Sorgeranno nell’immobile Torre Bianca. Si tratta di un centro diurno socio-educativo e di una comunità socio riabilitativa
Candela, due nuovi Centri socio-sanitari finanziati dalla Regione Puglia

A Candela nasceranno due nuove strutture socio- sanitarie a servizio dei cittadini candelesi e di tutto il territorio dei Monti Dauni. Il sindaco di Candela Nicola Gatta infatti ha siglatol'altro ieri a Bari, presso la Regione Puglia, il disciplinare per il finanziamento delle strutture che saranno realizzate all’interno dell’Immobile Torre Bianca, con fondi regionali, per un importo pari a 1.980.000,00 Euro. Dopo la realizzazione di un asilo nido e di una casa di riposo, oggi l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Gatta raggiunge un nuovo importante traguardo, infatti Torre Bianca si candida a divenire una delle più importanti strutture socio – sanitarie a servizio dei Monti Dauni e dell’Ambito Sociale di Troia, una risorsa per l’intero territorio che potrà avere più servizi e maggiori opportunità occupazionali grazie alla realizzazione di un centro diurno socio-educativo e riabilitativo e una comunità socio riabilitativa residenziale con 30 posti letto, strutture che mancano nel territorio e che rispondono alle priorità dettate dalla Regione Puglia.

 

“Una scommessa iniziata circa un anno fa quando decidemmo di chiedere al neo-eletto Presidente della Provincia di Foggia Francesco Miglio, che ringrazio per la sensibilità e la  disponibilità dimostrata,  in comodato d’uso l’immobile provinciale Villa Torre Bianca una struttura inutilizzata da oltre 40 anni che versava in uno stato di abbandono - continua Gatta - . Da allora abbiamo lavorato senza sosta per ricercare quelle forme di finanziamento che ci consentissero di recuperare l’intera struttura e  oggi grazie all’ottenimento di quasi 2 Milioni di Euro possiamo finalmente dire che la sfida è stata vinta e Torre Bianca potrà ritornare al suo antico splendore, garantendo sviluppo e crescita occupazionale ed economica all’intero territorio. Torre Bianca rappresenta per i cittadini candelesi un pezzo di storia, da oggi diventa il simbolo della buona amministrazione e della crescita di Candela”.






Per 9500 pugliesi sono partite le comunicazioni di ammissione alla misura di inclusione ReD
Regione Puglia, Reddito di Dignità: partono le prime lettere per i beneficiari

"È una giornata particolarmente felice. Manteniamo un impegno che per me e la mia Giunta rappresenta uno degli atti più importanti della legislatura. Per 9500 pugliesi sono partite le comunicazioni di ammissione al ReD. Mentre l'economia italiana è ancora in uno stato di difficoltà, noi concretizziamo una misura necessaria per il sostegno e il reinserimento di migliaia di cittadini". Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha annunciato l'invio delle prime comunicazioni di ammissione al ReD, il Reddito di dignità, il progetto che consentirà ai nuclei familiari pugliesi che si trovano sotto la soglia di povertà di recuperare un minimo di capacità di spesa e ottenere formazione professionale, reinserimento lavorativo e ruolo all’interno della comunità.

 

Con un sms e una mail, infatti, la Regione Puglia informerà i primi 9.500 cittadini pugliesi di essere stati ammessi al Reddito di Dignità, il ReD, la misura contro la povertà che il governo regionale ha messo in campo all’avvio della legislatura. La misura di sostegno al reddito per chi vive sotto la soglia di povertà, (in Puglia si stima sia intorno all’8 per cento della popolazione) prevede per 12 mesi un programma di attivazione del beneficiario, attraverso un percorso obbligatorio di formazione e di tirocinio da effettuarsi presso aziende, amministrazioni pubbliche, scuole, associazioni del terzo settore e imprese no profit. Ma anche servizi di sussidiarietà e di impegno sociale nella propria comunità: ReD è un modello di inclusione sociale di ispirazione europea, che vede la Puglia, prima grande regione italiana, svolgere un ruolo di apripista nella sperimentazione di uno strumento di sostegno al reddito attivo che prevede anche la presa in carico di tutto il nucleo familiare.

 

Si tratta di un risultato significativo, anche per i tempi in cui è stata effettuata tutta la complessa istruttoria delle domande, grazie alla sinergia fra la struttura di coordinamento ReD messa in piedi dalla Regione Puglia, Inps, Comuni e Ambiti territoriali, che stanno esaminando tutte le domande arrivate. Nelle ultime settimane infatti, è andato avanti senza sosta il lavoro sinergico dei Comuni pugliesi e di INPS per la istruttoria di ammissibilità e la valutazione delle domande, necessaria per individuare le domande ammissibili ed entrare finalmente nella seconda fase dell’attuazione del ReD, quella che consente la definizione dei patti individuali di inclusione sociale e l’avvio dei tirocini e degli altri progetti di sussidiarietà e di impegno sociale nelle comunità. Al 20 dicembre circa 30.000 mila domande sono state presentate da parte dei cittadini pugliesi. Il primo obiettivo, quello di raggiungere una platea assai ampia di cittadini e in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, è stato raggiunto.

 

Queste le percentuali di domande presentate per provincia:Bari 28,1%; Lecce 18,2%; Taranto 16,8%; Foggia 16,4%; Barletta-Andria-Trani 10,8%; Brindisi 9,7%. Come è noto il Reddito di dignità pugliese integra e potenzia anche l’accesso al SIA nazionale, che è subordinato al possesso di requisiti minimi, legati al valore ISEE e alle caratteristiche del nucleo familiare. (presenza di figli minori). Delle complessive 30 mila domande presentate, 26.274 domande (il 90% circa) sono state al momento vagliate da INPS e dai Comuni. Per 9.500 cittadini sono partite oggi le prime comunicazioni di ammissione. Da qualche giorno inoltre, i Comuni pugliesi stanno attivando le azioni di propria competenza per fissare gli incontri con i cittadini beneficiari del ReD, svolgere i colloqui di valutazione delle aspettative e degli specifici bisogni sociali, nonché per definire il patto individuale di inclusione. E sono già pronte oltre 3.000 opportunità di tirocinio per la immediata attivazione del primo blocco da gennaio.

 

Queste alcune informazioni per tracciare un profilo di massima di questi primi 9.500 ammessi: il 75% ha almeno un figlio minore, il 32% ha 2 figli, il 23% un figlio neonato (da 0 a 36 mesi), il 25% dei beneficiari è composto da nuclei familiari monogenitoriali (separati, madri sole), l’età media è di 40 anni, in prevalenza donne, scolarizzazione media. Intanto Regione Puglia e Ministero del Lavoro e Politiche Sociali hanno formalizzato l’intesa per l’utilizzo congiunto delle somme per il SIA e quelle per il RED nella nostra regione, ed è in corso di definizione il protocollo per il trasferimento dei fondi regionali in modo che INPS e Poste Italiane siano pronte già da gennaio per avviare le erogazioni dei fondi ReD tramite carta acquisti per tutti i cittadini ammessi, evitando ritardi e attese nella percezione dei contributi economici. Al momento della sottoscrizione del Patto decorreranno i termini del beneficio economico del Reddito di Dignità, che lo ricordiamo, varia fra i 240 e i 600 euro mensili, per un massimo di 5 componenti del nucleo familiare. Il Reddito di dignità a regime, mira a raggiungere 20 mila nuclei famigliari all’anno. Ora si avviano 9500, circa il 50% in prima battuta. Un risultato importante e atteso.






Il 27 dicembre la presentazione delle due iniziative culturali promosse nell’ambito del progetto SPRAR
Orsara di Puglia presenta la ’Biblioteca per piccoli (e grandi) lettori’ e ’La valigia dei libri’

L'integrazione passa anche per le vie della cultura, della lettura, dei libri. Lo sanno bene i bambini e le famiglie ospitate nell'ambito del progetto SPRAR, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati promosso dal Comune di Orsara di Puglia e finanziato dal Ministero dell'Interno attraverso il 'Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo' formata dalle cooperative sociali IRIS di Manfredonia e Medtraining di Foggia - d'intesa con l'Associazione Orsa Maggiore ha allestito la 'Biblioteca per piccoli (e grandi) lettori di Orsara di Puglia', sita presso la sede del sodalizio culturale in via Garibaldi 33. La presentazione della particolare iniziativa che mira a coinvolgere gli ospiti dello SPRAR e la comunità locale si svolgerà martedì 27 dicembre 2016, alle ore 20, presso l'Agriturismo 'Il Brutto Anatroccolo' di Orsara di Puglia nell'ambito dell'evento 'Spiedini Letterari' organizzato dalla stessa associazione Orsa Maggiore. Una parte dei libri che costituiscono il fondo della 'Biblioteca' sono stati donati da Alessandro Cannavò, giornalista del Corriere della Sera e figlio di Candidò Cannavò, storico direttore della Gazzetta dello Sport, e da Matilda Editrice.



Nel corso della serata, inoltre, il presidente della cooperativa Medtraining, Carmine Spagnuolo, presenterà anche la 'La valigia dei libri', progetto itinerante di interesse culturale che punta a promuovere il piacere della lettura in vari angoli del palese, dedicando un'attenzione privilegiata ai bambini e ai ragazzi - italiani e migranti - che risiedono nel territorio. Durante la serata degli 'Spiedini Letterari' si svolgerà anche la premiazione dei vincitori del concorso letterario 'In Rotta di Tradizione', promosso dall'associazione Orsa Maggiore con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale con l'obiettivo di raccontare e far raccontare le varie rotte di collisione alle quali va incontro la tradizione, durante il suo lungo viaggio nel tempo ma anche nello spazio. A partire dalle ore 21, quindi, si susseguiranno le premiazioni della Sezione Junior, Sezione Racconto Breve, Sezione 140 Caratteri. Al termine, è previsto l'intervento del Professor Trifone Gargano dell'Università degli Studi di Foggia, chiamato ad introdurre il racconto collettivo vincitore della Sezione Racconto A Bivio.


Alle ore 23.15 l'intervento di Rocchina Cericola sul tema 'Le sentinelle dei rifiuti di Torino e la raccolta cibo insieme ai profughi', a cui seguiranno i 'Monologhi migratori' a cura di Leonarda Poppa e la condivisione del progetto di doposcuola volontario e gratuito avviato nell'ambito dello SPRAR. A mezzanotte appuntamento con 'Il quizzone letterario: secondo gioco interattivo a premi della serata' ed intrattenimento musicale a cura de 'Il Grigio'. La manifestazione sarà accompagnata da una cena a buffet, a cura dell'agriturismo 'Il Brutto Anatroccolo'. Per info e prenotazione: 392.908588 / 0881.964160.






La manifestazione contro il mancato avvio dei servizi per gli studenti non vedenti
Bari, i non vedenti della Puglia in protesta al Palazzo della Regione Puglia

Riceviamo e pubblichiamo la nota con cui il Presidente del Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Luigi Iurlo, comunicaa per il 21 dicembre una manifestazione di protesta sotto il Palazzo della Regione Puglia

 

Il Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha lungamente pazientato, confidando nelle più volte manifestate promesse e assicurazioni del Presidente Regionale Emiliano, dell’Assessore Negro, dei Dirigenti al Welfare della Regione Puglia, del Sindaco della Città Metropolitana di Bari e dei Presidenti delle altre Province, ma ora ritiene motivatamente che la situazione si è fatta insostenibile:   il servizio di supporto specialistico scolastico ed extrascolastico in favore degli studenti disabili visivi frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, realizzato in continuità da oltre 20 anni in tutta la Regione, non è stato avviato in nessuna delle province pugliesi e il servizio di Centro Diurno e assistenza  domiciliare ai videolesi  pluriminorati, avviato solo nella Città Metropolitana di Bari, si teme possa essere interrotto a partire dal prossimo mese di gennaio.

 

Si è chiesto ripetutamente da oltre tre mesi, con modi rispettosi e pacati, all’Assessorato al Welfare della Regione Puglia, al Sindaco della Città Metropolitana di Bari e ai Presidenti delle Province pugliesi di provvedere tempestivamente a garantire per i disabili visivi, anche pluriminorati, i servizi, di cui all’art. 17, comma 1, lett. e), della L.R. 19/2016,  già posti in essere nello scorso anno scolastico, in modo da non determinare alcuna interruzione delle prestazioni, con conseguente disagio per coloro che legittimamente ne hanno usufruito, e di avviare il previsto monitoraggio degli stessi servizi, individuando, gradualmente e in modo condiviso e senza inutili atti d’imperio, anche forme alternative di erogazione, gestione e finanziamento degli interventi già in essere nel precedente anno scolastico.

 

Tuttavia si deve riconoscere con rammarico che tanta prudenza, rispetto e attenzione per i rappresentanti dei nostri enti locali si è rilevata del tutto inutile: ad oltre tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico, i servizi non sono stati avviati e neppure il previsto tavolo di discussione con le associazioni dei disabili, luogo in cui speravamo di evidenziare le specificità con cui va garantito il diritto allo studio dei disabili visivi e di concordare le modalità di realizzazione degli interventi dovuti, è stato convocato. Siamo di fronte ad una palese e gravissima interruzione di pubblici servizi fondamentali per  il livello di qualità della vita degli alunni e delle persone cieche, ipovedenti e videolese pluriminorate.

 

L’unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è costretta a metter in atto plateali azioni di protesta e, a questo punto, chiede espressamente e con forza l’intervento e la tutela da parte della magistratura per assicurare un diritto costituzionalmente garantito che nessun capotico 'Allegato Tecnico', predisposto da Dirigenti regionali preoccupati solo di risparmiare risorse sulla pelle dei disabili visivi e, cosa ancora più deplorevole, sulla pelle dei videolesi pluriminorati, i più deboli tra i disabili,  potrà negare.






La Regione Puglia presenta i dati dell’ultimo report del registro delle MR
Malattie rare, sono oltre 15 mila le persone affette in Puglia

I residenti in Puglia con diagnosi di Malattia Rara sono, secondo l’ultimo report del registro malattie rare, 15.227. Maggiormente colpiti i bambini sino ai 15 anni di età e gli adulti sino ai 40/45 anni di età. Le malattie rare sono patologie potenzialmente letali o a rischio elevato di disabilità cronica, caratterizzate da bassa prevalenza ed elevato grado di complessità. Si definisce malattia rara quella condizione che presenta una prevalenza uguale o inferiore a 5 casi ogni 10.000 persone. Il numero di malattie rare (MR) è elevato. Orphanet, il portale dedicato alle malattie rare, censisce oltre 8.000 differenti entità nosologiche, che colpiscono tra il 6 % e l'8 % della popolazione europea.

 

In Puglia, il Coordinamento Regionale malattie Rare è attivo da soli sei anni e ha realizzato importanti iniziative per promuovere prevenzione, sorveglianza, diagnosi e terapia delle terapie rare. Ha inoltre sviluppato un registro regionale che contiene informazioni sugli oltre 15.000 cittadini pugliesi con diagnosi di una malattia rara (tra quelle comprese nei LEA). Le MR colpiscono bambini e anziani. I residenti in Puglia con diagnosi di Malattia Rara sono, secondo l’ultimo report del registro malattie rare, 15.227. Maggiormente colpiti i bambini sino ai 15 anni di età e gli adulti sino ai 40/45 anni di età. La Puglia è l’unica Regione italiana ad aver dedicato Fondi Strutturali Europei alle malattie rare. L’AReSS Puglia ha, inoltre, bandito cinque borse di studio per giovani ricercatori pugliesi. La Puglia cofinanzierà, con questa progettualità sperimentale in corso di espletamento e per prima tra le Regioni Italiane, le Associazioni di volontariato impegnate a sostenere la ricerca a favore dei propri malati. Sono alcuni dei dati emersi la scorsa settimana in occasione dell’incontro in cui la Regione Puglia ha fatto lo stato dell’arte delle Malattie Rare in Puglia e l’analisi delle risposte sanitarie in campo e della ricerca scientifica.

 

Con questo obiettivo, infatti, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha convocato tutti i firmatari del ‘Patto di intesa a favore della ricerca e dell’assistenza ai bambini e alle persone con malattia rara’ (CoReMar, Aress Puglia, Associazioni di volontariato, Università pugliesi, ASL, Ospedali, Pediatri e Medici di famiglia). Il patto è stato siglato il 20 febbraio 2015 e poi consolidato a febbraio 2016 con la sottoscrizione del Piano Operativo 2015-2018, il documento che identifica e rende operativi gli strumenti più avanzati dell’assistenza e mette le basi per una piattaforma logica di connessione tra i luoghi della ricerca e quelli della ‘care’ partendo dai bisogni espressi dalle persone con malattia rara e dalle loro famiglie.

 

“Oggi le famiglie con pazienti affetti da malattie rare potranno aspettarsi un deciso miglioramento della gestione dei loro cari – ha aggiunto il direttore Giancarlo Ruscitti, direttore del Dipartimento Promozione della salute e del benessere della Regione Puglia – sabato abbiamo presentato lo screening neonatale per tutti i bimbi pugliesi, oggi abbiamo anche la capacità di ricevere e individuare le patologie, abbiamo i centri che possono non solo fare screening ma anche prescrivere i trattamenti e, laddove fosse necessario, indirizzare i pazienti a centri nazionali che, collaborando con noi, possono risolvere il problema facendolo gestire direttamente sul territorio. Insomma – ha concluso Ruscitti – oggi si può essere diagnosticati, trattati e curati presso il proprio domicilio, non si dovranno più fare i viaggi della speranza fuori regione”.

 

Le malattie rare sono malattie molto gravi quindi ad alta complessità assistenziale. La Regione Puglia ha quindi messo a punto un modello assistenziale innovativo, che si chiama medicina di iniziativa. “La medicina di iniziativa – ha spiegato Giuseppina Annicchiarico, coordinamento regionale malattie rare – è un modello che, utilizzando sistemi informativi in grado di avere dati omogenei provenienti da tutto il territorio regionale, ci consente di individuare i bisogni prima dell’insorgenza. Quindi conoscere dove sono gli ammalati e quanti sono e soprattutto di cosa sono affetti, ci permette di avvertire i bisogni allertando il sistema e i servizi. Il nostro obiettivo è facilitare l’accesso ai servizi. Sono malattie spesso incurabili e molto complesse per cui spesso le famiglie affrontano viaggi importanti, ma al ritorno a casa si deve garantire la trasformazione di un piano terapeutico in un piano di cura. Oggi siamo già in grado di soddisfare molte cose. La rete funziona molto bene, fino a qualche tempo fa non riuscivamo a garantire quello che garantiamo oggi”. Per approfondire: www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&id=21205&opz=display






Il prossimo mese di gennaio sarà pubblicato l’Avviso. Fondo con dotazione di 150 mila euro
Regione Puglia, bando per i Comuni: parchi gioco per bambini con disabilità

Sarà pubblicato il prissimo mese di gennaio un bando per i Comuni che vogliono adeguare i parchi gioco per la fruibilità di tutti i bambini, in particolar modo per i bambini con disabilità. Lo annuncia l'assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Anna Maria Curcuruto che informa che (del. n. 1971 del 30/11/2016) la Giunta Regionale ha approvato il 'Regolamento per l'adeguamento dei parchi gioco comunali alle esigenze dei bambini con disabilità', ai sensi dell'art. 18 della LR n. 23/2016.


"L'atto regionale - si legge nella nota diramata dalla Regione - istituisce un Fondo destinato al rimborso delle spese sostenute dai Comuni che intendano favorire la piena integrazione dei bambini con disabilità mediante l'inserimento, nei parchi gioco, di attrezzature da tutti utilizzabili. Per favorire la progettazione e la realizzazione di questo progetto, il Fondo ha una dotazione di 150mila euro. Il Regolamento passato all'esame dell'Esecutivo, indica le tipologie degli interventi finanziabili, i criteri di valutazione e l'entità massima del finanziamento concedibile ad ogni Comune.
Il bando relativo al Regolamento sarà pubblicato nel mese di gennaio 2017".






Proseguirà fono al gennaio l’esposizione delle opere all’interno della cripta della Cattedrale
Foggia, Caritas: la mostra con i presepi realizzati dai detenuti e dai poveri

Proseguirà fino al 6 gennaio la mostra presepiale ospitata nella cripta della Cattedrale di Foggia. Nove in tutto i presepi in mostra, quattro dei quali sono stati realizzati dai detenuti del carcere foggiano, mentre gli altri cinque sono il frutto dei corsi di artigianato tenuti nel corso del 2016 presso i laboratori della Caritas diocesana di Foggia- Bovino. La costruzione delle piccole opere d'arte è stata possibile grazie alla guida del maestro artigiano Tommaso Totta, avolontario presso la Caritas. “Sono particolarmente orgoglioso del lavoro svolto dai detenuti - racconta il maestro Totta - si sono applicati con molta serietà e precisione. Il nostro è stato un impegno che si è protratto per diversi mesi. Dallo scorso marzo fino a novembre, per la precisione. Mi sono recato personalmente in carcere per due volte a settimana, e devo dire che per quella gente questa esperienza è stata preziosa, lavorare insieme era diventato un motivo per socializzare e riflettere".

 

Tre dei presepi esposti si rifanno alla tradizione popolare, in particolar modo a quella del meridione d'Italia, a quella napoletana nello specifico, con la riproduzione in scala di alcuni dei suoi inconfondibili scorci. Al contrario, una delle natività è stata ambientata nel deserto, all'interno di una tenda, nel mezzo di un'oasi. Positivo il bilancio tracciato da don Francesco Catalano, direttore della Caritas diocesana Foggia-Bovino: “Un'esposizione ambientata in un luogo suggestivo come questo è l'occasione per mostrare come valga la pena investire in progetti, in iniziative che permettano alle persone svantaggiate, ai poveri ed ai detenuti di riscattarsi e tirare fuori il meglio di se". Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi 8x1000 della Conferenza Episcopale Italiana, ed al sostegno della Fondazione Banca del Monte di Foggia.

 

“Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, perché è possibile rieducare anche grazie all'impegno - insiste don Francesco Catalano - . La presentazione alla cittadinanza dei presepi realizzati dai detenuti, ha proprio l'obiettivo di sensibilizzare il prossimo in merito al tema della carcerazione. Bisogna avere in mente esempi come questo quando parliamo di misura rieducativa della pena. Anche per chi è in carcere esiste sempre una seconda possibilità".






L’8 dicembre l’iniziativa dell’associazione Orizzonti per abbattere le barriere culturali e sociali sulla disabilità
Bisceglie, ’Lo sport è di tutti’: scende in campo la ’diversità sportiva’

Dopo il successo della prima edizione, ritorna anche quest’anno la manifestazione sportiva 'Lo sport è di tutti' promosso dall’Associazione Orizzonti. Toccherà al Paladolmen di Bisceglie ospitare il grande evento sportivo-solidale:giovedì 8 Dicembre 2016 dalle ore 16,30 alle ore 20.30 scenderà in campo la 'diversabilìtà sportiva'. L’impegno dell'Associazione di promozione sociale Orizzonti verso un tema particolarmente attuale permetterà di accendere i riflettori in favore di coloro che vivono quotidianamente il rischio dell’esclusione a causa di una disabilità di qualunque genere, continuando a sensibilizzare e allo stesso tempo abbattere ogni tipo di barriera architettonica e non, insita nella nostra società. Il programma di quest’anno si intensifica con nuove discipline sportive che daranno la possibilità sia ai disabili che ai normodotati di misurarsi con i propri limiti.

 

Sul parquet del Paladolmen Biscegliese scenderanno in campo per inaugurare la manifestazione sportiva tre società di basket, quali Lions basket S.S.D. Arl, Juve Trani Basket e l’A.S.D. Fortitudo basket Trani con i loro settori giovanili, che disputeranno un mini triangolare, ed i loro top player, assieme ai ragazzi dei Cavaliers Basket Tani e Avis basket Trani,  della prima squadra che si esibiranno in una mini partita di basket in carrozzina contro  le squadre  di basket in carrozzina  Sportinsiemesud  Barletta e HBari2003. Successivamente sarà la volta dell’A.D. Tennis Team Trani e dell’A.D. Scherma  Trani a fare da padroni includendo ragazzi disabili,  contro professionisti normodotati delle due discipline che si adatteranno alla disabilità,  in alcune esibizioni di queste eccelse discipline sportive. Durante la manifestazione ci saranno delle esibizioni di danza e teatro rappresentate dalle scuole di Studio Danza Trani, New Dance Academy Bisceglie e l’Associazione Culturale Fragipamafra Bisceglie che da sempre si occupano di includere ragazzi disabili nelle loro attività, infatti in ogni stacchetto danzante e teatrale ci sarà la presenza di ragazzi diversamente abili. Inoltre, saranno protagonisti della manifestazione anche i campioni italiani 2015 di danza sportiva in carrozzina Tarek Drago e Sara Greotti.

 

Infine ci saranno i calciatori dell’ASD-UIC Bari, nonché squadra calcistica non vedenti detentrice della coppa Italia Nazionale 2016, a cui si affiancheranno calciatori professionisti di calcio a 5 dell’A.S.D. Futsal Bisceglie 1990 e  calcio a 11 che si adatteranno alla cecità, insieme disputeranno dei tiri liberi in porta segnando con i loro goal un risultato che attraversa ogni tipo di barriera e va oltre i pregiudizi. Di seguito i piccoli delle squadre di calcio del  Real Bisceglie e della Fidelis Andria  si esibiranno in un mini incontro calcistico. Durante la manifestazione la libreria Miranfù di Trani provvederà  a realizzare sorprese e spettacoli  ricreativi per i più piccoli includendo senza distinzione alcuna tutti i bambini. L'evento sarà presentato da Marco & Chicco e interverranno come ospiti l'arbitro di serie A Antonio Damato ed il campione paraolimpionico pugliese Luca Mazzone. Non ultimo e meno importante, la creazione di un fondo per fronteggiare le costanti lacune del territorio riguardanti le diverse abilità.

 

“La disabilità è un tema che ci sta molto a cuore – spiegano Sante Varnavà e Carlo Impera, organizzatori per l’Associazione Orizzonti dell’evento - e desideriamo approfondirlo sempre più per migliorare la vita di chi vive una disabilità. È’ importante iniziare a calarci tutti nei panni di chi ha difficoltà persino a muoversi liberamente nella propria città, per questo cerchiamo attraverso lo sport di sensibilizzare, includere e superare i limiti ancora persistenti. A tal fine cogliamo l'occasione per ringraziare le amministrazioni comunali di Bisceglie e Trani e tutti coloro che con l'apporto del proprio entusiasmo e con la personale partecipazione permetteranno a tale evento di vivere e ripetersi nel tempo”.

 





Gli interventi di Antonio Nappi, Cesare Moreno e Pier Paolo Inserra ’Nei cantieri della città del noi’
Operatori sociali, l’importanza di continuare a sognare

Difficoltà ad aspirare, a sognare, a desiderare, a costruire una vita migliore. Una vita più inclusiva per tutti. Per chi vive in condizioni di fragilità sociale e per gli operatori sociali che ogni giorno incontrano storie, persone, umanità ferite. ‘Nei cantieri della città del noi. Dissodare risorse per contrastare diseguaglianze', aveva proprio l’obiettivo di rimettere al centro del dibattito il ‘noi’, le persone, il confronto. Il convegno nazionale promosso dal mensile Animazione Sociale e svoltosi a Bari dall'1 al 3 dicembre, ha favorito l’incontro e la riflessione proprio su queste tematiche. SpazioSociale ha raccolto le dichiarazioni di Antonio Nappi, Presidente dell'Ordine Assistenti Sociali della Puglia, Cesare Moreno, presidente Associazione Maestri di Strada, Pier Paolo Inserra, Ricercatore Sociale - Parsec.

e.m.

 





Pubblicato il rapporto sulle ’Condizioni di vita e reddito - Anno 2015’. Male il Mezzogiorno
Istat, il 28,7% dei residenti in Italia a rischio di povertà o esclusione sociale

Nel 2015 si stima che il 28,7% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale ovvero, secondo la definizione adottata nell'ambito della Strategia Europa 2020, si trovano almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro. Il Mezzogiorno è ancora l'area più esposta: nel 2015 la stima delle persone coinvolte sale al 46,4%, dal 45,6% dell'anno precedente. La quota è in aumento anche al Centro (da 22,1% a 24%) ma riguarda meno di un quarto delle persone, mentre al Nord si registra un calo dal 17,9% al 17,4%. Le persone che vivono in famiglie con cinque o più componenti sono quelle più a rischio di povertà o esclusione sociale: passano a 43,7% del 2015 da 40,2% del 2014, ma la quota sale al 48,3% (da 39,4%) se si tratta di coppie con tre o più figli e raggiunge il 51,2% (da 42,8%) nelle famiglie con tre o più minori.

 

Sono solo alcuni dei dati pubblicati dall'Istat nel rapporto sulle 'Condizioni di vita e reddito - Anno 2015'. Aumenta la quota di individui in famiglie che dichiarano di non poter sostenere una spesa imprevista di 800 euro (da 38,8% a 39,9%) e di avere avuto arretrati per mutuo, affitto, bollette o altri debiti (da 14,3% a 14,9%). Peggioramenti più marcati si osservano in particolare per gli individui in coppie con almeno tre figli: la quota di chi dichiara di non poter sostenere una spesa imprevista di 800 euro passa dal 48,1% al 52,8% e quella di chi ha avuto arretrati per mutuo, affitto, bollette o altri debiti dal 21,7% al 30,4%, contribuendo all'aumento di 3 punti percentuali dell'indicatore sintetico di grave deprivazione materiale.

 

Secondo il rapporto, inoltre, la metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.190 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese), sostanzialmente stabile rispetto al 2013; nel Mezzogiorno scende a 20.000 euro (circa 1.667 euro mensili). Fra le famiglie che hanno come fonte principale il reddito da lavoro, una su due dispone di circa 29.406 euro se si tratta di lavoro dipendente e di non più di 28.556 euro nel caso di lavoro autonomo. Per le famiglie che vivono prevalentemente di pensione o trasferimenti pubblici la somma scende a 19.487 euro. Includendo gli affitti figurativi, si stima che il 20% più ricco delle famiglie percepisca il 37,3% del reddito equivalente totale, il 20% più povero solo il 7,7%. Dal 2009 al 2014 il reddito in termini reali cala più per le famiglie appartenenti al 20% più povero, ampliando la distanza dalle famiglie più ricche il cui reddito passa da 4,6 a 4,9 volte quello delle più povere






Si è svolta a Bari il convegno nazionale promosso dalla rivista Animazione Sociale
’Nei cantieri della città del noi’ per ridare fiducia agli operatori sociali

Lavorare nel sociale significa avere a cuore il benessere delle persone, ma significa anche avere in mente un'idea di cittadinanza inclusiva, che non lasci indietro nessuno. Neanche gli operatori del sociale. Perché in tempi di diseguaglianze, il rischio di esclusione è sempre molto elevato. Ed allora, è bene condividere e valorizzare gli esperimenti che mostrano come le città siano luogo di sofferenze, ma anche giacimenti di risorse. Il convegno nazionale ‘Nei cantieri della città del noi. Dissodare risorse per contrastare diseguaglianze' - svoltosi a Bari dall'1 al 3 dicembre su iniziative della rivista Animazione Sociale in collaborazione con altre realtà del territorio - aveva proprio queste finalità. E la tre giorni si è rivolta, principalmente, al mondo delle professioni sociali, educative, di cura. Oltre 600 iscritti e 60 relatori per costruire ‘la città de noi' e per ridare fiducia agli operatori del sociale. SpazioSociale ha intervistato Duccio Demetrio, Filosofo e Francesca Bottalico, assessora al Welfare del Comune di Bari.

e.m.

 

 





Pubblicato l’avviso. Domande da giovedì 15 dicembre. Sono 536 i progetti che saranno sostenuti
Regione Puglia, Progetti di Vita indipendente per persone con disabilità

Favorire l'autonomia delle persone con disabilità. E' questo l'obiettivo attorno a cui si struttura il nuovo avviso, appena approvato, per i Progetti di Vita indipendente in favore delle persone con disabilità della Puglia. Il progetto, finanziato dalla Regione Puglia a partire dal 2013, è volto alla costruzione e alla realizzazione di un progetto globale di vita indipendente attraverso il finanziamento di quelle misure e tecnologie necessarie per sviluppare l'autonomia e abbattere le barriere non solo architettoniche ma anche immateriali utili all'inserimento socio-lavorativo e alla valorizzazione delle proprie capacità funzionali nell'agire sociale. Accedono alla misura tutte le persone disabili (persone con disabilità motoria, persone non vedenti, persone affette dalla Sindrome di down e disabilità psichiche lievi/medie ovvero affette da gravi patologie neurodegenerative che abbiano già prodotto permanenti limitazioni alla capacità autonoma di movimento), residenti in Puglia da almeno 12 mesi in età compresa tra i 16 e i 64 anni, con ISEE socio-sanitario in corso di validità, non superiore a 20.000,00 euro per gli adulti e non superiore ai 30.000,00 euro per i minori.

 

La nuova edizione della sperimentazione regionale mette in campo 6.835.000,00 euro e consente di sostenere 536 progetti di autonomia per le persone con disabilità. Per ciascun PRO.V.I. è riconosciuto un massimo di 15.000,00 euro per un anno, equivalente a un massimo di 1.250 euro di quota mensile. Le domande, esclusivamente on line, potranno essere presentate sulla piattaforma dedicata all'indirizzo http://www.sistema.puglia.it/portal/page/portal/SolidarietaSociale/PROVI, a partire dalle ore 12 di giovedì 15 dicembre 2016. La scadenza è prevista per le ore 12 di martedì 31 gennaio 2017.

 

Il nuovo avviso prevede tre linee di intervento: Linea A finanziata con risorse regionali (5milioni di euro) è dedicata alla disabilità motoria per dare continuità ai progetti dei 225 beneficiari dello scorso avviso, garantendo stabilità ad un percorso già avviato ma anche aumentandone la platea. Linea B, in questo caso i progetti PRO.V.I. sono finanziati dal Ministero e sono indirizzati a persone con disabilità psichiche lievi/medie, sindrome di down e non vedenti. Questa misura è riservata a 15 Ambiti territoriali pugliesi (Barletta, Cerignola, Altamura, Casarano, Gagliano del Capo, Conversano, Martina Franca, Grottaglie, Massafra, Putignano e Galatina, Gioia del Colle, Maglie, Troia e San Severo), individuati con determinati criteri definiti dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Linea C fa riferimento a tutti quegli interventi innovativi e sperimentali nell'ambito del co-housing sociale dell'abitare in autonomia: in questo caso la misura è rivolta esclusivamente a disabili motori.

 

"La forza del PRO.V.I. risiede nella filosofia stessa dei progetti di vita indipendente – sottolinea l'assessore regionale al Welfare Salvatore Negro - non intesi come sostituzione dei servizi di cura e di assistenza, ma come risposta ad un altro bisogno: la domanda di autonomia, di qualità della vita, di esigenze individuali che hanno bisogno di risposte individuali".






Dall'accoglienza all'autonomia: percorsi di integrazione per i titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo.

Dall’emergenza alla speranza di un futuro.
Le famiglie con bambini accolte presso il  C.A.R.A. (Centro di accoglienza per Rifugiati e Richiedenti Asilo) di Borgo Mezzanone saranno trasferite, entro sabato 22 dicembre 2012 presso le strutture messe a disposizione dei progetti SPRAR (Sistema di protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) su tutto il territorio italiano, in virtù dell’ampliamento dei posto messi a disposizione.
Pertanto, la consegna dei giocattoli raccolti dai volontari delle associazioni che hanno collaborato con la Cooperativa “IRIS” per la realizzazione delle iniziative di Natale, sarà anticipata a venerdì 21. Gli operatori del Progetto Capitanata Solidale, che al C.A.R.A. svolgono attività di animazione, alfabetizzazione e orientamento legale, con i volontari delle associazioni coinvolte nell’iniziativa, consegneranno i giocattoli ai bambini, pronti a partire, con le proprie famiglie, verso nuove realtà, con la speranza di iniziare, giorno dopo giorno, a costruirsi un futuro, oltre l’accoglienza.

Foggia – Lo scorso 30 novembre, la Commissione interministeriale per il sostegno alle vittime di tratta, violenza e grave sfruttamento del Dipartimento per le Pari Opportunità ha approvato i progetti “Roxana 13” e “Aquilone 7”, presentati dalla Provincia di Foggia – Assessorato alla Solidarietà e alle Politiche Sociali, in partenariato e con il cofinanziamento della Provincia di Avellino – Assessorato alle Pari Opportunità.

“È per noi motivo di grande soddisfazione – ha detto l’assessore provinciale alle Politiche Sociali, Antonio Montanino – poter continuare le attività di contrasto alla tratta di esseri umani e alla riduzione in schiavitù iniziate, ormai oltre 12 anni fa, con il primo progetto “Roxana” e proseguite negli anni e dal 2006 in sinergia con i progetti “Aquilone”. Sono tra i progetti più longevi del nostro Ente – ha sottolineato – a dimostrazione della validità delle azioni messe in campo in questi anni per combattere un fenomeno dilagante e molto complesso. Del resto, i numeri parlano chiaro: sono 231 i beneficiari accolti nei Progetti “Roxana” fino a questo momento, 23 solo nell’ultimo anno e 84 le persone ospitate in “Aquilone”, 18 negli ultimi dodici mesi”.
Per il Progetto “Roxana 13” la Commissione interministeriale per il sostegno alle vittime di tratta ha disposto un finanziamento di € 48.757,80, pari al 70% dell’importo complessivo di € 69.654, cofinanziato con € 20.896,2 dalle due Province. Per “Aquilone 7” ha invece approvato un finanziamento di € 63.700,99, corrispondente all’80% dell’importo complessivo di € 79.626,24, che sarà cofinanziato dalle due Province con € 15.925,25. Nell’ambito di “Roxana 13” e “Aquilone 7”, che avranno inizio il 22 dicembre 2012, in continuità con i progetti precedenti, saranno realizzati percorsi individualizzati di assistenza, attraverso l’accoglienza in strutture mirate e gestite da operatori qualificati e saranno garantiti assistenza e sostegno psico-socio-sanitario e un percorso di integrazione sociale.
Fondamentale, come ogni anno, sarà il lavoro di prevenzione e riduzione del danno, realizzato dagli operatori dell’unità mobile mentre sono già partiti gli incontri di sensibilizzazione ed informazione sul tema della tratta rivolti agli studenti delle quinte classi delle scuole secondarie superiori. Al momento, hanno già aderito i seguenti Istituti di Capitanata: “Einaudi” di Torre di Lama; “Olivetti” di Deliceto; “Rosmini” di Lucera; “Pavoncelli” di Cerignola; “Einaudi” di Foggia; “Vittorio Emanuele III” di Lucera e “Pacinotti – Frassati” di Sant’Agata di Puglia.
Sono partner dei nuovi progetti “Roxana 13” e “Aquilone 7”, in Capitanata: gli Ambiti Territoriali di Foggia, Manfredonia, San Severo, Cerignola, Vico del Gargano, Troia, San Marco in Lamis; Prefettura di Foggia; Questura di Foggia; Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia; A.S.L. Foggia; Dipartimento Dipendenze Patologiche di San Severo; Azienda Ospedaliero-Universitaria – Ospedali Riuniti di Foggia; C.C.I.A.A. di Foggia; Confindustria Di Foggia; Università degli Studi di Foggia – Cattedra di Antropologia culturale; Caritas Diocesana di Foggia; Fondazione Fasano-Potenza – Foggia; Ass. Progetto Futuro Uno – Foggia/San Giovanni Rotondo; Coop. Sociale IRIS di Manfredonia; Coop. Sociale Il Filo di Arianna – San Severo; Ce.Se.Vo.Ca. – Foggia. In provincia di Avellino: Provincia di Avellino; Consorzio dei Servizi Sociali Ariano Irpino; Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia; Consorzio dei Servizi Sociali Altavilla Irpina; Consorzio dei Servizi Sociali Atripalda; Questura di Avellino; Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino; A.S.L. Avellino; Caritas Diocesana di Avellino; Ass. Laboris – Lioni (AV); C.I.F. Provinciale Avellino; Ass. Gaia – Avellino, Coop. We Care – Sant’Andrea di Conza (AV).
In Puglia e nel resto d’Italia: Regione Puglia, Regione Piemonte, Regione Liguria, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Umbria, Regione Toscana, Regione Calabria; Provincia di Lecce, Provincia di Roma; Ass. Giraffa – Bari; Ass. Micaela – Adelfia (BA); Coop. Dedalus – Napoli; Ass. On the Road – Martinsicuro (TE); Diocesi di Pistoia; Ass. Cestrim – Potenza; Ass. Lule – Abbiategrasso (MI); Coop. Sociale Lotta Contro l’emarginazione – Sesto San Giovanni (MI); Coop. Sociale Proxima – Ragusa; Coop. Sociale Magliana 80 – Roma; Congregazione Figlie della Carità – Cagliari; Ass. La Strada – Bolzano; Ass. Penelope – Taormina (ME); Ass. Acuarinto – Agrigento; Ass. Tampep – Torino; Ass. Papa Giovanni XXIII – Rimini.

Ha avuto inizio con il Mercatino di Natale organizzato dal Comitato “Christmas Carol” e con la partecipazione al mercatino dell’associazione “Diomedes” la serie di iniziative della Cooperativa “Iris”, da anni impegnata in diverse attività legate al sociale.

 


Tra mercatini multietnici, stand gastronomici, animazione e colori, le iniziative organizzate in occasione delle feste natalizie sono sempre state un momento di incontro e arricchimento culturale fra i volontari e gli operatori che, instancabili, lavorano accanto agli immigrati ospiti del Progetto “Capitanata Solidale” e alle associazioni di volontariato con le quali la cooperativa collabora.
Il 17 dicembre, presso il salone della Chiesa San Michele, avrà luogo la festa organizzata con l’Associazione Sportiva Dilettantistica Delfino di Manfredonia, alla quale parteciperanno tutti i ragazzi che ne fanno parte, insieme con gli operatori e i volontari della Cooperativa “IRIS” con la collaborazione del Gruppo Scout Indipendente Manfredonia  e l’ A.V.S. Sant’Orsola,
Il 19 ritorna la festa presso la Casa di Riposo “Anna Rizzi”, un momento molto atteso dai giovani scout, dai volontari, dagli operatori e dagli ospiti del progetto “Capitanata Solidale”, lieti  di condividere gioia ed energia, in associazione con l’Associazione Carabinieri Manfredonia, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Delfino e il gruppo Scout Indipendenti.
Sabato 22 dicembre, a Borgo Mezzanone, presso la circoscrizione, gli operatori del Progetto “Capitanata Solidale”, che svolgono la loro attività di animazione e orientamento legale presso il C.A.R.A., consegneranno i giocattoli raccolti dagli scout ai bambini ospiti del Centro di Accoglienza per Rifugiati e Richiedenti Asilo, con la partecipazione del circolo Gulliver Legambiente di Manfredonia, l’Associazione Delfini e la Croce Rossa.
Domenica 23, a partire dalle 18, presso il  LUC, Laboratorio Urbano Culturale "Peppino Impastato", grande festa di tutte le associazioni, con la Cooperativa “IRIS”, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Delfino di Manfredonia, il Gruppo Scout Indipendente Manfredonia, l’associazione Nazionale Carabinieri, e la sezione sipontina di Fiat 500 Club.Ha avuto inizio con il Mercatino di Natale organizzato dal Comitato “Christmas Carol” e con la partecipazione al mercatino dell’associazione “Diomedes” la serie di iniziative della Cooperativa “Iris”, da anni impegnata in diverse attività legate al sociale.

Diverse le realtà  della provincia di Foggia che hanno ottenuto il finanziamento

Sono stati pubblicati nei giorni scorsi, sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 186 del 22.11.12, la Determinazione del Dirigente Servizio Formazione Professionale n. 1806 del 20 novembre 2012, relativa all'approvazione della graduatoria di ‘Progetti Innovativi Integrati per l'Inclusione Sociale di Persone Svantaggiate', per un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro. Obiettivo dei progetti quello di promuovere percorsi di inclusione sociale per soggetti deboli attraverso interventi specifici che sostengano politiche di prevenzione del rischio di esclusione sociale e, allo stesso tempo, che promuovano migliori condizioni di vita di cittadini e famiglie in condizione di svantaggio economico.

In Capitanata, dunque, sono stati ammessi al finanziamento regionale i seguenti Progetti: Elpendù (Cerignola), con ‘Integrare e differenziare' (€ 227.968); Medtraining (Foggia) con ‘Atelier Lavoro' (€ 247.000); ENAC Puglia (Foggia) con ‘Insieme: percorsi di inclusione sociale e lavorativa per minori' (€ 136.000); IRFIP (Lucera) con ‘POLIS - Percorsi Orientamento al Lavoro per l'Inclusione Sociale' (€ 123.345); Mondo Nuovo (Lucera) con ‘Workin in progress' (€ 123.345); Iris (Manfredonia) con ‘Articolo 1' (€ 61.704,33); ACLI Provinciale di Foggia (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) con ‘Il futuro insieme' (€ 60.900); ITCA/FAP onlus (San Marco in Lamis) con ‘Amaltea' (€ 136.761); Aranea Smile Puglia con ‘Il sole per tutti' (€ 246.993); Medtraining (Vico del Gargano) con ‘Obiettivo Lavoro' (€ 107.694).

Giovedì 13 dicembre un convegno fra associazioni ed Asl per avviare l’organismo

'Famiglie utenti cittadini servizi, insieme per fare salute mentale - Verso la Consulta'. Questo il titolo dell'incontro in programma giovedì 13 dicembre, presso l'Auditorium dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Foggia (Via Acquaviva, 48), a partire dalle ore 8.30. L'incontro è promosso dal Coordinamento delle Associazioni dei familiari dei disagiati psichici di Capitanata in collaborazione con l'ASL Fg e il Ce.Se.Vo.Ca. (Centro Servizi per il Volontariato di Capitnata) di Foggia.

Il programma prevede gli interventi di Claudia Cignarella, Presidente dell'Ass. Noos di Foggia; Filomena Minelli, dell'ADaSaM San Severo; Antonio R. Pettolino di Bel Lombroso di San Marco in Lamis; Stefano Atzori di GarganicaMente; Maria Francesca Notarangelo dell'Ass. Genoveffa De Troia di Monte Sant'Angelo; Maria Clara Di Gioia di Noos; Livio Lauriola di Psiché di Manfredonia; Rosaria Caputo di Tutti in Volo di Troia; Lucia Tamburri di Alla Salute; Matteo Giordano, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, relazionerà su "Quale Modello di Dipartimento"; modererà Franco Gugliotta.

Seguiranno gli interventi preordinati, tra cui quello di Giovanni Totta, Presidente del Comitato Consultivo Misto dell'ASL Fg; un dibattito e la Costituzione della Consulta per la Salute Mentale della Provincia di Foggia, con chiusura dei lavori alle ore 13.45.

Promosso dall’Anpis Puglia. Il 9 e l’8 dicembre due momenti sportivi e di socializzazione

Una due giorni dedicata al tema della disabilità mentale, con l'obiettivo di sensibilizzare una maggiore attenzione sull'argomento e di favorire l'integrazione sociale di quanti vivono con questo disagio. Queste le finalità della secondao edizione di 'Tutti in Palla', l'iniziativa promosaa dall'Anpis Puglia per "la cura delle persone con disabilità e/o in situazioni di disagio mentale mediante l'ausilio delle discipline sportive. Lo sport è inteso come mezzo efficace per l'integrazione sociale che permette a tutti di vivere il proprio momento di gloria all'insegna del divertimento, dell'aggregazione e soprattutto dell'amicizia e nel contempo persegue  una campagna di sensibilizzazione e di lotta allo stigma ed alla discriminazione sulla malattia mentale e sulle persone affette" dice Antonio Lo Conte, presidente dell'associazione.

L'edizione di 'Tutti in Palla' di quest'anno, però, prevede due momenti importanti, resi possibili grazie alla collaborazione avviata con l'ACD FOGGIA Calcio ed altri enti istituzionali e sociali. Si comincia domenica 9 dicembre, alle ore 14, presso lo Stadio Pino Zaccheria di Foggia, dove prima dell'inizio della gara del campionato dilettantistico Foggia-Monospolis, sfileranno sul terreno di gioco i gruppi sportivi con operatori, familiari e ragazzi fruitori dei servizi per la tutela della salute mentale provenienti da molte zone della nostra Regione Puglia per ricevere dalle autorità istituzionali, giocatori e tifosi un affettuoso abbraccio di solidarietà.

Il secondo momento, invece, è quello più agonistico, sportivo: il torneo di calcetto in programma tra 11 formazioni composte da persone con disagio mentale, operatori del settore e familiari. L amanifestazione si svolgerà lunedì 10 dicembre dalle ore 9.30 alle 13 presso la Struttura Sportiva K3 in Via Napoli a Foggia. Le squadre partecipanti sono: Associazione Tutti in Palla Foggia, CUS Cerignola, Centro Diurno Il sorriso di Foggia, Associazione Tutti in volo Troia, Cooperativa Anthropos di Bitonto, Polisportiva Elos Bitonto, L'Adelfia Alessano (Lecce) - Alba Mandria, Arcobaleno Lizzano (TA), Epass Bari, Città Solidale Latiano (Brindisi).

Il PAT.GAR dell’Ambito di Manfredonia punta a migliorare la qualità della vita familiare

Scarsa partecipazione dell'uomo alla cura della casa. Forte disoccupazione femminile. Difficoltà per le donne di conciliare la maternità con il lavoro. Servizi pubblici troppo rigidi che non facilitano l'accesso ai servizi. Sono solo alcuni dei dati emersi dall'indagine condotta nell'ambito del progetto ‘PAT.GAR', il Patto del Gargano, l'iniziativa promossa dall'Ambito Territoriale di Manfredonia attraverso i fondi del Patto Sociale di Genere stanziati dalla Regione Puglia. Attraverso workshop, incontri, tavolo tematici e la ricerca che ha coinvolto 227 lavoratori pubblici e privati, il ‘PAT.GAR' aveva come obiettivo quello di individuare le criticità che impediscono la conciliazione dei tempi di vita-lavoro e l'occupazione delle donne, attivando, di conseguenza, politiche di benessere e qualità per le famiglie.

Il progetto, dunque, è arrivato alle battute finali, ma in realtà consegna una serie di riflessioni importanti da cui è possibile pianificare interventi finalizzati a migliorare la qualità della vita delle comunità di Manfredonia, Zapponeta, Monte Sant'Angelo e Mattinata, come ha evidenziato Paolo Cascavilla, assessore comunale alle Politiche Sociali e presidente del coordinamento istituzionale del Piano Sociale di Zona.

A breve, inoltre, l'Ambito Territoriale di Manfredonia metterà in rete il portale del Piano Sociale di Zona con l'intento di far conoscere tutti i servizi presenti sul territorio, con un'attenzione particolare a quelle in favore delle donne e della famiglia.

Emiliano Moccia

Gli interventi previsti spiegati da Maria Teresa Nigro, Dipartimento Pari Opportunità
Dall'inizio del 2012 sono state 115 le donne uccise. Una mattanza, un vero e proprio femminicidio che in Italia sembra essere in continuo aumento. Basti pensare che l'anno preso in esame deve ancora terminare e che nel 2011 le donne assassinate furono 127. Donne uccise per mano del marito, del compagno o del fidanzato. E se non perdono la vita, di sicuro molte donne sono vittime di altre forme di violenza: fisica, psicologica, economica, sessuale, stalking, mobbing. Molte, però, sono anche le donne che vivono nascoste, in silenzio, la loro condizione di violenza. Per questo, il Governo italiano sta lavorando per prevenire e contrastare ogni singola forma di abuso e maltrattamento, come spiega Maria Teresa Nigro, del Dipartimento pari opportunità.

 

La soddisfazione del Banco Alimentare della Daunia Francesco Vassalli Onlus

Foggia, ’Colletta Alimentare’: raccolte più di 33 tonnellate di alimentiIn Capitanata sono state raccolte 33 tonnellate e 698 quintali di alimenti. Questi i dati raggiunti dal Banco Alimentare della Daunia Francesco Vassalli Onlus in occasione della 16^ Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (GNCA), che si è svolta in tutta Italia ed in 55 punti vendita della provincia di Foggia il lo scorso 24 novembre. "Un dato che rispecchia la tendenza degli anni precedenti, segno che nonostante le difficili condizioni economiche la generosità dei donatori resta sempre immutata - ha detto il Presidente del Banco Alimentare della Daunia, Giuseppe Brescia - . La 'Colletta Alimentare è uno straordinario momento per la nostra comunità. Durante questa giornata siamo stati tutti impegnati per un grande obiettivo: aiutare i più bisognosi. L´attività del Banco Alimentare continua per tutto l´anno ed aspettiamo presso la nostra sede di via Manfredonia tutti quei donatori che si sono avvicinati a noi attraverso il piccolo grande gesto della Colletta".

La 16^ edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare ha visto protagonisti più di 9.000 supermercati in tutta Italia. Grazie all'aiuto di più di 130.000 volontari sono state raccolte 9.622 tonnellate di prodotti alimentari, confermando sostanzialmente, nonostante la crisi, il dato dell'edizione 2011 (9.600 tonnellate). Il cibo raccolto sarà ora distribuito alle oltre 8.600 strutture caritative convenzionate con la Rete Banco Alimentare che assistono ogni giorno 1.700.000 poveri.

Il 60% accolto in Comunità Educative o Comunità Familiari. Il resto nella rete dell’affido familiare

Regione Puglia, sono oltre 3mila i minori fuori famigliaSono più di tremila i minori in Puglia che vivono fuori famiglia. 3.081 per la precisione. Minori tra zero e 17 anni che per effetto del Tribunale per i minorenni sono stati allontanati temporaneamente dalle loro famiglie a causa di situazioni di grave marginalità sociale, assenza di figure genitoriali, episodi di abusi e maltrattamenti. Di questi, 717 sono minori stranieri e ben 579 minori stranieri non accompagnati.

Il 60% dei piccoli allontanati dalle famiglie d'origine sono inseriti in strutture residenziali, come le Comunità Educative o le Comunità Familiari. Percorsi di accoglienza che hanno in media 6-8 posti letto, sinonimo di servizio qualificato ed individuale che in Puglia ha messo la parola fine agli orfanotrofi. Solo il 4% dei minori pugliesi accolti in comunità trova sistemazione in una struttura fuori Regione, e si tratta prevalentemente di minori dell'area foggiana e dell'Alto Tavoliere, mentre le strutture pugliesi accolgono per oltre il 27% minori provenienti da fuori Regione

Il 40% dei minori, invece, trova casa in vere e proprie famiglie. Quelle che aderiscono all'affido familiare, la vera scommessa della Regione Puglia. Sono più di 1.200, infatti, i piccoli che trovano nelle famiglie affidatarie un sostegno prezioso per incamminarsi verso percorsi di integrazione e recupero.  Tutti i progetti di accoglienza, infatti, hanno un unico obiettivo: reinserire i piccoli nelle loro famiglie d'origine, anche se ci sono delle criticità da superare: i lunghi tempi di permanenza nelle strutture ed il potenziamento dell'affido familiare.

Questi gli elementi principali del IV Rapporto sui Minori fuori famiglia in Puglia relativo ai dati del 2011, curato dall'Osservatorio regionale per le Politiche Sociali presso tutti i Comuni pugliesi e presentato in occasione della Giornata Internazionale dell'Infanzia che si celebra il 20 novembre. Anna Maria Candela, dirigente servizio Programmazione Sociale Regione Puglia, descrive a Spazio Sociale il il quadro complessivo del rapporto.

Manfredonia: con il progetto “PAT.GAR” Patto del Gargano, l’Ambito di Manfredonia ha inteso contribuire all’ampio e complesso dibattito sulla conciliazione famiglia-lavoro, con la piena consapevolezza dei benefici che la comunità può avere attraverso l’applicazione dei principi di pari opportunità e delle politiche conciliative nella vita quotidiana favorendo:

  • lo sviluppo di soluzioni innovative orientate a un maggior equilibrio tra vita privata e vita lavorativa soprattutto in termini di servizi di conciliazione per minori ed anziani;
  • il miglioramento dell’accesso e della partecipazione delle donne al mercato del lavoro;
  • la promozione di una maggiore flessibilità del mercato del lavoro;
  • la rimodulazione degli orari dei servizi per favorirne l’accesso e la fruibilità.


In particolare, il progetto si è articolato in un momento di analisi, attraverso la realizzazione di una ricerca sul fabbisogno di conciliazione famiglia-lavoro dei cittadini e di un’indagine sui servizi/interventi promossi sul territorio e sulle buone prassi sperimentate in altri territori, e di un momento di scambio e confronto per l’individuazione di nuovi servizi/interventi di conciliazione, attraverso la realizzazione di forum di approfondimento sui seguenti temi:

  • “Interventi e strategie per contribuire a diffondere la cultura di genere nelle Istituzioni sociali e politiche”;
  • “La flessibilità oraria come strumento di conciliazione vita-lavoro”.
  • “Servizi di conciliazione vita-lavoro a scuola e in altri luoghi”.


L’azione di ricerca condotta sui 4 Comuni dell’Ambito ha coinvolto 227 lavoratori pubblici e privati e 12 testimoni privilegiati appartenenti a varie categorie, sindacati, dirigenti scolastici e Terzo settore. I forum tematici sono stati realizzati attraverso il coinvolgimento dei soggetti che aderiscono al Patto sociale di genere e, più in generale, dei cittadini e delle diverse realtà operanti sul territorio. Il convegno sarà occasione per presentare e diffondere i risultati del progetto e soprattutto per condividere proposte e suggerimenti utili per lo sviluppo delle politiche di conciliazione ed il miglioramento della qualità della vita delle comunità.

Programma dei lavori
martedì 4 dicembre 2012
Assessorato Politiche Sociali - Palazzo Orsini, via San Lorenzo 47 - Manfredonia
Accoglienza partecipanti
Saluti e introduzione ai lavori
Assessore Paolo Cascavilla
Gli impegni dell’Ambito di Manfredonia a favore delle Politiche di conciliazione
Maria Sipontina Ciuffreda - Dirigente 5° Settore - Comune di Manfredonia
Felice Scirpoli - Vice Sindaco e Assessore alle Politiche Sociali - Comune di Monte Sant’Angelo
Rosa Pia Ciccone - Assessore alle Politiche Sociali - Comune di Mattinata
Michele Ciuffreda - Comune di Zapponeta
A seguire la presentazione del portale web
Parità tra donne e uomini nel lavoro, conciliazione e qualità della vita in Capitanata
Antonietta Colasanto - Consigliera di parità della Provincia di Foggia.

Le politiche di genere in Puglia: cosa sta cambiando e cosa ancora cambierà
Serenella Molendini - Consigliera di parità della Regione Puglia
Tiziana Corti - Funzionario della Regione Puglia
Buone prassi per le Politiche di Conciliazione - Esperienza
a cura della Dott.ssa Barbara Cabiddu

I risultati raggiunti e le proposte future
Antonio Cocco - Euromediterranea S.p.A.
Presentazione cortometraggio a cura dell’Associazione “Angeli”
Conclusioni
Elena Gentile - Assessore Regionale al Welfare
Modera: Avv. Maria Grazia Campo.

Migliaia di sfollati che vivono in centri collettivi senza riscaldamento, metà degli ospedali cittadini non funzionanti, mancanza di beni di prima necessità come medicine, coperte, vestiario invernale e scarpe per i bambini. Sono solo alcuni aspetti della drammatica situazione registrata a Homs da un team di operatori in Siria dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) rientrati la notte scorsa a Damasco dopo una missione di valutazione di due giorni.


Secondo quanto riferito dal team – coordinato dal rappresentante in Siria dell'Agenzia – i partner della Mezzaluna rossa araba siriana (SARC) hanno finora registrato 250mila sfollati all'interno e nei dintorni della città.

Nel corso della missione il team ha incontrato i rappresentanti della SARC, aggiornando i funzionari locali sullo stato delle operazioni UNHCR nell'area, tra cui la fornitura di aiuti non alimentari. Della squadra faceva parte anche il coordinatore per il settore degli alloggi dell'Agenzia in Siria, con il compito di valutare la possibilità di intraprendere la ristrutturazione degli alloggi.