le Associazioni regionali di categoria (con le rispettive reti di CAF e Patronati presenti in Puglia) sono rilevanti perché il percorso attuativo del Reddito di Dignità riconosce il ruolo delle organizzazioni non profit impegnate nei territori attraverso la rete del pronto intervento sociale, per l'accoglienza e il supporto materiale di tanti nuclei familiari e persone in condizioni di indigenza, nell'accompagnamento e nell'accoglienza delle persone in difficoltà, ma anche nei processi di cittadinanza attiva e nell'economia di prossimità.
In particolare, le attività di animazione territoriale, di orientamento dei beneficiari, di supporto alle certificazioni ISEE e di accoglimento delle domande si basano in modo imprescindibile sulle reti dei CAF e dei Patronati, per valorizzarne le competenze e per svolgere un lavoro di prossimità a supporto dei Comuni.





Il progetto della FIAF, a cui è legato il FotoCineClub dauno, esposto dall’11 al 18 giugno
Foggia, ’Tanti Per Tutti’: la mostra fotografica che racconta il volontariato italiano

‘Tanti Per Tutti viaggio nel volontariato italiano’, è un progetto nazionale fortemente voluto dalla FIAF la Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche che dal 1948 rappresenta la fotografia amatoriale in Italia e che ha trovato nel CSVnet Il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato un partner importante. L’idea nasce per far conoscere a tutti le mille realtà del volontariato in Italia, la sua diffusione e la sua importanza. Il mondo del volontariato non costituisce infatti una costellazione omogenea, ma è più simile ad una galassia dove possiamo trovare realtà e componenti diverse. Ed è questo il motivo che ha spinto la FIAF ad avviare lo scorso anno questo progetto invitando tutti i suoi iscritti (oltre cinquemila) e tutti i fotografi a farne parte.

 

Il FotoCineClub di Foggia, che dal 1969 svolge una costante azione di promozione e divulgazione della fotografia, e che da sempre è legato alla FIAF, ha deciso di partecipare a questo progetto con la convinta adesione del CSV Foggia, dell’Auser Foggia e del Comune di Foggia Assessorato alla Cultura e Sistema Museale Civico. Pertanto, sabato 11 giugno alle ore 18,30 presso il Palazzetto dell’Arte di Foggia alla presenza di Pasquale Marchese Presidente del CSV Foggia, di Vittorio Cucci Presidente dell’AUSER Foggia e di Nicola Loviento Presidente del FotoCineClub e Delegato per la Regione Puglia della FIAF sarà inaugurata la collettiva del FCCF ‘Tanti Per Tutti viaggio nel volontariato italiano’ con i racconti fotografici di Concetta Russo, Donatella Prencipe, Alfredo Ingino, Daniele Ficarelli, Mirko Notarangelo, Nicola Loviento e Nicola Ritrovato. Gli autori esprimeranno il loro punto di vista sul volontariato con una serie di fotografie sul tema.

 

La mostra di Foggia, che sarà visitabile fino al 18 giugno dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 20,00, si inserisce nella serie di mostre, oltre 150, che in contemporanea saranno inaugurate in tutta Italia, e che daranno respiro nazionale al progetto della FIAF. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di due cataloghi, uno dedicato alla mostra nazionale che si terrà a Bibbiena sempre l’11 giugno presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore e un altro dedicato alle mostre locali.





Lunedì 13 giugno parte l’iniziativa solidale promossa dal Municipio I e dalla Confartigianato in rete col Comune
Bari, nei panifici il ’Pane pagato’ per le persone in difficoltà economica

Da lunedì 13 giugno i cittadini potranno comprare del pane presso alcuni panifici del Municipio I che lo riserveranno a persone in difficoltà. Si chiama 'Pane pagato', ed è la nuova iniziativa di solidarietà, promossa e realizzata dal Municipio I e dalla Confartigianato di Bari con il sostegno dell'associazione Panificatori di Bari e provincia, che consentirà a donne e uomini in condizione di disagio socio-economico di ritirare del pane, pagato da altre persone, negli esercizi che aderiscono al Eprogetto. "Devo ringraziare l'associazione dei panificatori che si è dimostrata molto sensibile al tema, tant'è che al progetto hanno aderito da subito tre panifici che si trovano al di fuori del territorio del Municipio I - dice Michele Facchini, presidente di Confartigianato Bari - . Il ruolo degli esercenti sarà molto importante per evitare che qualche falso povero possa approfittarne. Ma sono fiducioso, anche perché nessuno meglio di loro conosce abitudini e condizioni dei propri clienti. Spesso chi ha davvero bisogno non chiede nulla, e lo fa perché ha una grande dignità”.

 

Di seguito l'elenco dei panifici del Municipio I che hanno già aderito a 'Pane pagato':

  • Fiore, strada Palazzo di città
  • Violante, strada Santa Teresa
  • Magic Pan, via Crisanzio
  • La bottega del pane, via De Rossi
  • Cavaliere, via Tanzi
  • Mossa, via Cairoli
  • De Giosa, via detta della Marina, Torre a Mare
  • Morisco, via Peucetia
  • Fiore, via Salapia
  • Morisco, viale Japigia

 

Hanno inoltre aderito al progetto:

  • Pablito, via G. Petroni
  • San Lorenzo, via G. Petroni
  • Gagliardi, via Bellezza
  • Dolce %26 Pane, viale Salandra.




Su iniziativa di Solidaunia il 9 e il 10 giugno la rassegna itinerante fa tappa nel capoluogo Dauno
Foggia, ’Sconfinamenti’: le culture si incontrano al cinema per una società multietnica

L’arte del cinema per valorizzare le differenze, promuovere l’incontro e comprendere l’attualità del fenomeno migratorio. Partendo da un interrogativo: ’Siamo una società multiculturale e multietnica?’. È quanto si propone di discutere e analizzare l’iniziativa dal titolo ’Sconfinamenti: le Culture si incontrano al Cinema’, rassegna itinerante che, fino a luglio, prevede proiezioni e incontri in tutta Italia. Il progetto, finanziato dal Mibact nell’ambito del Bando Migrarti e promosso dal COE di Milano, farà tappa anche a Foggia grazie all’impegno della onlus Solidaunia: giovedì 9 e venerdì 10 giugno, alle 18.30, al Centro Calebasse in via Leone XIII 18/A – Via del Mare.



In programma: proiezioni di cortometraggi, dibattiti coordinati da una mediatrice culturale e coinvolgimento delle associazioni locali impegnate nell’ambito dei fenomeni migratori. L’evento inoltre, avrà luogo nel nuovo spazio (ristorazione, market, moda ed eventi) nato con il progetto Africa Food & Fashion District, sostenuto dalla Fondazione con il Sud e dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia: Calebasse infatti, che verrà inaugurato ufficialmente il prossimo 20 giugno, apre le proprie porte in anteprima assoluta in occasione di questa bella iniziativa.



I DIBATTITI
Il dibattito a Foggia focalizzerà l’attenzione sui dati reali dell’immigrazione, per analizzare - e smentire - i numerosi luoghi comuni sul tema. Nella prima giornata è in programma un focus sul caporalato alla presenza di Leonardo Palmisano co-autore, insieme con Yvan Sagnet (protagonista della prima rivolta migrante contro il caporalato nelle campagne italiane) del libro ‘Ghetto, Italia’ (Fandango). Nella seconda giornata invece, si affronterà il tema più ampio dei flussi migratori, della paura del terrorismo e di tutte le ‘preoccupazioni’ legate all’immigrazione, parlandone con Assane Mar, presidente dell’Associazione Africa United. Sarà presente anche Emiliano Moccia, direttore di FrontieraTV. Il confronto sarà moderato dalla mediatrice culturale Najat Noubail.



PROTAGONISTA IL CINEMA AFRICANO
Le conversazioni saranno affiancate e arricchite dalla proiezioni di cortometraggi: giovedì 9 sono in programma Aicha è tornata di Juan Martin Baigorria e Lisa Tormena e Babylon fast food di Alessandro Valori. Il giorno successivo tocca invece a Terremere (Senegal) di Aliou Sow, un viaggio fisico e spirituale che approfondisce il tema dell’identità e della migrazione, Les empreintes douloureuses (Camerun) di Bernard Auguste Kouemo Yanghu, incentrato sulle difficoltà di integrazione a cavallo tra generazioni e Un metier bien (Algeria) di Farid Bentoumi, sulle complessità sociali alla base degli integralismi religiosi, tutti premiati al 26° Festival del Cinema africano.



IL PROGETTO SCONFINAMENTI.
’SconfinaMenti: Le Culture si incontrano al cinema’ è una rassegna cinematografica itinerante che si terrà da maggio a luglio 2016 in tutta Italia. Promossa dal COE – Centro Orientamento Educativo in partenariato con altre 7 ONG italiane (ACCRI, Co.P.E, CVM, ENGIM PIEMONTE, MOCI, O.S.V.I.C, Solidaunia) della federazione FOCSIV, selezionate in base alla loro esperienza nella mediazione culturale, la rassegna prevede 20 tappe e toccherà 8 regioni italiane e 10 province, proponendo un insieme di 20 titoli. SconfinaMenti è uno dei 24 progetti selezionati tra i 503 presentati al Bando Migrarti 2016 promosso dal MiBact e diretto in particolare al coinvolgimento delle comunità straniere, dei giovani di seconda generazione e dei rifugiati presenti sul nostro territorio. SconfinaMenti vuole essere un’occasione di approfondimento e conoscenza, attraverso prodotti cinematografici di qualità, con l’obiettivo di valorizzare le differenze culturali, promuovere l’incontro e favorire la comprensione dell’attualità. Ad ogni incontro infatti, sarà presente un mediatore culturale di prima o seconda generazione che guiderà i dibattiti e gli approfondimenti con il pubblico dopo le proiezioni.





In totale sono 80 i posti messi a disposizione dal Comune. Al via la presentazione delle domande
San Severo, soggiorno termale per over 65 a Montecatini Terme e Margherita di Savoia

Al fine di favorire un maggior benessere dei cittadini della terza età e permettere una scelta più consona alle esigenze personali e terapeutiche, l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di San Severo, Simona Venditti, quest’anno, ha inteso organizzare due soggiorni climatici termali in favore di gruppi di anziani autosufficienti a partire dai 65 anni di età, nelle località di Montecatini Terme e Margherita di Savoia per un totale di 80 posti. Sono compresi:viaggio in autobus da San Severo andata e ritorno, pensione completa presso strutture alberghiere 3 stelle vicine alle Terme e già frequentate negli anni scorsi, sistemazione in camere doppie/matrimoniali, copertura assicurativa, eventuale tassa di soggiorno, accompagnatori. La richiesta di camera singola, se disponibile, comporta un supplemento giornaliero da versare direttamente all’Hotel a carico del partecipante.

 

Per il soggiorno a Montecatini Terme (40 posti) la partenza è prevista domenica 10 luglio con rientro sabato 23 luglio per effettuare cicli di cure idroponiche, inalatorie, per la sordità rinogena, per vasculopatie periferiche, bagni e fanghi terapeutici, ventilazione polmonare, accreditate con il S.S.N..


Quote di contribuzione a carico dei partecipanti:
• I° Fascia: quota contribuzione di € 302,00 per ISEE fino a € 6.531,07
• II° Fascia: quota contribuzione di € 348,00 per ISEE da € 6.531,08 a € 10.000,00
• III° Fascia: quota contribuzione di € 418,00 per ISEE da € 10.000,01 a € 15.000,00
• IV° Fascia: quota contribuzione di € 465,00 per ISEE oltre € 15.000,01.
Per partecipare al soggiorno occorre presentare la domanda con i documenti entro Mercoledì 22 giugno 2016 all’Ufficio Servizi Sociali, via M. Salza n. 17, dal Lunedì al Venerdì ore 9,00 - 12,00 e versare la quota di compartecipazione all’Ufficio Economato entro lunedì 27 giugno. Per il soggiorno a Margherita di Savoia (40 posti) partenza Lunedì 12 settembre con rientro Sabato 24 settembre per effettuare cicli di cure inalatorie, per la sordità rinogena, per vasculopatie periferiche, bagni dermatologici, bagni e fanghi terapeutici, ventilazione polmonare accreditate con il S.S.N. e beneficiare di un soggiorno marino compreso il servizio spiaggia.

 

Quote di contribuzione a carico dei partecipanti per il soggiorno a Margherita di Savoia:
• I° Fascia: quota contribuzione di € 406,00 per ISEE fino a € 6.531,07
• II° Fascia: quota contribuzione di € 468,00 per ISEE da € 6.531,08 a € 10.000,00
• III° Fascia: quota contribuzione di € 562,00 per ISEE da € 10.000,01 a € 15.000,00
• IV° Fascia: quota contribuzione di € 625,00 per ISEE oltre € 15.000,01
Per partecipare al soggiorno di Margherita di Savoia presentare la domenica con i documenti entro Mercoledì 10 agosto 2016 all’Ufficio Servizi Sociali, via M. Salza, n. 17, dal Lunedì al Venerdì ore 9,00 - 12,00 e versare la quota di compartecipazione all’Ufficio Economato entro venerdì 26 agosto. Documenti da allegare alla domanda per entrambi i soggiorni:
1. Autocertificazione stato di famiglia;
2. Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.), completa di attestazione I.S.E.E. anno 2016;
3. Fotocopia Codice Fiscale/Tessera sanitaria;
4. Scheda sanitaria attestante l’autonomia psico-fisica e l’esenzione da malattie infettive in atto, compilata dal medico curante;
5. Copia prescrizione del medico curante, redatta su ricettario regionale con la cura termale richiesta.

 

Il Comune precisa che il partecipante che non intende presentare la documentazione I.S.E.E, è tenuto a versare la quota massima di contribuzione; che in caso di domande eccedenti la disponibilità, verrà assegnata la priorità alle persone che vivono sole e che non hanno mai partecipato ai soggiorni comunali e, successivamente, ai richiedenti che hanno un reddito ISEE inferiore e che, in caso di domande insufficienti o per eventuali improrogabili evenienze, il Comune si riserva la facoltà di annullare il soggiorno, dandone preventivo avviso agli interessati. Si informano i cittadini che l’Assessorato alle Politiche Sociali, ha previsto anche di organizzare nel periodo autunnale, il servizio di 'Trasporto Sociale Anziani' da San Severo al Centro Termale di Castelnuovo della Daunia, con doppia corsa giornaliera, per n. 100 anziani autosufficienti, in favore dei cittadini che non hanno la possibilità di fruire dei soggiorni termali e che l’Avviso Pubblico, per la presentazione delle domande, verrà predisposto successivamente.





Il servizo di somministrazione del Comune estivo rivolto alle persone più fragili
Bari, emergenza caldo: un coordinamento per garantire i pasti a poveri e senza dimora

L'assessora al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, assistita dai responsabili dell'area Povertà della ripartizione Servizi alla persona, ha incontrato ieri una serie di realtà istituzionali e di volontariato, laico e cattolico, che si occupano della somministrazione dei pasti al fine di coordinare anche per quest'estate, e in particolare nei giorni di festa, la distribuzione degli alimenti in modo da dare continuità al servizio rivolto alle persone più fragili e senza fissa dimora. Nel corso dell'incontro sono state raccolte le disponibilità dei presenti al fine di elaborare, entro la prossima settimana, un calendario unico per tutto il territorio cittadino. Tra le priorità emerse, soprattutto la necessità di verificare la possibilità di potenziare l'intervento del Comune attraverso i servizi offerti dal centro diurno 'Area 51' per far sì che venga assicurata la copertura quotidiana nei mesi di luglio e agosto, in quanto non tutte le mense cattoliche sono in gradi di garantire ogni giorno l'apertura a causa della concomitanza di campi scuola e progettazioni estive.

 

Il piano straordinario coordinato dall'assessorato al Welfare, che sarà comunicato nei prossimi giorni, sarà elaborato anche in base alla quantità media di pasti e alle richieste soddisfatte lo scorso anno per mantenere la stessa offerta e, contemporaneamente, non generare situazioni di spreco alimentare.






Libera: opportunità anche a Cerignola e Mesagne per i ragazzi
’E!State Liberi’, campi di formazione su beni e terreni confiscati alla mafia

Migliaia di giovani scelgono ogni estate di fare un'esperienza di impegno e di formazione con Libera. Associazioni. Nomi e Numeri contro la mafia, fondata e presieduta da don Luigi Ciotti. Un'estate di impegno sui terreni e i beni confiscati alle mafie ed ora gestiti dalle cooperative sociali e dalle associazioni. "Segno di una volontà diffusa di essere 'protagonisti' e di voler tradurre i valori in impegno, con azioni concrete, di responsabilità e di condivisione" è scritto sul sito di Libera. L'obiettivo principale dei campi sui beni confiscati alle mafie, infatti, è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità democratica e sulla giustizia sociale, che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto.

 

"Si conosce e si realizza con questa esperienza una realtà sociale ed economica fondata sulla pratica della cittadinanza attiva e della solidarietà. Caratteristica fondamentale di 'E!State Liberi' è l'approfondimento e lo studio del fenomeno mafioso tramite il confronto con i familiari delle vittime di mafia, le istituzioni e gli operatori delle cooperative sociali e delle associazioni che gestiscono i beni confiscati. L'esperienza dei campi di volontariato ha tre momenti di attività diversificate: le attività agricole o di risistemazione del bene, la formazione e l'incontro con il territorio per uno scambio interculturale". In Puglia i campi di volontariato sono previsti a Cerignola e Mesagne. Un'opportunità da non perdere, perché  E!State Liberi! "è la rappresentazione più efficace della memoria che diventa impegno, è il segno tangibile del cambiamento necessario che si deve contrapporre alla 'mafiosità materiale e culturale' dilagante nei nostri territori".

Clicca qui per conoscere tutte le opportunità.





I primi dati rilevati dal Comune: 120 i cantieri conclusi, 27 dei quali si sono trasformati in contratti di lavoro
Bari, Cantieri di cittadinanza:

"Ad oggi sono 120 i cantieri conclusi, 27 dei quali si sono trasformati in contratti di lavoro. Di questi, 18 sono donne e 9 uomini a fronte di una percentuale di accesso a numeri invertiti, con una componente maschile preponderante. Manteniamo quindi il trend positivo sulle assunzioni, 1 su 4, e confermiamo il giudizio su questa misura sperimentale che abbiamo fortemente voluto portare avanti sin dai primi mesi dai primi mesi dell'insediamento. Sono ancora in corso circa 230 tirocini su cui ci auguriamo di poter mantenere la stessa percentuale di occupabilità". E' con queste parole che il sindaco di Bari, Antonio Decaro, insieme all'assessora comunale alle Politiche del lavoro, Paola Romano, ha reso noti i risultati del progetto di inclusione lavorativa Cantieri di cittadinanza che l'Amministrazione ha attivato lo scorso anno e che vede molti tirocini ancora in corso.

 

Cantieri di cittadinanza è una misura sperimentale varata dal Comune di Bari che promuove l'inclusione lavorativa di soggetti deboli attraverso tirocini formativi della durata di 6 mesi a fronte di un compenso di 400 euro mensili. I dati sono tarati su 120 cantieri terminati e 3175 colloqui complessivamente effettuati per una platea di 1149 cittadini (risultati idonei al bando). Questo significa che ogni cittadino ha partecipato a più di un colloquio individuale con le 2015 aziende coinvolte nel progetto. Tutti i colloqui si sono svolti presso il job center Porta Futuro, con la collaborazione della struttura amministrativa che anima il centro, da novembre scorso attivo presso la ex Manifattura dei Tabacchi. Porta Futuro infatti, in poco più di un anno di attività ha già accreditato alla piattaforma circa 2750 persone e 50 aziende con oltre 85 persone assunte.

 

"Vista la buona risposta del progetto in questa prima fase di sperimentazione - spiega l'assessora Romano - abbiamo deciso di stanziare nel civico bilancio per il 2016 ulteriori 800.000 euro che serviranno a finanziare altri tirocini. Questo perché crediamo di aver innescato un percorso virtuoso che permette a tante persone di rimettersi in gioco nel mondo del lavoro ma anche a tante aziende locali di aprirsi al territorio e di riallacciare un rapporto di fiducia con le amministrazioni pubbliche. Entro il prossimo mese di settembre contiamo di pubblicare il nuovo bando per individuare nuovi cittadini idonei e altre realtà imprenditoriali con la fortuna, quest'anno, di avere un alleato dalla nostra parte. Nello stesso periodo, infatti, potrebbe essere attivo anche Red, la misura regionale per l'inclusione sociale e lavorativa che interverrà anche nella città di Bari a sostegno di tanti altri cittadini che in questo momento versano in condizioni di difficoltà economiche".





Il Raggruppamento Temporaneo di Impresa si è aggiudicato la gara di appalto e prende il posto delle Suore del Preziosissimo Sangue
Monte Sant’Angelo, alla RTI San Giovanni di Dio ed Iris la gestione della Casa di Riposo

Il Raggruppamento Temporaneo d'Impresa composto dalla Società cooperativa San Giovanni di Dio (soggetto capofila) e la cooperativa sociale Iris (soggetto mandante) è risultato vincitore fra sei concorrenti della gara d'appalto per la gestione della Casa di riposo di Monte Sant'Angelo, con sede nell'ex complesso dei Cappuccini e gestito da oltre trent'anni dalle Suore del Preziosissimo Sangue. I servizi offerti dalla struttura in favore degli anziani, dunque, sono salvi e si mette così fine ad un lungo periodo di incertezza e di preoccupazione che aveva fatto anche ipotizzare una possibile chiususra della struttura. La gara è stata condotta dalla Stazione unica Appaltante del capoluogo Dauno, alla quale il Comune di Monte Sant'Angelo ha aderito. La Società cooperativa San Giovanni di Dio si è impegnata ad assumere tutte le unità di personale che già prestano servizio a tempo indeterminato presso la struttura e di dotare la medesima delle figure professionali previste dalla legge regionale, a tutela degli anziani ospiti.

 

A riguardo, lo scorso 31 maggio si è svolto un incontro presso la Casa di riposo al quale hanno preso parte il Commissario Andrea Cantadori, le Suore del Preziosissimo Sangue presenti nella struttura e, in un secondo momento, i rappresentanti della Società cooperativa San Giovanni di Dio. "La Congregazione, non potendo sottoscrivere la nuova Convenzione per la gestione della Casa di Riposo perché prevedeva un sostanziale aumento di personale soprattutto specializzato, aumento assolutamente non compatibile con le proprie risorse umane ed economiche, con lettera datata 19 gennaio 2016, inviata per conoscenza anche a S.E. Mons. Michele Castoro, arcivescovo della città, - ricorda il Comune di Monte Sant'Angelo in una nota - comunicava la sua indisponibilità a proseguire nella gestione, pur dichiarandosi disponibile, ma non oltre il 31 maggio 2016, ad assicurare la prosecuzione dei servizi di assistenza, a tutela degli interessi preminenti degli ospiti della Casa e del personale dipendente, esclusivamente  nelle more dell'espletamento di procedure di pubblica evidenza da parte dell'Amministrazione. La Congregazione - prosegue la nota - riconosceva all'Amministrazione che gli impedimenti relativi alla prosecuzione della Convenzione non erano superabili per oggettivi vincoli normativi ed economici, esprimendo peraltro i sensi della più viva riconoscenza  per la paziente e generosa collaborazione ricevuta dai dipendenti, dagli ospiti e loro famigliari e da tutta la popolazione montanara".



Al termine della gara, il Commissario Cantadori ha ringraziato "le Suore per l'impegno profuso in questi anni in favore degli anziani e ha espresso rammarico per la decisione assunta dalla Congregazione di Roma , manifestata da tempo, di non voler proseguire la gestione della Casa di Riposo oltre la data del 31 maggio. Il Commissario Cantadori ha altresì ringraziato S.E. l'Arcivescovo Michele Castoro per la intelligenza e sensibile attività svolta, senza la quale la Congregazione avrebbe lasciato la struttura già nello scorso mese di dicembre". Infine, la Commissione straordinaria non ha sollevato motivi ostativi a che le Suore rimangano nella struttura per il tempo necessario a garantire che l'avvicendamento avvenga nel migliore dei modi.

 





La Fondazione Buon Samaritano ha seguito il caso e si è costituita parte civile nel processo
Foggia, condannata a sei anni per usura. Quando denunciare è importante

Sei anni di reclusione per usura. Ma non solo. Perché a questa condanna bisogna aggiungere l'interdizione dai pubblici uffici in perpetuo, l'interdizione legale per il periodo della pena e la confisca di immobili. E' quanto hanno inflitto i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Foggia alla signora G.B., colpevole di aver ridotto sul lastrico la sua vittima, finita nelle mani di una strozzina senza scrupoli. Quella emerso e portato alla luce dalla Fondazione Buon Samaritano di Foggia è “dimostrazione che quando le vittime denunciano ed intervengono nel procedimento penale, – dice Giuseppe Cavaliere, presidente della Fondazione - si ottengono risultati eccellenti in termini di risposta da parte della giustizia, perché la parte civile rappresenta il miglior contributo allo svolgimento del processo”.

 

La vicenda ha inizio nei primi anni duemila con il prestito di somme modeste e si protrae fino a quando G.B. costringe la persona offesa a cedergli la piena proprietà di 2 appartamenti in Foggia e la nuda proprietà di un terzo appartamento in cui abitavano i genitori della vittima. “Le cessioni degli immobili avvenivano senza alcuna corresponsione di denaro da parte di G.B. ma a titolo di risarcimento degli elevati interessi usurari pretesi. Le indagini, condotte dall'allora sostituto procuratore Ludovico Vaccaro, hanno portato alla luce uno scenario a dir poco inquietante, - ha evidenziato Cavaliere - in cui la posizione dominante dell'usuraio abusava dello stato di bisogno e della debolezza della vittima, perpetrando così un gravissimo reato anche contro la dignità dell'uomo”.

 

 Al termine del processo, quindi, i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Foggia hanno condannato l'usuraia a sei anni di reclusione, all'interdizione dai pubblici uffici in perpetuo, all'interdizione legale per il periodo della pena e alla confisca di immobili. Due gli elementi fondamentali per giungere a questo tipo di risultato e per dare un altro duro colpo al mondo degli strozzini: la denuncia da parte della vittima e la costituzione della Fondazione Buon Samaritano come parte civile nel processo. “Anche in questa circostanza – ha ricordato Cavaliere - la Fondazione Buon Samaritano, rappresentata dall'avvocato Enrico Rando, ha inteso costituirsi parte civile nel procedimento penale, schierandosi accanto alla vittima per farle sentire la vicinanza delle istituzioni e della parte buona della città, di quella parte cioè che ha deciso di non arretrare davanti al fenomeno criminale”.






Sono 77 le strutture iscritte nel catalogo. Foggia è la provincia più scoperta
Regione Puglia, cresce l’offerta dei Buoni servizio disabili e anziani

Sono 77 le strutture iscritte nel catalogo in cui è possibile usufruire dei Buoni Servizio a disposizione delle persone con disabilità e anziane. Di queste, 46 sono centri diurni (art. 60 del regolamento regionale 4/2007 e smi.), 14 Centri diurni per l’Alzheimer, 2 Centri diurni per anziani, 14 Centri sociali polivalenti per disabili e 1 Centro sociale per anziani. In totale sono disponibili 1.354 posti a catalogo e sono impegnati nei servizi (tra operatori fissi a tempo pieno e part-time e operatori a prestazione) 893 operatori. È questa la fotografia sull’innovativa procedura dei Buoni servizio anziani e disabili attivata poco più di un anno fa dall’assessorato regionale al Welfare e co-finanziata dal FESR e dal FNA.

 

La provincia più coperta da servizi in catalogo è quella di Bari, quella più scoperta è invece Foggia. A mancare all’appello ancora 10 Ambiti del tutto privi di strutture iscritte nel Catalogo dell’offerta: Barletta, Margherita di Savoia, Francavilla Fontana, S. Severo, San Marco in Lamis, Manfredonia, Martano, Poggiardo, Taranto e Martina Franca. Allo stato attuale dei circa 19,7 milioni di euro stanziati per la misura sono stati liquidati quasi 5milioni di euro ma non mancano le situazioni particolarmente critiche che denunciano una grave paralisi, nonostante i numerosi solleciti e le diffide inviate dall’ufficio regionale competente. Si tratta degli ambiti di Trani, Grumo Appula, Modugno, Bitonto, Campi Salentina.

 

Ambiti più virtuosi nell’attuazione della procedura sono Andria, Gallipoli e Mesagne che hanno già presentato la rendicontazione del primo trimestre, attualmente in corso di valutazione presso il competente ufficio regionale. A questi seguono tutti gli altri ambiti che sono in piena fase attuativa della procedura dei Buoni servizio e che a breve presenteranno le rendicontazioni: Foggia, Corato, Molfetta, Gioia del Colle, Fasano, Lecce, Nardò, Galatina, Maglie, Casarano, Gagliano del Capo, Massafra, Grottaglie e Manduria. Infine, vi sono quegli ambiti che pur avendo sanato gli adempimenti iniziali e quindi pur annoverando strutture in catalogo, non hanno ancora ricevuto domande da parte degli utenti. Sono proprio questi gli Ambiti in cui occorre predisporre delle azioni mirate di promozione del buono servizio o in cui è necessario rimuovere pratiche locali di accesso ai servizi che ostacolano la piena realizzazione dell’obiettivo: Cerignola, Lucera, Troia oltre ai citati Canosa, Brindisi, Vico del Gargano, Ginosa.






Oltre 150 beneficiari. 65 inserimenti socio-economici e 21 contributi di affitto
Provincia Bat, positivo il bilancio del progetto ‘E.N.E.A.’ per l’integrazione dei migranti

Si è concluso con un bilancio positivo il progetto E.N.E.A., promosso dalla Provincia di Barletta - Andria – Trani. Oltre 150 utenti coinvolti, venti tirocini lavorativi avviati, 65 inserimenti socio-economici effettuati, 21 contributi di affitto per l’alloggio erogati, 56 consulenze legali ed altrettante visite mediche. Sono alcuni dei numeri che descrivono l’intesa attività sviluppata nell’ambito del Progetto ‘E.N.E.A.’ promosso dalla Provincia di Barletta – Andria – Trani e finanziato attraverso il Fondo Europeo per i Rifugiati 2008 – 2013 Annualità 2012 – Azione 1- Integrazione socio-economica dei richiedenti/titolari di protezione internazionale (non vulnerabili).


Un progetto, realizzato in collaborazione con l’APS Mondo Nuovo e la Cooperativa Sociale Iris, nato con l’obiettivo di favorire l’integrazione socio-economica dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale presenti sul territorio provinciale, grazie all’attivazione di una serie di servizi dedicati all’integrazione e all’inclusione dei migranti. Perché non va dimenticato che dietro ai numeri ci sono delle storie, dei volti, dei nomi. Persone che a causa di guerre, persecuzioni e miserie hanno dovuto lasciare il loro Paese d’origine con il sogno di un futuro migliore da vivere in Italia, in Europa.



E proprio da questo concetto ha preso spunto il nome che ha dato vita al progetto ‘E.N.E.A.’, perché “i migranti cercano in Italia una terra promessa, un futuro migliore. Per questo – ha detto Pamela Giotta, assistente sociale della Provincia BAT – abbiamo attivato interventi culturali, alloggiativi, occupazionali, di conoscenza della lingua italiana, di consulenza legale, assistenza medica”. Del resto, l’obiettivo del progetto – i cui risultati sono stati presentati ieri a Trani, nella sede di via De Gemmis, nel corso del convegno conclusivo – “era quello di rafforzare la rete pubblico-privata del territorio in materia di immigrazione, avviando per ogni singolo utente un piano individualizzato di inclusione sociale a seconda delle reali esigenze”.


Nei nove mesi di progettazione, dunque, sono stati avvicinati 155 beneficiari: 145 uomini e 10 donne. Per quanto riguarda la tipologia di protezione internazionale, sono stati registrati: 25 rifugiati politici, 43 protezioni sussidiarie, 78 richiedenti asilo, 5 dublinati e 4 non definiti. La provenienza geografia dei migranti, invece, è rappresentata soprattutto dal continente africano (105) e dall’Asia (48). Entrando nel dettaglio dei servizi: in 35 hanno usufruito dell’accompagnamento ai servizi territoriali; 65 dell’inserimento socio-economico; in 50 hanno partecipato ai laboratori di teatro, sport e fotografia; 20 migranti hanno svolto tirocini lavorativi in imprese del territorio; 21 utenti hanno beneficiato dei contributi di affitto per l’alloggio; infine, in 56 della consulenza legale e delle visite mediche.


Un ruolo di particolare interesse all’interno del progetto ‘E.N.E.A.’ è stato messo in campo dai mediatori interculturali, che hanno avvicinato gli operatori in tutti gli ambiti di intervento proprio per facilitare i contatti e migliorare le condizioni di vita dei migranti. “Mettere insieme in un progetto figure professionali così diverse, con i mediatori interculturali che hanno fatto da ponte con i migranti, è un modello progettuale che non va disperso – ha aggiunto Carmine Spagnuolo, presidente della cooperativa sociale Medtraining, che ha condotto l’azione di monitoraggio e valutazione - . La sfida è quella di dare continuità, di inserire questo modello progettuale in un contesto di normalità, di quotidianità”.


Quella di ‘E.N.E.A.’, quindi, è un’iniziativa che si inserisce in un ampio percorso di attenzione verso le tematiche sociali portate avanti in questi anni dalla Provincia BAT. “A partire dal suo insediamento – ha evidenziato Antonia Spina, assessora provinciale alle Attività Produttive – la Giunta Ventola ha sempre mostrato attenzione alle questioni sociali: dalle vittime sul lavoro ai minori, dall’ambiente all’immigrazione, favorendo quei progetti che creano itinerari di integrazione e lasciano ricadute concrete sul territorio, come il progetto ‘E.N.E.A.’ che restituire i diritti a chi è fuggito dalla propria terra in cerca di una vita migliore”. D’accordo anche Michele Lastella, vice-prefetto della Provincia BAT, che ha ricordato come in “Italia si sta passando da una politica di controllo degli ingressi ad una politica dell’integrazione, snodo fondamentale che ci fa capire come intende muoversi il nostro Paese nel campo dell’immigrazione”.


Giuseppe Morgese, Docente di Diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi di Bari, si è invece soffermato sulla questioni legate al Regolamento di Dublino e su come l’Europa disciplina in materia di richiedenti asilo e rifugiati politici. Nel corso del convegno sono interventi anche il medico Nicola Di Bari, la psicologa Angela Pia Spagnuolo, l’operatore di inserimento lavorativo Francesco Mansolillo, il responsabile di inclusione sociale, Stefano Catapano, i mediatori interculturali Marsida Leka, e Mugabe Akingo Alex; mentre Jabali Atef e Maryana Masoud hanno condiviso la loro esperienza in qualità di beneficiari diretti del progetto.






La collettiva promossa dal Foto Cine Club visitabile dal 27 giugno all’11 luglio
Foggia, come vedono il mondo le donne: una mostra fotografica

Si chiama ‘Through our eyes’, ovvero come alcune donne vedono il mondo attraverso il loro obiettivo fotografico: è la collettiva fotografica - tutta al femminile - che verrà inaugurata a Foggia venerdì 27 giugno alle 21.00 nella sede del Foto Cine Club Foggia BFI (a Foggia, in via Ester Loiodice, 1 - al Rione San Pio X). L'esposizione – circa una trentina di autrici - è uno sguardo incondizionato su ciò che la lente coglie, su ciò che colpisce l'occhio, la mente e l'anima di queste donne pacificamente ‘armate’ di macchina fotografica.

 

La mostra, organizzata dal Foto Cine Club Foggia BFI, su idea del presidente Nicola Loviento e con la collaborazione di Berenice Di MattoFederica Frisoli e Maria Palmieri, ospita fotografe provenienti soprattutto da Foggia e provincia. La mostra sarà visitabile - dal lunedì al venerdì - fino all’11 luglio dalle 19.00 alle 21.00. Ingresso libero e gratuito.






Venerdì 27 a Bari iniziativa di Libera ‘La memoria è un ingranaggio collettivo’
La storia di Marcella, la memoria per ricordare le vittime di mafia

“Portare all'emersione la storia di Marcella vuol dire scardinare il sistema di silenzio che l'aveva tenuta nascosta per anni, di fatto rendendola invisibile ed ammazzandola due volte. E in più è quanto mai necessario stare accanto a Marisa, sua madre, una donna dolcissima e tenace, che per Marcella ha lottato fino alle fine, provando a sottrarla dagli artigli della criminalità organizzata”Daniela Marcone conosce molto bene la parola dolore, perdita di qualcuno a cui vuoi particolarmente bene. Perché il 31 marzo 1995 la mafia uccise suo padre, Francesco Marcone, direttore dell'Ufficio del Registro di Foggia. Da quel dolore, da quella perdita, Daniela e la sua famiglia hanno sollecitato la comunità foggiano verso un percorso di riscatto sociale, culturale e legale. Per questo, oggi Daniela incoraggia i pugliesi a partecipare in massa a ‘La memoria è un ingranaggio collettivo', un momento di riflessione, di incontro e di confronto in programma a Bari venerdì 27 giugno su iniziativa del Coordinamento regionale di Libera con l'Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata, in collaborazione con il Coordinamento pugliese dei familiari di vittime innocenti delle mafie, con il Comitato regionale Arci Puglia e con il circolo ARCI Train de Vie di Bitonto.

 

La manifestazione

L'obiettivo della manifestazione è di rendere pubblica la vicenda umana di Marcella Di Levrano, una giovane brindisina uccisa nel 1990 dalla Sacra Corona Unita. E per parlare di Marcella sarà presente, per la prima volta in Puglia, sua madre Marisa Fiorani. Perché quella di Marcella è una storia che va ricordata, di cui non si può perdere memoria. “La memoria è un ingranaggio collettivo. Per dire che soltanto insieme, attraverso un percorso comune di conoscenza, consapevolezza, rottura del silenzio, in cui ciascuno ci metta il proprio impegno, si possono costruire dei cammini condivisi che portino all'affermazione della giustizia sociale. In questo senso, - ha detto Alessandro Cobianchi, referente di Libera Puglia - è fondamentale portare a galla quelle storie che oggi sono al di sotto della linea di galleggiamento, sommerse da un silenzio talvolta assordante che rende le vittime, vittime due volte”.

 

La storia di Marcella

E quella di Marcella è sicuramente una storia da raccontare, da condividere. Perché “di Marcella da noi non si sa nulla, la sua storia è stata dimenticata. Pochissimi sanno che Marcella è stata uccisa dalla SCU ed abbandonata in un bosco all'età di 26 anni. La sua giovane vita – scrive Daniela Marcone su LiberaInformazione - è stata stroncata dalla mafia, dai loschi giri d'affari. Marcella ha capito che l'unica strada era denunciare i suoi aguzzini. Loro, però, i cattivi, lo sapevano, la seguivano, le chiedevano cosa avesse raccontato ai poliziotti. Per un po' Marcella è riuscita a scappare, a farla franca, poi l'hanno rapita, Marcella non è tornata più a casa ed il suo corpo è stato ritrovato in un bosco vicino Brindisi. E' una storia terribile, che fa paura ma di cui dobbiamo riappropriarci. Il caso giudiziario relativo all'omicidio di Marcella è fermo. Marcella è morta nel 1990, sono trascorsi 24 anni e questo lungo tempo ha coperto come una coltre pesante la necessità di una verità giudiziaria completa, che indichi con sicurezza gli assassini di Marcella. Chi le ha schiacciato la testa con la grossa pietra rinvenuta vicina alla sua testa? Chi lo ha ordinato? Queste domande appartengono a tutti, non solo a Marisa”.

 

‘Storie di memoria, storie di tutti'

Marcella, anche per via dell'amore che la legava alla figlia, provò ad uscire dalla cappa mafiosa in cui era finita. Iniziò a collaborare con le Forze dell'Ordine, dicendo quello che sapeva sui traffici illeciti condotti dalla SCU. Pagò a caro prezzo la sua voglia di ritorno alla legalità, di voglia di vivere insieme alla sua piccola lontana dalle insidie della criminalità organizzata. E domani a ricordarla ci sarà anche sua madre Marisa. Per la prima volta tornerà in Puglia. Per riabbracciare sua figlia Marcella, per sostenere il ricordo della sua memoria. Affinché diventi testimonianza urlata di chi vuole ribellarsi alla mafia. A Marcella, dunque, è dedicato, a partire dalle ore 19, nella Sala Murat, l'incontro ‘Storie di memoria, storie di tutti' nell'ambito dell'iniziativa ‘La memoria è un ingranaggio collettivo'. Per parlare di Marcella sarà presente, per la prima volta in Puglia, sua madre Marisa Fiorani. Con lei, Lorenzo Frigerio (Coordinatore di Libera informazione), Claudio Camarca (curatore del Dizionario Enciclopedico delle mafie in Italia), Ettore Cardinali (Presidente dell'ANM-sezione distrettuale di Bari), Mara Chiarelli (giornalista e curatrice, per il DEM della parte inerente la Puglia) Stefano Fumarulo (consulente della Commissione parlamentare antimafia) ed Alessandro Cobianchi (referente di Libera Puglia). Modererà l'incontro Daniela Marcone, referente del Coordinamento pugliese dei familiari di vittime innocenti delle mafie.

e.m.






Tra le azioni: prevenzione, formazione, assistenza economica e alloggiativa
Regione Puglia, approvata la legge contro la violenza sulle donne

È il punto di arrivo di un impegnativo e complesso percorso di lavoro avviatosi nell'aprile del 2013, condiviso e concertato con i territori, gli uomini e le donne della Puglia”. Commenta così l'Assessora regionale al Welfare e Salute Elena Gentile l'approvazione all'unanimità della legge 'Norme per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promozione della libertà e dell'autodeterminazione delle donne' avvenuta nella seduta di ieri del Consiglio regionale. “Un percorso – ha continuato commossa l'assessore Gentile – iniziato nove anni fa, denso di produzione normativa – iniziai proprio con la legge cosiddetta Gentile, quella di riforma del welfare, la legge n.19/2006 – e che termina significativamente con questa legge. Un percorso che mi auguro abbia contribuito, assieme alla definizione delle regole, a segnare nella comunità pugliese, un vero cambiamento culturale. Ho nella mente le parole di una grande donna, Simone De Beauvoir, ‘Non si nasce donne: si diventa', sono le parole che hanno ispirato gran parte della mia azione politica e del mio impegno per le cittadine e i cittadini della Puglia. Da un'altra prospettiva, quella europea, è quello che continuerò a fare, certa di poter contare sull'affetto e l'operosità di tutte e di tutti i pugliesi”. 

 

La nostra legge – ha continuato Elena Gentile, spiegandone il senso – vuole consolidare e rafforzare la rete dei servizi territoriali e l'impegno dell'amministrazione regionale in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno della violenza di genere. Abbiamo voluto questa legge per consolidare e potenziare la rete dei servizi territoriali che, spesso, hanno assicurato interventi urgenti e indifferibili contando esclusivamente sull'impegno volontario delle operatrici dei centri Antiviolenza”.

 

Il testo di legge si compone di venti articoli che, nella prima parte, declinano i principi, le definizioni, le finalità e gli obiettivi, nella seconda il sistema delle responsabilità sia regionali sia delle autonomie locali, nella terza ed ultima struttura il sistema di governance. All'interno del sistema di governance è prevista una Task force permanente che ha il compito di predisporre strumenti operativi ed integrati per l'attuazione della norma. Ruolo cardine viene affidato al corretto e costante monitoraggio del fenomeno, con una sezione dedicata dell'Osservatorio Regionale delle Politiche Sociali, nonché al lavoro di prevenzione da realizzare in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e con il supporto degli Operatori della Comunicazione. Il testo di legge interviene anche sotto il profilo della formazione e della sensibilizzazione, fissando una serie di principi che, assieme alla campagna di comunicazione avviata nel mese di settembre 2013, mirano a rafforzare la cultura del rispetto, dell'educazione all'affettività e la decostruzione degli stereotipi di genere.

 

È un impegno forte quello assunto dalla Regione sul fronte della comunicazione – sottolinea l'assessore Gentile abbiamo previsto  la sottoscrizione di appositi protocolli con gli operatori della comunicazione volti all'utilizzo corretto e non strumentale del corpo delle donne, di linguaggi orientati al parlare civile, perché questa battaglia si vince principalmente sul piano del cambiamento culturale, sul mutamento degli stereotipi. Abbiamo anche previsto la facoltà dell'amministrazione regionale di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per violenza, con l'impegno di devolvere l'eventuale risarcimento del danno alle vittime degli atti di violenza”.

 

Molte le novità contenute nel testo di legge: “Assistenza economica e alloggiativa, inserimento lavorativo, creazione di un fondo per il sostegno, anche economico, delle vittime: sono questi i problemi che occorre in primis affrontare quando ci si trova dinanzi ad una situazione di violenza” spiega Elena Gentile. Infatti, l'assistenza alloggiativa è indispensabile quando si rende necessario l'allontanamento della donna, sola o con figli minori, dall'abitazione familiare, mentre l'assistenza economica diventa necessaria fintanto non si provvede a strutturare un percorso di inserimento o reinserimento socio lavorativo. “Abbiamo anche previsto – continua l'assessore Gentile – percorsi privilegiati di accesso per le vittime di violenza negli ospedali e nelle Asl che saranno dotati di personale competente e adeguatamente formato”. Insomma, un testo che affronta a 360 gradi il problema e che è finanziato con 900mila euro, cifra che, nel panorama delle leggi già approvate da altre regioni italiane in materia di contrasto alla violenza di genere, rappresenta uno degli stanziamenti più significativi. Tra il 2011 e il 2014 sono sette le Regioni italiane che approvano una propria Legge sul contrasto alla violenza di genere: Veneto, Campania, Lombardia, Sicilia, Lazio, Valle d'Aosta e Sardegna.






Sabato 21 giugno eventi in oltre sessanta strutture dislocate in tutta la regione
La Puglia si accende con le ’Masserie sotto le stelle’

"120 masserie didattiche in Puglia è un patrimonio eccezionale. Luoghi della storia, della tradizione e della cultura pugliese, le nostre masserie fortificate, molto spesso abbandonate al degrado, sono state recuperate e trasformate in luoghi in cui si produce, per esempio, agricoltura a chilometro zero, luoghi di incontro tra economia e cultura, aperti alle scuole e ai bambini che così hanno modo di vivere l'esperienza della educazione ambientale e di quella alimentare, bambini che scoprono non solo la campagna e la natura ma anche il ciclo di trasformazione dei diversi prodotti della campagna, dal grano all'olio. Tutto questo fa delle masserie didattiche un elemento particolarissimo e unico nel panorama italiano ed europeo, un elemento di attrazione per i tanti turisti che la notte del 21 giugno, in occasione di Masserie sotto le stelle potranno apprezzare il frutto di una fatica che, giorno dopo giorno, ci porta ad ampliare una esperienza che è buona economia ma è anche formazione e cultura”.

 

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme con l'assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Fabrizio Nardoni, ha presentato 'Masserie sotto le stelle', la manifestazione dedicata alla Puglia rurale che sabato prossimo, 21 giugno, torna ad interessare l'intero territorio regionale per il quarto anno consecutivo. L'evento è organizzato dall'Area Politiche per lo Sviluppo Rurale della Regione Puglia, in collaborazione con l'Area Politiche per la Promozione del Territorio, dei Saperi e dei Talenti. Protagoniste della serata le Masserie Didattiche della rete istituita e riconosciuta con L.R. 2/2008. Laboratori didattici, danze, canti, degustazioni renderanno unico l'evento da vivere a stretto contatto con la natura. Sin dalle ore 18.00 di sabato 21 giugno, le oltre sessanta strutture aderenti all'iniziativa offriranno in contemporanea programmi diversificati per mostrare e far vivere in prima persona le tipiche attività di una masseria.

 

Le Masserie Didattiche

Le Masserie Didattiche sono quelle aziende la masseria agroalimentari ed agrituristiche che alla tradizionale attività produttiva affiancano l'attività dell'accoglienza didattico - formativa. “Scuole” rivolte ad un pubblico di tutte le età, messe in rete dalla Legge Regionale della Puglia n. 2 del 26 febbraio 2008, che attualmente conta 118 masserie.  Attraverso la promozione dei valori legati all'ambiente, all'alimentazione sana e consapevole, all'agricoltura ed allo spazio rurale, la didattica impreziosisce le attività del mondo agricolo. A garanzia dell'elevato livello di offerta, la Carta della Qualità: una vera e propria carta di impegni che il titolare dell'azienda agricola deve sottoscrivere per poter entrare a far parte dello speciale circuito (l'istanza di iscrizione deve essere presentata presso l'Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia).


L'evento
Laboratori didattici, degustazioni di prodotti tipici, percorsi naturalistici, musiche e danze della tradizione, spettacoli teatrali, mostre, osservazioni astronomiche: questo è 'Masserie sotto le Stelle', l'evento che per il quarto anno consecutivo permetterà di far conoscere la Puglia rurale. Protagoniste della speciale notte bianca, le Masserie Didattiche dell'albo della Regione Puglia, riconosciute ai sensi della legge regionale n. 2 del 2008, che apriranno le loro porte e offriranno ai turisti la possibilità di trascorrere una serata all'insegna della ospitalità e della migliore tradizione rurale, nelle tipiche strutture di Puglia.






Appuntamento mercoledì 25 giugno a Trani per la conclusione del progetto
Provincia Bat, progetto E.N.E.A. per l’integrazione dei richiedenti asilo

Favorire l’integrazione socio-economica dei richiedenti titolari di protezione internazionale presenti sul territorio provinciale, grazie all’attivazione di una serie di servizi dedicati all’integrazione ed all’inclusione dei migranti. Queste le finalità principali del progetto 'E.N.E.A.' promosso dalla Provincia di Barletta – Andria – Trani e finanziato attraverso il Fondo Europeo per i Rifugiati 2008 – 2013 Annualità 2012 – Azione 1- Integrazione socio-economica dei richiedenti/titolari di protezione internazionale (non vulnerabili). I risultati del progetto saranno presentati nel corso del convegno finale 'Progetto E.N.E.A.: Elaborare Nuove Esperienze di Autonomia per titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo' organizzato alla Provincia Barletta-Andria-Trani, in collaborazione con l’APS Mondo Nuovo e la Cooperativa Sociale Iris, in programma a Trani mercoledì 25 giugno 2014, in via De Gemmis, 42-44, dalle ore 9:00 alle ore 13:00.

 

Al convegno interverranno: Clara Minerva – Prefetto – Provincia BAT, Caterina Navach e Pamela Giotta – Provincia BAT – referenti Progetto E.N.E.A., Giuseppe Morgese – Professore di Diritto dell’Unione Europea – Università degli Studi di Bari, Nicola Di Bari – Medico – Progetto  E.N.E.A., Angela Pia Spagnuolo – Psicologa 'Progetto E.N.E.A.', Francesco Mansolillo – Operatore inserimento lavorativo – Progetto E.N.E.A., Stefano Catapano – responsabile inclusione sociale – Progetto E.N.E.A., Marsida Leka -  Mediatrice Interculturale 'Progetto E.N.E.A.',  Carmine Spagnuolo -  Rappresentante Legale dell’ente Cooperativa Sociale Medtraining, Jabali Atef e Mugabe Akingo Alex.

 

L’incontro sarà l’occasione per focalizzare l’attenzione sulle azioni sviluppate nell’ambito del progetto 'E.N.E.A.' ed i risultati raggiunti nell’attivazione dei percorsi di integrazione e autonomia dei destinatari coinvolti nel progetto stesso.

 





L’iniziativa di socializzazione si svolgerà dal 16 giugno al 25 luglio
Cerignola, ’SuperHando l’Estate’: una colonia itinerante per i ragazzi

La Cooperativa Sociale 'SuperHando', in collaborazione con l’Associazione di Volontariato 'Superamento Handicap' di Cerignola, nell'ambito delle iniziative finalizzate ai servizi socio- educativi per il tempo libero, ha organizzato momenti di aggregazione e animazione offerti in favore della collettività, facendo maggiore attenzione alle persone con disabilità. "Le attività di questo servizio - è scritto nella nota di presentazione - nascono con la finalità di qualificare il tempo libero anche estivo dei ragazzi e rispondere ai loro bisogni di comunicazione, socializzazione, esplorazione, costruzione e avventura. Attraverso questo tipo di esperienza ci si pone il raggiungimento di obiettivi educativi quali l'autonomia e la responsabilità delle proprie azioni, senza mai perdere di vista l'opportunità di un'esperienza divertente per i bambini e ragazzi, fornendo contemporaneamente un servizio alle famiglie in un periodo di chiusura scolastica".

 

Di conseguenza, SuperHando grazie alla collaborazione di Associazioni e di alcuni privati, ha organizzato una colonia itinerante, denominata 'SuperHando l'Estate' in piscine dislocate in diversi luoghi e articolata in sei settimane. L'iniziativa ha preso il via lo scorso 16 giugno e terminerà il 25 luglio; l'appuntamento è dalle ore 8 alle ore 14, esclusi nei giorni di sabato e domenica. Le settimane di gioco e socializzazione si svolgono presso Villa San Luigi, messa a disposizione dall'Ave Cerignola, a seguire nelle altre settimane, soci e volontari saranno ospitati presso ville messe a disposizione da privati.






Venerdì 20 giugno a Foggia il convegno per illustrare i risultati finali dei progetti
Dal lavoro all’inclusione con ’Atelier Lavoro’, ’Obiettivo Lavoro’ e ’Work in progress’

Promuovere percorsi di inclusione socio-lavorativa per soggetti deboli con la finalità di prevenire il rischio di esclusione sociale e favorire migliori condizioni di vita per cittadini e famiglie in condizione di svantaggio economico. Queste le finalità principali di “Atelier Lavoro”, “Obiettivo Lavoro” e “Work in progress”, i progetti promossi dalla cooperativa sociale Medtraining di Foggia e dall'Associazione Mondo Nuovo di Lucera, finanziati dalla Regione Puglia attraverso il Fondo Sociale Europeo, giunti alla naturale conclusione dopo i 12 mesi di attivazione.

I progetti hanno fatto leva su un nutrito partenariato di enti pubblici e privati, con l'obiettivo di garantire maggiori opportunità di integrazione e di autonomia economica per i cinquanta beneficiari dei progetti selezionati dagli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali: persone adulte rientranti in una o più categorie di svantaggio, con responsabilità genitoriali in nuclei familiari con figli minori, con particolare attenzione ai nuclei mono-genitoriali. Dopo un primo momento dedicato all'orientamento al lavoro e all'approfondimento degli aspetti sociali, familiari, relazionali, i beneficiari per sei mesi hanno svolto stage formativi presso alcune aziende del territorio che si sono rese disponibili. E per questa azione, gli utenti hanno ricevuto una "dote occupazionale" di 4.800 euro lorede (circa 800 euro mensili) come riconoscimento del lavoro svolto.

 

I risultati complessivi dell'iniziativa, dunque, saranno oggetto di discussione e riflessione nell'ambito del convegno “Dal lavoro all'inclusione”, che segna la conclusione del particolare progetto di integrazione socio-lavorativa. Il convegno – in cui saranno esposti i dati più significativi di “Atelier Lavoro”, “Obiettivo Lavoro” e “Work in progress” – si svolgerà a Foggia venerdì 20 giugno, 2014 alle ore 9.30, presso la Sala Consiliare della Provincia di Foggia in Via Telesforo n. 23. Dopo i saluti dei sindaci dei Comuni di Foggia, Lucera e Vico del Gargano, sono previsti gli interventi di: Giuseppe di Carlo, presidente Confindustria Foggia; Geppe Inserra, dirigente Politiche del Lavoro della Provincia di Foggia; Francesco Mansolillo, cooperativa sociale Medtraining; Antonio Salvati e Stefano Catapano, Associazione Mondo Nuovo. Le conclusioni sono affidate ad Elena Gentile, assessora al Welfare della Regione Puglia.





Assegnate le ’vele’ alle località balneari che hanno coniugato turismo e sostenibilità
’Il Mare più bello’, la Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano

È una Guida Blu totalmente rinnovata nella grafica e nei contenuti quella del 2014, per raccontare al meglio le località costiere italiane che hanno saputo coniugare, con successo, turismo e sostenibilità. Curata come sempre da Legambiente e dal Touring Club Italiano, la guida dal titolo 'Il mare più bello' presenta quest'anno una nuova veste grafica, che dà più spazio alle foto, e che la rende ancora più funzionale e pratica da consultare. Sono state aggiunte informazioni sulla qualità dei territori e tanti consigli pratici, ma la grande novità di questa XIV edizione è l'accorpamento delle località e dei comuni costieri in 35 comprensori turistici, ovvero in aree geografiche che tengono conto di un'offerta turistica omogenea e meno dei confini amministrativi.

 

Ogni comprensorio si apre con un'intervista ad un personaggio del mondo associativo, della cultura o dello spettacolo che vive o conosce quel territorio e che prende per mano il lettore per condividere i propri segreti. Altra novità importante: per ogni zona balneare si segnala un circuito di visita nell'entroterra, alla scoperta dilocalità come le Bandiere arancioni, il marchio di qualità del Touring che seleziona e certifica le località d'eccellenza dell'entroterra con meno di 15.000 abitanti. Sfogliando la Guida, dunque, il lettore troverà le località balneari marine e lacustri premiate con le 5 vele, il prestigioso riconoscimento che Legambiente assegna a quelle località che sono riuscite ad offrire vacanze da sogno e di qualità, grazie alla gestione sostenibile di un territorio d'eccellenza, alla salvaguardia del paesaggio, ai servizi offerti nel pieno rispetto dell'ambiente e all'enogastronomia di alto livello.

 

"Quest'anno – commenta Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglianella classifica delle località premiate con le 5 vele non ci sono new entry per la Puglia ma solo alcune riconferme quali quelle di Ostuni, Otranto e Melendugno. Rimangono sostanzialmente invariate anche le località a 4 vele, ben 6: Castro, Chieuti, Diso, Fasano, Nardò e Polignano a Mare. La Guida Blu, frutto di una longeva collaborazione con il Touring Club Italiano, è diventata in questi anni una importante bussola nel panorama del turismo balneare e lacustre, orientando i tanti turisti che vogliono fare una vacanza indimenticabile spendendo poco senza però rinunciare alla qualità. Le molte località del nostro vademecum, - prosegue Tarantini - capaci di coniugare l'offerta turistica con scelte innovative in tema di tutela, conservazione e gestione del territorio, di rifiuti, energia e qualità della ricettività, con le loro esperienze di successo dimostrano tutta la competitività, la forza e la bellezza di un turismo sostenibile che non conosce crisi e che può diventare un elemento chiave dell'impresa turistica. È proprio questo, del resto, lo scopo di Guida Blu: fornire esempi positivi che spingano sempre più amministratori sulla strada del turismo di qualità".  

 

Quest'anno sono sei le località a 4 vele: Castro (Le), Chieuti (Fg), Diso (Le), Fasano (Br), Nardò (Le)  e Polignano a Mare (Ba). In 16 località sventolano 3 vele, e in 12sventolano 2 vele. Chiude la classifica Castellaneta (Ta) con una sola vela. Nella classifica nazionale delle località a 5 vele, invece, i Comuni di Ostuni, Otranto e Melendugno si sono piazzati rispettivamente al 4°, 7° e 8°. 






Stipulato un protocollo d’intesa con l’Associazione ’Viva la vita onlus Italia
Asl Fg, Sportelli SLA di sostegno per le famiglie in tutta la provincia

La ASL di Foggia festeggia l’apertura di dieci 'Sportelli SLA per le famiglie' distribuiti sul territorio della provincia. È il frutto del progetto regionale Qualify-Care Puglia e del Protocollo d’Intesa appena stipulato tra il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale, Attilio Manfrini e il vice presidente dell’Associazione 'Viva la vita onlus Italia', Savino Ivano Romagnuolo. Il progetto è orientato ad accrescere il livello di integrazione sociosanitaria della presa in carico domiciliare delle persone affette da SLA, SMA e da malattie rare neuromuscolari affini. Per supportare concretamente le famiglie che si fanno carico dell’assistenza e della cura nonostante i presidi sanitari è stata così prevista, in collaborazione con le associazioni di rappresentanza delle famiglie, l’istituzione dei Centri di Ascolto con i rispettivi Sportelli informativi.  

 

In base al protocollo la ASL FG mette infatti a disposizione dell’associazione 'Viva la vita' un locale nell’ambito di ogni distretto sociosanitario per attivarvi gli Sportelli di ascolto. Qui le famiglie dei pazienti troveranno, grazie all’ausilio di volontari, orientamento e informazioni sui percorsi di accesso ai servizi dal momento della diagnosi; supporto informativo e affiancamento amministrativo alla famiglia per la domanda e l’accesso all’assegno di cura; organizzazione di seminari formativi specifici rivolti sia ai care giver familiari che ai medici di Medicina generale e al personale sanitario della ASL FG.

 

La ASL provvederà, infine, ad aggiornare costantemente i volontari impegnati nelle attività di ascolto. Gli sportelli, così, offriranno attività di supporto e affiancamento al fine di facilitare i rapporti tra le famiglie e la struttura amministrativa e tecno-sanitaria della ASL.

 

Sedi degli Sportelli SLA:

Foggia, Tratturo Castiglione, 14 e via Grecia;

Troia, via San Biagio;

Accadia, via Borgo, 18;

Lucera, viale Lastaria;

Cerignola, via XX Settembre;

San Marco in Lamis, viale XXIV Maggio;

Rodi Garganico, via Aldo Moro, 4;

Manfredonia, via Barletta, 1;

San Severo, via Maselli Mascia.






Saranno distribuite alle strutture caritative che assistono le persone indigenti in provincia di Foggia
Colletta Straordinaria: il Banco Alimentare raccoglie 12mila kg di cibo

Sono 4.770 le tonnellate di cibo donate in un solo giorno durante la Colletta Straordinaria organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus, lo scorso sabato, in oltre 6.000 punti vendita in tutta Italia. Ed in provincia di Foggia, i volontari del Banco Alimentare della Daunia Francesco Vassalli Onlus, hanno raccolto 11.700 chili di generi alimentari. Una colletta che si è resa necessaria per far fronte all'emergenza alimentare che affligge il nostro Paese: sono oltre 4 milioni le persone in Italia che vivono grazie a pacchi alimentari o pasti gratuiti presso le mense, di questi oltre 400 mila sono bambini che hanno meno di 5 anni. In provincia di Foggia sono 55 le strutture caritative convenzionate con il Banco Alimentare che assistono 13mila persone. Anche per questo, l'importanza di organizzare le Collette Straordinarie in cui è stato possibile acquistare e donare alimenti a lunga conservazione, che poi la Rete Banco Alimentare distribuirà alle oltre 8.800 strutture caritative convenzionate in Italia, che ogni giorno assistono circa 2 milioni di poveri.

 

 “Siamo certi che questa grande prova di realismo sarà recepita anche dalle istituzioni – ha detto ha detto il Presidente di Fondazione Banco Alimentare Onlus, Andrea Giussani - perché esse stesse, per le loro competenze, sappiano velocemente superare ogni complessità burocratica al solo scopo di dare immediata attuazione ai Programmi Italiano ed Europeo di aiuti alimentari, oggi ancor più consapevoli di una priorità nazionale che il gesto della Colletta Straordinaria ha indicato senza ombra di dubbio". A breve, infatti, anche il Governo italiano dovrebbe dare il via all'attuazione del Fondo Nazionale che andrà ad unirsi al nuovo Fondo di aiuti agli indigenti finanziato dall'Unione Europea.






Il 25 giugno 2014 a Trani in via De Gemmis 42/44 si terrà un convegno, patrocinato dal Fondo Europeo per i rifugiati intitolato: Progetto E.N.E.A. - Elaborare Nuove Esperienze di Autonomia per i titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo politico.


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Bari, ’Cittàdeibimbi’ con il Festival letterario per bambini e ragazzi
Fino al 28 maggio appuntamenti una serie di eventi dedicati alla lettura dei più giovani
Bari, ’Cittàdeibimbi’ con il Festival letterario per bambini e ragazzi

E' partito ieri 'CittàdeiLibri' Festival letterario per bambini e ragazzi promosso dal portale di informazione tematica cittadeibimbi.it, a cura di Elisa Forte e Annamaria Minunno. Fino a venerdì 30 maggio saranno tre giorni fitti di appuntamenti: la mattina nelle scuole e negli ospedali pediatrici della città, mentre gli eventi pomeridiani e serali si svolgeranno in piazza Mercantile, dove alle 17 di oggi si inaugura il festival e alle 18.45 la mamma blogger Claudia De Lillo alias Elasti, presenterà il suo libro Dire, fare, baciare" (Feltrinelli kids ed.).

 

Sempre ieri (si replica oggi), nella sede di Spazio Giovani del Comune di Bari (via Venezia 41, sulla Muraglia) per quaranta piccoli partecipanti dai 7 ai 9 anni, 'notte bianca per lettori insonni' dedicata a chi vuole trascorrere una notte nel sacco a pelo ascoltando le storie raccontate da Sergio Guastini. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti: per partecipare è necessario prenotare inviando una mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Il 30 maggio, nella serata finale del Festival, è prevista in piazza Mercantile la premiazione del Concorso letterario 'I Racconti di Bibi': sono 180 i racconti, scritti dai bambini e dai ragazzi pugliesi dai 4 agli 11 anni, che sono arrivati in questi giorni alla segreteria del concorso. 'I Racconti di Bibi' saranno pubblicati in un volume per le edizioni di Teca del Mediterraneo.

 

Mentre i piccoli saranno impegnati nelle attività del Festival, i genitori potranno incontrare gratuitamente i consulenti medici di cittadeibimbi.it: giovedì 29 sarà la volta della psicoterapeuta Anna Barbara Pacifico e del pediatra Michele Quercia mentre il dentista Alberto Armenio sarà a disposizione tutti i giorni. È possibile seguire tutti gli eventi sulla pagina facebook di cittàdeibimbi e su twitter - #cittadeilibri #bari. Il programma completo della manifestazione, che gode del patrocinio dell'assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bari e della IX Circoscrizione Murat - San Nicola, è disponibile in allegato e all'indirizzo www.cittadeibimbi.it, nella sezione cittàdeilibri.





Regione Puglia, aumenta l’offerta si strutture e servizi per l’infanzia
Sono quasi 14mila i posti utente a disposizione dei minori
Regione Puglia, aumenta l’offerta si strutture e servizi per l’infanzia

Cresce l’offerta dei servizi e delle strutture in Puglia, soprattutto grazie alle scelte operate dall’assessorato regionale al Welfare sugli investimenti infrastrutturali sostenuti con fondi europei. All’interno del dato complessivo sulle 1940 strutture sociali, socioeducative e sociosanitarie della Regione Puglia, autorizzate al funzionamento al 31.12.2013, spicca per numero quello riguardante l’offerta per infanzia e minori. 612 strutture dedicate a servizi per la prima infanzia per un totale di 13.803 posti utente, 191 strutture residenziali per 1.510 minori, 135 centri diurni per 4.156 minori, 216 centri dedicati a servizi socioeducativi per 5.187 posti utente.

 

Un dato rilevante in particolar modo per gli asili nido e le sezioni primavera, ormai una realtà consolidata in Puglia, con 508 strutture dislocate in tutto il territorio regionale. E 120 dei 17 interventi per la prima infanzia sono già cantieri chiusi o strutture autorizzate al funzionamento. Per capire quanto la Puglia sia cresciuta in questi anni basi pensare soltanto che nel 2005 era fanalino di coda per offerta di posti nido: solo 80 asili nido e circa 2400 posti bambino. Quando il Governo nazionale ha fissato l’obiettivo di servizio la Prima infanzia al 12% di posti bambino rispetto ai residenti con meno di 3 anni di età e almeno il 35% dei Comuni serviti, la strada sembrava del tutto in salita e l’obiettivo irraggiungibile. Dopo avere scelto di destinare 57 milioni di euro  tra fondi europei e fondi nazionali alle nuove strutture per la prima infanzia nel periodo 2008-2013, oggi il 54,6% dei Comuni pugliesi ha uno o più servizi strutturati per la prima infanzia (asilo nido, centro ludico prima infanzia, sezioni primavera) e con 13.803 posti bambino l’offerta ha quasi raggiunto il 12%. Oggi i soggetti pubblici e privati sono impegnati nel sostenere la domanda delle famiglie, con gli incentivi al pagamento delle rette mediante i buoni servizio di conciliazione.





’Nonni in fuga’ dall’Italia perché all’estero le spese mediche costano meno
Il dossier delal Fipac: circa 400mila anziani verso i luoghi ‘low cost’ delle cure sanitarie
’Nonni in fuga’ dall’Italia perché all’estero le spese mediche costano meno

Numerosi anziani si dirigono all'estero, per usufruire di cure a ‘basso costo'. Si tratta all'incirca di 400mila anziani, hanno pensioni che vanno dai 650 ai 1.500 euro e, non riescono ad affrontare le spese mediche per pagare le cure necessarie. A lanciare l'allarme è la ‘Federazione italiana pensionati attività commerciali' (Fipac) di Confesercenti, che in virtù della situazione ha pubblicato il dossier 'Nonni in fuga', per raccontare i viaggi verso i luoghi ‘low cost' delle cure mediche, dalla Romania alle Canarie. La Fipac ha spiegato che, secondo i dati del Censis, la crisi ha colpito duramente la capacità di spesa degli italiani nell'ambito delle cure mediche. Sono oltre 9 milioni gli italiani che hanno rinunciato a curarsi, rimandando visite e interventi, anche a causa di tempi d'attesa molto lunghi; tra questi circa 2 milioni sono anziani over 65, i quali cercano soprattutto dentisti e cure odontoiatriche.

 

La novità è che tra gli anziani in difficoltà, c'è chi non vuole arrendersi alla crisi, per cui piuttosto che non curarsi sceglie di fare un viaggio fuori dall'Italia, per trovare cure più economiche e alla portata delle proprie tasche. È così che dall'Italia, 270 mila pensionati con una pensione da 650 a 1000 euro al mese e, per i restanti 130 mila con una pensione un po' più consistente da 1.000 a 1.500 euro al mese, si dirigono in Romania, Cipro, Malta, Slovenia, Canarie e altri posti ancora. 

 

La Romania è la meta ‘low cost' preferita da chi necessita di cure odontoiatriche. In Italia, le visite dal dentista sono diminuite a vista d'occhio. Secondo il dossier, infatti, nel 2012 sono state effettuate 2,8 milioni di visite, mentre nel 2005 le visite erano a quota 3,7 milioni. Dati assolutamente confermati anche dall'Associazione nazionale dentisti italiani, secondo cui mezzo milione di famiglie italiane, dal 2007 al 2012, hanno rinunciato al dentista, anche in presenza di patologie serie. Per questa ragione, secondo il dossier, diverse migliaia di anziani scelgono di fare un viaggio nell'Est Europa, che permette loro, di risparmiare fino al 60 per cento, viaggio incluso, rispetto alle cure presenti in Italia. Addirittura, fra i pensionati, c'è chi preferisce le Canarie, dove con una polizza medica privata di 40-80 euro al mese si ha diritto ad una copertura totale, senza contare l'Iva al 4 per cento. 

 

Il dossier ‘Nonni in fuga' dà conto anche di un'altra tendenza, ovverosia quella che sempre più italiani si rivolgono agli ambulatori sociali pensati quasi esclusivamente per gli stranieri, segno tangibile della povertà sanitaria che dilaga. “Da Milano a Roma, passando per Firenze e Padova, – spiega il dossier - gli ambulatori dedicati a chi non può permettersi le cure sono in continuo aumento. Pensati in origine solo per gli stranieri che arrivavano in Italia, oggi forniscono prestazioni anche ai connazionali che chiedono prevalentemente i farmaci da banco e inacquistabili per i livelli pensionistici, è la povertà sanitaria cui molti pensionati sono costretti”. 

MichelaPia Manduano





Lecce, ’Crescere nella solidarietà’: progetto sul microcredito femminile
L’iniziativa fa parte della Rigenerazione urbana del quartiere Leuca
Lecce, ’Crescere nella solidarietà’: progetto sul microcredito femminile

Venerdì 30 maggio, a partire dalle ore 18, al Parco Tafuro, la Casa delle Donne di Lecce presenterà alla comunità del quartiere Leuca il progetto sul micro credito 'Crescere nella solidarietà', tra i trenta vincitori del bando pubblico indetto dal Comune di Lecce nell’ambito del secondo stralcio della Rigenerazione Urbana del Quartiere Leuca. Il progetto - presentato da LFD (Libera Federazione delle Donne), associazione che raggruppa le realtà della Casa delle Donne di Lecce - giunge alla sua prima tappa fondamentale, che attraverso un percorso pubblico di progettazione partecipata, vuole confrontarsi con le donne del quartiere Leuca e condividere i principi su cui impostare la scrittura del bando di microcredito destinato alle donne del quartiere. Nell'incontro verranno discusse le impostazioni e confrontati i principi del bando con le reali esigenze delle future partecipanti.

 

Il progetto di microcredito ha l'obiettivo di facilitare l’accesso al credito e dare la possibilità alle donne di investire nelle proprie capacità e potenzialità, per creare un’attività economica o riqualificarne una già esistente. Il microcredito consiste infatti nel credito di piccole somme destinate all’avvio o al sostegno di attività economiche da parte di persone che generalmente sono escluse dal settore finanziario formale (credito bancario). La proposta della Libera Federazione delle Donne ha come obiettivo quello di supportare, attraverso dei piccoli finanziamenti concessi attraverso una selezione, lo sviluppo di attività sostenibili realizzate da donne, native e migranti, che abitano (preferibilmente) il quartiere Leuca.

 

La 'rigenerazione' del quartiere portata avanti con il progetto è quella che può innescarsi attraverso percorsi virtuosi di cooperazione tra le persone. Le vincitrici dovranno infatti impegnarsi – dopo il primo anno di attività – a stipulare un contratto di cooperazione per la crescita economica sostenibile del quartiere, attraverso un piccolo contributo da destinare ad attivare altri progetti analoghi. LFD è una Federazione attualmente formata da  sette Associazioni, tutte a composizione femminile: AWMR (Association of Women of the Mediterranean Region), La Linguere - Associazione di donne senegalesi,   NAeMI  - Forum di Donne Native e Migranti, Rete di Donne per la 194, Trust 'Nel Nome della Donna', WILPF, Cooperativa sociale Meticcia.

 

Obiettivo dell'Associazione è la creazione una 'Casa delle Donne' intesa come struttura aperta, un laboratorio dove le donne possano coniugare impresa culturale e azione politica interagendo con la comunità femminile salentina, nazionale ed internazionale, facendone un luogo reale e simbolico di comunicazione, attività, organizzazione politica autonoma e confronto fra donne, spazio aperto alle varie pratiche politiche femminili e di valorizzazione delle differenze culturali, sociali, biografiche attraverso l’incontro tra donne native e migranti.





#fattiuncampo, un selfie per promuovere le attività sulle terre confiscate
In Puglia i Campi antimafia promossi da Libera si svolgeranno a Cerignola e Mesagne
#fattiuncampo, un selfie per promuovere le attività sulle terre confiscate

#fattiuncampo. Una foto per promuovere i campi antimafia 2014 in Puglia, promossi da Arci, Cgil, Spi-Cgil e Flai-Cgil con Libera e in collaborazione con le Cooperative Pietra di Scarto e AlterEco di Cerignola e con Terre di Puglia – Libera Terra Puglia di Mesagne. È stata lanciata in rete la campagna digitale per incentivare la partecipazione all’esperienza di volontariato sui beni confiscati nella nostra regione. A metterci la faccia sono i ragazzi d’ogni parte d’Italia che, negli anni, hanno animato i campi. Ma anche le associazioni, le Cooperative sociali, i familiari pugliesi delle vittime innocenti delle mafie. E tanti cittadini che stanno rispondendo spontaneamente all’appello online.

 

Tutte le foto sono raccolte attraverso la pagina facebook ufficiale dei campi: 'Campi antimafia e laboratori della legalità in Puglia'. I campi nelle terre confiscate alle mafie sono giunti alla loro ottava edizione e rappresentano una proposta alternativa di costruzione di socialità, che passa attraverso il lavoro, la formazione, la condivisione degli spazi, il mutuo aiuto, la corresponsabilità. Luoghi che, un tempo simbolo del potere mafioso, vengono restituiti alla collettività. Attraverso la ricostruzione di spazi sociali ed economici, diventano liberi e produttivi.  I mesi di luglio e agosto vedranno una pacifica “occupazione” di questi beni, abitati dalla presenza di centinaia di persone che si spendono con impegno e dedizione per costruire una comunità alternative alle mafie. In Puglia, i campi si svolgeranno a Cerignola e a Mesagne.

 

Le iscrizioni sono aperte per i singoli, anche minorenni, e per i gruppi e si raccolgono fino ad esaurimento dei posti disponibili. È possibile iscriversi scaricando qui il modulo da compilare. Per maggiori informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.





La raccolta firme delle associazioni sarà presentata al nuovo sindaco e al Consiglio Comunale
Foggia, intitolare la strada fittizia per i senzatetto ’Via Lassina Coulibaly’

Intitolare la residenza anagrafica fittizia dei senzafissadimora della città di Foggia a Lassina Coulibaly. E’ questa la richiesta che parte dalle comunità migranti, dalle associazioni di volontariato e dai senzatetto che, in occasione della nona edizione della ’Giornata Interetnica – Festa dei Popoli’ - chiedono al sindaco, hanno avviato una raccolta firme per chiedere alla Giunta e al Consiglio Comunale di Foggia di dedicare la strada produttrice di effetti giuridici a chi in questi anni si è battuto per tutelare i diritti dei più deboli, dei più fragili.

 

Proprio come Colby, prematuramente scomparso lo scorso 11 marzo, che per più di vent’anni ha messo a disposizione dei cittadini stranieri le sue conoscenze, le sue competenze acquisite su campo. Permesso di soggiorno, lavoro, documenti. I migranti sapevano che a Colby potevano chiedere qualunque informazione, aiuto, necessità, qualunque necessità, perché dopo tanti anni vissuti in Italia e a Foggia, Colby sapeva sempre come muoversi. Attraverso la petizione, dunque, migranti ed italiani chiedono di sostituire l’attuale nome della residenza fittizia di ’Via della Casa Comunale’ in ’Via Lassina Coulybaly’. "Un nome, una via, una strada che racconta una storia, una vita spesa per gli altri, per affermare diritti e dignità, per favorire l’integrazione sociale, per abbattere i muri dell’indifferenza – è scritto nella petizione - . Nelle altre città italiane, dove esistono le cosiddette vie fittizie per i senzatetto, queste ’strade’ sono intitolate a poveri, italiani o migranti che si sono impegnati in favore dei più deboli".





Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta, di questa particolare categoria di migranti.


  

Con la Giornata Mondiale del Rifugiato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) intende invitare il pubblico ad una riflessione sui milioni di rifugiati separati dai propri cari a causa delle guerre e della violenza e sulle difficili scelte che sono costretti a fare nel corso della loro vita in cerca di protezione. In un solo minuto una famiglia può essere distrutta dalla guerra, un bambino può essere separato dai propri cari e la sua quotidianità spazzata via, ma allo stesso tempo è sufficiente un minuto per dare loro una nuova possibilità.
Giovedì 20 giugno, alle 19.30, presso il LUC-Laboratorio Urbano Culturale "Peppino Impastato” di Manfredonia, sarà proiettato il documentario “Just about my fingers - Storie di confine e impronte digitali” di Paolo Martino, con la collaborazione di Rahell Alì Mohammad.
A lungo “sorella minore” delle rotte migratorie nordafricane, la Grecia è ormai il principale punto di accesso all'Unione Europea per rifugiati e richiedenti asilo diretti in Europa. Il documentario racconta la vita di giovani costretti a spendere i loro migliori anni a caccia del sogno chiamato Europa.
Alla presentazione del documentario saranno presenti Paolo Cascavilla, assessore alla Solidarietà, Cultura e Politiche Giovanili, Michele Arcella, membro UNHCR della Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Foggia e Rosa Parisi, docente di Discipline Demoetnoantropologiche all’Università di Foggia.
L’occasione è particolarmente attesa da parte degli operatori della Cooperativa Sociale IRIS, ente gestore del progetto SPRAR “Capitanata Solidale” di Manfredonia perché Rahell Alì Mohammad, tra i protagonisti del documentario, è ospite del progetto SPRAR di Manfredonia e sempre in collaborazione con Paolo Martino sta realizzando un nuovo cortometraggio.

Il libro scritto dai detenuti grazie al lavoro dell’associazione Lavori in corso
Lucera, ’Le righe in bianco: parole e colori dal carcere’

'Le righe in bianco: parole e colori dal carcere'. E' il titolo del libro che sarà presentato venerdì 31 maggio, alle ore 20.00, presso la Basilica Minore di S. Francesco Antonio Fasani di Lucera. Il libro è il frutto di un lungo e difficile percorso iniziato nel 2010 che ha coinvolto i volontari della associazione 'Lavori in corso' ed i detenuti 'protetti' della Casa Circondariale di Lucera. Il libro contiene le poesie scritte dai detenuti ed i quadri da loro dipinti. In particolare, il 'gruppo poetico' ha rappresentato un percorso di riflessione, dialogo, condivisione, sui 'grandi temi' trattati dalla Poesia. I corsisti hanno letto e discusso versi di scrittori noti e, a loro volta, sono diventati soggetti attivi scrivendo poesie sui loro vissuti, le loro emozioni, i loro propositi.


Il 'gruppo di pittura', invece, è stato un luogo in cui i partecipanti hanno espresso gioie, paure, istinti, desideri e ricordi attraverso la forza istintuale del colore. Il libro racconta questo percorso, sofferto e profondo. Di fondamentale importanza sarà la presenza di alcuni dei detenuti che hanno partecipato alla realizzazione del libro. I detenuti, infatti, attraverso la lettura dei versi delle poesie e la spiegazione dei colori delle tele, racconteranno la sofferenza della solitudine, il rimorso e la paura, la speranza del riscatto, la voglia di crescere attraverso l'esperienza del nuovo che hanno vissuto nel percorso intrapreso.

Durante la serata, infine, si esibiranno in concerto i ragazzi della 'Orchestra Nova': nata dalla volontà dei frati della Chiesa di S. Antonio a Foggia di prevenire la devianza giovanile attraverso l'arte, è composta da 72 ragazzi uniti dall'amore per la musica, dalla dedizione allo studio, dall'entusiasmo di realizzare un sogno.





Il bando per l’aggiornamento e l’inserimento degli operatori in favore di alunni con disabilità
Provincia, avviso elenchi degli operatori per l’assistenza specialistica

La Provincia di Foggia ha pubblicato l’Avviso per l’aggiornamento e l’inserimento nell’Albo degli operatori per l’assistenza specialistica in favore di alunni con disabilità sensoriali e/o psicofisiche frequentanti le scuole della Provincia di Foggia, secondo quanto previsto dal ‘Regolamento per l’erogazione dei servizi e degli interventi assistenziali in favore di persone con disabilità sensoriali e/o psicofisiche’ annualità 2013/14.

 

L'operatore dovrà svolgere le seguenti prestazioni:
a) Attività educative, capaci di favorire la graduale conquista di autonomie personali di base,
di autonomie sociali e di comunicazione intenzionale;
b) Attività di interpretariato volte a consentire l'apprendimento e la comprensione, con
particolare riferimento ai soggetti affetti da disabilità dell'udito;
c) Iniziative volte a favorire lo scambio relazionale, la capacità di adattamento, la flessibilità
comportamentale, l'interiorizzazione delle regole di convivenza;
d) Iniziative di integrazione tra l'alunno in condizione di disabilità e il contesto scolastico;
e) Cura delle relazioni con la famiglia;
f) Assistenza e mediazione nella partecipazione ad attività ludiche, sportive.

 

Per i minorati dell'udito il Servizio assistenziale si svolge durante l'anno scolastico prevalentemente presso le Scuole frequentate dal soggetto affetto da disabilità, salvo in casi di impossibilità a frequentare la scuola, da evincersi da certificazione clinica, presso il domicilio dell'alunno. Per i disabili visivi, il Servizio assistenziale si svolge durante l'anno scolastico prevalentemente presso il domicilio dell'alunno o presso specifiche strutture per non vedenti ed ipovedenti. Gli operatori svolgeranno il servizio di assistenza specialistica per i disabili psicofisici soltanto in relazione all'istruzione secondaria superiore.

 

La domanda di partecipazione, redatta in carta semplice, dovrà essere inviata a mezzo posta elettronica certificata al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, presso Provincia di Foggia Settore Bibliotecario, Museale e delle Politiche Sociali Via Telesforo, n. 25 – 71121 Foggia, entro il termine perentorio di trenta giorni (ore 12:00 del 14/06/2013) dalla data di pubblicazione del presente avviso sul sito istituzionale della Provincia di Foggia www.provincia.foggia.it alla sezione Avvisi.





Associazioni e comunità si interrogano su problematiche, possibili soluzioni e iniziative
Bari, dal 5 al 6 giugno il Forum della Non Autosufficienza

Qualificare le strategie di protezione sociale fondandole su basi di conoscenza puntuali, partendo dalla difficilissima congiuntura economica nella quale ci troviamo con la consapevolezza che solo mettendo a confronto le varie strategie, locali e nazionali, potremo finalmente arrivare ad una vera soluzione per il miglioramento della sanità pubblica italiana. Ecco cosa si propone il Forum della Non Autosufficienza di Bari - La Non Autosufficienza Vista da Sud edizione 2013 (5-6 giugno): al centro c'è quindi il discorso pubblico sul welfare che troppo spesso pare oscillare tra retoriche astratte e tecnicismi poco meditati. Un'intermittenza che da indeterminatezza, la quale fornisce alibi a quanti invocano restrizioni degli interventi e tagli alla spesa.

 

Il Forum, che si svolgerà all'Hotel Parco dei Principi di Bari, offre un fitto programma che vede coinvolte la maggior parte delle istituzioni nazionali, territoriali e l'associazionismo: Isfol, Regione Puglia, Ansdipp, Associazione Nazionale Managers del Sociale, Ordine Assistenti Sociali della Puglia, Ass.N.A.S., Associazione Nazionale Assistenti Sociali, Cooperativa Sociale Occupazione e Solidarietà, Forum Terzo Settore Puglia, Assoap, Associazione Strutture Socio Assistenziali Pugliesi, AGE, Associazione Geriatri Extra Ospedalieri, Fondazione Santi Medici Bitonto, Consorzio Mario Negri Sud, CARD, Associazione Pugliese Direttore e Dirigenti di Distretto Socio Sanitario, Uneba, Unione Nazionale Istituzioni e Iniziativie di Assistenza Sociale, Anaste, Associazione Nazionale Strutture Terza Età.





Sono 25 le persone avviate in percorsi di integrazione socio-lavorativa
Foggia, Medtraining: ’Atelier Lavoro’ per l’inclusione sociale

Promuovere percorsi di inclusione socio-lavorativa per soggetti deboli attraverso interventi specifici che sostengano politiche di prevenzione del rischio di esclusione sociale e promuovano migliori condizioni di vita per cittadini e famiglie in condizione di svantaggio economico. Queste le finalità di 'Atelier Lavoro' il progetto promosso dalla cooperativa sociale Medtraining in collaborazione con l'Ambito Territoriale di Foggia e finanziato dalla Regione Puglia attraverso il Fondo Sociale Europeo per complessivi 247mila euro.


La prima fase del progetto ha visto la selezione da parte dell'Ufficio di Piano delle 25 persone da avviare in percorsi di inclusione sociale in stretta sinergia con i servizi territoriali facenti capo al partenariato istituzionale: Dipartimento Dipendenze Patologiche Asl Fg, Dipartimento Salute Mentale Asl Fg, Distretto socio-sanitario Asl Fg, Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Foggia, Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Foggia, Provincia di Foggia - Settore Politiche del Lavoro. I beneficiari del progetto, dunque, sono stati selezionati tra persone adulte, rientranti in una o più categorie di svantaggio, con responsabilità genitoriali in nuclei familiari con figli minori, con particolare attenzione ai nuclei mono-genitoriali.



'Atelier Lavoro', dunque, prevede un piano personalizzato di inclusione sociale che mira a favorire l'inserimento o il re-inserimento lavorativo attraverso una serie di prestazioni ed interventi. Il progetto, infatti, prevede un primo momento dedicato all'orientamento al lavoro e ad incontri di gruppo per approfondire aspetti sociali, familiari, relazionali. Nei dodici mesi di progettazione, inoltre, i 25 beneficiari per sei mesi saranno inseriti in percorsi di stage formativi presso alcune aziende del territorio. E per questa azione operativa è prevista una 'dote occupazionale' di 4.800 euro (800 euro mensili) come riconoscimento del lavoro svolto o da utilizzare, al termine del progetto, per realizzare una propria idea imprenditoriale.